La ‘dieta africana’

dieta africana

L’altra sera ero a cena da Ester, e come sempre mentre mangio parlo di dieta. Ormai è un’idea fissa, ma non un’abitudine fissa, ahimè, visto che (come sempre) mi comporto bene per un po’, ma poi finisco sempre per cedere alle tentazioni.

A parte la questione della mia debolezza mentale, e della mia scarsa capacità di essere costante, mi ritengo però molto curiosa nei confronti dell’alimentazione, e mi piace ascoltare diete e idee nuove, soprattutto quando sono un po’ stravaganti, ma divertenti.

Se personalmente boccio al Dukan, non tanto perché non funzioni (perché funziona), quanto perché è una dieta povera e noiosa, dall’altra parte sono estremamente attratta verso le diete povere, sempre più naturali, e sempre più crudiste.

Detto da una cicciona sembra una bufala, ma un giorno forse mi piacerebbe fare una svolta crudista. Magari non integralista, come al solito nella mia vita, ma mi piace mangiare crudo, mi piace mangiare vegetariano, e se solo avessi qualcuno che mi prepara i pasti con frutta e verdura crude o appena cotte, non penso che mi getterei sulla gastronomia cinese: a mangiare poco si sta davvero troppo meglio, e questo io lo so, e continuo a dirlo. Anche se poi ricasco nelle mie solite perversioni.

Ma comunque l’altra sera parlavo con Ester di diete, e lei mi ha raccontato di un’amica di origine africana, che alle prese con una dieta affamante, le ha detto:
– Prima si moriva di fame in Africa perché avevamo poco cibo, e adesso io muoio di fame in Italia perché ho troppo cibo?

Geniale. E così questa ragazza ha chiamato la sua mamma, africana doc, per chiederle come mai in realtà a casa sua non si pativa mai la fame, eppure si mangiava poco. E si è fatta svelare il ‘segreto’ di questa alimentazione povera, ma intelligente e sana:
– un solo pasto completo al giorno, intorno alle cinque del pomeriggio, completo di carne, verdure, legumi, cereali;
– un frutto ogni ora.

In questo modo lei ha già perso 8 chili in due mesi, e non ha sofferto la fame.

In effetti, se ci pensiamo, perché dovremmo fare 3 pasti completi al giorno? E’ evidente che in generale tendiamo ad alimentarci troppo. E allora, senza rinunciare anche alle golosità che poi ci fanno sgarrare dalla nostra dieta piena di bilance e restrizioni, tanto vale fare un pasto completo una sola volta al giorno, e poi tenere lo stomaco in movimento mangiando solo frutta durante il resto della giornata. 

Il succo dunque è quello di mangiare un frutto ogni ora, per non sentire mai un senso di fame compulsiva, e poi regalarsi un pasto abbondante a metà giornata. Per quanto ci si voglia abbuffare, in un pasto non si raggiungeranno mai le calorie in eccesso che raggiungeremmo con tre pasti, no?

Voi che ne pensate? A me non sembra una dieta sbilanciata. E’ una dieta molto diversa da quelle a cui siamo abituati, con i carboidrati razionati e le proteine pesate. ma proprio per questo mi piace: perché è una dieta che sembra essere facile, alla portata di tutti, e anche ‘mentalmente’ saziante, visto che, alla fine, ci si ritrova a mangiare ogni ora.

Quanto siete d’accordo o in disaccordo a provare e sperimentare nuovi regimi alimentari, anche per dimagrire?

Commenti

  1. mmmh interessante questa idea, anche se la vedo un po’ difficile da mettere in pratica con i ritmi che ci sono qui…però è vero che mangiamo troppo e soprattutto delle cose che non servono; io ho scoperto che essendo indiana di origine, sto veramente bene e in forma solo se mangio all’indiana, ovvero verdura, riso, legumi, poco pollo e pesce, per fortuna che a me piacciono queste cose ma per il marito amante della pasta è un po’ una sofferenza 🙂 !

    • Ho letto pochi giorni fa un libro sull’alimentazione, che parla proprio della necessità di mangiare riso, verdure e legumi come base principale… e in effetti non ha mica torto, eh. Ma quanto si sta meglio se si sta leggeri?

      • Non solo si sta meglio, ma si evita di stare male…. 😀
        Sabato sera ho mangiato un po’ più del solito: niente di ché, una tartare di salmone e un insalata con un po’ di pane integrale. Domenica avevo un battesimo, per il quale ho dovuto fare 2 ore di trasferta all’andata e al ritorno. Non so cosa mi abbia fatto male (il pesce era freschissmo), ma il viaggio si è allungato parecchio per le soste nei bar per pausa- bagno….
        :`(
        🙁
        Senza poi parlare dei crampi e dei dolori addominali….

        • il salmone io ho un calcolo alla cistifellea svuota la cistifellea di brutto e fa liberare l intestino, ha fatto lo stesso effetto a mia figlia che non ha il calcolo, però lo fa circa 45 minuti dopo il pasto.

  2. mi sono accorta che non sono andata “fuori tema”…ma ormai ho commentato, fa lo stesso?

  3. “che sono andata fuori tema”

  4. Non so penso che comunque sarebbe meglio sentire il parere di uno specialista che può analizzare questo regime alimentare in rapporto alla persona.
    In ogni caso penso che il pasto unico andrebbe fatto molto prima nella giornata, quasi a colazione, perchè l’organismo se si accorge, nelle prime ore della giornata, di non avere le energie necessarie abbassa il più possibile il metabolismo. Sicuramente per sopravvivere in Africa un metabolismo basso era importante, ma per dimagrire non so ;-). Poi bisogna mangiare poco per sempre, se il metabolismo non si rialza.
    buon inizio settimana
    francesca

    • Anche io opterei per una bella colazione sostanziosa, magari proprio con cereali e proteine. Poi insalata e verdure a pranzo, con legumi, e la sera a cena solo una minestra leggera o solo frutta e verdura crude. Il mio problema è la cena, che è il momento della giornata in cui mi lascio andare troppo. Se riuscissi ad adottare a cena davvero un’abitudine di frugalità, sarebbe meglio per la mia salute.

  5. Le diete improvvisate non fanno perdere peso in modo definitivo e uno corre il rischio di fare come lo Yoyo (sale e scende di peso) che è la cosa più frustrante che ci possa essere.
    Prima di imporsi regimi alimentari così drastici bisogna sempre sentire il parere di un medico. Se avessi una figlia che fa solo un pasto completo al giorno credo che ammattirei.

    • Sono d’accordissimo con te. Io mi sono sempre affidata alla dietologa, e sono la prima a parlare di queste diete con parsimonia. Mi incuriosiscono, e penso siano un buon argomento di meta-conversazione, ma concordo con te sulla necessità di rivolgersi al dietologo o al nutrizionista.

  6. bah
    ti diro’ socia… a me la cosa che mi lascia perplessa e’ che un frutto per me non e’ mangiare.
    cioe’ se devo aspettare le cinque del pomeriggio per mangiare me ne faccio un baffo di 10 mele una ogni ora. io la mattina ho fame sul serio.
    una mela mi da’ la sensazione di “bagnato” nello stomaco e mi fa venire ancora piu’ fame.
    boh
    per come son fatta io preferisco quel pasto unico diluirmelo.
    pero’ io son fatta a modo mio, certo.
    e’ pur vero che non la trovo neanche io sbilanciata, perche’ alla fine si mangia e si puo’ mangiare anche bene, con pasti completi di tutti i nutrienti.
    il fatto e’ che io non farei altro che pensare quando arrivano le cinque.

    • Premetto che non penso che questo regime alimentare si adatti alla mia vita, ma per esempio per come sono fatta io, che ho sempre voglia di sfogare lo stress sul cibo, una dieta che mi permette di mangiare spesso sarebbe più efficace della mia attuale dieta ‘fissa’, con le porzioni tutte pesate.

  7. mmmmh, perplessa, perplessissima..
    io credo nell’importanza della colazione, va fatta e per bene….
    un pranzo leggero, magari anche con un po’ di carboidrati (perchè la giornata è ancora lunga e servono energie) e poi cena leggera proteica…
    l’idea di un solo pasto e un frutto ogni ora….beh, come caia passerei la giornata a pensare a quell’unico pasto, forse eccederei con la frutta e alla fine non sarei contenta.

    io credo fermamemente nel “di tutto un po’ “, nei pasti leggeri e bilanciati, nella dieta nel senso greco del termine, ossia “stile di vita”, nel cibo come piacere anche quando è leggero e dietetico, nella scelta degli ingredienti e nella loro preparazione come atto voluttuario, nella sacralità del pasto, da consumare seduti a tavola per bene, con piatti e posate, anche si trattasse solo di una cipolla stufata…

    • Sai cosa? Di tutto un po’ va bene per chi è magro, o in salute, e quindi deve mantenere un peso stabile. Per esempio, io che adesso mangio di tutto un po’, sono in mantenimento, per esempio, e sto benissimo (se non mi faccio tentare dalle schifezze). Ma non dimagrisco. Chi come me deve perdere praticamente il peso di una persona, non può mangiare un po’ di tutto: deve fare una dieta che comunque lo priva di qualcosa, anche se magari restano i carboidrati.

      • mio marito ha perso (e ritrovato e riperso…) oltre 20 kg…
        si, qualcosa va tolto, indubbiamente, nel suo caso alcol, dolci, fritti (ovvio), formaggio.
        per il resto, mentre lo faceva dimagrire, il medico lo aiutava anche a imparare la “teoria” del mangiare, perchè è quella che lo aiuta a mantenere il peso…
        adesso la teoria la sa, ha ripreso qualche chilo e lo sta riperdendo…ormai ha capito che cosa togliere e che cosa lasciare
        mi rendo conto che sia faticoso e fastidioso e pesantissimo e devo dire che ammiro la forza di volontà di chi riesce a restare a dieta, avendo io la fortuna di essere comunque nata tendenzialmente magra…
        🙂

        • Ecco, per esempio io la teoria la so tutta, ma è la pratica che mi frega. Poi un obeso grave è come un tossicodipendente, secondo il mio personale parere, con l’aggravante che il cibo è una droga legale e a buon mercato.
          E’ dunque anche una persona che mente, non solo agli altri, ma anche a se stesso. E quando io mento a me stessa, lo faccio persino consapevolmente!

          • non ho mai commentato,
            ma con questa affermazione hai espresso pensieri e parole mie che troppo spesso restano inascoltate o incomprese alle persone che non vivono questo problema.
            Io dovrei perdere almeno 20 kg e mi sento (da molti anni) proprio una tossicodipendente.
            Ma quasi nessuno capisce il significato, la gravità e la sofferenza sottesi a quasta affermazione.
            Grazie, mi sono sentita capita per una volta.
            Laura

            • Laura, mi dispiace che anche tu ci stia passando. So cosa significa, e lo so da tanti anni. La cosa che più mi fa male è che mi sento di deludere me stessa, per questa mancanza di volontà che mi priva anche della costanza necessaria a stare meglio come persona, come donna. Non mi dispero, sia ben chiaro: non voglio passare per quella che soffre e non vuole dirlo. Ma mi dispiaccio per me stessa, perché so che ci vorrebbe proprio poco per cambiare, visto che ho cambiato cose ben peggiori, nella mia vita, e non posso accettare questa debolezza di carattere in me stessa. Gli altri, poi, con gli sguardi o i commenti, possono accentuare tanto questo problema: in fondo noi obesi abbiamo mancanza di volontà, il nostro errore è sotto gli occhi di tutti, e non possiamo sfuggire a noi stessi, o nascondere chi siamo. A differenza degli altri peccati, l’obesità è come una lettera scarlatta che ci si porta sempre addosso.
              Come si risolve questa cosa? Non lo so, Laura. Io qui ne parlo proprio per accrescere la mia consapevolezza, ma anche per mettere in mostra la mia debolezza, e magari avvertire qualche altra donna che è ancora in tempo a salvarsi.

              Grazie per aver commentato, mi fa tanto piacere.

  8. Io ho fatto una dieta con controllo medico, seguita da una dietista doc. In un anno e mezzo, abbinando alla dieta un po’ di sport, ho perso 26 kg. Non si è trattata di una vera e propria dieta che richiedeva grandissimi sacrifici, quanto piuttosto di una rieducazione alimentare. La mia dieta era personalizzata, sulle 1000/1200 kcal al giorno e prevedeva colazione + 2 pasti principali con tutti i componenti nutritivi (carboidrati, proteine, verdure), + spuntino a metà mattino e merenda nel pomeriggio. Ovviamente zero alcol, non cibi fritti, non burro, ecc. ma questa dieta non è stata un sacrificio poiché non bevo abitualmente alcolici e non consumo burro, ma solo olio EVO.
    Nei 2 pasti principali la regola era mangiare i 3 componenti (o almeno 2, privilegiando il carboidrato, perché fornisce energia), il tutto ovviamente in porzioni ridotte.
    Da circa 3 mesi sto mantenendo il mio peso.

  9. Io quest’estate ho rpovato a mangiare frutta tra un pasto el’altro quando avevo fame, per non addentare altre cose più caloriche, pur mantenendo i tre pasti colazione+pranzo+cena completi. Il risultato è stato fame, nausea e giramenti di testa. Non fa per me.

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