Borse: fake, copie e libere interpretazioni

Ovvero, vademecum per fare ordine nella giungla delle borse.

Allora partiamo da principio.

Io ho una voglia al secondo. Per strada rischio il tamponamento se sul marciapiede passa una ragazza con una bella borsa in spalla. Sugli autobus mi innamoro quotidianamente di shopping bag e bauletti. E quando sono su internet, gira e rigira sempre là vado a parare. Del resto le mie amiche non mi aiutano e anche le chiacchiere tra mamme si trasformano in confidenze struggenti sull’ultima folgorazione.

Questa, la dovuta premessa.

La postilla riguarda il mio conto in banca che non vi starò qui a illustrare che un po’ d’amor proprio ce l’ho pure io, ma che — non ne faccio mistero — al momento non versa in acque poi così limpide. Anzi diciamo che è spesso sull’orlo del naufragio.

Poi c’è un’importante constatazione da fare: il low cost ci sta rimbambendo e impoverendo. Pensiamo di avere tutto a portata di mano, pensiamo di poterci permettere qualsiasi cosa, ma questa compulsività ci porta a non avere niente: niente che duri più di una stagione (perché il cost spesso rispecchia il low material), niente che ci piaccia davvero (perché tanto il tutto è rapido che non ci fa pensare davvero a quanto lo desideriamo), niente che ci serva veramente e niente più da spendere per ciò che ci piace e ci occorre realmente (perché l’abbiamo sperperato in idiozie).

Questo è un discorso che vale per tutto: dalla borsa al maglione, dal cappotto alle scarpe. La maniera per ovviare è sfruttare il low cost a nostro vantaggio senza rimanerne vittima, ma al contempo imparare a esigere la qualità.

Per quanto riguarda le borse la giungla si fa molto perigliosa.

Sapete della mia attuale missione e sappiate che forse ho trovato una soluzione.

La qualità in una borsa è spesso garantita dal marchio. Quando parliamo di Hermes, di Louis Vuitton, di Gucci, per dirne qualcuno, che fanno borse da una vita la qualità è garantita. Non solo, è garantita anche la durata dello stile. Una loro borsa acquistata oggi sarà meravigliosa anche fra vent’anni, soprattutto se restiamo sulle iconiche e sui modelli più classici.

È pur vero che non tutti possono permettersi di varcare le auree porte di queste maison e quindi spesso si vedono in giro le sorelle sceme delle dee, al braccio di chiunque. Parliamo dei fake, i falsi. Quelle borse, spesso in materiali scadenti, che ricalcano iconiche originali, sperando di non essere mai scoperte. Comprare fake oltre che illegale, è anche stupido: in genere le bugie — e i falsi — hanno le gambe corte e ci fanno fare pessime figure.

Eliminato a monte il problema, passiamo invece alle copie e alle libere interpretazioni. Il mondo ne è pieno, perché in fondo è davvero difficile pensare che si abbia ancora qualcosa di assolutamente originale da dire in tema di borse. Dopo Chanel che ci ha messo le catene, il resto è solo libera interpretazione.

Vi mostro qualche esempio.

Celine vs Orciani

Celine vs Steven Alan

Gucci vs Clare Vivier

Miu Miu vs J Crew

Celine vs Hermes

Ora viene da chiedersi persino in alcuni casi se nasce prima l’uovo o la gallina.

In questi anni di accurate analisi ed elucubrazioni per raggirare l’ostacolo budget mi sono sempre chiesta come sia possibile. Cioè, a parte le scopiazzature made in China sulle bancarelle, com’è possibile che un Orciani con prezzi neanche troppo indolore venda una shopper veramente simile alla sua ben più cara sorella francese?

Evidentemente basta una piccola modifica, un manico due centimetri più lungo o una dimensione mezzo centimetro più stretta per fare la differenza e mettersi al sicuro sul copyright. Del resto Zara e compagnia bella ce lo dimostrano a ogni stagione: taglia qui, allunga lì e la tendenza è assicurata. Ma in quest’ultimo caso parliamo di borse e capi industriali, omologati, che trovi uguali in tutto il mondo e spesso fabbricati in serie in paesi sfruttati.

E allora se a me piace una borsa che per me rappresenta la perfezione e il magico equilibrio tra estetica e funzionalità, ma  che non posso permettermi o per cui non sento di poter bruciare tutto il mio budget-borse non ho soluzioni? Devo rassegnarmi?

No.

Ecco, sto per svelarvi il mio compromesso: l’artigianato.

Ho fatto questo tentativo due anni fa con due borse di cui ho scelto colore e pellame, oltre che forma e dimensioni: una rossa e una color cognac.

Assomiglia a una Birkin, ma non ostenta loghi contraffatti e ha dimensioni diverse e una forma più regolare. Sono molto ben rifinite, anche nell’interno e nonostante le abbia usate parecchio sono ancora in perfette condizioni, soprattutto osservando i manici che nelle borse scadenti manifestano le magagne. E non ultimo, le ho pagate una cifra dignitosa. Assolutamente abbordabile.

E vi svelo un segreto: ne ho già commissionata un’altra!

 

Commenti

  1. claudia caprara

    adoro questo post, soprattutto l’inizio “…Per strada rischio il tamponamento se sul marciapiede passa una ragazza con una bella borsa in spalla. Sugli autobus mi innamoro quotidianamente di shopping bag e bauletti…” perchè anch’io sono così! una delle prime cose che guardo sono le borse delle altre, siano ragazze, signore, nonne, punk, studentesse, insomma tutte….e quando una borsa mi piace tantissimo (e mi chiedo come mai io non l’ho mai mai mai vista da nessuna parte) non dico che arrivo all’abbordaggio per capire da dove viene ma poco ci manca…..è che anch’io sono alla ricerca DELLA borsa perfetta……e purtroppo (a parte il lato economico, che non aiuta x nulla) non trovo mai esattamente ciò che corrisponde al mio desiderio……
    però devo dire che il tuo bellissimo articolo che comincia con la borsa di Tods ha dissipato molti dubbi (il principale ora è la cifra, che io proprio non ho!), grazie di esistere!!!! 😉

  2. Mi metto in coda per la commissione artigianale della mia borsa perfetta! Devo ancora sceglierla in realtà, certo la Tods è tra le finaliste!!! Cmq il compromesso prezzo-qualità mi sembra perfetto!

  3. La tua idea mi sembra geniale, anche perchè la mia testa desidera sempre qualcosa che non riesco a trovare, per cui l’idea di farsela fare così come la vogliamo è perfetta.
    Purtroppo essendo di torino e non di roma, non posso chiederti indirizzi validi e allora la mia domanda è: come scegliere l’artigiano giusto? perchè credo che questo sia il punto nodale.
    E poi come faccio a scegliere il materiale giusto: tu ti fai consigliare dallo stesso artigiano o sei già competente sui vari tipi di pellame? Io la voglio nera di pelle; per la forma posso cercare ispirazioni; più difficile è la scelta delle rifiniture, dei dettagli e del manico, perchè già che ci sono vorrei un articolo unico con qualcosa di mio, qualcosa di particolare.
    Devo arrivare alla borsa perfetta …. anche perchè io la porto tutta la stagione senza cambiarla mai anche se non è perfetta 🙁

    • punto primo: quello che vuoi e che non trovi. io per esempio sono alla ricerca di una borsa blu elettrico, morbida ma non cascante, grande ovviamente e di quella punta di colore che dico io… ecco questa sara’ un’altra che mi faro’ fare.
      riguardo l’artigiano. lui lavora anche su ordinazione a distanza e spedisce. potrei farvi da intermediario.
      io mi sono fidata, anche perche’ la prima me l’ha fatta senza obbligo di acquisto e i pellami e la cartella colori le ho studiate con lui. io non sono per neinte competente, ma pian piano si impara 😉
      ovviamente comunque piu’ chiedi cose estrose e piu’ il prezzo potrebbe salire, ma e’ sempre un discorso di “compromesso”.

      • Per prima cosa mi faccio un’idea di cosa voglio: modello e rifiniture. E se riesco faccio qualche disegno (anche se non so da dove cominciare). Poi magari ti chiedo aiuto per l’artigiano, però per me sarebbe importante parlarci per vedere insieme e toccare i pellami e per cercare di spiegare cosa voglio. Penso che a distanza sarebbe un po’ difficile, ma se non trovo niente che mi ispira qui, meglio uno lontano che so che lavora bene.
        Anche se dipende ovviamente dalle scelte fatte, vorrei capire più o meno il costo in che range si colloca (immagino che una borsa di pelle parta comunque da un certo valore e che la lavorazione artigianale costi più di quella industriale: per dire siamo intorno ai 100, ai 200 o ai 500 € ?).
        grazie per le info
        fra

  4. L’hai commissionata da un artigiano a Roma? (domanda spudoratamente interessata!!!!)

  5. allora, a meno della borsa a forma di riccio o o di gufo di braccialini, le forme quelle sono…
    io ho tre bauletti: speedy, alviero martini, the bridge…posso dire che i secondi due siano farlocchi? o lo siano tutti e tre se ci metto gucci in mezzo?
    chi ha fatto il primo bauletto della storia?
    idem le shopper, o le tracolline…cavolo, la forma è quella, un quadrangolo più o meno grande e una tracolla..
    burberry fa una borsa la cui forma è quella della neverfull e il cui prezzo non è mica così inferiore…che cosa dico? che una borsa burberry è farlocca?
    la bayswater sulla quale sbavo ha una forma vagamente kelly-birkinesca….a quel prezzo che dico? che mi sompro una kelly finta?
    🙂
    il limite fra copia e ispirazione è sottile…poi si va a mode, prima le borse piccole, ora le maxi, poi bauletti, ora secchielli (che grazie al cielo non mi piacciono), ma tutto si è già usato, tutto c’è già stato…
    alla fine la moda è ispirazione, è figlia dell’epoca…non per niente ora ripeschiamo dagli armadi di mamme e nonne le loro cose…e se un anno si usano i bauletti, tutti a fare i bauletti, o le shopper e così via…

    La Borsa resta la borsa e se è farlocca, l’ho detto tante volte, tu lo sai e ti dà meno soddisfazione…
    chi capisce di borse la vede che è farlocca
    chi non ne capisce…vede una borsa 🙂 (per dire, se io stasera tornassi a casa con una birkin VERA, mio marito direbbe “un’altra borsa? non ne avevi già tante?” e non mi farebbe rinchiudere per aver eroso i risparmi di famiglia…facendo qualche debito… quando per i 40 anni il marito mi regalò la balenciaga, un’amica che ha DUE borse – estate e inverno – mi disse “ma che regalo è per i 40 anni? non era meglio se ti regalava una cosa CHE TI RESTA PER LA VITA?”…. e io che per i suoi 40 anni – è la mia migliore amica quasi sorella – avevo pensato di regalarle la speedy…)
    insomma, il confine netto è vero e farlocco, il resto, quando non vuole essere smaccatamente copia è ispirazione.
    del resto tutte noi se potessimo avremmo la nostra borsa ideale da disegnare e ognuna…ne somiglierebbbe a una già esistente
    🙂

    come vedete l’argomento non mi appassiona e non mi interessa affatto…

    😛

    • ahaah
      sapevo di poter parlare con te all’infinito della materia.
      comunque sotto un certo punto di vista io sono avvantaggiata dal fatto che non amo molto i loghi a vista e quello che amo davvero sono la forma e soprattutto la “consistenza”.
      a me una borsa deve “pesare” la devo toccare e sentirne la morbidezza.
      quindi per dire anche se ci faccio un pensierino perche’ non sono immune dal desiderio di una borsa che faccia status, le lv non mi fanno battere il cuore, soprattutto le monogram, cosi le alviero martini, le gucci neppure. e poi non amo tutte quelle troppo rock come la balenciaga o le wang o le stella mccartney.
      quindi il cerchio si restringe e diventa davvero meno sulla creativita’ e piu’ sulla “consistenza” appunto, sulla qualita’ del pellame e la sensazione di averle al braccio.
      ovviamente appena vinco qualche centinaia di migliaia di euro passo da herme e celine e mi rifaccio il parco borse.
      poi un salto da mulberry per un regalino per te 😉

      • a me, come si è capito, piacciono un po’ tutte
        😛
        di stella mccartney mi piace la forma della falabella, ecco, quella forse una novità vera degli utlimi tempi…
        solo che con quella catena pesa troppo già da sola…e io non è che ci metto dentro i fazzoletti e le piume…

  6. p.s. ho cominciato segnarmi il prezzo delle cose alle quali rinuncio in vista di obiettivi più grandi..vediamo quando raggiungo la cifra

    😛

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