La dieta in ufficio

dieta in ufficio

La dieta in ufficio: un evento possibile o un evento che ha qualcosa di miracoloso? Voi come vi organizzate?

In queste settimane mi sono posta tante domande. Che poi, essenzialmente, sono tante domande che si riassumono in una sola, unica, preotente e pesantissima domanda:
Perchè in questi 3 anni sono diventata una cicciona?
Come ho potuto permetterlo?
(ok, son due domande)

La questione è ‘semplice’, nella sua sarcastica ironia: ho sempre avuto problemi di peso, nel senso che, passando attraverso anoressia, bulimia e iperfagia, quando ero gggiovane, non ho mai trovato un vero equilibrio di vita. Sono diventata ‘normale’ (mi riferisco all’alimentazione) quando ho iniziato a stare bene. Ovvero quando sono andata a vivere da sola, mi sono mantenuta col mio lavoro, mi sono innamorata blablablaaaaaaaaa.

Ho passato quindi i primi veri, normali, felici anni della mia vita, mangiando normalmente e comportandomi come una persona – finalmente – equilibrata. Da più di 7 anni non ho disturbi alimentari, non ho avuto ricadute, mi sento bene e vivo la vita che volevo. Ma son tornata di nuovo ad essere cicciona… epperchè?!

Per molti, non-validi motivi, essenzialmente due:
- Scarsa memoria del dolore: dopo aver sofferto troppo, ho imparato a cancellare dalla memoria il dolore. Solo che questo può diventare un’arma a doppio taglio, perchè poi passo sopra tutto con estrema sportività, anche su ciò che, avrei dovuto ricordarlo, costava molta fatica, ovvero la dieta;
- Troppa importanza data al cibo come momento di socialità: mi piace festeggiare. A me basta che paghino una fattura per farmi venire voglia di fare una cena, o un aperitivo o versare un gin lemon per tutti. Questo significa che il cibo è stato troppo spesso al centro dei miei pensieri: cosa mangiamo oggi? passo a fare la spesa compro solo due cosette per pranzo? che si mangia a cena? cucino per la settimana e congelo? faccio il menù per l’ufficio? organizziamo quella cena con i cugini dei cugini di terzo grado di quello zio del Burundi che non vediamo da 25 anni?
Ecco…

Cioè, insomma: quello che mi difetta, in effetti è la memoria. Da una parte troppo poca, dall’altra parte troppa.

Durante le giornate di lavoro, stesso problema: alle 11.30 mi staccavo dal PC per preparare il pranzo, e alle 18.30 mi mettevo ai fornelli per preparare la cena. Uno spreco di tempo, energie, creatività, lavoro… e calorie. Spreco di pensieri, perchè io quando cucino mi sento creativa come quando cucio il pannolenci, e mi metto a spignattare dei piatti veri, mica mozzarella e pomodoro. E quindi faccio piatti elaborati, perdo tempo, cucino un sacco di verdure fresche, uso il forno, faccio il pane con la macchina del pane, e vattelapesca.

La mia soluzione? Ora ridete…
Una dieta per l’ufficio che è assolutamente pazzesca, probabilmente: mi farò consegnare i pasti pronti dalla Camst, che è una grande azienda di distribuzione pasti per mense, a Bologna.

Ho capito che questo mi permetterà di:
- ridurre le porzioni, perchè i pasti sono equilibrati in termini di grammature, poichè preparati da nutrizionisti;
- mangiare zero schifezze, perchè non ci saranno panini, patatine, dolcetti, stuzzichini;
- mangiare bio tutti i giorni, perchè molti prodotti sono bio e locali;
- variare l’alimentazione, perchè ogni giorno posso scegliere un menù diverso di stagione, con un piccolo panino, un primo, un secondo, un contorno e un frutto;
- ridurre i grassi, perchè le tecniche di cottura sono prevalentemente al vapore e al forno, quindi con limitata presenza di grassi, olii, burro, glutammato e grassi idrogenati.

E ho capito che questo mi permetterà anche di risparmiare un sacco di soldi: la cifra che pagherò per un pasto (6eur) è decisamente inferiore a qualsiasi pasto che io possa acquistare al bar o preparare da casa (se ciaggiungo le ore di lavoro in cucina e pulizie) o prendere alla gastronomia Coop.

E ora resta il problema-cena. Ce la farò a posare mestoli e pentoloni in settimana?
Il mio progetto è molto semplice: a cena si mangiano solo cose che possono essere consumate fredde o scaldate al microonde. Forno e padelle sono riservate al weekend, in cui cucinerò con piacere anche le lasagne o le verdure al forno.

Quindi l’esperimento prevede:
– zuppe di legumi e cereali (pronte, o anche cucinate il giorno prima… unica deroga);
– verdure da cuocere in 10 minuti al microonde con il vapore (carote, zucchine, pomodori, melanzane, spinaci) e quindi senza oli e grassi, da condire a crudo;
– hambugher di soia o di seitan;
– frutta e verdura crude, comprese insalate.

UN SOLO PIATTO a sera. Uno solo. Basta! portare in tavola mille cose.
Sono sufficienti una zuppa ricca e un frutto, no?

In questo modo dovremmo metterci a regime tutti quanti, perdere peso e soprattutto smetterla di perdere tempo in cucina durante la settimana lavorativa.

Cosa ne pensate? Come vi organizzate voi in ufficio?
Ovviamente, manco a dirlo, appena riceverò il menù settimanale scriverò dei bei post con i menù da dieta per l’ufficio.
Qui tutto fa brodo, tanto per restare in tema!

 

Commenti

  1. L’idea del pasto pronto è geniale!!

  2. da noi la mensa aziendale è tutto il contrario di bio e light, ci sono un sacco di intingoli untiuntiunti.
    Al primo anno di lavoro mi è venuta una colite che ho valutato l’ospedale 2 volte!

    Ora noi per mangiare sano si va all’esselunga: un piatto unico di verdure al vapore, orzo perlato (o farro) e mozzarella, o cose così
    Oppure si torna a casa a pranzo, e si fa una bella insalatona (una cosa speedy perchè la pausa pranzo è solo di un’ora) oppure un’insalata di pasta o di riso preparata il giorno prima, o si scongelano le scaloppine preparate alla domenica precedente.

    • Diciamo che la Camst, nella parte di consegna di pasti veicolati (così si chiamano), non è proprio una mensa: fornisce pasti per uffici. Quindi non possono fare fritti o cose piene di intingoli, perchè consegnano in mattinata entro le 12, in vaschette da mettere al microonde, quindi non possono fare piatti che riscaldandosi, rilascino oli, o puzzino o perdano fragranza. In più ogni giorno è sempre previsto o stracchino bio o mozzarella, per chi non vuole cose scaldate.

    • Framboise dice:

      Hai provato a chiedere agli addetti al self il piatto del giorno ai ferri e la versione in bianco del primo piatto? Per legge le società di ristorazione devono garantire una versione light di ogni portata ;)

  3. Io ho il problema opposto…ingrasso perchè mi secca cucinare e quindi mangio ciò che mi capita!!!

  4. la nostra mensa aziendale invece è buona, anceh per la dieta o la salute…
    insomma a parte un menu rosticceria tutto pizza frita e frittelle, ce n’è uno lighr, pesce o carne semplice senza condimenti e verdure…
    altrimenti c’è sempre una pasta o una minestra, la possibilità di pasta o riso in bianco e verdura, yogurth e frutta…

    mio marito comunque, che la mensa non ce l’ha, ha appena perso 25 kg pur lavorando in un quartiere che è la centrale operativa delle tentazioni alimentari…
    è stato bravissimo e, anche mangiando al bar o alla tavola calda, è riuscito a rispettarla…
    per chi piace, molte volte pranzava a sushi, ad esempio, meno deprimente dell’insalata, l’estate a frutta o gelato di frutta…
    ma insomma, con il controllo del medico, ha perso 25 kg benissimo…

    • Io adoro il sushi, ma sai cosa mi frena dell’andare a mangiare fuori? Uno: che poi non mi controllo ed esagero. Due: che poi non mi controllo e prendo comunque la schifezza, che sia la brioches alla crema o il pezzetto di pizza bisunto. Spero che il piatto pronto mi elimini tutte le tentazioni, come se fosse una penitenza, insomma ahhaaa ;)

      • Framboise dice:

        Senz’altro il piatto pronto evita di spiluccare mentre si cucina e poi se ho ben capito avrai un ufficio dove passare la giornata lavorativa per cui se lì non tieni snack o altro tranne frutta e yogurt per gli spuntini di mattina e pomeriggio sei già a riparo da molte tentazioni. Uno dei motivi per cui non potrei mai lavorare da casa (e per cui gli esami universitari per lo più li ho preparati tutti in biblioteca) è che a ogni momento di noia o calo di concentrazione mi alzerei per la caramella/biscottino/cioccolatino/pezzetto di pane etc etc!

        • Sì, adesso ho finalmente un ufficio. E’ di fronte a casa, quindi potrei benissimo pranzare a casa. Ma a casa ci sono mille tentazioni, e questo mi porterebbe anche una perdita di tempo, minimo un’ora tra cucinare e mangiare. Spero che la soluzione del pasto pronto mi aiuti proprio a non fare spiluccamenti.

  5. Io (per fortuna?) non sono brava in cucina, non amo stare ai fornelli e detesto fare la spesa: in più dove lavoro non c’è la mensa e non ci sono nemmeno bar o tavole calde nei paraggi (bisognerebbe comunque prendere la macchina per arrivarci). Però devo stare molto attenta a cosa e come mangio, non tanto per la linea (che comunque non guasta) quanto per la salute (negli ultimi tempi ho problemi con parecchi cibi). Quindi per me è obbligatorio il cestino del pranzo, ma non faccio altro che portarmi gli avanzi della cena della sera prima, e ho una tabella settimanale (tipo lunedì carne, martedì pesce, mercoledì legumi, eccetera, tutto preparato in modo veloce e semplicissimo)…lo so che è piuttosto triste, ma io mangio per vivere, non vivo per mangiare, e se ho fame mangio volentieri qualsiasi cosa, anche scotta, scondita, riscaldata!

  6. Gabriella dice:

    Io preparo la sera ciò che mi porto in ufficio il giorno dopo per il pranzo e lo spuntino (di solito frutta).
    La mia è più una questione economica che una questione di dieta. pranzare fuori costa più che preparare in casa: conti alla mano.
    E così pianifico il mio pranzo, come un investimento, variando il menù in base alla mia spesa settimanale. deformazione professionale: lavoro in un studio di commercialisti

    • Io invece sai che spendo di più a cucinare? Mi perdo, mi perdo troppo nei dettagli e nel variare troppo spesso i piatti. Esagero.
      E poi ho deciso di provare a risparmiare tempo, in settimana: la sera sono così stanca che anche solo risparmiare un’ora di fornelli, mi fa già stare meglio. Ti ammiro che ce la fai!

  7. ecco io ti invidio perchè quando i bimbi erano piccoli una cena tipo la tua poteva andare a bene, ma adesso sono due adolescenti maschii che mangiano come lupi, sopratutto il maggiore, se gli presento solo l’insalata mi squartano a me :), però stanno imparando a cucinare almeno, confido che qualche volta facciano da soli :)

  8. in america da un po’ c’è la moda per le star di farsi portare a casa i pasti di una dieta a scelta… credo potrebbe essere un’idea per qualche imprenditore anche qui, si sceglie tra una lista di diete, il pasto arriva consegnato e non c’è bisogno di tenere nulla in casa.

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