MomCamp, il dopo sbronza

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Impressioni del dopo-MomCamp. Le scrivo qui. Perchè il MomCamp è stata una roba di mamme, e di amiche, e di coinvolgimenti personali, e di collaborazioni, e questo si sa. Ma per me è stato anche un evento personale, strettamente personale, e questo è il luogo giusto per parlarne.

Due giorni mi ci sono voluti per smaltire la sbornia da MomCamp. Stanchezza, felicità, e anche quella vocina bastarda di dentro, quella che dice: ehi, non puoi ignorare la realtà…

La questione è che mi sento una persona brillante. Oh, fanculo, l’ho detto. Non puzzo, faccio ridere, ho la battuta pronta. Amo le persone sopra ogni cosa. Amo le persone persino più del DVD di 7 spose per 7 fratelli.
Ma io sono diversa. In una stanza, in un evento, in un ristorante… io sono LA cicciona. Avete mai provato la sensazione di essere l’unica persona diversa all’interno di un gruppo?
Sia chiaro, io non me ne faccio un problema, e non mi sto nemmeno per suicidare (machissene… a un certo punto). Ma ho la consapevolezza che negli ultimi anni, in qualsiasi posto mi trovassi, io ero (e sono) la più cicciona di tutte. Una cosa che a me non scombussola la vita più di tanto, soprattutto perchè non sarò cicciona per sempre. Ma, mi rendo conto, può scombussolare gli altri.

Un paio di visi schifati li ho visti (tana per voi! ahah!), gli stessi che rimasero schifati, o forse solo stupiti, quando decisi di aprire un fashionblog.  Per il resto no, ho visto solo tante amiche e tanti sorrisi, e mi sono sentita veramente a mio agio: datemi un microfono, un palco, una cinquantina di blogger davanti al buffet… e io  mi sento a casa.

Ma non posso ignorare questa idea della diversità. La consapevolezza che ho di essere differente. Sono diversa.
La ciccia è una cosa che, volente o nolente, ti rende diversa davvero. Ed è giusto così. Il tuo errore è visibile, te lo posti addosso, stai dicendo, in qualche modo, agli altri: ragazzi, ho fatto un casino, ho esagerato, sono una persona con scarsa volontà personale.

Io non lo nego. Non fingo che la ciccia sia normale, nè che grasso=bello, nè che questo non sia un problema.
Io so che è un problema. Un problema per me che sto faticando con una dieta che probabilmente durerà ancora un anno, e un problema per gli altri, quelli che mi stanno vicini, che devono fare un atto di coraggio per scovare la me stessa vera, dentro questo cappotto di ciccia che mi sono messa addosso.

E quindi niente, non so nemmeno cosa voglio dire. Voglio dire che la diversità esiste, e con il tempo, diventando grandi, si impara ad amarsi anche con la consapevolezza di essere persone difficili. Persone diverse.
E si impara ad essere felici, e a ridere, e a GODERE della vita nonostante tutti i casini personali.

Io mi piaccio. Io, io Barbara. Io mi trovo proprio adorabile. Ho un problema: sono obesa. Sto facendo una dieta (con alti e bassi) e ho perso i primi 16 chili. Devo perderne ancora, almeno, il doppio.
Ma ci sono, sono viva, rido, mi ammazzo dalla felicità, e non intendo considerarmi brutta solo perchè ho fatto uno stupido errore.

Il mio dopo sbronza è questo. Gli errori capitano.
Basta rendersene conto, affrontarli, scusarsi, e CAMBIARE.

Io mi piaccio. E questa sensazione mi resterà sempre, in qualunque dopo sbronza che si rispetti.
Cin-Cin!

Commenti

  1. C’è una canzone di Fabio Concato che si intitola” Rosalina”, è sempre stata la mia canzone, perchè sono sempre stata cicciottella, forse anche qualcosa di più. Ora mi sono messa a dieta e sono dimagrita parecchio, ma l’ho voluto fortemente e mi sono veramente impegnata. Quello che ti voglio dire e che ti sei già detta tu è che sei già magnifica così, se poi perdi dei chili meglio per te e per la tua salute, ma non rinunciare a te stessa per la dieta! Un bacio

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