Viaggiare coi bambini

viaggiare coi bambini


Ah le vacanze! Sospirate vacanze!
Le nostre sono finite. Scendere dal bruco mela, saluti e baci, al prossimo anno.

Dove siamo stati? In Turchia, per sollazzarci alla casa al mare.

Cosa ho imparato?
Occhio a dove metti i piedi: 10 giorni con tutore non sono piacevoli. Altri 40 da fare, bacetto alla bua e passa tutto.

Nonostante questo il momento clou è stato durante il viaggio dell’andata, in aereo, seduta sul sedile con sopra un marcantonio di 23 mesi, 90 cm per 15 kg. Che volete che sia, roba da principianti – direte voi. Va bene che non paga, ma pure il cane in stiva viaggia più comodo.

Nell’ordine, il marcantonio ha : aperto-chiuso cento volte il tavolino, staccato altrettante quella specie di tovaglietta con velcro dalla zona capoccia, spinto un numero imprecisato di bottoni della radio, ficcato le gambe in mezzo al corridoio quando passavano le hostess con le bibite, sbatacchiato il sedile di quello davanti, manco c’avesse fatto un torto (poveraccio!). Di solito è tanto bbbuono, signò!

Così, bianchi in volto coi sudori freddi, abbiamo sfoderato l’arma del perfetto genitore, quella a cui nessun bambino può resistere e che pure Tracy Hogg consiglia (dite di no?): il pacchetto di caramelle. Con poderose falcate raggiunto lo zaino e dimenticato le nostre velleità educative.

Meno male che la Turkish Airlines tiene conto dei cattivi genitori e serve un fantastico budino alla cioccolata e banana (non solo schifezze, qui!). Mangia dolci amore di mamma, che te vengheno li denti belli!

Il ritorno è stato più facile, li mejo posti dell’aereo, 3 sedili 3 tutti per noi, che vi dico ho benedetto le mie corse al pronto soccorso turco!

Back home, il senso di colpa si è fatto strada. Non saremo mica gli unici genitori sprovveduti, quei poveri illusi da “va bene  è tanto buono”, ma qualcosa devi pur inventarti per fargli passare il tempo. La tua presenza illuminata di madre in terra non basta, non più cara mia, facciamocene un ragione! Il prossimo anno non mi freghi, ho una lista di consigli che se li vede Tata Lucia me li ruba subito!

Comprategli uno zaino, uno che sia uno, con Winnie The Pooh ladro di miele, le Winx giravolta spaziale, Ben 10 orologio gigante. Che gli piaccia insomma, sennò col cavolo che vorrà portarselo a spalla! Io se potessi me ne prenderei uno qui, sono graziosissimi

Lo zaino riempitelo di tutto ciò che il pupo o la pupa ama: macchinine, micro bambole, libricini, colori, foglietti, omini lego, la tombola. No la tombola, no… ora infilateli tutti dentro a forza (concetto chiaro, no?) e la prima mezza ora passerà così.

Portatevi la collezione intera dello Zecchino d’ Oro dagli anni ’50 ai giorni nostri. Non dimenticatene nemmeno uno, che lo sapete lui vorrà ascoltare Torero Camomillo, sì quello che avete lasciato a casa. Se non soddisfatti, fatevi forza e cominciate a intonare una serie di canzoni inventate sul momento, pretendete la partecipazione e sperate che la meta sia vicina. Ai miei tempi andava “Oh Partigiano”, voi aggiornate la playlist. Funziona anche mimare le canzoni ma assicuratevi che non stiate guidando.

Se siete fortunati e i vostri figli già parlano potete sfoderare i grandi classici. Da “Arriva un bastimento carico carico di…” e via con tutte le parole che iniziano per A, al gioco del “Se fosse”. Se fosse un animale sarebbe un gatto! Se fosse un pittore sarebbe Picasso! Chi è? (Boh!). Poi c’è il gioco “Indovina cos’ho pensato”. Si possono fare tutte le domande che volete ma si può rispondere solo con un sì o un no. Chi perde resta in autogrill.

Un altro che ha traumatizzato la mia infanzia è “Piccoli guidatori crescono”: qualsiasi cartello stradale ci appare davanti durante il viaggio, scatta l’interrogazione. Ottagonale rosso, scritta bianca: dimmi subito che è! Ah mà, vor dì che te devi da fermà! Grazie figlio mio, grazie!

Con i bambini più grandi il consiglio è di pianificare qualche meta del viaggio insieme. Consultare il web, stampare piccole mappe del Paese o della città che visiterete, trovare insieme un parco dove andrete a giocare arrivati a destinazione o magari un Museo per bambini.

A proposito di Musei, se avete intenzione di andarne a visitare uno sappiate che c’è sempre l’incognita “ah ma che pizza ‘sto museo…”. Organizzatevi a casa stampando qualche bella immagine dei quadri che vedrete. Durante la visita andrete in cerca di quelli e zac! Una piccola caccia al tesoro fai-da-te. A fantasia potrete chiedere loro di scrivere dietro la stampa il nome dell’Opera, dell’autore, cosa gli piace e perché. Se poi andrete in un Museo di Scienze Naturali, stampe di dinosauri a non finire.

Un’ altra idea carina usando qualsiasi foglietto a disposizione (ce li avete nello zaino, vero?) è di scriverci sopra una serie di azioni o pensieri da tirare fuori dal cappello magico: “ferma un passante e chiedigli che ora è”, trova una donna vestita di rosso”, “cosa ti viene in mente guardando quel castello?”.

Se siete coraggiosi vi potete giocare la carta del “scegli tu la prossima meta, prendi la mappa e guidaci lì“. L’unica regola è che niente sia un obbligo e che tutti siano partecipi. Volete mettere il gusto di sentire vostro marito pronunciare in anglo-romano la tanto temuta “what time is it”?

Prima di ripartire una cartolina al nonno fa sempre piacere. Da Opitec ne vendono di bianche plastificate da personalizzare a piacere con timbri, disegni, scarabocchi vari. Basterà affrancarle ed il gioco è fatto, cuore di nonno trasborderà di gioia!
(E comunque vendono delle confezioni di mini chupachups che sono fenomenali!).

Enjoy your babies!

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  1. […] potessi nottetempo preparerei un mini kit di sopravvivenza da viaggio, ficcherei i due uomini in auto e partirei prima che l’alba ci saluti, destinazione Lago di […]

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