Essere donne stanca

essere donne

Essere donne stanca, e col cavolo che in questo caso non c’entrano le questioni di genere. Che io ho un marito d’oro, che fa il padre meglio di quanto io faccio la madre, e fa la lavastoviglie, e centra persino la tazza quando fa la pipì. Ma sono stanca. E sono stanca in quanto donna.

Essere donne stanca, e insisto. Da quando siamo bambine a quando diventiamo madri, non esiste mai un attimo in cui impariamo a spegnere il cervello.

Alle sette del mattino mi butto sotto la doccia con la grazia di un facocero, e nel frattempo sto mentalmente ripassando la lista dei TODO.

Faccio la cacca? Intanto prendo appunti sul bordo dei giornali: pane, latte, telefonare pediatra, appuntamento commercialista.

Lista della spesa? In  ordine di scaffale. Nella mia mente esiste una mappa fotografica del LIDL, della Coop e della Cadoro, tale per cui posso fare la spesa battendo il record dei 100 metri uomini.

Inizio la giornata programmando le lavatrici. In ordine di importanza. E se c’è il sole lavo i vestiti. Se è brutto tempo lavo gli asciugamani, perchè così potrò accendere l’asciugatrice. E il tempo non sarà sprecato.

E le cene. Faccio la spesa pensando al menu settimanale, ai gusti di tutti, agli ingredienti che non devono mancare mai.

E preparo i vestiti della bambina con un senso, abbino i colori, penso: oggi c’è la biblioteca, oggi c’è il cortile, oggi c’è inglese dopo la scuola quindi è meglio portare un cambio.

E poi, già, lavoro. Quasi me ne dimenticavo. Chissà perchè.

Quindi sentite, non raccontiamoci balle. Essere donne stanca.
E la vera parità io la chiedo al mio cervello, non alle quote rosa.

Commenti

  1. santa donna, quanto hai ragione!

  2. barbara come sempre sei spietatamente sincera e realistica.A volte invidio mio marito perchè gli uomini non ne hanno di pensieri, loro eseguono e basta senza mai chiedersi il perchè di nulla.
    Un giorno ho dimenticato di prepare i vestiti da far indossare al Cucciolo per la scuola materna, quando sono andata a riprenderlo l’ho trovato vestito che manco arlecchino a carnevale!!
    La sera dopo cena, ho già preparto il nostro pranzo per il giorno dopo, lavato e lessato le verdure per i giorni successivi, messo nel frigo a scongelare gli ingredienti per la cena, ovviamente cercando di bilanciarla con il pranzo del Cucciolo che mangia a mensa.
    Prima di andare a letto programmo la lavatrice che partirà alle 5, così alle 6 prima di uscire la stendo.
    Preparo i vestiti per il Cucciolo, lo zainetto, piego i panni che durante la notte si sono asciugati, metto la lavastoviglie, metto fuori il secco o l’umido dipende dai giorni….e sono solo le 6 del mattino!Poi vado a lavoro.

  3. Che poi se chiedo a mio marito di fare le cose lui le fa, è un maritino d’oro come il tuo.
    Però l’organizzazione spetta a me. E sono stanca difare una cosa pensando all’altra.
    Anche perchè ultimamente sto perdendo colpi.. e sbaglio.
    E per una come me che una cosa non deve farla bene, ma “la migliore di tutte” è parecchio stressante..
    Non faccio in tempo a pensare “sta sera alle 9 vado a letto” che mi viene già in mente la lista di cose da fare.
    Voglio un altro cervello… magari uno da maschio.

  4. Io ormai mi sveglio verso le 5 quando va bene, resisto a rigirarmi nel letto fino alle 5.30 e inizio a fare la lista dei TO DO e poi mi alzo, faccio la doccia pensando a cosa fare per il pranzo, mi vesto coi vestiti preparati la sera prima, preparo colazione pranzo insieme perchè poi devo organizzare la gestione di lavastoviglie, lavatrice, panni da stendere, lavoro on line, progetti per il blog, lavoro off line, pulizie di casa, spesa, ecc…
    Purtroppo non riesco ad organizzare i menù perchè vivo con due umorali dello stomaco che se non riesco a indovinare giorno per giorno cosa vogliono mi piantano il muso e io col muso non riesco a vivere.
    Però è stancante.
    Da matti.
    Ma sai quando mi rilasso? Quando muovo le mani!
    Attorno hai ferri, a un pezzo di legno da montare, sui tasti del pc per scrivere.
    Le mani che si muovono ritmiche, in automatico, consapevoli di cosa devono fare, mi svuotano il cervello e con QUEL lavoro mi rilasso.
    Fondamentalmente il blog anche se riuscirò a farlo diventare un mestiere, per me sarà SEMPRE autoterapia!

  5. hai ragione, però dopo essermi sfogata sempre mentalmente, perchè nessuno ascolta, dopo aver capito che comunque noi donne, la maggior parte ci nasciamo staccanoviste, sono contenta. Sono contenta perchè rimanere senza far nulla senza le lunghe liste di cose da fare, i progetti che a volte non inizio perchè poi quando li finirò, senza tutto questo sarei persa, non sarei io. Quindi forza, magari decidiamo alla sera o tornate a casa con i figli quello da indossare il giorno dopo, così i pargoletti in età impareranno una cosa sacra, per me, l’autonomia.

  6. Quanto è vero tutto quello che ho letto qui sopra (post + commenti): io certe volte vorrei poter svitare la mia testa e metterla a ricaricare come il telefonino, così da alleggerire un pochino il peso che mi sento sulle spalle!

  7. io non commento perchè altrimenti scriverei un romanzo in più volumi
    sottoscrivo solo tutto….
    e ora torno a lavorare…

  8. Io.ti.amo.
    Perché anche io ho un marito collaborativo ma l’organizzazione spetta a me. Lista della spesa, pediatra, lavatrici. E basta un intoppo (tipo che domenica sera mi sono dimenticata di far partire la lavastoviglie) che tutto va in tilt perché la sera dopo ho dovuto recuperare la lavastoviglie e quindi non ho potuto far partire la lavatrice già caricata e essere in ritardo con le lavatrici a casa mia è un casino e infatti i panni sporchi non ci stanno pù nella cesta!

    “E la vera parità io la chiedo al mio cervello, non alle quote rosa.” Ora la incornicio e la metto ovunque!

  9. pensarle è faticoso è verissimo quello che dici,..

  10. Pienamente d accordo…

  11. Un mito! Pensa che io sto messa anche peggio perchè oltre che pensarle devo anche eseguirle perchè su certe cose mio marito è un po’ molto negato!!!

  12. stanca si’ e da brave coglioncelle con sta storia della parità abbiam raddoppiato il lavoro,oltrechè fuori casa c’è tutto il consueto dentro casa…povere donne mi dico tante volte quando vedo donne sfinite dal menage familiare, portar sacchi di spesa o di rumenta…però è anche bello io con un maschio non mi cambierei mai…

  13. Idem…. proprio cosi!

  14. è proprio il caso di dire: TI STIMO SORELLA!!!!

  15. Ma quanto hai/avete ragione! Siamo tutte sulla stessa barca. Stanotte mio marito mi ha detto che parlavo ad alta voce e sgridavo i bambini, quindi non stacco neanche quando dormo.

    Ho pensato a una cosa: facciamo il calendario dell’avvento per i nostri bambini, pensando a come farlo, cercando ispirazioni, comprando regalini e dolcetti.
    E se ne facessimo uno per noi? Anche solo virtuale. A dicembre ogni mattina stacchiamo il nostro foglietto o apriamo il nostro pacchettino: leggere due pagine di libro, sfogliare una rivista in santa pace per un quarto d’ora, comprare una sciocchezza che ci fa piacere, mettersi lo smalto alle unghie, uscire truccata bene anche solo per fare la spesa, bersi una tisana sedute sul divano, ecc. ecc. Insomma, un modo per regalare qualcosa, qualche minuto a noi stesse, fermando la corsa fisica e mentale che non ci abbandona mai.
    Che ne dite?
    E se prendiamo l’abitudine? Magari capita che avremo voglia di un regalino tutti i giorni dell’anno… per così poco che male facciamo? Non ce lo meritiamo in fondo?
    Ciao e buone corse a tutte 😉

  16. Io non ho più figli piccoli, ma uno grande di 19 anni. Organizzazione di vestiario, cartella, compiti, palestra, ormai sono cose che non mi competono più (finalmente!!!). In compenso mio figlio mangia come un lupetto affamato (e, ovviamente è alto e magro come uno stecco!). Ieri sera verso le 21,00 ho finito di fargli un dolce tiramisù, che peraltro ha già spazzolato.
    In più ho due cani, tanto dolci e carini, ma è come avere due bambini piccoli: devono mangiare, devono fare le passeggiate e sporcano tantissimo.
    Ho anche una casa che piange disperata, ho un lavoro che mi tiene fuori casa dalle 6,30 alle 17,30.
    Non ho un marito, ma un compagno che, per grazia ricevuta, ha la sua casina per conto suo (e ci sta!!!).
    Per evitare di essere sopraffatta da tutto, ho semplicemente strappato la lista TO DO. Faccio quel che posso, con le priorità del caso.
    E alle 21,30 di tutte le sere mi piazzo davanti alla TV con i ferri, uncinetto o altre attività “libera-mente”. Ecchecavolo!

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  1. […] è a sé e blablablabla. Ma io non ho mai visto mio marito compilare una lista. Come diceva Barbara qui su Trashic e come veniva ribadito nei commenti, anche se hai un marito collaborativo, spesso e […]

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