Il calendario delle mamme

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Il calendario delle mamme: ma perché? Leggo l’articolo su D repubblica (che in effetti si distingue ogni giorno – in negativo – per riuscire a presentare una serie infinita di articoli quantomeno inutili): un calendario in Italia non si nega a nessuno, tantomeno alla Mamma, simbolo nazionale di amore e affetto cantato da poeti e musicisti.

Mancano solo il riferimento alla pizza, al mandolino e alla mamma che non si scorda mai, sono belle le mamme del mondo… e il luogo comune arriva alla sua massima vetta.

Un calendario di mamme? Non lo comprerei (ma non ne abbiamo già abbastanza della maternità, tutti i santissimi giorni della nostra vita?), ma me lo aspetterei, per lo meno, rappresentato con uno stereotipo inverso: mamme che preparano ricette con i bambini, lavoretti, mamme che allattano (non sia mai che l’allattamento venga pubblicizzato… sarebbe più sconcio del culo di una mamma?). Insomma: me lo aspetterei (senza volerlo comprare) che parli di mamme, di cose da mamme.

E invece NO. Invece mi tocca vedere altri culi, altre pose da velina, gente che non ha il pudore, a 50 anni, di stare vestita. Ma perché, mi chiedo? Perché queste donne di 50 anni sentono il bisogno di partecipare al Concorso Miss Mamma Italiana, per poi vedersi ritratte sul Calendario Miss Mamma Gold. GOLD? Perché?!

Non ho mai capito questa necessità di spogliarsi e fotografarsi. Sulla mia bacheca FB ho passato l’estate a vedere donne che pubblicavano le proprie foto in costume, in pose sexy, veramente CONVINTE. Beh, lasciatevelo dire: ogni volta che ho visto quelle foto, ho pensato: diomio, qualcuno le dica di smettere, è veramente squallida! Un po’ come mi succede alla Corrida, quando mi chiedo se queste persone hanno un parente amorevole che possa dire loro: ma ti sei visto?

Io voglio vedere un calendario di donne vestite con i loro abiti: la mia vicina di casa che di mestiere fa la sfoglina; la proprietaria del mio ufficio, che è una donna elegantissima e chic; la mia amica che si sente sempre un po’ hippy; quella che esce di casa col motorino e la mamma che va al super con la tuta.

Il velinismo mi ha definitivamente stancata. Il velinismo di ogni età, dai 15 ai 55 anni.
State a casa, fate qualcosa di utile, andate a lavorare, preparate i tortellini e guardate i nipoti. Cercate di vivervi la vita, di godervela, di fare QUALCOSA. Che per essere importanti, non occorre fotografarsi il culo. Occorre essere importante per la propria famiglia, per gli amici, per il proprio quartiere, per la pro loco, per il partito, per la scuola. Per il proprio sanissimo egoismo!

E siete belle, sì, siete davvero belle.
Non avete davvero bisogno di mettervi in posa per essere belle.

 

Commenti

  1. Bei dilemmi,ma è esclusivamente colpa dei messaggi continui a cui siam sottoposti. Guarda le femministe degli anni 70,io sono una di loro,mai e poi mai avrebbero voluto mercificare il corpo nè tanto meno le loro idee. La mamma dei calendari è una tapina convinta che crede per due o tre scatti di essere una figa pazzesca al pari delle ragazze in televisione. finchè le donne, continueranno a essere pezzi di manzo al banco macelleria,tutte le battaglie fatte verranno raccolte solo da chi veramente ci crede. Purtroppo..

  2. ciao , Barbara sono d’accordo, si continua a “gridare” il valore, le risorse che hanno le donne, e poi te le trovi con le chiappe al vento, con seni in bella vista. Allora come al solito, da copione italiano, si predica bene e si razzola male. Magari è più facile e veloce così. La cosa che mi preoccupa è che cerco di dimostrare anche a mie figlie che la bellezza è uno dei tanti aspetti di una donna, ma ci sono cose che una Donna sa fare anche se non si vedono subito come i cm di pelle. O forse, chi vale lo dimostra coi fatti in sordina, e chi si esibisce lo fa perchè non ha altro? Amo la mia quotidianità dare un senso al mio tempo, sia quando lavoro in cantina, vado in orto a raccogliere la verdura…
    La vicina sfoglina, si, nel calendario delle rarità.

    • Difatti è proprio questo che mi sconcerta: che vogliamo fare delle battaglie per la parità, e poi cadiamo in queste sciocchezze. Ci battiamo contro la mercificazione del corpo femminile, e poi ci facciamo usare come merci. Qualcosa mi sfugge!

      • però ci sono mamme che fanno la differenza, troppo impegnate a vivere, così non hanno il tempo di farsi notare. Ci siamo noi mamme che facciamo quadrare la ns giornata quella dei pargoli dei mariti….GRAZIE MAMME MANICHINI, mi fate sentire che io con le mie scelte faccio centro. Amo la mia vita, e sono fiera di tutte le mamme felici.

  3. Maròòò che tristezza, che tristezza.
    Io resto sempre allucinata da quello che le persone (no, le donne) riescono a fare – a quanto riescono a rendersi ridicole – pur di apparire su un calendario, una copertina ecc.
    A 15, 25, 50 anni, alla fine è sempre uguale.
    Non mi voglio lanciare nelle trite e ritrite analisi sociologiche su di chi è la colpa, però basta, basta, basta, non se ne può più.
    Io ho il calendario di Frate Indovino, ed è fighissimo.

  4. Condivido. A prescindere dalla bellezza o dalla bruttezza della cosa, è proprio l’idea in sé. Io ci sono rimasta molto male quando ormai 15 anni fa sono stata a Parigi sotto Natale. In Italia pubblicizzavano tutti i calendari “artistici” del mondo. Seni e sederi a tutti gli angoli. In Francia nessuno. Ma perché?

  5. Posso fare un applauso ?
    Brava cara non avrei saputo usare parole migliori !!!!!!!!!!!!!!

  6. Grande grande grande!
    Ragazze vi adoro perchè mi fate sentire meno sola.
    Sembro sempre bacchettona e femminista a oltranza, ma non è nè l’una nè l’altra cosa: è senso del pudore, è avere un cervello prima di un culo, è cercare davvero di “essere” prima di “apparire”.
    Che non vuol dire non avere amore per sè o non curarsi, ma farlo in modo rispettoso di sè stesse.

  7. Condivido in pieno, non sentivamo l’esigenza dell’ennesimo calendario che pone in evidenza tette e culi….e basta! Non mi piace il taglio che è stato dato, come se la forma fisica sopravvissuta alla maternità, fosse un traguardo da sbandierare ai quattro venti. Ma gli stereotipi ci impongono questo e allora prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr……….(pernacchione!), è tanto liberatorio.

  8. Perdonatemi ma io le capisco e le comprendo..intendiamoci non lo farei mai!!!!
    Ma quando sei oberata di cose da fare e molto spesso per altri…corri come una pazza senza il tempo neppure di guardarti allo specchio, con cento vestiti da stirare,cucina da pulire,bimbi da crescere e il cane da portare fuori con cacca annessa da raccogliere bè …certe volte si ha voglia di fermarsi..e vedere a che punto di Noi siamo arrivate…e se mettersi in posa a far vedere che sei ancora in piedi,con culo,tette e tutto il resto ancora lì,al loro degno posto.. ti può far star bene…ben venga!!!
    Io davanti allo specchio prima di farmi la doccia cerco sempre d’accertarmi di essere ancora viva…respirando sullo specchio..

  9. Non capisco perché nessuno mi ha chiesto di apparire sul calendario con il mio pigiama preferito o con la mia gonna gialla 🙂
    A parte gli scherzi, trovo anch’io che non ce ne sia bisogno e che le renda piuttosto ridicole. E che leda anche un po’ alla causa di chi vorrebbe la maternità senza stereotipi. D’altronde c’è anche chi inveisce contro lo stereotipo della maternità senza stereotipi, e non se ne viene più a capo.
    Ergo. Io seguo la filosofia del “sono come mi pare” e del “lascio essere le altre come pare a loro”. Se vuoi mostrare tette e culo, e apparire come la controfigura ridicola e vorrei-ma-non-posso della velina, non sarò certo io a redarguirti.
    Tipo, alla corrida. Non ci credo mica che quella gente non capisce di essere ridicola. E’ che probabilmente li pagano bene, come a queste bellezze al bagno.
    Baci.
    p.s. Il sito di D non lo seguo, in realtà. Il giornale lo preferisco persino al mitico Vanity, e trovo che faccia cultura sul serio, e non cultura per donnette. Infatti sta roba qui non capisco mica cosa c’entri.

  10. ciao Mf, quanto hai ragione, anche a me fanno tristezza perchè un conto è essere orgogliose del proprio corpo e altra cosa è sbatterlo in faccia come un trofeo….se dobbiamo insegnare quali sono i veri valori dobbiamo smetterla con questa volgia di apparire….condordo con i calendari con persone vive ed attive ma, ammetto anche che anni fa ho molto apprezzato un calendario degli sportivi…..ussignur certi marcantoni di uomini chettelodicoafare…e li non si parlava di mettere in mostra il cuolo ma altre belle cose….forse sono uscita di tema :-),
    scusate, se vogliono fare un calendario di mamme ed esaltare la mammità (ma veramente serve un calendario per esaltarla? non servirebbero gesti più concreti come aiuti alle mamme che lavorano…) condivido la tua idea di mostrarle mentre vivono la loro vita quotidiana e reale.
    ciao

  11. La mia mamma è la più bella del mondo ed io sono sempre stata molto orgogliosa di lei, anche se ha sempre lavorato in campagna, ha fatto solo la terza elementare e non l’ho mai vista scoperta oltre il gomito e il ginocchio: però tuttora è bravissima a prendersi cura di persone, piante e animali, sorride sempre e ha sempre una buona parola e una carezza per tutti, e infatti ha sempre la casa piena di ragazzini e vecchiette! Anche se ho più di 40 anni, mi fa sentire sempre la sua bambina ed in certi momenti quanto mi fa bene questa sua tenerezza! Io faccio del mio meglio, ma non sarò mai una mamma così meravigliosa: riguardo a queste signore che “fanno i calendari” (mamme, nonne, figlie o orfane che siano!) preferirei astenermi, se ne parla anche troppo (e adesso che arriva un anno nuovo, quanti nuovi calendari ci saranno! Per me Frate Indovino forever!)

  12. …che poi quando ho letto il titolo “Il calendario delle mamme” ho pensato che fosse un elenco di consigli utili per organizzare i milioni di foglietti che (immagino) tutte le mamme hanno appicciati in giro per casa, con la lista della spesa, l’orario di ritiro dei figli da scuola, gli appuntamenti dai dottori, le gite della parrocchia, eccetera…almeno io ce li ho tutti questi foglietti, non sono la sola, vero?

  13. A me i calendari (di qualunque velina, macho, personaggio sia) mi hanno sempre messo un sacco di tristezza perchè vedo, sotto tutto questo grande apparire, solo un’immensa insicurezza…

  14. io voglio essere come le donne della pubblicità e camminare leggera, e invece.

    l’altra sera sono tornata a casa dalla piscina, capelli scompiglaiti e umidi che uscivano dal casco (quindi schiacciati), trucco colato per il cloro, la borsa normale e la cartella da lavoro, il casco in testa perchè non avevo mani, lo zaino in spalla tutot umido, ma elegantissima in tailleur da ufficio e tacco 12…

    bene, mentre mi levavo la giacca corazzata e guardavo che cosa saltava fuori l’esclamazione mi è venuta spontanea a un marito esterefatto “ma quanto sono gnocca così conciata?”

    si è messoa ridere

    😀

  15. W le donne vere, con il culo coperto e le tette all’aria!!! ma solo per allattare i propri cuccioli!

  16. eh ma mica hai visto la mia foto nossigggggnore

  17. BRAVA BARBARA!!!!Finalmente sempre più donne si stanno rendendo conto che questa smania di farsi notare e di spogliarsi non è libertà,è MERCIFICAZIONE!!Basta esibizionismo a tutti i costi!Ogni tanto vedo delle madri che a 60 anni si conciano come Moira Orfei..e sapete una cosa?!Non mi sembrano giovanili,ma solo ridicole!Grazie per queste parole,sento che c’è speranza di riprendere la dignità femminile così maltrattata ultimamente.

  18. Ti adoro!

Parla alla tua mente

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