Vogue Curvy

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Beh allora la Sozzani se l’è proprio presa a cuore, eh… tanto che adesso è nato Vogue Curvy.

Vabbè, sì, dai, prima ha schiaffato le curvy in copertina su Vogue Italia facendole ritrarre come mignotte… di classe, eh! Questi servizi sono sempre di classe, giusto? E’ sempre arte, naturalmente.
Poi forse qualche sponsor di guaine contenitive deve essersi accorto del business della ciccia, e allora eccola là, Vogue Italia, che apre tutta una sezione e pure un blog sulle donne curvy.

Ma wowissimo! Mi sento quasi rappresentata!
Sì, beh, se non fosse che la Sozzani, come dire… magari un panino con la mortadella, ecco, quasi quasi lo spedirei in redazione.
Ma avrà mai assaggiato, chessò, uno gnocco fritto? Saprà cos’è la finocchiona? Un mangum doppio cioccolato con la granella alle mandorle? Son domande esistenziali che ogni tanto mi pongo…

Ma che poi non ce l’ho con lei, per carità. Ha detto che l’anoressia è causa dei blog proana e promia (pro anoressia e pro bulimia) e ha lanciato una crociata per farli chiudere d’ufficio.
Poi però si è dimenticata di dire a Vogue di rifare i casting fotografici, perchè se ne sta lì con le sue grinze scicchissime a pesare 35 chili e a riempire Vogue di modelle anoressiche.

Qualcosa non mi torna. Ma si sa, noi curvy siamo un po’ così… tonty.

Comunque anche io adesso sono un po’ la Sozzani. Quattro o cinque Sozzani, per dirla tutta.
Ma vorrei solo dirle una cosa, oltre che dirle che ha avuto un’ideona: guarda che si vede che sei una finta bionda.

Commenti

  1. Quella è la borsa dei miei sogni e il brutto è che tutti i giorni la devo vedere in tutte le sue varianti causa negozio di borse costosissimo vicino al portone dell’ufficio .
    e quella gonna poi….argh…

    • Scusate ho inviato il commento al post di Caia.
      Comunque vi dico che da quelle modelle non mi sentirei per niente rappresentata

  2. ahaha, ma ti sta così sulle palle??? 🙂

    io mi facevo queste domande quando leggevo su vanity le interviste sadiche alle papy girl. dicevo: embè, prima mi spacciate le soubrette come modello di vita, come esempio di successo e ora che sono cadute nel fango mi svelate i retroscena di questo mondo triste: mi prendevate per i fondelli prima o adesso?

  3. Che poi la foto con le due modelle con le tette di fuori non se po’ guarda’. E’ volgarissima!

    Quanto sarebbe bello (e utile)se a rappresentare le “curvy” ci mettessero una donna taglia 50 o piu’ , invece di una che porta la 46?

  4. Ho dato uno sguardo alla sezione Curvy del sito di Vogue, a anche al blog…. e non mi sento affatto rappresentata… anzi…
    Perchè il bisogno di fare una sezione a parte? la moda non è moda sia per una taglia 40 che per una 46?

    Il problema è la mentalità di redattori, fotografi e stilisti… che pensano:
    “magro” è chic
    “grasso” purtroppo esiste, e bisogna far vedere qlc e parlarne… a parte…

    Non potrebbero semplicemente integrare i servizi fotografici anche con modelle taglia 44-46-48-50?
    Mi sentirei meno esclusa dal quel mondo che pare appartenere solo alle magre, e magari potrei effettivamente vedere come calza un abito su una taglia un pò “forte”…

    Oggi sono polemica.. ma ieri ho cercato qlc abito per un matrimonio e non mi stava bene nulla…
    e non vi dico la faccia della commessa….

    però al manichino calzavano a pennello…

    ….

    • Concordo con te. A me è proprio questa separazione che non piace. Non sarebbe proprio più bello vedere lo stesso vestito indossato da una 40 e da una 50?

    • concordo

      la moda dovrebbe essere per tutte le donne..
      ognuna di noi ha punti forti e punti deboli e ognuna deve impararae a valorizzare i primi e nascondere i secondi

      io per esempio, se mi vedeste mi mettereste il bollino “MAGRA”, e in effetti magra sono…

      però ho forme mediterranee e fianchi prosperosi…
      so benissimo che le cose attillate non mi stanno bene, perchè si vedono i fianchi sproporzionati rispetto al resto, quindi nelle cose che si usano evito gonne a palloncino, pantaloni che sottolineino solo i fianchi, mentre mi stanno molto bene e mi fanno apparire lunga e secca quelli a zampa, le gonne a trapezio, gli abitini svolazzanti…
      certo, porto una 40 e ho chiaramente più scelta…
      non ci dovrebbero essere negozi o linee per donne curvy, bensì lo stesso vestito…in tutte le taglie!

      e poi, non so a voi, ma un blog, uno spazio “curcy”, mi sa un po’ di ghetto….ossia, donne formose, non guardate le pagine delle altre, incontatevi qui…in segreto..qui le magre non vengono, hanno paura…

      boh, esagero?

      🙂

      insomma, la moda deve essere per tutte, non solo per i manichini

  5. Ho guardato il sito Vogue Curvy…
    Hanno proposte bellissime, ma tutte ben al di sopra delle mie possibilità economiche! Uffffffffffffffaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Perchè i vestiti per NOI se sono un po’ carini devono avere prezzi folli???
    Io per le occasioni speciali (tipo cerimonie) sono stata da Persona una linea giovane di Max Mara, ma ci ho lasciato mezzo stipendio… e in più non ero soddisfatta al 100%… i capi erano un po’ da vecchietta…
    Forse l’unica soluzione rimane… dimagrire!!!!
    Ho letto che H&M ha lanciato una linea curvy che per ora è venduta solo on line e non in tutti i paesi… tu Mamma Felice hai informazioni a riguardo???

  6. Quando parlo di questo argomento faccio fatica a non esprimermi in maniera colorita. Non sto comprando più Vogue già da due mesi, e non ne sento assolutamente la mancanza.
    Se ci fosse un Dio per giusta pena del contrappasso a questa meschina (io purtroppo non riesco a vederla diversamente) iniziativa farebbe svegliare la Sozzani con una bella 46 -di quelle fastidiose, tipo che un paio di pantaloni ti stringono su pancia e culo ma ti fanno difetto in vita, o cose simpatiche di questo genere.
    Poi se ne riparla.

  7. Rassegnamoci ragazze, bisogna OMOLOGARSI! Lo stesso vestito “Made in China” deve stare per forza bene a una italiana, una svedese, una giapponese e una nigeriana: è ASSOLUTAMENTE impossibile che stia perfetto a tutte queste donne, diverse per colori, altezza, conformazione fisica, anche se per assurdo fossero tutte MAGRE o GRASSE allo stesso modo! Fino a che i vestiti li facevano su misura le sarte (credo fino agli anni 60) le donne comunque erano BEN VESTITE: è vero che si spendeva molto, ma secondo me ne valeva davvero la pena! Oggi anche se si spende molto e ci si rivolge a una MARCA FAMOSA si rischia comunque di non restare soddisfatte (mi riferisco al commento di “conleAli”, ha proprio ragione, è capitato molte volte pure a me!) Lo stesso discorso credo si possa fare anche per gli uomini: mio marito per trovare un paio di jeans che gli arrivino sotto la caviglia deve sudare sette camicie (è magro come un osso e alto 1.90)!

    • in cina volevo comprarmi un vestito di quelli che portano le donne cinesi, avete presente?
      beh, loro mi vedevamo magra e mi portavano taglie piccole, solo che io ho un problema: forme mediteranee, ossia seno e fianchi…

      quindi non entravo in nessuno dei loro vestiti che sono fatti per donne a manico di scopa alle quali sta bene tutto in buona sostanza perchè nulla fa difetto…
      e loro ridevano perchè i vestiti mi tiravano sui fianchi o sul decoltè..

      “iiiiihhhhh”

      😀

  8. peserà 35 kg, ma penserà mica di essere bella????
    a parte ciò, quelle foto mi fanno troppo ridere: le solite foto banali di ragazze stupende (o stupendamente photoscioppate), solo con cinque o sei kg in più. Sempre il solito discorso….mica saranno quelle le curvy “vere”?? AH AH AH

  9. Sono d’accordo sul punto di vista di questo post, anche se a dire il vero le modelle del servizio di vogue sono note modelle plus size americane, che sono almeno taglia 48/50 e nei normali cataloghi che vedo hanno un’aria diversa (il servizio è photoshoppato per vogue) e ovviamente -anche se io non ho trovato volgari le foto- ho trovato riduttivo presentare donne in carne come oggetti sessuali e basta. In America da tempo è cominciato questo movimento di rivendicazione di una bellezza a misura di donna, di autoaccettazione e di rifiuto di canoni estetici imposti dai media, ma qui in italia non entra nel cervello del più delle persone. Siamo la patria dell’apparenza, purtroppo. Vogue curvy ha una versione straniera che presenta ragazze di varie taglie, ma sopra la 50 e negozi abbordabili tipo evans, mentre nella versione italiana vedo una ragazzina sì e no taglia 44 che fa spese folli in boutique che non tengono più della 44 e si guarda allo specchio dicendo che ha la ritenzione idrica e il seno troppo grosso (sì e no una terza scarsa) che va nascosto. Che messaggio manda questa gente? Io lo ritengo opposto a quello professato.
    Le modelle taglie forti italiane portano massimo una 44 e sostengono che ‘curvy’ significa una 44. Ho avuto un dibattito con una di queste che me lo ha confermato. Quelle oltre quel peso, a loro dire, si dovrebbero solo curare (perché l’obesità è curabile e se non sei magra sei solo una sciattona pigra) e nascondersi dietro tende da giardino.
    Per ora questo è il modo italiano di affrontare il problema.
    Io non ritengo che ci debbano essere vestiti uguali dalla 38 alla 60, perché un cirpo con curve va vestito diverso da un corpo filiforme o normopeso, in inghilterra quando faccio shopping andare in un negozio specializzato come evans non mi fa sentire ‘diversa’, ma speciale, i tagli sono belli, i capi trendy, i prezzi abbordabili e le commesse gentili. Fidatevi, non è il plus size un concetto sbagliato, lo è il modo italiano di gestirlo…

    • il sito di Vogue Curvy esiste se non ricordo male da qualche anno, poi poco tempo fa c’è stata la petizione contro i blog pro-ana, infine la copertina di Vogue e l’ampio servizio “curvy” che irrompeva nel Vogue ufficiale. Inutile dire che sono d’accordo con le idee della Sozzani e con la copertina + servizio dedicata alle curvy, dalla 46 alla superba 52 di Tara Lynn, mi sento in sintonia con questo contributo che non è nemmeno tanto trascurabile visto che viene da una rivista come Vogue. Proprio perché ha sempre decantato solo la bellezza magra, questa è una piccola rivoluzione. 😉
      Non credo che la Sozzani per avere certe idee debba ingrassare, come non credo di NON poterle dire io solo perché ho attraversato il sovrappeso. Il punto è che una taglia non intacca la bellezza, la cura di sè, la passione o l’intelligenza di nessuna donna, ovviamente se queste qualità ci sono! Nessuno pensa che tutte le grasse o tutte le magre siano bellissime, ma finalmente anche Vogue riconosce l’ovvio: che anche le belle donne grasse esistono.
      La mia impressione è che siano I LETTORI della Sozzani (gli aficionados di Vogue) a vivere fuori dal mondo e a voler credere disperatamente che solo il magro è affascinante, che la vera felicità è essere magri: per qualcuna sarà così, certamente, (W la libertà di inseguire i propri sogni, anche estetici!) ma in tutto il mondo per millenni la ciccia è sempre esistita ed è sempre stata ben tollerata se non apprezzata.
      Oggi quando rivendico questo semplice concetto mi viene portata ad esempio di “donna ciccia” un’obesa di millesimo grado: è scorretto, perché qui da noi già una taglia 46 si sente una cicciona senza speranza… e vai con le abbuffate consolatorie che fanno lievitare fino alla 56!
      Comunque, è ben chiaro che questa piccola retromarcia di Vogue non cambierà assolutamente nulla in Italia, qui si venera la taglia 40 e in fatto di venerazione, miti e resistenza al cambiamento siamo imbattibili 😀 Inoltre, non è un caso se le curvy del servizio erano in intimo: pochi stilisti hanno voglia di valorizzare le curve con bei vestiti. Come se una donna mentre dimagrisce non dovesse comunque vestirsi…
      Di mio spererò sempre che qualsiasi donna (mentre raggiunge, se vuole, la 42) impari a non dirsi “faccio schifo, sono inguardabile, mio marito mi detesta, i miei figli sono rovinati!!” solo perché non ha (non ancora!) la Pancia Piatta predicata dai cereali Kellogs 🙂

      • condivido il fatto che non si debba essere in sovrappeso per trattare la questione… il fatto è che qui in italia io continuo a vedere lo stesso travisamento (che fa anche vogue curvy). Perché chiamare ‘curvy’, cioè formose -usiamo la nostra bella lingua- le donne normali, ovvero le 44 e 46 e anche 48 che sono la maggior parte delle donne italiane che si vedono per strada? Solo per differenziarle dalle modelle anoressiche?? Perché pensare che queste ‘pseudo curvy’ debbano essere una categoria a parte, quando comunque qualche vestito ancora lo trovano nei negozi e l’unico grasso che hanno ce l’hanno nella testa, inculcato dall’ideale androgino delle passerelle? E poi… ma ci pensavo anche l’altro giorno sentendo una pubblicità … ‘ma chi la vuole la pancia piatta??’ Un corpo femminile non deve essere piatto (non sto parlando ci ciccia ma di forme femminili). Io sono d’accordo sul fatto che non definirei ‘formosa’, d’altro canto, la donna con la 56 (mi spiace per te, ma io la porto e non mi sento di serie B solo per questo), la chiamo’ in carne’ in genere, ma questo aggettivo ‘curvy’ non è un caso sia inglese, perché fa parte del gergo politically correct tipicamente americano. E per loro è un modo non offensivo di definire chiunque non sia magro o normopeso. Ti consiglio di nuovo di farti un giro sui video con bloggers straniere di vogue curvy e vedere la loro corporatura e il loro atteggiamento. Sono in carne, ma spontanee e anche se magari non fanno caso a certe sobrietà italiane, si divertono con la moda. la ragazza italiana che ha fatto un video per lo stesso portale sta tutto il tempo a ribadire che deve nascondere le sue curve (non visibili a occhio nudo) e sembra sia sotto tortura. Il succo è: questa rivoluzione da noi non c’è e non so se ci sarà, mi spiace constatare che qui è stata presa come la solita moda. Si parla di diritto di accettarsi e di non giudicarsi. Il ché non significa starsene a poltrire con il pollo fritto in mano, ma di vivere la vita con gioia di sé anche se non si è una modella in quel momento. Di non chiudersi in casa con una palandrana nera per coprirsi stile chador autopunendosi perché non si è degne di mostrarsi in giro nell’attesa che un giorno -quando avrò la 42 e finalmente mi truccherò e mi vestirò decentemente e troverò il principe azzurro- potrò riprendere a vivere la mia vita. E se non venisse mai la 42? La mia bisnonna è morta a 95 anni con la 56, avrebbe dovuto passare quei 95 anni a fustigarsi?? Siamo realisti…

        • “la donna con la 56 (mi spiace per te, ma io la porto e non mi sento di serie B solo per questo)”

          Non volevo dire quello, assolutamente. Figuriamoci! Le donne mi piacciono a tutte le taglie, e se sono belle e abbondanti le ammiro ancora di più.

          Quello che volevo dire è che se io dico “si può essere grassi e in salute” non mi riferisco all’obesità estrema di 200 kg, perché a quel peso è molto facile che la ciccia sia davvero dannosa.

          Io mi riferisco a taglie come la 50, la 54 – e anche la 56 se vogliamo – ma a prescindere dalla taglia il concetto è questo: i chili in più non sono la FINE DEL MONDO.

          Il fatto è che io so benissimo che se una donna mangia cibi di buona qualità, anche in grandi quantità ma senza abbuffate, e ha una vita attiva… può pesare quanto vuole e sarà sempre più sana di un magro sedentario che si nutre di cibi spazzatura.

          Io questo lo so, ma il resto del mondo nemmeno se lo immagina, visto che la tv non fa che martellarci con tutti i rischi dell’obesità (che secondo me dovrebbero chiamarsi rischi della sedentarietà).

          Quindi fa gioco mostrare la foto di una super obesa (200 kg) e dire: “non è salutare! non è nemmeno bello!”

          Solo che in questo modo moltissime donne sono si convincono che 20 kg in più siano solo l’anticamera dei 200 kg, e pensano di essere dei cessi senza speranza, oltretutto malati…

          “Perché chiamare ‘curvy’, cioè formose -usiamo la nostra bella lingua- le donne normali, ovvero le 44 e 46 e anche 48 che sono la maggior parte delle donne italiane che si vedono per strada? Solo per differenziarle dalle modelle anoressiche??”

          Sì, in pratica oggi anche un sottile, normalissimo e sano strato di grasso corporeo viene condannato come strano, brutto e insalubre. Anche per me è una follia.
          Il termine curvy non mi piace particolarmente, ma visto che grasso e fat sono ormai visti come insulti, avranno pensato che fosse più facile usare un’altra parola invece di togliere l’aura negativa da “grasso”, “sovrappeso”, “ciccia”…

          “Il succo è: questa rivoluzione da noi non c’è e non so se ci sarà, mi spiace constatare che qui è stata presa come la solita moda. Si parla di diritto di accettarsi e di non giudicarsi. Il ché non significa starsene a poltrire con il pollo fritto in mano, ma di vivere la vita con gioia di sé anche se non si è una modella in quel momento. Di non chiudersi in casa con una palandrana nera per coprirsi stile chador autopunendosi perché non si è degne di mostrarsi in giro nell’attesa che un giorno -quando avrò la 42 e finalmente mi truccherò e mi vestirò decentemente e troverò il principe azzurro- potrò riprendere a vivere la mia vita. E se non venisse mai la 42? La mia bisnonna è morta a 95 anni con la 56, avrebbe dovuto passare quei 95 anni a fustigarsi?? Siamo realisti…”

          Sì. Non so se si è capito, ma sono d’accordissimo.
          In Italia comunque non so se attecchirà mai questo concetto di volersi bene a tutte le taglie… (anche mentre si dimagrisce, se ci si preferisce magri.)
          Sono sicura che il servizio curvy su Vogue sarà un caso isolato. Il mito della magrezza rende troppo: alle industrie dietetiche, ai chirurghi, agli stilisti (credo davvero che valorizzare un corpo curvilineo richieda molta più arte e competenza), ecc…

  10. salve… Vorrei sapere se fate dei provini/cast per le taglie 48 … Però ce un problema l’altezza sono 1.65 forse troppo bassa 🙂 fatemi sapere grazie…

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