La wish list


È con enorme piacere che oggi ospitiamo una blogger amica per un guest post speciale, la prima puntata di una serie di elucubrazioni sulla massima croce e delizia di noi ragazze: le wish list!

Sono particolarmente contenta di farvi conoscere Miss BaiLing, che nel panorama delle fashion blogger italiane è una delle poche che seguo con reale interesse. Una delle poche che scrive di moda e frivolezza con cognizione e inguaribile passione. I suoi outfit sono sempre curatissimi. Di tendenza, ma assolutamente reinterpretati attraverso il suo gusto (impeccabile) e il suo stile, personalissimo, raffinato e sognante.

Siate calorose nel dare il benvenuto a Miss BaiLing! Il suo blog In the mood for love crea dipendenza, io vi ho avvisato!

Wish List: arma a doppio taglio!

Eccomi qua, al mio primo contributo per Trashic: non vi nascondo di essere un pochino emozionata!

Che cosa potrete leggere in questa rubrica che insieme a Caia abbiamo pensato di chiamare la Wish list di Miss BaiLing? Innanzitutto fatemi dire che Miss BaiLing sono io. E già dal nome che mi sono scelta per scrivere sul web viene fuori una delle mie ossessioni, quella per il cinema di Wong Kar Wai (di cui però, non volendo annoiarvi al primo appuntamento, parleremo magari un’altra volta).

Attraverso questa rubrica condividerò con voi, sotto forma di elucubrazioni e pensieri in libertà, idee e desideri che riguardano (nemmeno a dirlo) il mondo della moda… ma non solo.

Iniziamo parlando della wish list: quest’arma a doppio taglio, questa creatura tentacolare e nebulosa, questa nemica-amica di ogni donna.

A costo di sembrare vagamente blasfema potrei paragonare la redazione di una wish list alla pratica del pranayama, ovvero di quell’attività yogica che mira al controllo non solo del respiro, ma anche dei sensi e della mente.

Compilando la nostra wish list infatti miriamo a far venire a galla, analizzare e quindi (in teoria) controllare i nostri istinti più biechi: quelli shopaholici. (Per chi non avesse mai sentito questa brutta parola… avete presente i best sellers I love shopping e la nostra eroina Becky Bloomwood? Ebbene i romanzi in lingua originale si intitolavano Confessions of a Shopaholic. Quindi questa parola è semplicemente quella che indica la nostra malattia!).

La prima volta che decidiamo di redigere una wish list è un momento importante. Ci sediamo davanti a un foglio bianco (o laptop o moleskine che siano), facciamo un profondo respiro, chiudiamo gli occhi e focalizziamo tutti i nostri sensi e i nostri pensieri su una domanda: che cosa desidero?

Apriti cielo!
Per me è stato come il momento del rilascio delle acque alla Cascata delle Marmore!
Un modesto ruscelletto di desideri vaghi e indistinti ha subito acquistato potenza distruttiva per trasformarsi in un fiume in piena di oggetti di ogni genere e specie.

Ora compilo wish list praticamente per ogni cosa: borse, scarpe, accessori, abiti, libri, film da vedere, viaggi, oggetti per la casa, ristoranti da provare, cosmetici.

Questo è servito a tenere a bada i miei istinti di compratrice semi-compulsiva?
Non proprio.

È per questo che ho scritto che la wish list è un’arma a doppio taglio.
È vero che serve a mettere ordine nei nostri desideri, a pianificare strategie di risparmio e acquisto e a scegliere consapevolmente.
Ma, se si è prive del necessario autocontrollo, finisce per farci sentire autorizzate a struggerci su speranze che non dovremmo neppure accarezzare lontanamente, con la conseguenza di deprimerci per i fallimenti e di renderci ancora più vulnerabili a quella brutta bestia che è lo shopping consolatorio.

 


Vi faccio un esempio: quando ho compilato la mia prima wish list ho osato dar voce a un desiderio segreto che faremmo bene a tenere nascosto anche a noi stesse ed ho inserito la magica parolina “Birkin”.
“Che sarà mai?”, mi sono detta “si chiama lista dei desideri e avrò almeno il diritto di desiderarla, no?!”
Ma non mi è bastato metterla in lista, eh no! Ho anche fatto attente ricerche in internet per decidere dimensione, pellame e colore, perdendo parecchie ore del mio tempo. E poi ho iniziato a sprizzare entusiasmo e felicità da tutti i pori e a sbandierare a chiunque avesse voglia di ascoltarmi i complicatissimi calcoli matematici secondo i quali, mettendo da parte ogni mese una piccola cifra e rinunciando a qualcos’altro, nel giro di 6 o 7 anni quella borsa malefica sarebbe stata mia.

Il tutto ignorando bellamente quello che si dice della Birkin, cioè che non è una borsa fatta per chi deve accumulare pian piano il suo modesto gruzzoletto, bensì per chi quei soldi li spende normalmente e con la più classica nonchalance.

Tutto questo è successo un paio di anni fa e immagino non ci sia bisogno di raccontarvi come è finito il mio progetto pro-Birkin.
Più o meno com’è finito il progetto pro-Manolo Blahnik che avevo messo in piedi 7 anni fa in occasione del mio primo viaggio a NY: il giorno dopo aver prenotato i biglietti aerei ricavai un salvadanaio da una bottiglia di plastica, ci scrissi sopra con il pennarello pro-Manolo e ci infilai una carta da 5 euro, ripromettendomi di risparmiare strenuamente. Cosa che ovviamente non ho mai portato a termine.

Queste due lezioni (e un po’ di sana vergogna) ovviamente non mi sono servite e l’anno scorso ho comprato un salvadanaio a forma di gallina mettendomi in testa che avrei risparmiato per la mia Chanel 2.55.
Non vi voglio annoiare raccontandovi come è andata a finire, ma se ne avete voglia potete leggere la cronaca molto dettagliata delle mie disavventure sul mio blog.

Siccome dopo questo racconto appare evidente che non sono la persona più adatta a dare consigli, non ve ne darò!
Ma nei prossimi mesi potrete trovarmi qui su Trashic per chiacchierare insieme a proposito dei nostri oggetti del desiderio e per ridere e sorridere un po’ delle nostre piccole ossessioni.

Link al blog di Miss BaiLing: In the Mood for Love

Commenti

  1. ciao, sono andata a sbirciare il tuo blog, è bellissimo! perfetto, un altro blog che mi allontanerà sempre di più dalla casa in ordine 😉

    e parlando di wish list, io ho sempre pensato che sarebbe stata un’arma a doppio taglio, e tu mi confermi l’idea. Adesso ti saluto e vado a rompere il salvadanaio istituito per la bottega veneta che ho visto in vetrina…

    • Ciao Laura,
      povero salvadanaio, mi sento in colpa!
      Comunque nel caso dentro ci fosse già un piccolo gruzzoletto (obiettivo che a me non è mai riuscito di raggiungere) forse potresti provare a tenere duro ancora per un po’…
      E a proposito di Bottega Veneta, lo sai che hanno un outlet vicino Firenze?!?

  2. io sto risparmiando per la mia prima prada
    metà dei risparmi se ne sono andati per far riparare la macchina di mio fratello che ho sgrugnato

    🙁

    ma ti capisco quando parli di decisione difficile…la prada non è una birkin, ma, pur avendo deciso il modello, cambio ogni giorno idea sul colore!!
    vabbè, tanto devo aspettare…

    • Vi lovvo, davvero. Io sto risparmiando per pagare le tasse. Vojo morì. O_o

      • AAHAHAHAH, no io il salvadanaio non gliela posso fare. Mio marito ha una boccia gigante sul comodino in cui svuota le tasche di spiccioli ogni sera e spera di svuotarlo un bel dì per comprare la reflex nuova. Ma il livello di monete sale moooolto lentamente. Sarà perché lo saccheggio di nascosto spesso e volentieri?

      • per questo il mio gruzzolo non va avanti, mio marito passa e fa la colletta per l’iva!
        che su trashic si possono dire le parolacce?

    • Ciao Giulia,
      uno dei pochi piaceri dell’attesa è proprio quello di crogiolarsi cambiando continuamente idea!
      Io mi crogiolo rimuginando sul colore che dovrebbe avere la Bayswater (che è una delle borse della mia attuale wishlist) da qualcosa come un anno e mezzo e nel frattempo il mio colore preferito è andato fuori produzione… sigh!!!

  3. serenamanontroppo

    Non riesco a complilare una whish list. Gli oggetti del desiderio sono molti e non nascondo che talvolta sono frutto anche delle tendenze e mode del momento, in ogni caso si tratta di cose a portata di portafoglio o comunque di saldi: sono una ragazza dalle modeste ambizioni!
    Mi piacerebbe una birkin o anche una gucci, ma neppure risparmiando me la sentirei di acquistarla, il senso di colpa per una spesa simile non mi darebbe pace!

    • Hai ragione: la mia wishlist cambia continuamente perché a volte mi innamoro di cose assurde vittima delle mode del momento.
      Infatti ora come ora ci puoi trovare dentro un paio di zeppe di Isabel Marant che le mie lettrici hanno soprannominato “i ferri da stiro” e che per fortuna, mentre ci rimuginavo sopra, sono andate sold out!
      Quelle sarebbero state davvero un acquisto insensato!
      Comunque anche io la maggior parte delle cose costose di cui mi innamoro le compro in outlet o in saldo… e le poche volte che le compro a prezzo pieno mi sento in colpa per un bel po’!

  4. Eccomi! Tesoro io ho un nuovo oggetto nella mia wish che purtroppo per me costa troppo. Ti stupirai, ma mi sono innamorata, dopo averla vista al braccio di una elegantissima signora alle Galeries a Nizza della Falabella gold bouclé. Sono ossessionata. Ti ricordi che non mi piaceva assolutamente?
    Il problema delle WL è che cambiano, per l’appunto, con una rapidità disarmante e che altri articoli più abbordabili ci fanno perdere di vista la meta.
    Bacio

    Complimenti a Caia per averti scelto per questa adorabile rubrica!

    • ciao torque!
      grazie, cara 🙂
      io la falabella proprio non riesco a farmela piacere, ma capisco quello che dici… a volte gli oggetti ti colgono impreparati come una visione!

  5. Torqui ma la gold bouclé è meravigliosa, una delle mie preferite in assoluto!!!
    Me lo ricordo benissimo che tu schifavi la Falabella ma hai avuto più o meno la mia stessa procedura di innamoramento: io l’avevo sempre ignorata vedendola al braccio delle nostre tamarre nostrane.
    Poi l’anno scorso a Parigi l’ho vista al braccio di una signora stupenda vicino rue de Castiglione e ne sono rimasta folgorata!
    Hai provato a vedere quanto costa in Francia? Mi ricordo che l’anno scorso a Le Bon Marché costava una cifra un pochino più bassa rispetto agli store online italiani.
    Tra l’altro ho notato che queste borse malefiche non vanno MAI in saldo! Tranne quelle simil pitonate o fuxia che sono francamente oscene 🙁
    Baci tesora :-***

  6. eccomi qua
    giusto oggi ho pubblicato la mia wish list del lusso…
    per ora mi serve a provare a risparmiare e mi ha evitato scivolate sul low cost, su quella camicetta così carina, su quel vestitino che costa così poco, su quella borsa dalla sfumatura particolare che è quasi regalata…cose che riempiono gli armadi e il cui valore, sommato…dà una birkin!!!!!
    🙂

    • anche io ti seguiro’ a ruota, amica.
      la sto appunto stilando e vi rendero’ partecipi, manco a dirlo 😉

      • 🙂
        sono settimane che il post è in bozza e che ci lavoro, ma devo dire che è davvero catartico…
        ho mollato almeno 200 euro di low cost da quando ho cominciato a farla, che potranno essere investiti in beni più durevoli
        🙂

        • brava cara, e’ proprio quello che son riuscita a fare io negli ultimi mesi, ma…
          il mio problema e’ diventato midali e le loro simpaticissime commesse ACCIDENTI!
          e non parliamo di low cost, quindi sono fritta 😀
          e poi c’e’ orietta col vintage e quelle matte delle mie amiche che mi deviano sulla cattiva strada 😀
          piuttosto prima o poi dobbiamo organizzare la sessione di shopping (o window watching) insieme… io ho assoluto bisogno di un consiglio per LA borsa (mi sto rosicchiando pian pianino il budget, mannaggia)

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