Il primo appuntamento

Il primo appuntamento non tramonta mai.

Non importa chi siete, quanti anni avete o cosa vi è successo prima.

A un certo punto lui – il primo appuntamento – arriva: non è il primo in assoluto per voi, ma è il primo con quel tipo che avete conosciuto (o che vi è stato presentato o che avete incontrato sul taxi, sull’ascensore, dal benzianaio, in fila in posta, per strada mentre il suo cane vi annusava le scarpe…).

Dicevo: non importa proprio niente. A parte l’appuntamento, ovviamente.

I consigli in proposito si sprecano, ovunque trovate suggerimenti più o meno vaghi, ipotesi di azioni e reazioni, dibattiti sui diversi ‘fattori da considerare’ e vi assicuro – a voler prestare attenzione ai dettagli – i fattori sono davvero tanti.

Potete ragionare su ciò che è meglio evitare (un esempio su margherita.net), giusto per ridurre alcuni di quei fattori che ancora vi sembrano variabili impazzite lontane dal vostro controllo.

Oppure prendete il ‘toro per le corna’ e concentratevi su ciò che è meglio fare, al fatidico primo appuntamento: alcuni spunti da donne.virgilio.it.

In tutto questo sapete cosa vi dico? Naaaaa.
E se lasciassimo perdere teorie, tecniche, consigli standard e provassimo a fare da sole? Mi spiego meglio.

Come dicevo all’inizio, non è tanto una questione di età, nella misura in cui esperienze passate, capacità ed intuito possono indubbiamente fare la differenza ma ‘il primo appuntamento’ è sempre e comunque un’incognita.

Iniziamo allora a fare alcune considerazioni sul contesto.

Se ci siamo accordati per un caffè, uno spuntino veloce, o un aperitivo: proporrei relax e grande osservazione. E’ un’ottima occasione per sbirciare e annusare il vostro interlocutore in un contesto abbastanza comune e senza troppe pretese o aspettative.

Anche un pranzo o una cena possono essere affrontati con serenità concentrandosi su ciò che succede e sul vostro accompagnatore. Di solito però – diciamocelo – finiamo per lasciarci assalire dalle solite ansie in fase preparatoria – cosa mi metto? Come mi trucco? E i capelli? Che gli dico? Faccio la spiritosa? Resto seria?

Si potrebbe allora provare un’altro approccio: osservare e mettere in pratica.

So a cosa state pensando: embé? Sai che novità.
Infatti, nessuna scoperta innovativa. Giusto una leggera virata.
Se vi capitasse di rivederlo prima dell’appuntamento, evitate di guardare altrove  ma consideratela un’ottima occasione per fare caso a come si muove, a come parla con gli altri, al modo con cui cammina o si siede…

Non lo rivrete prima dell’appuntamento? Nessun problema.
Preparatevi all’ultimo momento – almeno provateci, why not? – scegliete quello che vi fa stare bene in quel momento, truccatevi e sistematevi senza preoccuparvi troppo di questo o quello standard, di cosa dicono le vostre amiche o delle istruzioni di Diego Della Palma. Salutatelo, sorridete, e avviate l’osservazione.

Ma concentratevi sul serio! Non dimenticatevi di godere dell’occasione, naturalmente.
Si tratta semplicemente di fare caso ai dettagli, i movimenti delle mani, la postura, il volto, i toni.

In sostanza che si fa? Anziché concentrarvi su di voi, su ciò che dovreste evitare, o su ciò che invece dovreste fare, ribaltate la prospettiva osservando il vostro accompagnatore e mettendo in pratica ciò che avete capito. Senza ansie o stress. Solo munitevi di alcune dosi extra di consapevolezza, ironia e freschezza.

Dire “sì te stessa” suona ormai come una presa in giro, nella ruotine quanto nelle occasioni speciali si finisce necessariamente per proporre ‘parti di noi’, ciò nonostante più restiamo concentrate su di noi, e meno riusciamo a cogliere dell’esterno dunque anche del nostro interlocutore.

Il primo appuntamento può essere tutto o niente, tenere a freno aspettative e immaginari prima ancora di aver conosciuto l’altra persona può aiutarvi a evitare delusioni. Ma lasciarsi travolgere da regole, etichette, cose da fare e cose da evitare, complica la situazione imponendo oltretutto di rimanere molto concentrate su di voi (su come apparite, su ciò che dite e su come lo dite, sui gesti che fate e così via).

Provare a svincolarsi da alcune dinamiche, anche consolidate per pratiche sociali o esperienze passate, può essere un modo per mettervi alla prova conoscendo una persona con consapevole libertà.

In ogni caso – osservare è un ottimo punto di partenza per qualunque cosa. Siamo talmente abituati ormai a vivere tra impegni e programmi, spesso di corsa per incastrare mestieri, famiglia, figli, doveri e scadenze giornaliere, che alla fine anche nei momenti di incontro perdiamo briciole per strada, non facciamo caso a quei dettagli che invece potrebbero iniziare a raccontarci un’altra persona, senza alcuna pretesa assolutista o di infallibilità ma recuperando una sana consapevolezza sulle diversità dei linguaggi e la necessità di darsi il tempo di osservare e provare a decodificare.

Non siete convinte?
Ricordatevi qualche goccia del profumo che più sentite vostro, un tacco – anche se medio – va rintracciato a tutti i costi nella scarpiera, e i migliori sorrisi che riuscite a tirare fuori anche senza motivo: la leggerezza è una grande alleata, specialmente se considerate che “domani è un altro giorno”.

Parla alla tua mente

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