Birra e guacamole

birra peroni

Ci sono cose che forse dovrei evitare di mettere per iscritto. Cose del tipo: porto le infradito, mi metto le dita nel naso, guardo programmi TV un po’ splatter e certe volte tratto male il consulente del lavoro. Ma, a mia discolpa, a me sembrava di aver letto della possibilità di insulto gratuito del consulente del lavoro, nelle norme contrattuali. Potrei sbagliare, eh, ma su queste cose che rovinano il karma, posso dire, tendenzialmente, di non sbagliare mai.

Tra le altre cose che ho inserito nella lista di ‘cose di cui una madre perfetta non dovrebbe vantarsi ad alta voce‘, c’è quella di amare la birra. Occhei, non ho ancora una dipendenza (ma questa è la tipica frase di chi HA una dipendenza, quindi non mi scagiona affatto). Diciamo che ho una ‘predilezione‘?

Insomma, per farla breve: mi piace la birra. In frigo, da Giugno a Settembre soprattutto, una buona birra non manca mai. La sera, certe volte, quando non ne posso più della giornata che non si degna ancora di finire, mi stappo una birra e mi alieno.

Me ne sto lì, in silenzio (un silenzio selettivo, chiaramente), a pensare alla vita che vorrei.

Quella vita stretta alla Marylin, per esempio. Misure 90-60-90.

Ma anche alla vita vera, dai, quella che si può bere piano, senza scapicollarsi da un impegno all’altro tutti i benedetti giorni della vita.

Per Noi che le vacanze duravano tre mesi davvero, e quando si andava al mare si caricava la macchina come dei profughi, senza la minima norma di sicurezza.

Per noi che alle medie giocavamo all’elastico, ancora, e a quei tempi riuscivamo a saltare anche fino ad ‘ascelle’, ed oggi è tanto se non ci inciampiamo nelle fughe delle piastrelle.

Per noi che andavamo a dormire tardissimo e ci svegliavamo alle sei freschi come una rosa, e adesso al mattino iniziamo la giornata con una dialisi al caffè.

Per noi, per me, quando alla domenica mia nonna Pina preparava gli spaghetti al sugo con le polpette. E nelle polpette c’era il sapore della menta fresca e del pecorino romano, e c’era tutto questo rituale della preparazione che oggi mi commuove. Oggi che lei è come una bambina piccola, vittima del suo Alzheimer, e non solo non ricorda più la ricetta degli spaghetti con le polpette, ma non ricorda nemmeno il mio nome.

La mia domenica, adesso, inizia sempre con quel ricordo. Con quella devastante, nostalgica felicità che mia nonna mi ha regalato per anni, con quella sua schiena curva e lo scialle bianco che le ho regalato a Natale, tutto realizzato all’uncinetto con le mie mani.

Quanto tempo che non la vedo, quanto tempo.

Adesso, ecco, vorrei una domenica nuova. 

Come quelle del 15 Giugno di 20 anni fa. Quando era finita la scuola e dormivo una settimana di seguito. E poi mi alzavo la mattina tardissimo, facevo colazione con un toast e un succo, guardavo la televisione fino a rimbambirmi, e poi tornavo a letto a battere il mio record di lettura di libri. E leggevo, leggevo, leggevo. E accumulavo una pila di libri vicino al comodino, e pensavo che la solitudine non ti fa mai sola, quando hai un buon libro vicino a te, e puoi vivere dentro mondi di fantasia, per scacciare via qualsiasi fatica, e qualsiasi mostro del tuo passato.

Vorrei godermi una birra e riuscire a pensare solo alla felicità.

Il bicchiere che si riempie di schiuma, le gocce di condensa che mi rinfrescano le mani, il colore ambrato della birra, la sensazione di calore che scende nello stomaco e ti conforta. La birra che resta come una persistenza amara sulla lingua. Il tappo con cui giocherellare tutta la sera mentre parlo con Nestore di idee nuove, o piango le lacrime che durante il giorno ho nascosto. O soffoco l’ennesimo senso di paura, su chi sono, chi vorrei essere, chi forse non sarò mai.

Vorrei solo esistesse ancora quella sensazione di poesia vera, quel mondo onesto delle parole, quella felicità del lieto fine.

Vorrei solo che la felicità, certe volte, non fosse una sfida. Vorrei solo una Peroni gelata, i tacos caldi (questa perversione dei tacos caldi ripassati in forno… parliamone), il guacamole piccante. 

Con l’avocado schiacciato a mano, il succo del lime, olio, sale e peperoncino.

Come la vita, con quel suo piccante sentimento di nostalgia di una vita passata la quale, in fondo, non vorresti mai riavere.

Che se manca il lieto fine, almeno, mettiamoci quel piccantino che ci scalda il cuore.

Perchè la vita è un soffio, un sorso di birra in estate.

Link: youtube/peroni

Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

Commenti

  1. bene, adesso mi asciugo la lacrimuccia a vado a farmi una birra.

  2. anche io adoro la birra…
    ecco, mi è venuta voglia, ma in ufficio direi che non è il caso…
    e stasera c’è anche la partita!!!!!

    • Davvero? Ma che partita? Io sono fuori dal tunnel. Da quando c’è Real Time, la mia vita è cambiata 😛

      • italia croazia
        🙂
        io sono nazional popolare e adoro il calcio
        😉

        sai che io un anno son dovuta passare alla birra analcolica perchè….rischiavo l’alcolismo?
        😉
        ok, ok, non proprio 😉 , ma era estate, faceva caldo, arrivavao a casa e *stap* aprivo una birra
        e la sera dopo pure….e poi ancora….insomma, alla fine mi sono comprata quella analcolica (che però perde in corpo, è inutile…è leggerina)

        una volta ho fatto anche un corso di degustazione di birra, organizzato e gestito proprio dalla Peroni, con visita finale allo stabilimento di Roma…non ti dico che meraviglia
        w la birra!!!
        🙂

  3. (sempre peggio)

    come dicono a roma, sai quale sarebbe “la morte sua”?
    birra, pizza bianca e mortazza…

    santa polenta, la mortadella dentro la pizza bianca e una bottiglia di birre ghiacciata…

    *sigh*

    • ecco, hai beccato l’unica cosa che non riesco a digerire nemmeno se la mortadella la sciolgo insieme all’alka seltzer. se ci metto un po’ di olio e aglio, dentro la pizza bianca?

      • ah beh, aglio e olio, prosciutto e fichi (altra cosa romanissima scoperta a roma appunto…), pomodoro e mozzarella….
        quel che ti pare….
        🙂
        dopotutto anche tacos caldi e guacamole andavano magnificamente!
        🙂

  4. Barbara sei grande!

  5. magone con lacrima, vado ad aprire la mia di birretta !

  6. Una bella birra fresca, non ghiacciata…patatine, olive, qualche stuzzichino, una serata calda….io e mio marito prima della gravidanza non ci facevamo mai mancare il nostro aperitivo serale del venerdì, come un rito prima del week end!!
    Ora me la sogno e lo invidio perchè lui continua a berla ed io non posso ma appena sforno il piccolino, panino con il salame e birra fresca, direttamente in clinica!
    Baci

Parla alla tua mente

*