Dirty Dancing


Rubrica cinematografica di grandi vedute e di qualità notevole (la modestia non è il nostro forte, nevvero) 🙂

Oggi voglio presentare un film che probabilmente la quasi totalità di noi ha visto, o almeno ne ha sentito parlare; nel caso qualcuno cadesse dalle nuvole potrei pensare che è appena uscito dall’isolamento a  San Vittore oppure che ha fatto un viaggio intergalattico oppure un trip di altro tipo.

Dirty Dancing sta nel nostro immaginario collettivo come la Barbie sta con Ken, come i sogni di ricchezza  stanno nella mente di Paperon de Paperoni, come una bella spolverata di parmigiano sta sui maccheroni (beccatevi la rima)

Lo so che avete gli occhi a cuoricino, che sospirate lungo pensando a questo film; se come me lo avete visto millanta volte e conoscete le battute a memoria, sono certa che concorderete che è il film più bello degli ultimi venti anni (?). In fondo cosa si può dire di poco entusiastico riguardo la fotografia o la colonna sonora o il lato b di Patrick Swayze?

La storia è presto riassunta.

In una tradizionale estate americana una famiglia borghese sta passando le sue vacanze come sempre in un meraviglioso resort ai piedi delle montagne non mi ricordo. Le due rampolle femmine di tali esimi genitori si annoiano a morte, e vorrei vedere voi giovani, belle e baldanzose (e diciamocelo, anche in cerca di divertimento alternativo) in mezzo a tutti quei vecchietti pieni di soldi.

La sorella maggiore decide di dare spazio alle sue doti creative andando a letto col camerierino fighetto e di sicuro avvenire, mentre la secondogenita un po’ più sfigatella e molto più intelligente (vi pare che ci siano degli stereotipi da sfatare? Nooo) si addentra nei meandri della dura vita degli animatori di villaggio. Ma mica conosce quello del baby club, basso racchio e puzzone: decide nientemeno di darsi da fare con il maestro di ballo. Johnny è bello, simpatico, atletico, balla da dio: probabile avesse un’unghia incarnita da qualche parte, ma noi non ce ne siamo accorte. I suoi pezzi in coppia con Penny, la ballerina bellissima dal passato luminoso e dal futuro incerto, lasciano tutti gli ospiti del villaggio entusiasti e prodighi di mance.

Nella seconda parte del film ne succede di ogni: gravidanze involontarie, furti, litigate generazionali. Ma facciamo finta di niente, saltiamo a piè pari alla parte che adoriamo, dai.

Frances “Baby” si offre volontaria con grande sacrificio (seeee) per sostituire la prima ballerina e così si allena con Johnny per l’esibizione più importante della stagione. Dagli un giorno, dagli un altro alla fine succede il patatrac: si innamorano. Però il salto dell’angelo non viene, hai voglia allenarti in mezzo al lago, tutti mezzi nudi: niente da fare, non si concentrano e lei resta per terra.

Proprio a causa delle sue amicizie Baby incrina il rapporto che ha con suo padre, faro e mentore per il suo futuro: tanti nodi vengono al pettine e la delusione è grande. E arriva la nostra scena preferita.

Dai che la conosciamo tutti: nel bel mezzo della cena più noiosa di tutti i tempi, con la tristezza che ci pervade e con il pensiero al nostro Johhny che è stato cacciato via in malo modo, sediamo afflitte al tavolo della serata di gala. Poi cominciano le note. Poi un po’ di trambusto. Poi arriva lui, il cavaliere senza macchia e senza paura che guarda negli occhi nostro padre (con fare saputello) e lancia nell’aria quelle magiche parole:

“Nessuno può mettere Baby in un angolo”

E via con il figurato, e lo sculettamento e le strusciatine: chevelodicoaffare viene bene anche il benedetto volo d’angelo.

Forse non tutti sanno che questo film è nato un po’ sfigato e ha continuato sulla sua strada; é stato girato con due dollari in croce e scritturando attori semi sconosciuti (e anche un pochino cani, senza offesa); com’è come non è, l’ha visto metà della popolazione mondiale, molto probabilmente da casa su cassetta oppure durante le caliginose repliche estive in televisione, perché io non conosco nessuno che mi ha mai detto di averlo visto al cinema. Dicevamo dei protagonisti; ebbene dopo il grande successo di Dirty Dancing gli attori protagonisti non sono riusciti a trovare una parte decente per tanti anni, Baby si è anche rifatta il naso per tirarsi un po’ su, ma niente. Suicidi, omicidi, droga, invasioni di cavallette: la maledizione di Dirty Dancing ha colpito un po’ ovunque. E’ fallita anche la casa di produzione, a tutto vantaggio di un non meglio definito studio che ha pensato bene di acquistare i diritti piano piano sottovoce come piace a noi, diventando ricchissimi.

Naturalmente con un film che ha avuto tutto questo successo hanno pensato bene di fare il sequel: ma di Dirty Dancing 2 parleremo un’altra volta, o forse mai per rispetto.

Noi che siamo donne romantiche, noi uomini duri ma sensibili, noi ragazzini adolescenti che non vogliono crescere, noi amiamo questo film perché in fondo ci piace il trash di una storia così banale da sembrarci cucita addosso: e anche se non saremo mai medici senza frontiere o se ogni giorno ci arrabattiamo con lavatrici, figli e capi stronzi, noi siamo tutti un po’ Baby.

Buona visione.

 

Dirty Dancing, balli proibiti, un film di Emile Ardolino. Con Patrick Swayze, Jennifer Grey, Cynthia Rhodes, Jerry Orbach, Jack Weston.Titolo originale . Musicale, durata 97′ min. – USA 1987 (MyMovies)

Commenti

  1. ahh ahh io e mia sorella l’abbiamo visto in videocassetta (quelle cento volte almeno) e conoscevamo il minuto in cui iniziava la scena finale del ballo, anzi me lo ricordo ancora: 1.34!!

  2. Consumato la videocassetta! Anche se devo ammetterlo non ce lo vedo Dirty Dancing in dvd! Stonerebbe! Ma lei non veniva chiamate Babe? (si’ come il maialino! )

  3. Lucia, devi scrivere un libro! Questo articolo mi ha fatto piegare in due dalle risate!
    E sì, siamo tutte un po’ Baby, come dire anche per le bruttine c’è speranza, e può essere che il più figo del paniere voglia proprio noi!!!!
    Anche io l’ho visto tremila volte, forse non proprio da giovanissima, che i miei erano insospettiti dal titolo…

    • Onestamente io da gggggiovane prima di vederlo ho sempre pensato fosse un porno soft…
      Diciamocelo: godiamo da matti quando la sorella faiga viene trattata male dal moroso!:-)

  4. Che poi con quelle quattrolire che c’avevano hanno messo su una colonna sonora che resterà nella storia del cinema! Lui, poteva averci pure mille unghie incarnite, che faceva sempre la sua bella figura. Lei, rifattasi il naso, è più brutta di prima.
    Il film l’ho visto millemila volte come da brava ragazzotta romantica ma l’unica immagine che ricordo è sempre e solo quella del primo ballo in cui il volo d’angelo non riesce.
    Essì che mò hai fatto du passetti e diventi Carla Fracci in due giorni, e ‘namo bella, piedi per terra!
    Ogni tanto ho tifato per il padre, poro cristo con quelle due figlie!

    Pat

  5. non dirò la mia età… ma io l’ho proprio visto al cinema quando è uscito!!! E mi ero anche comprata il disco (what’s disco???) con la colonna sonora!! Come si chiamava l’LP?

  6. E vogliamo parlare della colonna sonora marcita nei mangianastri di tutti noi?? …arriva l’estate, prima o poi retequattro lo rimanda, in prima serata, ovvio. 😉

  7. no vabbè, perchè quando porta l’anguria su e giù per le scalette del villaggio? Secondo me non ha più fatto nulla perchè lotta contro una scogliosi frutta-indotta!!!

  8. che ricordiiiii!!!!
    è uno dei film che ho guardato di più in assoluto e immaginavo che un giorno, avrei avuto una compagnia come quella di ballo che si “instrusciava” e amoreggiava ballando (sono proprio trash inside….)

  9. Luciaaaaaaaaaaaa!
    Come sono felice di trovarti qui!
    Ora io confesserò:
    1. L’ho visto al cinema, ma siccome temevo che mia madre non mi mandasse per via del titolo, le ho detto che dirty dancing significava “sale da ballo”: l’ha bevuta.
    2. Ovviamente avevo la videocassetta e per un’estate intera l’ho guaradato tutti i giorni con mia cugina… Ah l’amato videoregistratore che permetteva il fermoimmagine consecutivo! E noi lo facevamo nella scena in cui lui si alzava dal letto senza mutande per cercare di intravvedere un millimetro di pisello…
    Ah Patrick, pace all’anima tua!

    • Ah! Ah! In effetti, il titolo nella mente di una ragazzina delle medie qual’ero ai tempi evocava chissà quali sconcerie… tanto che, vedendolo su uno scaffale a casa di un’amichetta, le chiese sottovoce “ma tua mamma ti lascia vedere queste cose?”. Non vi dico lo stupore e l’imbarazzo quando addirittura mi ha invitata a vederlo da lei, un pomeriggio… e alla fine, manco un millimetro di pisello! 😉
      Però ammetto di essermi comprata il CD con la colonna sonora e ogni tanto lo ascolto ancora. ‘Cause I’ve had… the time of my life… (si allontana volteggiando nel soggiorno…)

    • ahhaaa mentitrice!!! 😀

  10. All’appello Lucia, io l’ho visto al cinema, me lo ricordo ancora benissimo. Ero andata al cinema a Milano con un’amica , perché ai tempi ci piaceva assai Patrick!!

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