Chic in crisi, nonostante la crisi — Collaborazioni low cost

Care mie, buongiorno!

Che ne dite, oggi, di parlare di qualche altra dritta per aggirare la crisi e restare chic?

Quando i soldi son pochini ogni spesa deve essere ponderata e ovviamente l’abbigliamento, oltre certi limiti di necessità, è considerato un superfluo che parte immediatamente per la colonna delle spese da evitare. Ma noi, che siamo perfette econome e riusciamo a moltiplicare le portate a tavola e i commensali senza perdere gusto e smalto, non abbiamo difficoltà a conservare un budget adibito a queste nostre sfiziose necessità che riguardano il guardaroba. Ma come sfruttare al meglio questo budget guardaroba?

La verità è che nulla di buono si può fare se non ci sono risorse, ma le risorse oltre che economiche possono essere di vario tipo. Per esempio lo studio.

Lo, studio, mi chiederete?

Certo. Bisogna essere sempre informate.

Bisogna sapere, leggere, studiare, iscriversi alle newsletter, aguzzare la vista e sviluppare sesto senso. E poi ovviamente essere pronte a sfruttare le occasioni. Vi assicuro, ragazze, che tutto si può imparare.

Per esempio una risorsa da monitorare sono le collaborazioni di designers con le catene low cost.

Siamo al corrente sempre delle più famose: H&MTopshop. Ma ce ne sono tante altre che ci sfuggono perché non ci informiamo, perché non abbiamo l’occhio allenato.

Tempo fa per esempio entrai in un OVS per prendere qualcosa dal reparto bambini e, come sempre, ho fatto un rapido giro ricognitivo al piano donna per “annusare” le proposte.

Non c’erano cartelli e striscioni che segnalassero il corner, ma un dolcevita grigio ben piegato su un tavolo ha acceso il mio interesse: era evidente un tessuto molto morbido. Era cashmere infatti. L’ho aperto e il taglio svelava un’attenzione particolare alla linea. Guardo il cartellino: era una collezione speciale di moda democratica chiamata EEqual by Ennio Capasa, Costume National. Non sono una patita del brand, ma è stato subito evidente che i capi di quella collezione avessero una marcia in più rispetto alle linee più omologate della catena OVS industry. E ho comprato un paio di capi che ho indossato con molta soddisfazione, ve li mostrerò durante l’inverno.

Questo per dirvi che non sempre le collaborazioni vincenti sono sbandierate, e quindi anche molto inflazionate. Come per esempio la passata Marni@H&M

Anche Gap, LaRedoute, Lindex ogni tanto lanciano delle collaborazioni ed è bene darci un’occhiata.

Spesso, infatti, possiamo acquistare capi interessanti, dai tagli insoliti, dalle iconiche stampe, ma con un’attenzione al dettaglio e alla rifinitura che non sempre troviamo nei capi low cost, a prezzi decisamente bassi. In questa maniera abbiamo la possibilità di arricchire il nostro guardaroba di particolari frizzanti, estrosi e d’impatto.

La regola aurea resta però: massima attenzione e senso critico. Nessuno regala nulla e dobbiamo acquistare solo cose che ci piacciono davvero, hanno qualcosa da dire su di noi, che ci valorizzino e non ci facciano semprare uno spaventapasseri parato a festa. Inoltre occhio!, non sempre sol perché il nome è altisonante si parla d’alta moda o di capi ben rifiniti. Giudizio!

Al momento siamo tutte in attesa del lancio dell’ultima collaborazione firmata H&M con il brand Maison Martin Margiela e ne vedremo delle belle.

Io dichiaro di non prendere parte a resse e file interminabili, ma se riesco farò un salto a furia sbollita. Ne riparleremo 😉

Che ne pensate? Avete mai approfittato di queste collaborazioni? E ci andrete il 15 a sbirciare MMMperH&M?

Commenti

  1. Ciao Caia! il mio primo commento su trashic. Hm e Marni a Milano è stato un massacro: sono passata qualche ora dopo l’inaugurazione e non c’era più niente. Sicuramente passerò a vedere la nuova collezione-collaborazione, ma non il 15. C’è un po’ troppa competizione ;). Colgo l’occasione per ringraziare per tutte le dritte che ho imparato su trashic.

    • benvenuta eva!
      grazie di seguirci 🙂
      si, anche io andro’ con calma. per marni son stata fortunata, la gonna e i sandali erano proprio quello che volevo (oltre a una collana e un paio di orecchini, ma fa niente)
      speriamo nella stessa fortuna, oppure daro’ la responsabilita’ al fato! 😉

      • missione compiuta, a ben tre giorni dalla presentazione della collezione. Una commessa spiegava a un cliente che gli altri negozi d’Italia stavano mandando a Milano le rimanenze.

  2. mi piacciono un paio di capi di Maison Martin Margiela per H&M ma ho visto che ci sono addirittura le istruzioni per lo shopping: coda, braccialetti, gruppi, turni, minuti a disposizione… troppo per me! arriverò dopo i fuochi, come sempre (ma arrivare ultimi non è male in queste occasioni, secondo me: si ha il tempo di ponderare gli acquisti e spesso la scelta si semplifica da sé 😉 )

    • io faro’ altrettanto, ilaria, anche per marni ho fatto cosi, e alla fine, lo sfizio della gonna me lo sono tolto.
      anche questa volta ho qualche preferenza, ma margiela non e’ marni e i vestiti vanno provati e visti per bene addosso, altrimenti fanno subito pazze uscite dal manicomio. quindi non sono vestiti che si possono provare in dieci minuti e arraffare tra gli spintoni. se ci sara’ qualcosa a spiriti sbolliti bene, altrimenti, passo volentieri e amen.

  3. Io farò come te, ho visto qualche foto dell’anteprima, ma come dici bene tu, è una marca così particolare che non sono acquisti da fare mentre ci sono donne avvelenate in attesa fuori dal camerino.
    Passerò qualche giorno dopo a vedere se è rimasto qualcosa, e se mi sta bene ci penserò.

Parla alla tua mente

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