Chic in crisi, nonostante la crisi — La lista

Apriamo oggi questa rubrica di tips ‘n tricks salvadanaio, ma soprattutto salvastile.

Tiriamo tutti un po’ la cinghia di questi tempi; anche chi un lavoro ce l’ha e non si può lamentare fa fatica a non lasciarsi suggestionare dalle difficoltà che si vedono intorno. Cominciamo a fare le formiche, se finora siamo state cicale, oppure a fare i conti della serva e a trovarci a scegliere tra un paio di scarpe e la serata in pizzeria con gli amici.

Per una come me che ha colpi di fulmine modaioli ogni tre quarti d’ora e sogna un paio di Louboutin ogni notte (e ogni notte un paio diverso 😀 ) diventa dura.

Non mi vergogno a dire che non posso permettermi tutto quello che desidero, e neppure la metà.

Molto spesso devo ripiegare su qualcosa di economico rispetto all’infatuazione iniziale, altre volte devo proprio rinunciare, ma col passare del tempo, la mia fissazione occupazione di scrivere liste, rimuginare, riscrivere e poi mandare tutti i propositi all’aria razionalizzare lo shopping mi permette di togliermi qualche sfizio, vestire più o meno come mi piace e non perdere la meravigliosa sensazione del desiderio. Sì, quello che non si realizzerà mai. Perché se potessi avere una Peekaboo al mese sai che noia?

Di che cosa si nutrirebbero le mie elucubrazioni notturne quando pur coi pupi ko non riesco a prender sonno? Di cosa parlerei con le mie amiche? Di cosa riderei con la mia sociafelice su Skype? In cosa mi abbandonerei quando voglio spegnere il cervello e coccolarmi un po’?

Insomma desiderare è linfa vitale e non voglio perdere quell’anelito. Allo stesso tempo devo anche avere la situazione guardaroba sotto controllo e non farmi trovare impreparata dalle stagioni che vanno e vengono e dalle mode che cambiano. Ne va della mia salute mentale.

È così che mi trovo a barcamenarmi nella terribile giungla di oggetti del desiderio, con un allarme rosso della banca da una parte, una minaccia di divorzio dall’altra e la mia morale, dopotutto 😉

Credo di aver raccolto un po’ di “dritte” che io adopero e che mi permettono, appunto, questo compromesso. Le volete sapere?

Ecco la prima.

LaLista.

Tutto comincia da lì. Perché per risparmiare bisogna razionalizzare, evitare gli acquisti d’impulso per non sperperare il budget in inutilità.

LaLista nasce da uno studio accurato del nostro armadio e una presa di coscienza di ciò che ci serve. Ciò che ci serve si suddivide poi in neccessità pratiche e necessità estetiche, entrambe a mio avviso indispensabili, ma alle quali possiamo adibire un diverso tipo di budget.

Le necessità pratiche sono tutti i capi e gli accessori senza i quali non sapremmo davvero cosa indossare per tutti i giorni o per l’occasione speciale, o senza i quali non possiamo utilizzare altri capi del nostro guardaroba. Le necessità estetiche invece sono quei capi e accessori che servono al nostro umore, alla nostra salute psichica, o che semplicemente assecondano il nostro anelito al bello.

La presa di coscienza e la messa nero su bianco delle necessità scaturisce da buchi che possiamo aver riscontrato nel nostro armadio o da suggestioni.

Le suggestioni, parliamone. Dobbiamo conoscere, guardarci intorno, sviluppare spirito d’osservazione e carpire trucchi dalle donne che incontriamo per capire cosa fa parte del nostro mondo mondo estetico e cosa no. Sviluppare queste conoscenze ci porta a non farci cogliere impreparate quando passeremo davanti a una vetrina. Niente più acquisti d’impulso, dettati dalla proiezione di noi che un vestito improbabile ci fa fare: se sappiamo cosa ci piace e cosa ci dona non possiamo cedere.

Piuttosto potremo annotare sulla nostra lista quello che di volta in volta abbiamo acchiappato come ispirazione, desiderio, suggestione e poi trasformarla in oggetto del desiderio.

E a questo punto è fondamentale mettere nero su bianco anche i quattrini: budget suddivisi per categorie o oggetti, investimenti, monti di pegno, riserve auree e pianificazioni di risparmio.

Tutto chiaro?

Ovviamente una lista di questo tipo, dalle potenzialità infinite, deve avere adeguato loco deputato.

Io ho una moleskine dove annoto, fra le varie cose, anche tutte le mie suggestioni modaiole e shoppinghesche, ma poi riverso LaLista su un documento Word che aggiorno e rimaneggio quasi quotidianamente.

E voi? Ce l’avete LaLista?

E dove la scrivete?

 

 

Commenti

  1. Io parto sempre con l’intenzione di fare delle liste.
    Poi non le faccio.
    Oppure le inizio e non le finisco.
    Le faccio su foglietti volanti, post-it quando sono estemporanee.
    Quando son di buzzo buono prendo un foglino ad-hoc, bellino e pulito.
    Poi faccio la lista (sconclusionata come dicevo prima) e poi due volte su tre me ne dimentico ed è come se non l’avessi fatta!
    Io e le liste proprio non ci azzecchiamo!

    • ahahha
      e il tuo shopping ne risente?
      perche’ se non ne risente, allora non azzecchi con le liste, ma magari hai tutto nella testa!

  2. …siamo in piena recessione, ed io in maternità prossima cassasfigata! non è il momento giusto per conoscere questo spledore di Louboutin! ah! mi toccherà mettermi a dieta adesso, per smettere di sognarle la notte ^______^
    http://loubiworld.christianlouboutin.com/#/the_collection
    10 minuti di godimento puro a guardare la collezione! grazie!

    • no, va be’, tu mi capisci, vero?
      ma come dice giulia, io sono felice di avere nella testa (e nella lista) desideri che non realizzero’ mai… alla fine si campa anche per sognare, no?
      …cmq una louboutin prima o poi sara’ mia.

  3. anche io ho una moleskine dedicata ai desideri e alle ispirazioni modaiole e superflue…
    ok, ok, ne ho una per il giardino, una per la cucina…oltre a quella “generica” per tutti gli altri pensieri…
    che bello poterlo dire senza vergognarmene
    🙂

    sottoscrivo tutti e aggiungo un passaggio…
    a me piace (si, si, mi piace) sapere che ci sono cose che non potrò mai permettermi…tipo una kelly o una birkin per dirne una…
    forse l’avevo già raccontato della moglie di un amico che si fece comprare la birkin finta in turchia
    “è fatta benissimo, ti assicuro! la vuoi anche tu? costa “solo” 200 euro”
    ecco, può anche essere indistinguibile dall’originale se non dopo perizia di m. Hermès in persona personalmente, ma….che me ne faccio di una borsa imitata?
    per 200 euro aspetto i saldi di coccinelle e mi compro una coccinelle VERA, o una nannini VERA
    che me ne frega di andare in giro con una borsa che IO so che è finta?
    tanto, chi non è un’oca come me mi vede con una borsa e nemmeno sa che cosa potrebbe essere…chi è oca da me in sù la riconosce che è rifalda e se anche non se ne accorgesse, ripeto, io saprei che è finta…

    quanto alla mia lista per il momento over the top e direi pezzo unico è una prada galleria…
    lavori di casa imprevisti, uno sgrugno alla machcina e annessi e connessi stanno rimandando il mio piano, ma prima o poi….

    w le liste
    🙂

    • ahahha non avevo dubbi, giu’!
      io invece ho la lv, che pero’ penso verra’ rimandata all’estate prossima, perche’ nel frattempo ho fatto altri danni intaccando il dindarolo… purtroppo sono un bel po’ sopra rispetto alla taglia del mio guardaroba e ho dovuto fare qualche acquisto per vestire fino al ritorno in forma (si spera)

  4. Da sempre allergica ad agende-ombrelli-orologi-check list, da pochissimo ho un quadernetto (0.99 cents di fighissimo design) in cui annoto desideri e necessità. La lista è molto eterogenea e va dall’infuso “frappè al melone” a “L’arte della vita” di Baumann, dalla collanona con maxi grani in ceramica al nero d’avola-mozzarella-banane-spugnette piatti della spesa di due giorni fa. Abbigliamento pochissimo. Sfogliando, trovo solo l’intimo della lista-regalo di compleanno da passare alle mie colleghe. Di solito vado d’impronta. Ma sempre low cost o (più raramente negli ultimi mesi) online. A saper cercare (e poi mixare) in queste ultime settimane la Piazzola qui a Bologna è davvero fonte di buonissimi spunti.

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