Sognare ad occhi aperti

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Io l’ho sempre fatto: sognare ad occhi aperti. C’è stato un tempo in cui la fantasia, e anche i libri, la poesia, le idee mi salvavano da una vita che odiavo, e da cui volevo fuggire. Sono fuggita. Le idee, i pensieri, sono stati come ali, per me. Più era brutta la mia vita, più sapevo volare in alto, e in alto, così in alto da percepire nettamente l’idea della vita, della felicità, di un’impalpabile illuminazione: in qualche modo, non so quando e non so come, io ne uscirò.

Io sogno ancora. Sogno tanto. Certi giorni sogno ad alta voce: mi chiudo in bagno e mentre faccio la cacca sfoglio le riviste e a mezza voce faccio finta di essere una riccona senza problemi, e ‘ordino’ al mio assistente invisibile tutto ciò che vedo sui cataloghi. E poi vengo al PC, mi inebrio di sogni, vado su Google e inizio a creare dashboard di sogni: raccolgo desideri, faccio collage di idee, progetto vite immaginarie.

L’altro giorno, mentre l’auto scendeva da Ozzano sotto quella pioggerella sottile, dentro l’abbraccio delle colline verdi, sognavo un posto per noi, una famiglia allargata, un posto dove non sentirmi mai più sola. Un posto dove la comunione delle persone diventa un’amorevole compassione.

E allora sognavo di poter comprare un grande casale abbandonato, e di creare una serie di appartamenti: sapete cos’è il cohousing? Ne avete sentito parlare?

Un grande casale con tanti appartamenti da offrire ad equo canone agli amici, quelli che ho conosciuto e scelto in Rete, e una sala giochi per i bambini, una lavanderia, una tavernetta dove fare grandi feste di Natale, quelle feste dove il rumore delle voci si mescola al vino rosso, le feste dove si gioca a tombola contando i centesimi, con i fagioli secchi sulle tessere della tombola e l’odore dei mandarini che ti resta sulle dita.

Quelle cose che non ho, e che vorrei, e che negli ultimi mesi mi hanno creato una malinconia profonda, un senso di assenza che non è mai stato colmato nella mia vita.

Niente Birkin, per me, davvero. Niente Hermès.
Un giorno voglio cagare soldi, ed averne così tanti da potermi creare una rete familiare, una rete di amici.
Un giorno  avrò così tanti soldi che le vacanze estive non saranno più un’angoscia (oddio, a chi lascio la bambina?), ma un traguardo. Un giorno, io lo so, avrò modo di condividere ogni giorno della mia vita, e mi lamenterò delle fissazioni dei miei vicini, dei rumori molesti, dei bambini lagnosi: e sarà il giorno più bello della mia vita.

Io mi lamenterò, e sorriderò di piacere, e penserò che finalmente tutta questa dannata stanchezza ha avuto un senso.

Commenti

  1. Come ti capisco….
    anche io faccio di questi sogni a occhi aperti e a volte sono talmente intensi da fare fatica a ritornare con i piedi per terra.
    Vorrei riuscire a mettere a posto il tetto di casa che tra un pò ci troveremo adosso ma non posso e vorrei fare il cappotto in modo da non spendere cifre assurde per il gas e permettere a mia madre che abita di sopra di accere i temo invece di utilizzare una stufetta.
    Ma il top sarebbe comperare una casa un pò fuori dal cento abbastanza grande da sistemare tutti.
    … però sono abbastanza convinta che rimarranno solo sogni

  2. Cagare soldi… Oddio mi hai fatto morire dal ridere!!!
    Anche io sogno… io sogno da una vita una casetta al mare, per andarci in inverno, quando non c’è confusione, l’aria profuma di salsedine e non di creme solari e il sole ti scalda sotto il cappotto. Io la vedo, e ho già pensato a come arredarla. Poi mi dico che sono scema, perchè guardo il catalogo Ikea per arredare la mia casetta al mare che non esiste da nessuna parte. Ci riuscirò un giorno? Ce la potrò fare senza indebitarmi fino al collo? Se penso a quanto sono lontana da realizzare il mio sogno mi viene solo da piangere.

  3. onesto, diretto, pieno di quella speranza e di quella capacità di sognare che solo chi ha molto pianto e molto riso possiede. ci sono entrata con tutte le scarpe, nelle tue parole…davvero. e pur non amando molto commentare gli altrui pensieri, in questo caso faccio un’eccezzione e ti dico: brava, bello!

  4. Ci ho pensato, e mi sono resa conto che ultimamente non c’ho manco voglia di farmelo venire in mente, un sogno così bello come il tuo. Pensa come sto messa.

  5. Aaaaah grande! Anche io sogno spesso una specie di cohousing, con la famiglia, gli amici e una cucina grande dove ritrovarsi al mattino a far colazione e cucinare tutti insieme.
    E visto che me l’hai fatto venire in mente, vorrei cagare soldi anche io, ecco!! 🙂

  6. Sai che è stato – e un po’ è ancora – il sogno anche mio? Conosco gente che l’ha più o meno realizzato, comprando un casale insieme agli amici: vivono insieme, con gli spazi privati separati ma con, in comune, un bel pollaio, un grande giardino, un orto, due stanze in più che sono diventate un b&b. Condividono oneri e onori, e a conti fatti hanno molto di più (anche molte più comodità) di me che vivo in un appartamento in città.
    In attesa di avere, un giorno, un casale anch’io, coltivo la speranza di fare del mio condominio un posto il più possibile “condiviso”. Devo dire che, per certi versi, sento di non essere capitata male. Solo che qui in Italia temo non siamo abituati a condividere più di un tot. Il nostro massimo è “ok, ti presto lo zucchero, poi torni a casa e ognuno per i fatti suoi”. Per allargare queste maglie strette ci vuole un po’…

  7. per noi “nuove generazioni”, specialmente se universitari, il cohousing è un concetto del tutto normale: basta una stanzetta in più per piazzare uno o due coinquilini, senza doversi comprare un casale!
    anche se ovviamente è una cosa impensabile per chi ha un senso della privacy molto forte!

  8. io mifaccio di quei viaggi mentali sognando ad occhi aperti! :Pbella la fattoria ad ozzano!

  9. ginevrartù

    ozzano?ma devi vedere treville e terruggia e san maurizio di conzano lì ci lasci il cuore.prova io lo so perchè son del monferrato

  10. il cohousing sarebbe la mia vita se non abitassi in una minicasa quasi in centrocittà che vale oro e che nessuno di noi avrà mai il coraggio di lasciare. purtroppo. perchè staremmo meglio, vivremmo più felici, e sopratutto in mezzo a persone simili magari coetanee, invece di essere in un condominio di anziani che la volta che mio figlio ha proposto una iniziativa dell’oratorio (c’era solo da donare un pacco di pasta o di riso) nessuno ha risposto e nemmeno si è scusato di non aver risposto. siccome a 80anni io non voglio diventar così, spero in un cohousing per vecchietti 2.0.
    Nel frattempo sogno anche io e sempre di più di condividere tempo e passioni con i miei amici, reali o virtuali. Ma molti non si lasciano andare, stanno arroccati nelle loro vite senza mai aprire la porta (specie qui al nord), fanno fatica a lasciarsi andare. Ma fare amicizie nuove anche da adulti – magari grazie ai nostri bambini che sono in classe insieme – è bellissimo e apre nuovi orizzonti.

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  1. […] finta che… Mi piace fare finta. Mi piace sognare ad occhi aperti. E se facessimo finta di avere tre desideri a disposizione, voi cosa […]

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