Sapori di Natura

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Da quando Plasmon ci sostiene su Trashic, ho avuto modo di ripensare tanto ai primi anni di vita di mia figlia (e di conseguenza ai primi anni della mia maternità). Non che prima non ci pensassi, eh. Del resto, voglio dire: Dafne sta con me praticamente giorno e notte, se escludiamo le ore passate a scuola, e non posso certo dimenticarmene. Eppure, anche se quando i bimbi nascono noi ci promettiamo di ricordare ogni primo passo, ogni parolina, ogni tappa della loro crescita, poi nei fatti non è così: tante cose si dimenticano, o si trasformano nei nostri ricordi.

Cioè, mi basta pensare a mia mamma che dice che a 9 mesi io parlavo correttamente anche usando congiuntivi e condizionali, ed ero intelligentissima: mà, ti ringrazio, ma tutta sta intelligenza mi sa che l’ho persa per strada, per dire. 😉

Comunque io quando penso a Dafne faccio lo stesso, o almeno faccio confusione. Mi ricordo benissimo che a un anno non solo non parlava e non camminava (pigra, sta ragazza), ma non ricordo onestamente tutti i suoi progressi, né i momenti precisi in cui questi sono avvenuti. Forse avrei dovuto aggiornare un quaderno dei ricordi, un album? Non lo so… fatico a compilare la lista della spesa settimanale, figuriamoci la lista dei progressi di Dafne! (Tanto, voglio dire, quando sarà grande, se avrà dei figli e mi chiederà qualcosa, le potrò sempre inventare che anche lei parlava correntemente a 9 mesi: le nonne non servono proprio per mitizzare l’infanzia? 😉 ).

Però una cosa la ricordo benissimo, perché ci faceva spanciare dal ridere: Dafne a un anno aveva solo un dente, e più precisamente un canino. E ve la immaginate a sgranocchiare i biscotti con un canino? Faceva ridere, tanto. Al secondo dente: il secondo canino. E questo avrebbe dovuto metterci in guardia già sul suo carattere: una ragazza con due canini non poteva certo essere la Fatina dell’Obbedienza. LOL

In ogni caso noi con gli omogeneizzati ci abbiamo dato dentro: un po’ che lei, appunto, non aveva i denti; un po’ che io non avevo tempo (né voglia) di omogeneizzarmi la vita. Provateci voi ad essere una mamma full time contemporaneamente freelance, con la prospettiva di aprire un’azienda in proprio. Presente!

Ho fatto ettolitri di brodo di verdure, e sono stata proprio bravina. Mi riusciva bene il brodo, e pure le verdure omogeneizzate erano strabuone e super cremose, roba che avrei potuto lavorare alla Plasmon ad occhi chiusi. Ma la carne e il pesce, no, davvero: non ero capace. Non che mi dispiaccia, eh: l’idea di cuocere la carne al vapore, omogeneizzarla, toccarla con le mani…. BRRRRR
Per me che son vegetariana sin nel profondo dell’adipe, l’idea di infilarmi in una macelleria è come recarmi all’INPS in cerca di risposte.
Lo so, lo so: ma perché allora non hai fatto uno svezzamento vegetariano pure per tua figlia?
Perché no, non sono d’accordo, non penso fosse il momento né per lei, né per me… e blablabla. Così io cuocevo le verdurine, e poi accendevo un cero alla signora Plasmon (ci sarà una Signora Plasmon o sarà solo un Signor Plasmon?) e univo il secondo già pronto.

Stessa cosa al pomeriggio, quando uscivamo. Giuro: un tempo noi uscivamo. Adesso ho solo vaghi ricordi di queste uscite, riminiscenze di un tempo perduto, quasi un flashback proustiano, ecco. Ma giurerei che quando Dafne era piccola e quindi non sapeva ancora camminare / parlare / urlare / buttarsi per terra… noi uscivamo! O tempora, o mores!

E quindi uscivo con 627 borse, contenenti pannolini, salviette, cambio vestiti per ogni stagione, scaldabiberon da auto, giocattoli di varie forme e colori, coperte, cuscini, seggiolini… (mi piace viaggiare leggera: sono una minimalista), e un contenitore con la pappetta pronta. A pranzo facevo pastina o farina di mais/tapioca con omogeneizzato di carne o pesce, e verdura a scelta. A cena stessa cosa, ma sostituendo carne e pesce con formaggio fresco magro o legumi. (Non è vero: a volte pure il formaggino era quello della Plasmon: dentro la minestrina era una cosa goduriosa, che vi devo dire).

Io comunque sono andata liscia, con gli omogeneizzati, e a un anno Dafne è passata agli alimenti ‘da grande’ e ormai ha anche tutti i denti, non solo più i due canini superiori.

Se utilizzate i prodotti Plasmon, oggi si può scegliere la nu0va linea di prodotti marchiati ‘Sapori di Natura‘: sono realizzati con i prodotti dell’Oasi Plasmon, hanno la chiusura ermetica, sono disponibili in moltissime varietà. Dalla merenda con yogurt e biscotto o yogurt e frutta, agli omogeneizzati che tutti siamo abituati ad acquistare. Sapori di Natura si caratterizza per l’innovativa lavorazione che preserva il gusto degli alimenti e il suo nuovo processo di confezionamento a freddo, che mantiene al meglio profumi, sapori e colori del prodotto. Tutte queste caratteristiche vengono preservate, poi, dall’innovativa vaschetta di plastica.

Anche Sapori di Natura offre le garanzie delle Regole Oasi Plasmon, che garantiscono la qualità delle materie prime grazie a:
1) La selezione delle zone più adatte per coltivazioni e allevamenti, in modo che siano distanti da autostrade e strade ad alta densità di traffico o altre fonti di inquinamento come discariche o fabbriche inquinanti.
2) Materie prime che derivano soltanto da filiere controllate.
3) Totale rintracciabilità delle materie prime, dal campo o dall’allevamento fino alla tua tavola.
4) Sistema di qualità proattivo, per la prevenzione di qualsiasi rischio anche solo potenziale, con controlli costanti e capillari sull’intero sistema produttivo.

Tra i prodotti Plasmon, è possibile trovare: gli omogeneizzati di carne (tra cui pollo, coniglio, manzo e vitello), gli omogeneizzati di pesce con patate (orata, salmone e spigola), e chiaramente gli omogeneizzati di frutta oppure le merende di yogurt con frutta.

Non tutti sono d’accordo ad usare omogeneizzati pronti, lo so. Non sono qui per convincervi del contrario, se non volete. Ma solo per dire che io con mia figlia li ho usati, e li userei ancora, perché continuo a fidarmi ancora.

Che io magari non mi ricordo il momento in cui Dafne ha messo tutti i dentini, ma la prima pappa sì, io me la ricordo.

Commenti

  1. Santissima Plasmon, forever! Il mio pargolo di 2 anni e qualche mese se li mangia tutt’ora gli omogeneizzati: certo, mangia anche le cose “da grandi”, ma alla sera, per esempio, con il minestrone un omogeneizzato di carne bianca (il coniglio è buonissimo) o pesce lo gradisce eccome! E io sinceramente non mi sento una madre snaturata per questo! Facessero schifo….sono pure ottimi, altro che!!!
    😉

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