L’editoriale del Venerdì

C’è chi fa lo Shopping del Lunedì, chi fa il Giovedì del Libro, chi l’Ispirazione del Martedì, e noi facciamo l’Editoriale del Venerdì con la nostra ormai consolidata e precaria (in)costanza 😀

Leggevo giorni fa su Refinery29, un articolo su Carrie Bradshaw, beniamina delle fashion addicted, nonché protagonista della fortunata serie SexAndTheCity. Una sua fan ha fatto i conti nelle tasche della Newyorkese più eccentrica e modaiola che ci sia, arrivando alla conclusione che noi, sognanti e occhieggianti consumatrici del telefilm, siamo state prese per i fondelli. E non poco.

La blogger di TheFrenemy calcola in maniera molto generosa lo stipendio che una scrittrice con rubrica settimanale su un quotidiano possa ottenere e a quello sottrae tasse, affitto, consumi della casa, spese per mantenere il suo stile di vita (taxi per qualsiasi spostamento, pranzi con le amiche nei posti più trendy, Cosmopolitan a tutte le ore, per non parlare dello sfascio di preservativi che le tocca comprare). E a questo punto lo stipendio sarebbe abbondantemente  finito, consentendo al massimo di togliersi lo sfizio di un vestitino da Forever21.

E invece no. Carrie ci fa credere di poter acquistare Manolo e Fendi con un battito di ciglia e berci su con le amiche.

Ci fa credere di poterselo permettere.

La blogger l’ha sgamata quantificando in un numero spropositato di zeri il suo debito.

Ma tutto quello è finzione, direte voi, è un film! Certo…

Aspettate un momento: ma com’è allora che a guardarsi in giro si vedono liceali con bauletti LV, studentesse universitarie che sfoggiano Birkin sui loro diari di stile (?), assicurando di averla acquistata di seconda mano, eh?, ragazze “normali” che hanno scaffali pieni di Louboutin e YSL?

A me sembra ci sia un’enorme confusione, e una stridente immagine di una società in crisi.

Ma non sarà che a furia di veder tutto a portata di zapping mano, ci siamo convinti di non poterne fare a meno?

Non sarà che più che di bisogno indotto, siamo affetti da imbarazzo indotto, se, uscendo dal coro, sfoggiamo la stessa borsa per due stagioni di fila?

Commenti

  1. Giù le mani da Carrie!! scherzo..mi fa sorridere tanto, io con il mio stipendio di giornalista al massimo potevo entrare da Terranova. Mi piace sognare ad occhi aperti ed immaginare che a New York tutto è possibile:D

  2. cara Caia,
    mi trovi perfettamente d’accordo. non più tardi di ieri pomeriggio, di ritorno dal lavoro, sulla metro B di Roma due sedicienni?diciassettenni? con bauletto LV da 500€, Hogan ai piedi, armani sui pantaloni…
    per carità, potrebbero essere figlie di papi (pardon, papà) ma a quell’età serve davvero un outfit del genere?

    un salutone!
    MC

    • ma infatti anche secondo me, non e’ detto che siccome i soldi ce li hai li devi necessariamente spendere in beni frivoli e legati all’immagine, secondo poi un modello assolutamente di omologazione.
      cioe’ io son contraria a dare in mano ai figli oggetti troppo costosi di cui non hanno imezzi per comprendere il valore, ma passi che ognuno coi propri soldi ci fa quello che vuole. ma vogliamo parlare dell’accondiscendenza a un volersi uniformare (e uniformare a un certo standard di ostentazione)?
      bah, non mi convince.

      • esistono anche i falsi! ormai sono praticamente identici agli originali e costano meno di un decimo! credo che quasi tutte le ragazzine che vedete girino con un falso. altrimenti come si spiega che anche nelle periferie più degradate ogni ragazzina abbia la sua vuitton di ordinanza?
        PS bel blog! vi seguo da un po’, per un’universitaria senza reddito proprio il cui massimo di spesa per un vestito è di 30 euro (di più mi sentirei in colpa verso i miei!!!), siete FONDAMENTALI! ciao!

        • grazie martina, il tuo commento e’ una bella carica da lunedi mattina 🙂
          comuqneu riguardo le vuitton e’ vero che ce ne sono molte false, chiaro, ma tem ahime’ che il discoros sia molto piu’ difficile e nasconda una piaga sociale che silbietta ha espresso bene raccontando di chi si indebita pur di apparire.
          e comunque ho l’occhio allenato, una vuitton finta la riconosco a distanza 😉

  3. i genitori di oggi cosi permissivi e coccoloni, concedono tutto alle loro figliuole e di certo non negano loro una vuitton per essere alla moda!.. che scherziamo?!..
    scusate ma io credo nei valori e sul fatto che debbano essere portati alla ribalta. tanti genitori di oggi pensano che soddisfacendo ogni richiesta della prole possano trasmettere loro qualcosa, renderli migliori agli occhi della società..
    ci sono in giro tante persone sterili e prive di spessore morale, e questo fa una gran tristezza. non faccio di tutta l’erba un fascio, sia chiaro, ma come ha scritto maria chiara, la vuitton a 16 anni è davvero troppo in quanto insegnamento errato per il loro futuro.

    ps sono molto critica! 😉

    • in linea generale la penso come te.
      come mamma mi auguro di poter sempre accontentare i miei figli nella loro richiesta di presenza, attenzione, cura e amore.
      in questa maniera non avro’ bisogno di sopperire con “cose”.

  4. Cresciuta in una famiglia “contraria al consumismo” posso vantarmi (con umiltà)di non avere “bisogno” di comprare all’impazzata cose di marca a costi spropositati. Ma credo che questo non significhi non essere attenti alla moda, anzi, mi è stato insegnato a riconoscere la “qualità” dei prodotti e sceglierla sempre quando possibile. Il “gusto” non va col portafogli, la cura del se nemmeno e soprattutto è bellissmo sentirsi curate e carine sapendo anche di aver rispettato anche la vita di chi è meno fortunato di te. Mi piace il vostro blog anche per questo, leggero ma coscienzioso, divertente spensierato ma con un occhio al “risparmio”….che non è solo per noi, ma anche per chi ci circonda. Buon lavoro ragazze!

    • questi complimenti fanno sempre piacere, grazie paola!
      be’ forse anch’io ho alle spalle un buon esempio.
      benché mia mamma fosse sempre ben vestita e stilosa, non ho mai avvertito in casa un clima di sperpero. noi ci vestivamo sempre carine, ma non tutto quello che chiedevamo perche’ lo vedevamo indosso alle amiche, lo ottenevamo, anzi. se passa di qui mia sorella confermera’ che la frase che abbiamo sentito di piu’ durante infanzia e adolescenza e’ stata: a me non importa quello che fanno gli altri, se gli altri si buttano nel pozzo, che facciamo? li inseguiamo?
      ecco, mi ricordo per esempio di una borsa meravigliosa che aveva mia madre (che ovviamente adesso e’ andata perduta, mannaggia a lei!) e che io le dicevo sempre: mamma quando muori me la regali? e mia madre diceva: non ti preoccupare, quando diventi grande te la regalo anche senza morire 😉
      e comunque non era adatta a un’adolescente e non me l’ha mai fatta usare.
      morale: ho desiderato tanto quella borsa, non l’ho mai ricevuta, ma non sono finita in analisi per questo, ne’ ho ucciso mia madre per l’eredita’ 😀

    • Grazie Paolaaa!! 😉

  5. beh, in una puntata di sex and the city carrie si vedeva negare mutui ovunque per comrpare la casa ad affitto bloccato e quando si chiede che fine abbiano fatto tutti i suoi soldi, l’amica miranda le fa un rapido conto….sono finiti in manolo

    e lei si domanda se sarà costretta a vivere nelle sue scarpe…

    🙂

    quanto alle bambine griffate, beh, io non ho figli, ma credo che una vuittoncina potrei immaginarla come regalo di compleanno per i 18 anni, ad esempio…ossia una cosa “da grande” come segno di un passaggio da un’età a un’altra…

    la mia vuitton (neverfull) è un regalo di mio marito e ci tengo perchè, oltre a piacermi, oltre a essere comodissima, ha anche il valore affettivo dell’indagine che ha fatto di nascosto per capire quale mi piaceva…

    io una vuittoncina l’ho regalata alla signora che mi tiene i gatti (GRATIS!) tutta l’estate quando ha compiuto 50 anni…ma la suddetta signora me li tiene, ripeto, gratis, fa risparmiare a me i soldi della pensione e ai gatti lo stress di essere sradicati (sono soli, ma a casa loro) e gironzola per casa mia d’agosto, dando l’impressione di casa non abbandonata e ci viene apposta (prima abitava nel palazzo, ora no e si fa la strada per farmi questo favorissimo…insomma, quando gliela ho regalata ero contenta di spenderli quei soldi!

    • me la ricordo bene quella puntata, quando lascia aidan poco prima di abbattere il muro dei due appartamenti…
      stai parlando con un cultrice della serie, eh?
      😀
      ma sai, io non ho niente contro le lv in particolare (anche se in genere non amo le cose logate), ne’ tanto meno con l’acquisto di un oggetto “costoso” a prescindere. ci mancherebbe.
      ma mi chiedo quanto questo status symbol sia una tantum o una delle tante necessita’ per sentirsi a posto e al passo coi tempi. in particolar modo mi chiedo: se tutto e’ così facile da ottenere, e su livelli economici così alti, in particolare per i nostri figli, non si innescherà una corsa al bisogno successivo, al suo esaudimento, e quindi a una mancanza di attenzione e cura per quello che si possiede?
      nel caso specifico, poi, carrie la casa se la compra per intercessione di big. e io vorrei tanto che mia figlia (se ne avrò una) non conti sul principe azzurro per essere cavata fuori da una baracca, perché nel frattempo ha rincorso manolo e gucci, ma sul suo senno e un po’ di lungimiranza e concretezza, no?

      • secondo me lo status symbol, la cosa costosa (LV o chi per lei, io ho ripreso l’esempio, ma lo stesso vale per fendi, gucci, balenciaga…) dovrebbe essere…un premio?
        ossia, qualcosa che ci permettiamo, come dici tu, una tantum…

        io fra poco compio…ehm ehm…un multiplo di dieci e ho deciso di farmi da sola un bel regalo, una cosa un po’ modaiola…
        beh sto girando (con una mia amcia, ci divertiamo da pazze) nei negozi griffati, vedo cose, provo, rifletto…
        ma perchè il regalo che mi farò per i miei [CENSURA!!!] anni deve essere qualcosa di diverso (e di tanto) da quello ceh mi permetto di solito…
        dopotutto 40 anni si fanno una volta sola!!!

        🙂

        ops, l’ho rivelato! 😉

        • be’ a questo punto facci sapere quando che ti facciamo anche gli auguri!
          e dai che 40 è l’età giusta per indossare i brillanti senza apparire volgari (haudrey docet)… vedi che ti ho dato uno spunto, eh?
          (magari per il regalo da parte del marito… fiu fiu fiu passasse di qua…)

          • il giorno è…venerdì..il 27, giorno di paga…
            🙂
            come disse mio papà “si vede che è la figlia di uno statale”

            e poi essendo nata il 27 non ci sono scuse, nessuno può non farmi il regalo millantando di aver finito i soldi

            si, dai 40 è una bella età…e poi mi dicono tutti che non li dimostro quindi…
            🙂

      • @Caia ma mi sembra che le amiche fanno riflettere Carrie e lei straccia l’assegno di Big… a fine puntata Charlotte le da in prestito (o regala?) l’anello del suo primo matrimonio, un diamante che avrà fatto comodo per chiedere un prestito alla banca, o forse è bastato per comprare l’intero appartamento. (non ho idea del valore di certi diamanti!! :D)

        l’indipendenza femminile è una delle cose che rendono bello satc! anche se alla fine della sesta erano tutte sposate o in coppia 🙂 … comunque un bellissimo finale :°)

        l’editoriale mi è piaciuto tanto e fino alla fine ho creduto fosse di mammafelice… ragazze vi siete amalgamate davvero bene

        • hai ragione :O che mi hai fatto ricordare!!!
          comunque credo che con il brillocco di Charlotte le era rimasto anche qualcosina per un salto da Manolo Blahnik 😉
          comunque Nakin, l’editoriale era un pretesto per riflettere su alcuni temi, ma mettiamo bene in chiaro una cosa: io continuo ancora a vedermi i dvd di satc, e a organizzare pomeriggi con le amiche a tema… non scherziamo, eh?
          …per non parlare del fatto che quando vivevo a ny mi son fatta tutto l’itinerario dei luoghi di culto (incluso Manolo con prova delle scarpe blu che Carrie aveva scelto per il matrimonio), e foto davanti alla sua casetta con un vestito della sua collezione low cost… sono mica immune, eh? 😀

          • in ufficio dobbiamo fare il regalo per i 50 di una collega e visto ceh abbiamo raccolto un bel po’, farò un salto da tiffany…
            oggi per curiosità ho guardato fra gli “statement jewels”…

            alcuni costavano oltre 100.000 euro, si altri…non c’era il prezzo…
            e anche degli anelli di fidanzamento (tipo quello di charlotte) non c’era il prezzo…

            :S

            • t’ho detto, oltre all’appartamento a manhattan le era rimasto pure un giretto da manolo 😉
              comunque tiffany resta uno dei sogni.
              io ho una collana d’argento, la classica a catena girogola con cuore, che mio marito mi ha regalato prima di tornare in italia e che mi ha regalato per la nascita di momo. non e’ uno stat jwl, ma per me e’ uno degli oggetti piu’ importanti che possiedo.

  6. Ragazze …va beh “Sex and the city” è un telefilm, conosco a memoria tutti gli episodi e il conto l’avevo fatto gia’ da mo’….pero’ sognare è bello.
    p.s. comunque una Louis Vuitton (originale) è per sempre , me ne concessi una 21 anni fa ,dando fondo a quasi una tredicesima che utilizzo ancora …alternando a borse handmade e varie ed eventuali

    • ragazze, ma vi pare che io non pensi che una bella borsa sia per sempre???
      😀
      UNA bella borsa, UN bel brillocco, UN paio di tacchi da sogno, e UN cappotto sartoriale sono il lasciapassare per la felicita’ 😀

  7. Io credo che a fare la differenza siano la motivazione e la sensazione che prova a portare una LV una sedicenne e quello che invece prova una ragazza della mia età (29 a.) o anche dell’età di mia madre. Perché un conto è la piccola follia fatta per la borsa (o gioiello, scarpe, foulard etc) da una donna che si merita una gratificazione dopo un obiettivo realizzato con sforzo e costanza e un conto è il capriccio esaudito per una cosa che forse nemmeno si voleva così tanto.
    Voglio dire, dopo una vita di lavoro e di precedenze alle spese per la famiglia, uan volta laureate sia io che mia sorella, mia madre si comprò un cappotto di alta moda, di un taglio e una fattura stupendi: un capo che le durerà anni e che -visibilmente- ogni volta che indossa la fa sentire speciale. Ecco io appoggio questo genere di acquisti-coccole. E infatti, io che ho sempre speso follie per libri e viaggi ma ho sempre fatto moltissima attenzione a spese per vestiti & co, una volta firmato il sudatissimo contratto a tempo indeterminato come sono uscita dall’ufficio sono andata diretta e senza il minimo dubbio a comprarmi la borsa dei miei sogni. E lo struscio del mio bancomat per quella borsa -pure se è mi costata quasi quanto il divano della casa nuova- è un bel ricordo 🙂

    • adesso voglio sapere qual era il tuo sogno realizzato!!!

    • “un conto è la piccola follia fatta per la borsa (o gioiello, scarpe, foulard etc) da una donna che si merita una gratificazione dopo un obiettivo realizzato con sforzo e costanza e un conto è il capriccio esaudito”

      sì sono d’accordo… è fantastico essere Donne, spensierate, femminili, ma prima di “lasciarsi andare” all’apparenza sfrenata (e goduriosa!) bisogna essere Persone realizzate e pensanti… è anche più appagante!
      se le due cose si invertono diventiamo vuoti e manipolabili

  8. Io ho due colleghe che, nonostante le vendite al personale, dove escono sempre con l’aiuto del carretto per quanto comprano…sono pure solite andare in altri negozi griffati e comprare abiti scarpe e altro…a rate.
    Io a rate, se compro, lo faccio per un elettrodomestico…o qualcosa di grosso, come una macchina.
    Il resto devo essere sicura di poterlo pagare per intero subito…senza rimpianti dopo.
    Non l’ho mai capita sta cosa (così come non concepisco chi paga a rate le vacanze solo per andarsene in luoghi lontanissimi….gne la farei a godermi il mio atollo personale sapendo che mi tocca finire di pagarlo!!)

    • ahhaha
      no, pure io credo che la vivrei un po’ male.
      le rate le concepisco solo per un bene di necessita’, il mutuo per una casa, ma non per una borsa (e ragazze, credetemi, non son certo una a cui le cose belle non piacciono)

  9. Silbi hai perfettamente ragione io nn riuscirei mai ad indebitarmi per comprare cose stupide, o cmq non necessarie!!!!!:O

  10. Ma sai che io i conti in tasca a Carrie li ho fatti per due intere stagioni di telefilm?!? Brave tu e questa blogger che finalmente l’avete messo nero su bianco, pacificando i cuori infranti di migliaia di fashionistas!
    SATC è pura fantasia! Carrie, scrittrice, spende in scarpe e vestiti quanto Miranda che è socia in uno studio legale e Samantha che fa la pr… ma quando mai?!?

    Per quello che riguarda invece lo sfoggio di marchi da parte delle adolescenti farò un lunghissimo intervento con varie riflessioni.
    1) TAROCCHI
    Non so a Roma o a Milano, ma qui da me in provincia il 90% delle LV sono tarocchi.
    E ci vuole anche poco a riconoscerli: ce le hanno anche le badanti ucraine! (non ho niente contro le badanti ucraine, è per far capire il livello di diffusione del monogram!)
    E poi vogliamo parlare di altri marchi?! Delle Fendi con la tela logata a forma di S sbilenca invece che di F?!? delle finte Peekaboo, che ogni volta che ne vedo una mi vengono i crampi allo stomaco?!?
    E abbandonando la provincia vogliamo parlare delle YSL pump scandalosamente tarocche sfoggiate da certe famose blogger?!? O di come tutte abbiano numerose 2.55 jumbo vintage?!?
    Ragazze, ma vogliamo parlare di quanto costa una 2.55 jumbo vintage?! Costa sempre e comunque sopra i 2000 euro! E vogliamo davvero credere che i genitori di queste ragazzine, per quanto danarosi, abbiano sborsato 6000/8000 euro nel giro di pochi mesi/anni per foraggiare la collezione di Jumbo di ogni colore delle loro figliole universitarie a cui pagano già appartamento, tasse universitarie, macchina, svariate Balenciaga, centinaia di vestiti di Zara e un buon numero di sandali da 500 euro il pezzo?!?
    Apriamo gli occhi!
    Vogliamo parlare del perché la famosa blogger di cui sopra dopo essere stata sputtanata per le YSL tarocche di cui sopra abbia smesso di sfoggiare le sue Chanel e Bottega Veneta?! Non ci viene un piccolissimo dubbio?!
    A me viene.
    2) RIFLESSIONE SUI BENI DI LUSSO
    Esistono molti genitori che amano comprare cose belle per i loro figli.
    Per esempio mio papà mi regala carré di Hermès fin da quando avevo 15 anni. E’ disdicevole regalare una cosa tanto costosa ad una ragazzina? Secondo me no: quei carré ce li ho ancora tutti e nel corso degli anni ho creato una mia piccola “dote” (che magari, se avrò una figlia, un giorno passerà a lei). Invece di regalarmi cose che, passando di moda, sarebbero prima o poi finite nei bidoni della Caritas lui ha preferito regalarmi qualcosa di eterno.
    Trovo assolutamente normale che i genitori benestanti regalino dei pezzi speciali alle loro figlie… LV, Chanel, Balenciaga o quello che è.
    Anche perché è normale che il modo in cui ci si rapporta al prezzo di un oggetto dipende soprattutto dal tenore di vita di una persona.
    Quello che per una persona di ceto medio/basso è l’acquisto di una vita per una persona molto benestante può essere semplicemente uno sfizio da togliersi a cuor leggero
    Ci sono persone che viaggiano in Economy e persone che viaggiano in First Class, ci sono persone che dormono nei B&B e persone che dormono in Hotel da 500 euro a notte.
    E ci sono persone che per il quindicesimo compleanno di una figlia regalano una borsetta di Carpisa ed altri che regalano una borsetta di Chanel. Così va il mondo.
    Quindi non trovo così assurdo o incredibile che una 15enne benestante giri con un bauletto LV che costa intorno ai 500 euro.
    Quello che trovo francamente incredibile (e che mi fa venire seri dubbi sull’autenticità di molti oggetti) è che la stessa 15enne abbia parcheggiato nell’armadio un parco borse che oscilla tra i 20 e i 40.000 euro!
    A meno che, per l’appunto, non si tratti di una giovane ereditiera!

    • eccolo!
      era finito in spam

    • no, aspetta voglio sapere chi e’ la blogger delle ysl… questa me la son persa…
      dai ti prego scrivimi in prvt!!!
      riguardo la storia dei beni di lusso e’ naturale che ognuno spenda in proporzione alle proprie possibilità e non si può neanche demonizzare un comportamento come la causa di una mancanza di cura e attenzione per cio’ che si possiede che purtroppo dilaga nei ragazzini.
      quindi penso sia un po’ un discorso piu’ ampio che riguarda un metodo educativo.
      cioe’ penso che per quanto una fendi possa essere paragonata a una carpisa per alcuni portafogli, resta il fatto che non si puo’ ignorare che per la maggior parte della gente una fendi rappresenta due stipendi, quindi credo che anche in una famiglia benestante si possa trasmettere il valore a prescindere di alcuni oggetti, non necessariamente negandoli, ma attraverso un approccio educativo. probabilmente quello che hanno avuto i tuoi con te.

  11. Ho scritto un commento lungo qualche km ed è andato perso?! Non ci posso credere!

  12. Va bene, sono così furibonda che lo riscrivo da capo!
    Ti dicevo che io ho fatto i conti in tasca a Carrie per anni e che ero giunta (con somma soddisfazione) alla stessa conclusione di questa blogger: SATC è pura fantasia e la cosa alleggerisce non poco il mio cuoricino palpitante per Chanel e Manolo!

    Poi facevo una lunghissima disquisizione su adolescenti e beni di lusso divisa in due parti.
    1) Tarocchi
    Qui da me in provincia il 90% delle LV è tarocca. Ce le hanno tutti: le adolescenti, le Signore bene, le signore di 90 anni, le badanti ucraine. Anche se i tarocchi fossero tutti molto ben fatti mi verrebbe comunque qualche dubbio.
    Come mi viene qualche dubbio guardando le pagine di molti blog nostrani.
    Vogliamo parlare delle Pump YSL tarocche di una certa famosa blogger e di come, dopo essere stata sputtanata, siano improvvisamente scomparse tutte le Chanel e Bottega Veneta che era solita sfoggiare?!
    Vogliamo parlare di come qualunque blogger, di qualsiasi età, ceto sociale e provenienza abbia nell’armadio una vasta scelta cromatica di 2.55 Jumbo vintage che per inciso costano sempre e comunque sopra i 2000 euro, anche se sono malridotte e anche se provengono da Singapore?!
    Vogliamo parlare di come nei forum che trattano l’argomento borse sia pieno zeppo di ragazzine che affermano di avere 4 Birkin di colore diverso?!?
    Apriamo gli occhi!
    Noleggi, tarocchi e fandonie!

    2) Beni di lusso.
    Con questo non voglio dire che tutte le 15enni del mondo vanno in giro con dei tarocchi. Ci sono molte 15enni che hanno borse costose perché ci sono molti genitori benestanti che amano regalare cose belle alle figlie.
    Io non lo trovo così disdicevole: il rapporto che si ha con i beni di lusso dipende dal tenore di vita.
    Quello che è costosissimo per alcuni è un piccolo sfizio per altri.
    Ci sono persone che dormono nei B&B e persone che dormono in hotel da 500 euro a notte e allo stesso modo ci sono persone che regalano alla figlia 15enne una borsetta di Carpisa e altre che regalano una borsetta di Chanel.
    Non lo trovo così assurdo nè così scandaloso per due motivi: ognuno è libero di spendere come meglio crede, e oltretutto un regalo di un certo tipo è “per sempre”.
    Mio papà mi regala carré di Hermès fin da quando avevo 15 anni, non sono stati soldi buttati ma piccoli investimenti in oggetti bellissimi che conservo ancora con la massima cura.
    Regali del genere ad una persona molto giovane a mio parere non sminuiscono il valore dei soldi: tutto dipende dallo spirito con cui sono fatti e dall’educazione che si da ai propri figli.
    Ci sono ragazzine stronze e viziate pur non avendo uno straccio di vestito firmato nell’armadio, e altre coperte d’oro che sono ben educate e responsabili.

Parla alla tua mente

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