Mary Poppins

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Ai più non dirà niente il nome di Pamela Lyndon Travers, autrice giovanissima che un giorno decise di curarsi dei propri fratelli creando dei racconti, come fanno spesso le sorelle maggiori: inventare una realtà meravigliosa per alleviare qualche tristezza e la ben più dura realtà. Pamela fece anche di più e mise nero su bianco le sue storie, che diventarono una serie di libri negli anni trenta del secolo scorso (libri molto belli, tra l’altro). Dobbiamo al gran genio di Walt Disney la meravigliosa intuizione di trasformare quei libri in film e far conoscere al grande pubblico il meraviglioso personaggio di Mary Poppins.

La storia è presto riassunta: una tradizionalissima famiglia inglese dei primi del Novecento a Londra ha urgenza di trovare una tata per i due bambini. Mentre un refolo di vento dell’est comincia a soffiare lunga la via dei ciliegi, bussa alla porta una strana creatura, dai modi insoliti e dall’energico piglio. Mary Poppins con tanti sorrisi e un pizzico di magia aiuterà la famiglia a ritrovare gli affetti e noi tutti a riconsiderare le priorità della vita.

Forse la trama può sembrare banale ma ci sono diversi punti di lettura, attraverso i quali trovare spunti di riflessione; l’evoluzione degli equilibri famigliari nel corso degli anni, la cura dei genitori verso i bambini, i metodi educativi, l’amicizia e i valori di condivisione e sostegno.

Tra i personaggi che ci appaiono nel film la cosa che salta più all’occhio è la presenza di due genitori “distaccati” dalla loro realtà famigliare, quasi completamente dediti ai loro impegni lavorativi e politici, del tutto calati nei ruoli del tempo. Vero è che, a ben guardare, la situazione in molti casi è applicabile anche ai nostri giorni, dove esistono spesso famiglie costrette ad incastri acrobatici dentro orari assurdi, all’interno dei quali il tempo per i figli è relegato a pochi minuti serali, spesso delegati a tate, tv o play station. Mary Poppins è nell’immaginario nostro l’ideale soluzione educativa, sperata (e possibile?); a mio parere è la giusta intenzione che abbiamo tutti noi genitori, di insegnare ai nostri figli che “con un poco di zucchero” le pesanti incombenze di tutti i giorni possono essere affrontate, ancora meglio se condivise con gli altri.

Esistono poi tutta una serie di personaggi minori, grandiosamente disegnati e interpretati, di cui ci sarebbe da parlare per ore: lo spazzacamino Bert, lavoratore precario pieno di talenti e buone intenzioni, che è l’esempio più bello di tolleranza e accettazione del diverso; i banchieri datori di lavoro di Mr Banks, loschi esempi di aridità interiore, puniti nel finale da un attacco di risata irrefrenabile che renderà leggera anche l’anima più plumbea. La cameriera chiacchierona, il poliziotto dal cuore d’oro, la signora dei piccioni: in fin dei conti le figure dei due bambini, che dovrebbero essere i protagonisti, risultano marginali (anche se perfettamente inquadrate) ad una più ampia rappresentazione della società.

Gli attori scritturati sono tutti molto bravi e ben calati nel personaggio. Una menzione particolare deve essere fatta per Julie Adrews, ovvero Mary; ai tempi era una star di Broadway e del musical, quasi sconosciuta al mondo della celluloide: fu una scelta azzeccatissima perché grande parte del successo del film è sicuramente dovuto alla sua verve, alla presenza scenica e alla sua voce meravigliosa. Non a caso il film vinse 5 oscar, tra cui quello di attrice protagonista, di certo in onore del miglior debutto cinematografico.

C’è da dire che quasi tutte le canzoni, che fanno parte completamente e senza soluzione di continuità della sceneggiatura, hanno un’originalità davvero incredibile: Supercalifragilistic-espiralidoso, Cam camin in sono dei piccoli diamanti messi dentro un’ottima incastonatura.

Cosa dire poi dei costumi? Se ricordate la scena stupenda del salto dentro il quadro (solo a me ha ricordato un Renoir?) ricorderete anche i colori brillanti degli abiti dei quattro protagonisti, vestiti come in un’immagine di fine ottocento: righe, gonne vaporose, ombrellini, fiocchi.

E non dimentichiamo la meravigliosa parte animata, esaltata dalla maestria dei grandi disegnatori Disney, che fanno cantare un’intera fattoria, e che ci fanno divertire con una sessione tip tap di pinguini simpaticissimi.

Che dire: un film che deve assolutamente essere visto da grandi e piccini, e poi rivisto, e poi rivisto, e ancora…

Banks: Vuole avere la cortesia di spiegarmi tutto questo?
Poppins: Prima di tutto vorrei mettere bene in chiaro una cosa.
Banks: Sì?
Poppins: Io non spiego mai niente.

Mary Poppins,  film di Robert Stevenson. Con Ed Wynn, Julie Andrews, David Tomlinson, Dick Van Dyke, Karen Dotrice.  Fantastico, Ratings: Kids, durata 140′ min. – USA 1964. (MyMovies)

Commenti

  1. A 30anni io e una mia Amica siamo uscite la sera, siamo andate da Blockbuster per noleggiare e guardarci, gustarci da sole “Mary Poppins”…ADORO quel film, è il mio PREFERITO…ovviamente adesso che ho una figlia, lo guardiamo insieme e, dopo averlo assaporato, proviamo a schioccare le dita per sistemare casa! ;p

  2. Adoro questi libri! Sono uno più bello dell’altro e il film è uno dei miei grandi amori.

  3. Mary poppinsiana a rapporto 🙂
    Adoro ed Elisa con me!

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