Abitudini giapponesi a tavola

Vi avevo parlato di una mia recente lettura, vero?

Ecco, siccome notoriamente mi gratto la pancia e ho tempo da vendere, mi sono imbarcata in una nuova avventura.

Tentare di introdurre delle abitudini virtuose nel nostro modo di mangiare, per restare sempre giovani e magri 😀

Le regole generali che mi sono data sono:

  • almeno cinque portate (di cui una rappresentata dal riso, una da una zuppa leggera, una dalla frutta) e preferibilmente in numero dispari (è un vezzo, niente di scientifico 😉 )
  • ridurre le proteine animali
  • utilizzare piatti piccoli
  • servire tutto contemporaneamente
  • evitare il pane
  • ridurre tutto a bocconi che (eventualmente) possano essere mangiati con le bacchette

Volete vedere un pasto tipo?

Partendo da questa griglia di partenza, mi sono organizzata con quello che avevo e che in teoria avrei comunque preparato per cena.

 

O, meglio: per cena avrei fatto petto di pollo e melanzane al funghetto per noi adulti con pane a volontà, un piatto di pasta in aggiunta per momo e frutta per concludere per tutti.

Ho dimezzato la quantità che avevo di pollo e, una volta cotto, l’ho tagliato a listarelle, l’ho condito con sale e un filo di olio evo e l’ho sistemato su un piattino di quelli da frutta.

Poi ho diviso le melanzane in coppette da macedonia. Ho servito in ciotole da consommé il brodo (un semplice brodo vegetale come quello che produco quotidianamente in quantità per le pappe di Dado) e ho preparato del riso semintegrale bianco. Ho fatto a fettine qualche ravanello da mangiare condito con salsa di soia e ho preparato su un piattino da caffè un dolcetto estemporaneo: caprino con miele e una prugna secca (con tutto quel riso bianco…). La frutta ho lasciato che ognuno la scegliesse e, soprattutto,  se la sbucciasse.

Il risultato è stato ottimo.

Unica pecca: obbiettivamente la preparazione richiede più tempo e dovendo noi ancora sfamare un treenne che ha bisogno di un pasto completo e un lattante che non mangia ancora tutto, l’ambaradan si complica. È pur vero che mangiare “alla giapponese” coi bambini può risultare un gioco divertente!

A fine pasto eravamo sazi, ma soprattutto soddisfatti, con gli occhi e con lo stomaco.

Credo che mangiare microporzionato dia la sensazione di mangiare di più e anche visivamente dà l’idea dell’abbondanza.

Che ne pensate?

Avete suggerimenti per orientalizzare la nostra cucina?

 

Commenti

  1. Io per problemi relativi alla mia pelle e soprattutto ai miei capelli (che purtroppo sono sempre di meno) sono stata indirizzata dal dermatologo a cui mi ero rivolta ad un’endocrinologa. Ho fatto le analisi ormonali che sono risultate nella norma, a parte un proteina un po’ troppo bassa (purtroppo si tratta di una condizione genetica). Non sono un medico, ma ho capito che questa proteina ha il compito di bloccare gli effetti a livello periferico (pelle e capelli appunto) degli ormoni maschili, che sono normalmente presenti anche nelle donne. Visto che nel mio caso gli ormoni maschili sono normali, mi ha consigliato di agire a livello di dieta, evitando il più possibile i picchi glicemici, che tra l’altro aumentano la produzione non solo di insulina, ma anche di androgeni. Quindi una dieta senza zuccheri semplici e privilegiando le farine integrali che si assimilano più lentamente, con legumi, verdura, frutta (meglio quella meno zuccherina … ma su questo non mi trovo d’accordo perchè penso che faccia troppo bene per limtarla), pesce e carne. Da quando (seguo) cerco di seguire questo regime alimentare ho perso più di quattro chili (senza limitare le calorie o contarle) e la mia pelle è un po’ migliorata: non ho visto il miracolo, ma putroppo a pranzo mangio fuori e quello che ho ottenuto è senza l’uso di farmaci.
    Nel concreto cerco di cucinare (di diverso da prima):
    – dolci pochi con zuccheri alternativi (adesso sto sperimentando il malto dei cereali) e farine semiintegrali: il gusto è molto diverso, ma forse è perchè dobbiamo noi rieducarlo; in alternativa macedonia aromatizzata all’arancia senza zucchero e frutta secca (molto calorica ma che fa molto bene)
    – pane usando un mix di farine integrali (fatto in casa mi dura quasi una settimana!)
    – più legumi
    – più riso (devo però ancora passare all’integrale)
    – sempre un cortorno e la frutta (ma questo lo facevo anche prima)
    – più pesce (almeno due volte a settimana)
    – (per sabato sera) pizza fatta in casa con farina integrale
    Il mio problema è il pranzo fuori :-(. Inoltre devo introdurre che zuppe che non mi piacciono e devo trovare le ricette giuste.
    Però a me piace mangiare una cosa per volta e non servire tutto insieme, ma questi sono gusti!

    • …mi ero persa questo commento… mannaggia!
      grazie degli ottimi spunti, francesca!
      sul tutto insime sono anche io abbastanza combattuta nel senso che vedere tutto insieme mi da’ la sensazione di avere piu’ cose, perche’ obiettivamente in questa maniera le quantita’ di ogni portata sono inferiori alle abitudini precedenti, ma anche l’idea di “aspettarmi” altre cose dopo il piatto che sto gustando mi piace.
      bisogna anche dire che comunque il riso e’ un accompagnamento e anche il brodo non e’ una vera e propria portata, quindi sembra che alla fine ci si riduca a mangiare semplciemente il secondo col contorno come faccio comunque abitualmente.
      nel farttempo abbiamo fatto altri tentativi, ma al momento non abbiamo abbracciato totalmente la filosofia. sto ancora sperimentando 😉

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