485 motivi per dire no

scarpe-ferragni

No. Occhei, magari non li elencherò tutti e 485, questi motivi, ma solo un paio. Magari ne elencherò anche solo uno. O magari due. Partendo dall’inizio…

L’altro giorno leggo sul Corriere, a firma di Elvira Serra, un articolo su la 27esima ora: Il tempo di noi single non vale meno di quello di voi mamme. Sul titolo onestamente sono d’accordo. Il tempo è tempo per tutti, indipendentemente dalla prole, indipendentemente dalla classe sociale, indipendentemente da quanto lo si usi o lo si sprechi.

Poi però andando avanti mi incavolo (visto il tenore dei commenti, temo di non essere l’unica…) per la chiosa dell’articolo:

Era un paio di strepitose Manolo Blahnik color argento da 485 dollari, immolate sull’altare della sacra famiglia americana. […]
Quindi, sapete che c’è? C’è che io voglio le mie Blahnik. Metaforicamente (ma anche no).

Certo. Ma anche NO. Ache no per 485 volte.
Anche no per le Manolo Blahnik e anche no per le scarpe della Ferragni, che costano uguale, e anche no per la Birkin (scusa socia).
E non è una faccenda di puro moralismo, che il moralismo lo lasciamo ai vecchi e a quelli che si riempiono la bocca di frasi tipo: ai nostri tempi…

Avere un limite non è moralismo. Avere pudore non è moralismo. Scandalizzarsi perchè una giornalista preferisce un paio di Manolo Blahnik a un figlio non è moralismo.
Anche perchè, sapete che vi dico? Chi non vuole figli fa bene a non averne! Non sostengo la necessità di procreare per forza, e stimo le coppie senza figli perchè sanno opporsi con fermezza a un dovere che non sentono come proprio. Non mi sento di valere di più perchè sono madre: è tutto da dimostrare, sinceramente, visto che Elvira Serra scrive per il Corriere e io scrivo su Trashic, per dire…

Però, davvero, facciamoci un piacere: basta. Basta farci prendere 485 volte per il culo.
Carrie Bradshaw non esiste. Noi non siamo Carrie Bradshaw. E se il tempo è importante per tutti, cerchiamo di non gettarlo alle ortiche parlando di vibratori, Martini e sesso con uomini rimorchiati una sera per caso.

Ho 485 motivi per dire di no a quelle scarpe, e anche alle scarpe della Ferragni (che mi piace molto, eh!). E sono le 485 cose che ho nella lista dei miei to-do di oggi, e anche di domani.
Perchè single o madre non fa differenza: ogni donna (e uomo) è importante, e la maternità non è asso pigliatutto.

Ma se ci serve tempo, usiamolo per 485 cose che non riguardino un paio di scarpe tacco 12. Non solo. Per favore.

Commenti

  1. Basta farci prendere 485 volte per il culo

    Ma quanta ragione hai? E poi io, che non ho figli e sarò pure moralista, questi articoli della 27ora un po’ scandalistici, molto anni ’90, non li capisco. Scarpe v/figli ora; cani v/bambini qualche tempo fa. E poi, è vero il tempo deve valere per tutti, ma fino a prova contraria i bambini sono letteralmente il nostro futuro, che abbiamo figli nostri o meno.

    • A me questo blog piace moltissimo: è ben scritto, ironico, sarcastico, pungente… ma le scarpe da 485 euro no, davvero, cacchio. Se devi stare in ufficio a fare gli straordinari per comprare un paio di scarpe così, vuol dire che il tuo tempo non vale molto.

  2. Hai tanta ma tanta ma tanta ragione.
    Anche perchè, detto tra noi, ma sai con quei 485 dollari quante cose ci potrei fare questa settimana e il mese prossimo? (io ho un paio di scarpe che vorrei che costano pure qualcosa in meno…ma faccio parte di quella schiera di donne che è felice di aver rinunciato a dei trampoli, o ad altri piaceri futili per un figlio…che poi…alla fine a ben guardare, ma chi è che ha rinunciato a cosa? Vivo esattamente come prima…solo in modo più creativo e confusionario!) 🙂

  3. Eccomi anche qui, e te lo commento volentieri questo articolo. Ho letto l’articolo ed i commenti alla Serra. Discutibili direi. Io personalmente, ed anche mio marito, siamo persone impegnate col lavoro, ed a cui piace(o piacerebbe) togliersi qualche soddisfazione personale, un capriccio. Io adoro la Birkin, adoro le borse griffate e se potessi la ordinerei e la comprerei al volo. Forse un giorno ci riuscirò. Per adesso salto, ma sto qua nel mondo reale felice di essere mamma e bi-mamma tra poco. E sinceramente non mi posso associare alla schiera di mamme che chiedono i giorni in più per stare con i figli, ho dei giorni che mi spettano per la loro malattia e per le visite mediche. Stop. E lavoro nel pubblico, in sanità. e sai che c’è? Nessuno alla prima gravidanza ha visto bene di mettermi in maternità anticipata perchè sono una categoria a rischio. Ho lavorato fino all’8 mese, con le contrazioni, in macchina a guidare ed in reparto a contatto col malato. Ti sembra che abbia avuto un trattamento di favore? Ciliegina sulla torta per poter portare e prendere mia figlia al nido ho dovuto cambiare orario di lavoro, e sembrava che avessi chiesto la luna.
    Quindi scusate se questi sono solo alcuni dei 485 motivi per cui per adesso non mi compro una birkin.

  4. 485 motivi per dire di no? uno solo, queste scarpe non mi piacciono per niente!!!
    E vorrei commentare anche questa frase estrapolata dall’articolo in questione:
    ” La mia serata sul divano a leggere un libro è per me altrettanto vitale, rinfrancante e importante di quanto non sia per una mamma coccolare il suo bebè”
    giusta, giustissima! Io ho la fortuna di essere single, mamma e cane-munita..tutto in una vita sola….non mi sono mai sentita più fortunata di nessuno se dall’ufficio potevo uscire 30 minuti prima per andare a ritirare il pargolo dall’asilo!!

  5. d’accordo su tutto, pero veramente non capisco perché oggi la parola ‘moralista’ ha solo un’accezione negativa. Anche per questo bisogna dire grazie ai guru della comunicazione del nostro governo in carica.

  6. guarda ieri quando ho letto quell’articolo anch’io stessa reazione: bello il titolo, concordo! poi sono andata avanti e… embe’… a me sinceramente quello che proprio lascia stupefatta è questa continua lotta tra categrie, questo farsi la guerra sentendosi sempre dalla parte giusta. io ho figli e sono meglio, tu sei single e compri manolo e sei sfigata e immorale. o viceversa tu cambi pannoli e sei sfigata io compro le scarpe della ferragni (che a dire il vero nominata accanto a blahnik e alla birkin, scusa socia, ma e’ abbastanza stridente 😉 ) e sono “giusta”.
    ma davvero non c’è possibilità di convivenza?
    secondo me e’ indecente che un paio di scarpe costi 485 euro, ma le scarpe tacco 12 a me fanno impazzire, le compro a prezzi nettamente inferiori e cerco di indossarle nelle mie brevi fughe dalla mammita’. non tornerei mai indietro e anzi dovendo scegliere mio figlio sarebbe comunque in cima alle mie priorità. sono un’aliena? no. la maggior parte delle mamme a questa conciliazione ci arriva. nonostante abbiamo i nostri momenti down, noi restiamo donne, belle, che sanno affascinare e sanno godersi un martini occhieggiando con l’uomo del proprio cuore. non sempre ne abbiamo il tempo, ecco. per questo esiste trashic 😀
    comunque la cosa grave resta il fatto che invece a livello sociale ci si metta su spalti opposti e non si abbia uno sguardo d’insieme. che si pensi sempre al proprio orticello e mai a una visione totale.
    io con questo commento non difendo la mia scelta “morale” di avere un progetto famiglia e non spendere 485 dollari o euro che siano in un paio di scarpe, ma il mio rispetto per il genere umano, che di contro esigo. se entro a casa di qualcuno che mi chiede di togliere le scarpe, non critico il suo essere “famiglia”, rispetto la sua ospitalità e punto.
    sul posto di lavoro regole uguali per tutti, ma anche sensibilità e flessibilità per ogni caso, dove e’ possibile (perche’ poi sinceramente il mondo lavorativo di cui parla la serra io lo sento poco… quei paradossi non succedono mica dappertutto e ogni giorno, eh?).
    rispetto umano.

    • Infatti: rispetto umano. Che poi, scusa, ma il problema vero dell’articolo non è che le madri escono in orario dall’ufficio. E’ che una giornalista ritenga normale doversi fermare a turno OLTRE l’orario di ufficio!! Ma scherziamo?! Che tu sia single o madre, non esiste che tu debba lavorare oltre il tuo orario, solo perchè hai un capo che non sa gestire la squadra. Se 8 ore non bastano, per fare quel lavoro, allora assumi più gente!

      • brava!!
        e poi anche li la polemica e’ verso la mamma che “timbra il cartellino” e esce, mica verso chi obbliga a fare straordinario. e’ questo il punto: ci si fa la guerra tra donne (o comuqnue tra categorie) e non si va al nodo vero della questione, il rispetto umano verso il lavoratore.
        meno male socia che noi siamo tutt’e due mamme, e non abbiamo capi, va’!
        :*

        • Esatto, hai centrato il punto: che è stata fatta una guerra tra donne, quando semplicemente anche lei doveva dire ‘io esco che ho finito, ciao ciao’. Che la colpa non è sempre delle donne, uffa…
          (oggi mi girano a vortice ahhaaa)

          • Brave è esattamente quello che penso. L’articolo e soprattutto i commenti dopo fanno una guerra tra categorie e nemmeno solo tra donne ma tra genitori e non genitori. Il punto a mio avviso è che nel mondo in generale dovrebbe esserci quella che c’era una volta (si l’ho detto….) la solidarietà sociale. Se un genitore ha una chiamata dalla scuola che il figlio ha la febbre gli altri colleghi dovrebbero essere gentili e non lamentarsi perchè io sono anche dell’avviso che quello che si dà alla fine ci torna indietro in un modo o nell’altro (magari chi ci ha fatto una gentilezza può aver bisogno in un altro frangente..) come al solito sn arzigogolata e incasinata ma spero di aver reso l’idea.

          • Care amiche, di questa nuova guerra tra donne ho scritto anch’io: l’articolo era paraculo (cito Wonder) quanto bastava per scatenarla e farci cadere nella trappola delle single vs mamme…

  7. non commento là perchè rischio di sparire tra i 200 e oltre commenti.

    ma immagino che lei sia la classica tipa che a 27 anni vuole le scarpe e a 35 vuole il figlio, e le ferie a ferragosto, e l’uscita dall’ufficio alle 5, e e e….
    quando si dice badare al proprio, banale orticello.

    io dico che chi scrive queste assurdità meriterebbe, quando sarà il momento, di farsi pagare la pensione da quelle orribili scarpe e non dai figli degli altri.

  8. mi spiace dirlo, ma i peggiori nemici delle donne sono…le altre donne.
    io ho 40 anni, sposata senza figli e la mia è una strada a metà fra la scelta e ilc aso, nels enso che non mi sento “mamma”, non mi sento meno realizzata perchè non ho figli, ma se fossero venuti o se arrivassero (ho 40 anni, non 400) andrebbe bene.
    e se non arrivano…non mi sento privata di qualche cosa.
    sono una fashion victim, lo ammetto (altrimenti che cosa facevo qui o sul blog della ferragni, che mi è pure simpatica?), ho un numero di scarpe e borse spropositate e ogni tanto nell’armadio scovo vestiti dei quali avevo dimenticato l’esistenza.
    sonos tata vcento volte sul punto di comprarmi delle superscarpe, sonouscita dicendo “basta, oggi lo faccio!”
    poi arrivo davanti alal vetrina e già se il prezzo è superiore ai 200 euro mi prende male…francamente se devo cacciare fuori oltre 400 euro preferisco una borsa…
    ma, ripeto, SE
    fra pochi giorni compio 40 anni e mi voglio fare un regalo, e ci sto pensando e ripensando perchè mi voglio fare un “bel” regalo e oscillo fra le vetrine di bulgari e quelle di balenciaga…chissà come finirà..
    e non è il prezzo delle scarpe a renderle belle…
    ci sono certe scarpe costose da sacerdotessa dell’amore mercenario, così come le trovi ugualmente volgari da zara….il gusto invece, quello non si compra…

    insomma, tutto questo per dire che ognuno della propria vita è giusto che faccia ciò che vuole e che siamo noi le stupide che ci facciamo la guerra su tutto…
    avete mai visto gli uomini dividersi fra chi porta i calzini corti o lunghi?= fra chi compra le camicie all’oviesse e chi se le fa fare su misura?
    e non si parlano dietro nemmeno se uno si compra un trattore della BMW e quell’altro impiega meno della metà dei soldi per portarre i figli in vacanza
    roma-lazio
    milan-inter
    genoa-samp
    juve-toro
    questi sono gli argomenti che dividono gli uomini…

    noi invece siamo sempre in geurra fra di noi…

    divide et impera, diceva qualcuno, e infatti…eccoci qua

    detto questo, le scarpe della foto mi fanno un po’ schifo e non perchè costano 485 euro…
    e quelle della ferragni sono troppo banali per pagarle più di 80 euro…
    😉

    • avete mai visto gli uomini dividersi fra chi porta i calzini corti o lunghi?= fra chi compra le camicie all’oviesse e chi se le fa fare su misura?

      ma chi? gli uomini? questi edonisti bambaccioni? (ok ho esagerato, ma..si, ne ho visti)

  9. Amen. A tutte voi.
    Avete detto tutto ma posso dirmi d’accordo?
    E’ una guerra…STUPIDA.
    Altre parole non hanno senso.

  10. ma è così brutto scandalizzarsi per un paio di scarpe costose?
    o per una borsa costosa …
    si vede che non posso permettermele, forse si.
    diciamo che quella cifra la concepisco facilmente per la tecnologia
    ma per quello che attiene all’attrezzatura muliebre mi pare troppo, son troppo volubile. non me lo potrei permettere preferisco uno status symbol più geek …

    però è giusto niente guerra fra donne …
    🙂

    • Ecco, e io aggiungerei: è così brutto scandalizzarsi? Mi sento terribilmente vintage, ultimamente… Viglio dirlo e urlarlo a tutti: io mi scandalizzo! Mi scamdalizzo per la politica, mi scandalizzo per la violenza, mi scandalizzo per la vacuità della moda.
      E io sono una che della leggerezza si fa un vanto, mica mi leggo i libri di Margherita Hack giorno e notte, eh… Ma, semplicemente, mi chiedo: ma ci staremo facendo un po’ fregare, noialtre? A me tutto sto circo ricorda le robe tipo: panem et circenses.

  11. Uh su un altro articolo della 27a ora ci ho fatto un post anche io http://luciebasta.wordpress.com/2011/04/08/strike-a-pose/
    Mi sa che di uscite poco felici cominciano ad averne troppe. Superficialità o voglia di stupire a tutti i costi? Ma davvero l’universo femminile è ANCORA così stereotipato?
    (bah, vista la maggioranza degli articoli di giornali e tv era meglio che sta domanda non la facevo…)

  12. Come avevo detto, è un articolo esclusivamente paraculo e di una scemenza allucinante. La mia personalissima opinione è: 485 euro un paio di scarpe? E’ più forte di me, anche se fossi straricca non credo ci riuscirei, lo trovo immorale.

  13. Io non ho figli, ma vorrei tanto averne…
    Convivo con il mio compagno, non sono bigotta ma ho dei valori…
    Condivido in pieno quanto è stato scritta finore e sinceramente credo che spendere 485 € per un paio di scarpe (quasi un milione delle vacchie lire) sia poco etico e immorale!
    e non solo perchè le scarpe non mi piacciono, perchè lo stesso discorso lo farei per la Birkin che mi piace eccome..
    Anche se, devo ammettere che, probabilmente, con la mia scelta, sono un po’ di parte!

  14. Uh, argomento complesso (e metti tanta carne sul fuoco). Al contrario, l’articolo che citi è proprio stupido. C’è chi scrive su trashic e chi sul corriere, ma guarda un po’, io preferisco trashic. A proposito del prezzo delle scarpe, eh, io così tanti soldi non li spendo per un paio di scarpe, ma faccio fatica a dire che in assoluto non si possono spendere. Mia nonna contadina diceva ai miei genitori che spendevano troppo per i libri ma questo a noi immagino non scandalizzi. Certo, è futile, ma se fosse tanti soldi per un quadro d’autore? Eh, ma quella è arte. Beh, forse io non li spenderei neanche per l’arte (in proporzione, pensando a una cifra altrettanto spropositata).
    Diverso è la questione lavorativa. E lì mi indigno. Davvero. Perché la ditta per cui lavoravo è fallita venerdì e nessuna, dico, nessuna delle bravissime programmatrici con bimbi piccoli è riuscita a trovare un altro lavoro allo stesso livello. E ad alcune è stato detto in faccia che era perché erano mamme. Perché non fanno gli straordinari, perché stanno a casa per le malattie, perché rompono per le ferie. Perché essere mamma è un handicap, non un vantaggio, sul posto di lavoro. E sono cose serie, queste, non scarpe con il tacco.
    E dire che il titolo era piaciuto anche a me, che la mia singletudine me la vivevo piuttosto bene, a suo tempo. 🙂

    • lisa for president!!!

    • clap clap
      standing ovation!
      io non ho figli, ma se faccio un colloquio di lavoro ala fine si gira intorno a quell’argomento lì…anche perchè ho l’età che il treno sta passando e lo vedo ceh il pensiero di tutti è “tu non hai figli e di certo non vieni a farli qui da noi!”

      la mia amica con figlio fa molti colloqui e alla fine le dicono che è brava bella, intelligente, competente, professionale, perfetta per quel lavoro!

      solo che poi le preferiscono sempre un un uomo…come mai?

      alla fine la maternità finisce per essere una colpa, come se una i figli li facesse per far dispetto al datore di lavoro e per abbassare di proposito il PIL.
      ihihihihih diaboliche mamme sovversive!

    • cara lisa argomento comune e molto sentito, ahimè
      PS: anche a me la singletudine è piaciuta molto, poi si cambia e si fanno altre scelte. il problema è che spesso queste scelte non sono libere, e il sostegno doveroso viene a mancare.
      Speriamo in bene per le nostre figlie…

  15. A me vien da dire: fate tutte e tutti quello che credete giusto ma SIATE FELICI e NON LAMENTATEVI o mettetevi in competizione per chi ha fatto la scelta giusta, tra voi e gli altri!!!

    E comunque…RISPETTO va SEMPRE E COMUNQUE a chi procreando garantisce il futuro anche di chi giustamente i figli non li ha. RISPETTO E DEVOZIONE a tutti i genitori che SE crescono i loro figli BENE, investono su un mondo migliore. TUTTI dovrebbero sentirsi RESPONSABILI dei bambini e dei ragazzi, non solo dei propri!

  16. FACCIO LA OLA A QUESTO POST!!!

  17. penso che non debba essere o le scarpe strafighe e stracare o i figli.
    se me le potessi permettere (magari un altro paio perchè quelle proprio non mi piacciono) non vedo perchè, anche con 2 figli a carico, non me le potrei comprare!
    e non colpevolizzo chi se le compra!
    io ho la passione dei viaggi, prima ne facevo qualcuno in più, ora ne faccio qualcuno in meno, ma non punto il dito verso chi si fa il giro del mondo e spende un sacco di soldi!
    MAGARI! piacerebbe pure a me! spero di poter tornare a farlo! ma non denigro gli altri che se lo possono ancora permette e non colpevolizzo i miei figli perchè per il momento non lo posso fare. è stata una scelta mia, e se ho sbagliato “a prenderci le misure” la colpa eventualmente è solo mia!

    • Certo, Cinzia, infatti noi abbiamo messo in croce chi compra queste scarpe, abbiamo denigrato pesantemente queste donne e abbiamo anche scritto che ci fanno proprio schifo quelle che pensano a divertirsi e ad alleggerirsi la vita se hanno messo al mondo dei figli…
      Ma per piacereeeeeeeeeeeeeeeeee! 😀

  18. un bambino che ti sorride vale molto più della cifra che serve per comprare queste scarpe. e adire il vero io non so neppure camminarci. e allora mi tengo i 480 dollari, mi tengo i miei due piccoli diavoletti e con gli stessi soldi me ne vado 4 giorni in giro tutti insieme come abbiamo fatto adesso a Pasqua.
    ognuno ha le sue priorità, ma non penso che la scelta sia tra un figlio e un paio di scarpe. a me piace viaggiare con tutta la famiglia. mi compro un vestito in meno e faccio una gita in più. in primavera non mi rinnovo il guardaroba, però le nostre vacanze ce le facciamo sempre. (e vi assicuro che pur viaggiando in quattro sono comunque low-costissime).
    ma se avessi la passione delle scarpe o delle borse, forse cederei a qualche follia (anche se queste sono davvero una follia). anche se sono una mamma. che c’entra? perchè forse le mamme vanno in giro sciatte? ma ci mancherebbe!!!! io lavoro in un’azienda dove non ti puoi mica presentare in ciabatte! che tu sia mamma o no. chiaro che se per accompagnare i piccoli a scuola faccio 2 km a piedi o uso la bici, magari vesto un po’ più pratica di altre colleghe.

  19. Io non ho figli e non ne avrò quindi sicuramente sono di parte, ma questo articolo della Serra non mi pare così scandaloso:
    – Fa riferimento ad una puntata di Sex and the City che è una delle mie preferite in assoluto e che significa ben altro rispetto a scarpe vs figli.
    Significa che ci vuole rispetto per tutti.
    Che bisogna rispettare le scelte di vita diverse dalle proprie.
    Che ognuno ha diritto di fare quello che gli pare e piace con i suoi soldi e che spendere soldi guadagnati onestamente non è MAI immorale.
    Io ho diverse paia di scarpe da 300/400/500 euro e non me ne vergogno né mi sento in colpa per averle comprate.
    Non ho di certo rinunciato ad avere figli perché sennò non mi sarei potuta più permettere le scarpe!
    – A creare questa guerra madri vs single non sono le donne stesse ma lo Stato (perché i single devono pagare più tasse rispetto alle famiglie?!) e i datori di lavoro. E’ giusto che le mamme abbiano il diritto di uscire in orario, ma è altrettanto giusto che lo abbiano le single.
    E’ giusto che le mamme abbiano il diritto di fare le ferie quando le fa il marito, ma non è giusto che abbiano la “prima scelta” nei giorni di ferie rispetto alle single.

    Rispetto sempre e comunque per me significa comprendere tutti i punti di vista e non giudicare nessuno con sufficienza.

Parla alla tua mente

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