Piacersi, volersi bene

piacersi e volersi bene

Insomma, la questione del piacersi o non-piacersi è molto semplice: quando ti piaci sei troppo giovane per capirlo, e quando non ti piaci sei troppo vecchia per rimediare.
Io, poi, sono un caso umano pure peggiore, perchè mi piaccio dentro (sì, l’ho detto, alla facciazza di chi mi detesta) e fuori invece faccio finta di non vedermi così non devo confessare che, no, non mi piaccio per niente.

Sono una di quelle che non si guarda allo specchio, e questo è l’errore più grande, quando hai problemi di peso, perchè così ti è facile immaginarti più magra di quello che sei. E allora è il danno.
E poi succede – spesso – che passeggi per strada, ti volti e ti vedi riflessa in una vetrina e per poco non svieni, e ti ritrovi a pensare: ooohccazzo, ma quella sono davvero io?

Certe donne probabilmente questa faccenda dell’aspetto fisico non sanno cosa sia. Che fortuna. Che brave.
Quelle che hanno sempre mangiato di tutto ma in modo talmente moderato da non capire nemmeno tutto questo affaccendarsi dietro alle bilance. Quelle che magari sotto Natale mangiano un po’ di più ma poi basta tornare al lavoro per dimenticarsi di pranzare perchè prese da altre cose. Sì, certo, come no: ma quando mai mi è capitato di dimenticarmi di pranzare? Piuttosto, io, mangio sulla tastiera mentre rispondo alle email.

Comunque è così, non è che ci puoi fare qualcosa. Tu sei così, loro sono così. La colpa è un po’ tua perchè non ti sai controllare, ma la colpa forse non è nemmeno di nessuno. La ciccia è una di quelle cose che vanno così, e avanzano senza chiedere il permesso (cosciente) di nessuno.

Io non lo so se prima o poi tornerò di nuovo ad essere ‘normale’, o se quando morirò finirò all’inferno a causa delle maledizioni dei portantini che devono alzare la cassa da morto. Ma tanto non sarò lì a godermi lo spettacolo.

Quello che so è che io a questa cosa ci penso ogni giorno, e non sempre so trovare una soluzione. Una soluzione FACILE, per lo meno.
Non mi ritengo uno schifo di persona, mi sto simpatica e io mi sceglierei come amica, tanto per dire. Ma fuori, beh… prima o poi questa cosa la dovrò affrontare, no?

Non soffro, nè mi struggo. La ciccia non è un pensiero che mi toglie il sonno.
Ma forse dovrebbe, io penso. E credo davvero che dovrebbe essere così.

Commenti

  1. Il dilemma è quello di sempre…e non ci credo a quelle donne che dicono “a me non interessa”…tutte vorremmo essere almeno solo presentabili…certo! il concetto stesso di presentabile varia da persona a persona e magari vedi donne un pò più in carne,con una dolce ciccia che avvolge fianchi e quant’altro e le trovi fantastiche,conoscevo una che riusciva solo al suo passaggio a tirarsi dietro tanti corteggiatori ma allora perchè quando ero 10 K in più, io non mi sopportavo? perchè credo che tutto dipenda da come sei tu dentro, da come vivi quel corpo che parla di te…da quanto lo ami…e purtroppo, certe volte, non ci amiamo abbastanza…

  2. Si vede che siamo tornate dalle ferie eh?!!?
    Nei posti di villeggiatura ci sono meno specchi e meno vetrine secondo me.
    O forse è che quando ricominciano i casini decidiamo che tanto vale riprenderci tutte le paturnie in un colpo solo così per toglierci il pensiero.
    Pensa te che io non mi piaccio da nessuna parte!
    E che appena mi guardo attorno vedo, sento o leggo qualcuno che mi fa pensare “Sei proprio una caccola di essere umano!”.
    Però una cosa ce la dovremmo ricordare: la salute. Quella sì. Quella non ci appartiene più perchè appartiene alle nostre figlie.
    Il sovrappeso fa male. A me sta distruggendo la schiena e i piedi. E quindi il fegato perchè mi imbottisco di antinfiammatori e antidolorifici.
    E faccio fatica a prendere in braccio Belvetta.
    E devo farmi sempre le analisi per controllare di non avere qualche parametro a puttane.
    E questo non è più un mio diritto.
    Ho la responsabilità di una figlia e quindi devo stare in forze.
    E’ mio specifico dovere.
    A questo dovremmo attaccarci.
    Dobbiamo ricordare questo ogni volta che vogliamo aprire il frigo.
    Ogni volta che davanti a una difficoltà invece di pensare “Cazzo mi si è chiuso lo stomaco” andiamo in dispensa ed agguantiamo il barattolo della nutella.
    Ah, io un po’ le odio “quelle”.

  3. vetrine maledette….le odio

  4. sul piacersi non è questione di bilancia..ci sono persone magre che alla fin fine non si piacciono…
    io sono tendenzialmente magra…non di quelle che possono mangiare tutto senza ingrassare per un regalo del metabolismo, un po’ è costituzione, un po’ (ma sopratutto negli ultimi anni) tanta attenzione.
    attenzione perchè non ho più 20 anni e anche perdere un paio di chili è difficile
    si, si, ho detto un paio di chili, che lo so che sono pochi, ma sono quelli che ti fanno stare stretti i jeans e ti fanno venire il nervoso perchè ti stanno stretti i jeans e non ti arriva il sangue al cervello 🙂 e poi sono dell’idea – credo di averla già espressa proprio su queste pagine – che due chili l’anno sono dieci chili i cinque anni e io non ho la forza di volontà di perderne dieci (mio marito ne ha persi 15 e deve perderne ancora 5….niente formaggi, niente dolci, niente alcol…non ce la potrei fare)
    e faccio attenzione perchè ho già grandi problemi di autostima ora che sono magra, non riesco a immaginare che fine farei se non lo fossi…
    io sono di quelle che deve essere sempre vestita a posto, anche se vado a correre (ossia mai sciatta e sempre intonata)….io sto vestita non sciatta pure per casa…
    e non è tanto vanità quanto insicurezza….mi devo vedere “impeccabile” fuori perchè per me è un modo per essere invisibile passare inoseervata…anceh se poi la gente nota che mi vesto bene 8o meglio così mi dicono… 😉 )

    insomma, il piacersi è un argomento così complesso, così intimo e personale e risiede nella vita di ciascuno di noi, in quella di quel momento…perchè magari ci vediamo msotri quando siamo bellissime solo per chè siamo tristi, ci sentiamo fighe se siamo felici…

    per il peso, parlando in generale, io la vedo come una questione principalmente di salute…il corpo è una macchina e va tenuta bene….perchè nella vita è l’unico aggeggio che non potremo mai sostitituire con un aggeggio nuovo e più funzionale…

  5. Capisco benissimo, cara Barbara! A me è successo dopo la prima gravidanza: immagine mentale dissociata da quella reale: in pratica non sapevo più fare shopping per me, perchè avevo in mente le forme di prima e non mi riconoscevo in foto, restando inorridita… poi… poi la seconda gravidanza, con qualche allarme… e la consapevolezza che dovevo riuscire per lei, per loro, a tornare ad essere me stessa… c’è ancora da fare ma inizio a riconoscermi nelle vetrine… forza cara!

  6. Io mi trovo d’accordo con Giulia in linea di massima. Anch’io cerco sempre di presentarmi al meglio (continuando comunque a sentirmi una sorta di mostro grottesco il più delle volte), e mi rendo conto di quanto sia un tentativo di coprire le magagne che ho dentro. Non che io mi reputi una brutta persona. Solo che sono lontana anni luce dai miei standard e per quanto ci provi l’impressione quasi continua è che non riuscirò mai a fare bene abbastanza da soddisfare me e quelli intorno (dai quali cerco affannosamente riconoscimento ed approvazione).

  7. La questione del piacersi non la legherei solo al peso: ognuna ha cose di sé che non vede, o preferisce non vedere.
    Per esempio io sono miope come una talpa ma nella mia testa non porto gli occhiali. Tra i 20 e i 27 anni per motivi medici ho smesso di portare le lenti a contatto, e tutte le volte che uno specchio mi ricordava che avevo gli occhiali era uno choc. L’immagine, perché per altri versi gli occhiali li trovavo molto più comodi: niente preparativi laboriosi la mattina, niente boccetta di liquido delle lenti da portarmi in borsetta…

    Il mio peso invece, e quanto rotonda appaio da fuori, è una questione che interessa più agli altri che a me. Certo, si esprimono in modo disparato: i miei genitori dicono “a 40 anni peserai 80 chili”, il mio fidanzato “sei bellissima”. Però lui mi vuole regalare un corso di nuoto, “così, per fare movimento” 🙂 Io me lo prendo: sempre meglio il nuoto che la corsa 😀 Poi cerco di farne una questione di “star bene”: io voglio stare bene, voglio mangiare bene, voglio essere in salute e voglio vivere felice. E se mi prendo cura di me in questo modo, il resto viene da sé (almeno spero).

  8. Uhm, questo post mi sembra un pochino sottotono, nel senso che ci sento poco o niente entusiasmo (che invece ci serve tutto per ripartire alla grande dopo il rilassamento estivo!)…è solo un momento, spero…tutto bene? Guarda che io anche se non ci conosciamo faccio il tifo per te! Non mi piaci mica quando dici “Io non lo so se prima o poi tornerò di nuovo ad essere ‘normale’”, e nemmeno quando dici “Ma fuori, beh… prima o poi questa cosa la dovrò affrontare, no?”…Ma tu l’hai già affrontata, quanti chili hai perso finora? Sei stata bravissima e sei già ‘normale’ perchè magari hai un momento un pochino grigio ma hai tutte le carte in regola per rimetterti in marcia alla grande!

  9. Ciao! Sono capitata su questo sito qualche mese fa e da allora ritorno ogni giorno, ho letto tutte le cose vecchie e ne aspetto sempre di nuove! non ho mai scritto un pò per timidezza (sono timida anche dietro ad uno schermo…), un pò perchè poi ho paura di non riuscire a tenere viva una conversazione, sono fatta strana! a questo articolo però voglio rispondere perchè l’argomento mi tocca estremamente da vicino e volevo condividere con voi i miei pensieri. io ho 24 anni e un anno fa pesavo 98 kg per 1,62 di altezza. 98 kg. mi fa impressione scriverlo. mi sentivo un mostro, evitavo la bilancia, lo specchio, spendevo un sacco di soldi in vestiti che poi non mettevo. lentamente ho deciso di fare qualcosa e oggi di kili ne peso 72. tutti mi dicono “che brava!, come sei dimagrita”, ma io vorrei urlargli contro che no, non lo sono affatto, che io sono e sarò sempre un mostro. nella mia testa io sono ancora 98 kg e non so se riprenderò la percezione esatta del mio corpo. sono grassa da quando ero piccola e tutti i miei desideri si sono sempre concentrati sull’essere normale, essere conforme alle aspettative degli altri, essere considerata una persona e non un mostro di ciccia. sarei disposta a fare qualsiasi cosa per essere “normale”, si trattasse di mentire o fare le cose peggiori. la cosa assurda è che a volte mi viene da pensare che stavo meglio quando ero 98 kg, almeno ero la cicciona della situazione e stop. adesso, sì, mi sento meglio, ma sono un ibrido, ho ancora tanta strada da fare, non sono veramente “a posto”. io penso che il volersi bene sia una cosa davvero difficile e che se non ti vuoi bene dall’inizio allora la situazione sarà sempre un gran casino. mi scuso per il papiro e per lo stile di scrittura e ringrazio chi leggerà. un grande abbraccio!

  10. Meg ha ragione! basta amarezza,basta recriminare… Ragazze Svegliamoci!!!
    io in questo periodo ascolto sempre la canzone di Noemi la adoro!
    “…sono un’altra da me stessa,
    sono un vuoto a perdere
    sono diventata questa
    senza neanche accorgermene…
    ora sono qui che guardo
    che mi guardo crescere
    la mia cellulite
    le mie consapevolezze …Ma non mi fermo più…

  11. Io dalle vacanze sono tornata piena di entusiasmo e di buoni propositi, anche perché mi ha colpito con forza il pensiero che non voglio assolutamente che la mia non-forma fisica possa essere un ostacolo per mia figlia, o peggio. E poi c’è anche la voglia di sentirmi carina, di non dover cancellate tutte le poche foto che qualcun altro mi scatta. Però non posso dire di non piacermi, come persona. Mi sto simpatica, in fondo. Vedo i miei limiti, ma mi apprezzo. Fatti salvi i momenti di scoramento, non sto male con me stessa. Cosa che non potrei dire della me diciottenne, certo abbastanza più magra di adesso, ma decisamente più insoddisfatta e antipatica.

  12. bhe io ho 20 anni ma in realtà non mi piaccio per niente! e non è il problema dei chili in più (quelli ci sono e ogni mese mi dico che dovrei scendere quei tre chili, però non lo faccio mai!) quanto più tosto l’altezza, o per meglio dire la bassezza. sono infatti bassa 1.50 e dire che per me è problema è riduttivo! per molte può sembrare sciocco ma io assicuro che ci sto male. ogni volta mi propongo di non pensarci che infondo non è tutto ma i buoni propositi hanno una durata di circa 10 minuti! non è bello quando le tue amiche e il tuo ragazzo sono almeno 20 cm in piu cosi sono costretta ad indossare tacchi sempre con il risultato di pesantezza alle gambe e diciamolo un po d invidia nei confronti di coloro che hanno al piede un paio di ballerine!
    in realtà piu che un commento mi sono lamentata 🙂 che dite per questo nuovo anno farò durare di più i miei proposoto?! spero sinceramnete di si e di riuscirmi a sentire a mio agio e sicura nonostante i miei cm i meno!

  13. Mi sento esattamente così anche io…e mi succede di peggio…quando riesco a perdere un po’di peso (tipo subito prima dell’estate) e mi sento bella e mi sento in forma…ricomincio a sgarrare…ho ripreso nel solo mese di agosto tutto ciò che avevo perso, con annessi brufoli e un senso di gonfiore e bruttezza permanenti. Io non so perché sia così…so solo che più qualcosa non va, più mangio, più mangio e più non mi piaccio, più non mi piaccio e più mangio ancora…però il cibo mi serve, mi aiuta ad annullare i pensieri, a “riempire” i vuoti. Io non so se riuscirò mai ad essere come dovrei essere per piacermi 🙁

  14. mi sembri un po’ me, da ragazza ho vissuto sempre sopra le righe senza pensare…ma ora a quasi 40 anni mi sento sempre un po’ a disagio e quando mio marito per battuta mi dice che ho un sedere tipo parcheggio ipercoop o fa bonari confronti con quelle della tele…patisco perchè ora ho la percezione di come sono.

  15. io non credo sia questione di ciccia (anche se la ciccia nella nostra società è talmente demonizzata che chi ne ha non può sottrarsi spesso a un meccanismo negativo), vedo donne molto belle che non si amano e non si piacciono, che siano cicce o non. Ho passato sicuramente anche io un periodo (lungo) in cui non potevo guardarmi allo specchio e un giorno mi sono accorta che questo fingere di pensarmi in realtà magra perché non mi guardavo era l’errore. Mi ha aiutato molto fotografarmi per il blog. Io ci vado ogni tanto davanti allo specchio intero, anche nuda, non ho paura di farlo, è come la bilancia… ok, sono così e allora? è un buon esercizio di ‘volersi bene’. a volte riesco a vedermi carina persino negli specchi dei negozi. Non dico che ho risolto tutti i miei problemi con la mia immagine, anzi, però non è più un tabù…

  16. che poi ogni tanto vedi in giro gente conciata come io non mi concerei nemmeno per soldi, nemmeno per casa, con cose che sembrano scelte apposta per evidenziare i difetti e mi dico “forse IO mi faccio troppi problemi”

  17. Ciao, io da ragazza ero robusta ma mi odiavo, forse era l’adolescenza non so, ma mi sentivo incombrante. Poi ho deciso di fare la dieta e ho perso 20 kg ero finalmente una taglia 42 felice mi sentivo bella ammirata ero anche più corteggiata. Poi dopo la gravidanza mi sono trasformata in un ippopotamo ho rifatto la dieta e ho perso un pò, dopo la seconda gravidanza sono diventata un elefante indiano e non vedevo neanche un chilo di troppo, mangiavo di tutto e mi sentivo magra.non mi rendevo conto di quanto ero incombrante stavolta davvero tanto, non potevo fare di peggio. Poi avevo problemi di salute un dottore mi ha detto che devo assolutamente dimagrire per me stessa, ma sopratutto per i miei bambini che loro si meritano una mamma sana che possa vederli crescere e ho aperto gli occhi, ho incominciato a mangiare di meno e più sano, le parole di quel dottore mi rimbombano ancora nella testa. Mi sono guardata allo specchio e mi son vista orribile. Ora ho perso 12 kg mi sento meglio in tutti i sensi, ancora avrò 15 kg da buttare e voglio farcela per i miei bambini, per la salute e per tornare felice come quanto ero magra e bella. Secondo me, A volte volersi troppo bene non fa vedere bene ciò che siamo,(fisicamente), ci idealizziano secondo la nostra immaginazione, meglio ogni tanto farsi un esame di coscienza vedersi con gli occhi di un critico severo sulla bilancia, allo specchio e verificare.

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