110 anni di Plasmon

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110 anni di Plasmon, e io li porto incredibilmente bene. Ma pure la Plasmon.
Il fatto è che questo biscotto è una di quelle cose ‘italiane’ che fanno parte anche di chi eravamo: la canzoncina della pubblicità, i biscotti da sciogliere nel biberon… una ritualità che poi ho riprodotto per mia figlia. Poi ti capita di mangiare i Plasmon 30 anni dopo da quando li mangiasti la prima volta, e ci ritrovi dentro tutto quel sapore di infanzia che ti eri dimenticata.

Mi è capitato proprio da poco, qualche giorno fa. In ufficio, affamate, Dafne e io abbiamo aperto la scatola di biscotti che ci era stata regalata e al primo assaggio ci siamo ritrovate a dire: Ma che buoni!

Da allora Dafne mangia i biscotti provandoli in tutte le maniere: sciolti nel latte (erano secoli che non beveva un bicchiere di latte), pucciati, secchi, spalmati di cioccolata… (!)
E io, non so, ci vedo una certa tenerezza in questo, perché ripenso a quando io sono stata bambina e in fondo mia mamma faceva la stessa cosa con me. Insomma: andare alla ricerca delle tue radici può portare anche questo, forse, non lo so. Ma c’erano queste colazioni dell’estate, con il biberon dal buco ormai gigante, e la pappetta di latte e biscotti… e io quasi quasi riesco di nuovo a sentire l’odore del ciuccio ormai letteralmente consumato, e la sua consistenza. Altro che le madeleine di Proust, insomma.

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E oggi mi ci ritrovo in mezzo. Plasmon compie 110 anni e ha organizzato una cosa che mi ricorda tanto Willy Wonka, un grande concorso chiamato “Alla caccia del Biscotto d’oro Plasmon“.
Due orafi artigiani hanno creato a mano 10 Biscotti d’oro del valore di 2mila euro ciascuno: in altretante confezioni di biscotti è stato nascosto un biglietto dorato, che avvisa i vincitori del premio. Chi trova il biglietto, vince un biscotto d’oro Plasmon.

Il sito racconta tutta la storia dell’azienda e le sue curiosità. Per esempio: i biscotti Plasmon cuociono esattamente 7 minuti e vengono confezionati ancora caldi, per mantenere la loro fragranza.

Sulla fan page di Facebook (www.facebook.com/biscottiplasmon), Plasmon si è posta l’obiettivo di raggiungere 110.000 fan come traguardo per festeggiare i 110 anni dell’azienda. E per accogliere al meglio i propri faan di Facebook, ha organizzato un secondo concorso: Vuoi essere il volto del Biscotto Plasmon?

Per partecipare, basta inviare una foto che rappresenti noi o i nostri bimbi con il Biscotto Plasmon. Verranno scelti 50 vincitori, i quali appariranno nel collage di foto che verrà stampato sulla confezione ad edizione limitata del Biscotto Plasmon.

Io, nel frattempo, ho chiuso 4 biscotti dentro un piccolo contenitore ermetico, e me li porto in borsa. Mi sono ripromessa, quest’anno, di rivedere tante scelte fatte nella mia vita. Ho bisogno di dimagrire, di avere una famiglia allargata e di cambiare casa. Sento che sta per nascere un nuovo futuro, per noi.

Andrò a piedi a scuola, a prendere Dafne, il pomeriggio. E al parco tirerò fuori la mia scatolina di biscotti. Non so bene dove sto andando, ma so che ho iniziato a camminare.

Commenti

  1. …….”ci ritrovi dentro tutto quel sapore di infanzia che ti eri dimenticata.” …praticamente mi ha tolto le parole dalla tastiera!!!

  2. io amo e amerò sempre i plasmon
    punto

    🙂

    • ahhaaa non lo avrei mai detto, ma ora che ci penso… ci sarei potuta arrivare. sei troppo forte.

      • se mi dicessero che per tutta la vita posso mangiare un solo biscotto, plasmon, plasmon uber alles
        🙂
        da piccola due a panino con la nutella in mezzo, oppure, il mio preferito, due con una fetta di burro…ma anche così, assoluti
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        anzi, ora che ho cominciato a correre me li dovrei proprio comprare (prima di correre mangio sempre qualcosa di biscottoso che però non deve essere troppo pesante – tipo la pasta di mandorle di ieri – )

      • anzi, quasi quasi partecipo al concorso!
        😉

      • …e ti potrei anche parlare della mia passione smodata per gli omogeneizzati alla frutta….
        o della farine lattee…
        🙂
        a volte mi capita di stare male, ma male, male, male e l’unica cosa che il mio stomaco riesce ad accettare sono gli omogeneizzati e le farine lattee…
        mi vien voglia solo a pensarci…..

  3. Li ho sempre adorati, letteralmente: e ora me li mangio di nuovo, grazie a mio figlio!!!

  4. ehhh è vero….è uno di quei prodotti che fa lo stesso effetto a tutti….riporta all’infanzia.
    Quando ho letto la frase “Ma c’erano queste colazioni dell’estate, con il biberon dal buco ormai gigante, e la pappetta di latte e biscotti… ” sono morta da ridere, è proprio la colazione di Giulio un paio d’ore fa, biberon con buco gigante compreso!!!!!

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