La dieta che funziona, inizia dal carrello

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Poca fuffa: qual è la dieta che funziona davvero? Quella presa seriamente. Quella dove non ci sono deroghe, non ci sono i ‘se‘ e i ‘ma‘, quella dove le eccezioni non diventano abitudini.

La dieta che funziona, inizia dal carrello. Apro l’armadietto della dispensa e trovo ancora i residui di Natale e della Befana: cioccolata al latte di tutti i tipi, ovetti, caramelle, biscotti confezionati e pure le merendine. E poi i crostini salati, i crackers salati, due buste di pop-corn da microonde. Persino un Ciobar.
Fare una dieta sapendo di avere in casa tutte queste tentazioni, è una tortura psicologica. Una martellata sulle palle.

Che si fa? Lo sbaglio frequente è dire cose come:
– eh, però adesso ci sono, è un peccato buttarli;
– li tengo lì per le occasioni, ma tanto non li mangio;
– servono per i bambini…
– se dovesse venire qualcuno…
(ma chi è mai venuto a casa tua all’improvviso a mangiare una barretta di cioccolato?!)

Che brava ciccioncella mentitrice 😀
La questione è che se in casa hai un cioccolatino o una caramella, alla fine quel dolciume si impossesserà della tua volontà, un giorno o l’altro, e si stabilizzerà immediatamente sul tuo punto vita.

E allora niente coccole, niente gratificazioni, niente eccezioni? Oh, sì, le coccole e le eccezioni sono obbligatorie! Ma siamo sicure che passino sempre attraverso il cibo? E se il cioccolato ci piace e fa bene, siamo sicure che, tenendolo in casa, lo mangeremo solo una volta a settimana?

Ecco allora la soluzione, a seconda del tuo carattere:

Golosa indolente, talmente pigra che, pur sapendo di avere il cioccolato a casa, non fai nemmeno lo sforzo di mangiarlo: rifila il cioccolato ai tuoi ospiti, o mangialo una volta a settimana. Non corri pericolo.

Golosa nazi, talmente convinta della dieta da aprire la dispensa, insultare con disprezzo il cioccolato e odiarlo, senza cedergli, con tutta la fermezza che hai. Buttalo via. La tua intransigenza con te stessa, potrebbe metterti a rischio di cedimento.

Golosa tossicodipendente, convinta di poter tenere pacificamente il cioccolato in casa perchè ‘tanto io smetto quando voglio‘. Buttalo via e consegna immediatamente i contanti, la carta di credito, il bancomat, i buoni pasto e anche le monetine che hai nascosto in macchina per il parcheggio.

Golosa animista, senti la tavoletta di cioccolata che ti chiama di notte, lei ti parla in una lingua conosciuta, ha il canto delle sirene ed è tua amica, vi volete bene perchè anche le cose hanno un’anima gentile. Parla con la tua cioccolata e dille di andarsene.

Golosa emotiva, capace di stare 3 settimane senza sgarrare mai una volta, ma facile agli attacchi di golosità compulsiva se il tuo capo di fa venire i nervi, hai litigato col marito o la tua amica si è rivelata essere una stronza di prima categoria. Riempi la dispensa di carote e cambia frequentazioni.

Qual è la golosa perfetta? La Golosa seriale: ligia al dovere, ha liberato la dispensa da ogni porcata che superi le 80 calorie all’etto, mangia frutta e verdura a volonta, fa la spesa con saggezza e nel carrello mette solo i prodotti giusti per la dieta, senza sgarrare. La golosa seriale, persona saggia che ama la vita e ha come scopo il godimento, si concede uno sgarro a settimana, invitando gli amici a cena o andando al ristorante o uscendo con le amiche.

Una sera a settimana prende del tempo per sè, mangia di gusto, ma con moderazione, alimenti non consentiti e anche il dolce finale, beve due bicchieri di vino, e poi ricomincia la sua settimana di perfetto regime alimentare. Non fa l’errore di pesarsi ogni mattina, soprattutto non dopo la sua serata libera, e alla fine della settimana, nonostante la sua botta di vita settimanale, ha perso uno o due chili in scioltezza.
La Golosa seriale è un killer: uccide la ciccia con la forza della vita. Capisce il valore del sacrificio perchè si concede il godimento. Capisce la necessità di una dieta, perchè sa di potersi premiare senza colpa.

Commenti

  1. Ma davvero esiste la golosa seriale? secondo me è come l’unicorno, o il principe azzurro o l’uomo che abbassa la tavoletta! Mitologia…

    • ahhaaaaa diciamo che secondo me ci si può diventare! se ci si impone di non comprare schifezze e di fare la dieta serenamente, e poi però ci si premia con un’uscita settimanale… allora è facile prendere il giro e non vedere più la dieta come una cosa terrificante, ma come una bella occasione per stare bene 😉

  2. E la golosa animista con marito goloso che compra i cioccolatini e li nasconde e lei invariabilmente li trova “per caso”, sentendo una vocina che la chiama da lì? Per lei non c’è speranza, vero? 🙁

  3. La golosa ipocrita? quella che al mattino corre 5 km sul tapis roulant, solleva i pesi per 15 minuti, mangia insalata di pollo a pranzo, pesce e verdure a cena…poi una volta messe a letto le figlie si scofana 100 gr di cioccolato alle nocciole ( fair trade & biologico eh!!)
    Ecchime!!!

  4. Tossica, animista ed emotiva. Un casino.
    Infatti non riesco a ripartire.
    Oggi io e la mia dispensa dobbiamo guardarci nelle palle degli occhi e vedremo chi la vince!

  5. sono una golosa emotiva tendente all’animismo… ma tento con moderata determinazione di diventare seriale! e ci stavo pure riuscendo prima delle vacanze di natale, ora si volta pagina e si ricomincia dalle carote. punto. ;-))))

  6. Non so che tipa di golosa sono, forse un pò tutte a seconda di come mi gira, ma una cosa è certa… non mi sono presa in giro e la dieta la inizio dopo aver ragionevolmento ripulito la dispensa (mica mangiando tutto io, però eh!) e soprattutto dopo aver pianificato la spesa giusta, comprando solo ciò che serve per il menù settimanale… così forse gliapossofà!

  7. io risolvo l’enigma in partenza ed utilizzo, a mio favore, il fatto di essere Celiaca quindi:
    1 – appena arriva in casa un cesto natalizio lo apro e lo smisto paste, panettoni e dolciumi vari tra suoceri e genitori;
    2 – il giorno di Natale, se dopo il pranzo è avanzato qualche cosa, faccio i sacchettini e tutti escono con qualche cosa in mano;
    3 – e se dopo l’Epifania scopro ancora qualche cosa porto tutto il ufficio e lo piazzo vicino alla macchinetta del caffè
    …Mors tua vita mea… 🙂

  8. Golosa emotiva a rapporto! (avevi qualche dubbio?) solo che io invece che tuffarmi sulla barretta di cioccolato (e infatti le calze della befana di saruccia sono li e manco mi ispirano…non le posso buttare…rischio la lapidazione da parte della figlia) opto per un bel tubo di Pringles (si poteva fare pubblicità??):)
    Comunque potrei tenermi un tubo di pringles a settimana e diventare una golosa seriale già già 😀

  9. Io sono il Dr Jekyll & Mr Hide delle diete: di giorno sono golosa seriale (no a caramelle, bibite, nulla…e ai rinfreschi dei colleghi mi astengo e sorseggio acqua), ma la sera accuso le tensioni del lavoro e divento la golosa emotiva che dopo cena non resiste alla marmellata presa con le dita e direttamente dal vasetto!!
    E poi non faccio pace con questi sgarri settimanali: basta un primo semplice o una fetta di torta e il giorno dopo mi ritrovo con un kg (oh, 1 kg!!!) in più che impiego 3/4 giorni a smaltire!!Ouf, che nervi!!!!

  10. grazie al tuo articolo ho scoperto di essere una golosa emotiva, mi dò ai dolci solo se mi fanno arrabbiare per fortuna succede di rado…

  11. io attendo di finire ste robacce, non ho comprato piu’ niente, passo davanti con nn curanza anche al mio amato gingerino…
    pero’ i dolci rimanenti mi sa che li devo portare alla colleghe del nido…

  12. hai dimenticato il “marito della golosa” (anzi nel mio caso la moglio del goloso) che porta in ufficio qualunque cibo vagamente calorico arrivi accidentalmente a casa, prapara cibi sani e in quantità industriali (un’insalatona o una mega zuppa hanno pochissime calorie ma “riempono” un sacco) … i risultati sono ottimi … la tenuta del matrimonio incerta 😉

    PS: il marito per il momento resiste

  13. Cara Barbara io mi sento Golosa seriale. A casa nostra non c’è l’ombra di un cioccolatino, fanno eccezzione i plasmon per il Cucciolo e i biscotti per la mia colazione!Mio marito è un golosone, per lui un dolce non è tale se non è fatto di cioccolato!Ora che siamo a dieta mi ha confessato che a volte, quando io e il Cucciolo siamo già andati a dormire, cerca in dispensa o nelle tasche del cappotto del piccolo alla ricerca di qualche caramellina dimenticata!
    Spesa intelliegente, compriamo solo quello che abbiamo scritto sulla lista e una volta a settimana ci concediamo una serata in pizzeria o il pranzo della domenica dai suoceri!
    La nostra coccola quotidiana: espressino d’orzo con una spruzzatina di cacao rigorosamente al bar!!
    Ormai la nostra dieta va avanti da 3 mesi, io ho perso 6 kili, mio marito 10 e siamo sopravvisuti alle feste di Natale senza troppi sacrifici e ho imparato che la fame non deve partire dalla testa ma dalla pancia, nel senso che se ho fame mangio altrimenti mi fermo un attimo per capire qual è il reale motivo se mi viene un attacco di fame spropositato!

  14. ormai sono convinta che qualsiasi dieta fallisca entro qualche mese (anno… decennio…) a furia di ordini il corpo si ribella e la mente non distingue più i segnali di sazietà. la mia personalissima illuminazione l’ho avuta leggendo questo http://www.amazon.it/dp/8848117406/ref=asc_df_88481174061756959 … mi ha ricordato o meglio insegnato come mangiano le persone normali.
    consiglio la lettura, anche se si sceglie di restare a dieta. tanto per farsi un’idea!

  15. UFFFFFFFFFFFFFFFFAAAAAAA….. ho tanto bisogno di mettermi a dieta, ma non ce la faccio… non scatta quel qualcosa dentro di me indispensabile per essere coerente… sono così triste, arrabbiata, delusa da me stessa…
    cerco suggerimenti…

  16. Io sono tossicodipendente animista ed emotiva. Ho speranze?

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