Vita scomoda di una modella

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Forse un giorno scriverò un romanzo sull’assurdo mondo della moda, e lo intitolerò proprio: Vita scomoda di una modella. Mettiamo pure come accettato il fatto che le indossatrici d’alta moda debbano già vivere di stenti per restare magre come stampelle (fosse per me… pane e salame a merenda).

Ma poi un pomeriggio sfoglio distrattamente Vogue Trends e una cosa mi colpisce: la scomodità di queste fotografie. Bellissime, eh. Mammamia se son belle ste foto. Provateci voi, però.

Ho fatto la prova, perché io non mi accontento della teoria, e faccio pure la pratica. Alzatevi adesso dalla scrivania, mettetevi sulle punte, e assumete la posa della ragazza in copertina: ce la potete fare? Io no, a patto di non procurarmi una frattura scomposta del bacino. E va bene che quelle belle gioie sono magre come chiodi, e si svitano a piacimento e io no. Ma si può?

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Ora osservate da lontano tutta la pagina: trascendete dal vestito, trascendete dalla foto, trascendete da tutto il contorno. Cosa vedete?
Io vedo l’assurdità dell’alta moda. Così scomposta, e fragile, e in equilibrio precario.

Vedo nella mia testa una sfilata con un pre evento in cui orde di fashionblogger si attaccano al buffet dei tramezzini. E fatevelo, sto panino col salame.
Disprezzo la moda? No, la amo. Profondamente, e con ammirazione.
La amo come si amano i dipinti, le statue, i monumenti.

Amo l’alta moda come un’opera arte che si può osservare, e di fronte a cui si può restare estasiati. Ma senza credere che sia vera.
Senza credere che sia vera.

L’importante è sapere che la bellezza esiste, e può essere ammirata, ma non è per forza qualcosa di lontano da noi.

Siamo belle anche noi, bellissime. Con le nostre rughe e le occhiaie profonde.
Siamo belle come sono belle le cose vere, gli abbracci reali della vita, le telefonate con le amiche, la cioccolata.

Ma perché stare a digiuno?

Commenti

  1. io tutto sono fuorchè una modella…
    però. per giocare, ho fatto da “modella” un amico che fa (anche) il fotografo di moda…
    al di là del rimanere magre, oh, mica è facile….
    per prima cosa io non sapevo dove mettere le braccia, le mani, dove guardare (l’obiettivo? un punto lontano?)…e poi stare dritta e non curva…ma semza sembrare un soldatino sull’attenti, avere un’espressione naturale anche mentre ci si arrampica su un pendio scosceso…e poi il sole in faccia, non strizzare gli occhi, non fare smorfie….
    quindi, anche se una fosse nata perfetta, stare davanti a un obiettivo e tutt’altro che facile…per tacere del resto…
    insomma, ci credete che alla fine della giornata, sotto il sole, io mi sono sentita male???
    e avevo mangiato più che dignitosamente!
    è stato divertente, faticoso al di là di quello che pensavo (e abbiamo scattato per un paio d’orescarse) e i risultati non li ho ancora visti, ma il mio amico ha detto che qualche scatto buono c’è (!)…
    per fortuna però, faccio altro per vivere
    🙂

    • io devo dire che ho l’animo esibizionista e fare foto mi piace.
      ossia mi piace agghindarmi, essere ben truccata e farmi fotografare.
      ai tempi in cui facevo teatro e ogni tanto mi serviva aggiornare il book di foto lo facevo davvero con piacere.
      😛

  2. … e hai notato che non sorridono quasi mai?

    • econdo me quello dipende anche dall’idea che c’e’ dietro lo styling
      cioe’ magari quelle sorriderebbero pure, ma a quei livelli credo che debbano interpretare l’idea del designer e non la propria dell’abito che indossano…

    • nemmeno io sorriderei mai se mangiassi quello che mangiano loro.

Parla alla tua mente

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