La scarpa da hostess

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Chi come me ha lavorato nel mondo fieristico, sa cosa significhi stare in piedi ore e ore, per giornate intere, con un male terribile a piedi e schiena, mentre devi essere cortese e gentile con tutti quelli che ti parlano. Per questo occorre una e una sola scarpa, per sempre perché così è e amen: la scarpa che io definisco da hostess.

Prendete un evento a caso: le fiere delle auto. Ho lavorato parecchio nelle fiere automobilistiche quando sono arrivata a Bologna ed ero ancora una seria Consulente di Marketing (prima della deviazione mamma-blogger-follia_imperante) e mi occupavo di rilevazione dati, panel, ROI e quelle cose bellissime che ancora amo, ma che sono lievemente uscite dal mio linguaggio quotidiano a favore di: mascara, scarpe, shopping online, cosa c’è per cena?

E’ chiaro dunque che io qui mi riferisca alle hostess da fiera (ma anche alle promoter dei supermercati, ad esempio, o alle commesse delle profumerie), e non certo alle hostess da compagnia aerea, che hanno una divisa a sé e non ho idea di che tipo di scarpe debbano indossare (c’è il caso che su Rayan Air indossino direttamente le ciabatte di spugna dell’hotel, che c’è da risparmiare).

Prendi ad esempio il Motor Show.
Ci sono vari tipi di hostess.
Quelle come me, che fanno un lavoro di rilevazione dati (o meglio: coordinano il lavoro di rilevazione dati) e possono pure arrivare in pigiama, per dire, o mettersi le havaianas, che nessuno dice niente, poiché sono abbastanza cesse (o semplicemente normodotate) da diventare praticamente un accessorio o complemento d’arredo, una tappezzeria da quattro soldi di un cinema di periferia che trasmette sempre, a rotazione, Johnny Stecchino e Grease.

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Poi ci sono le modelle: alte come un palo, magre da far spavento, affamate dall’agenzia stessa, che nella cifra di 80eur giornalieri (100 se sei gnocca tra le gnocche) ti mette anche l’albergo e il vitto, ma poi a pranzo ti rifila il panino al latte – quello che ce magnavamo alla festa dei sei anni – con dentro mezza fettina di prosciutto cotto. E una banana, se vogliono proprio fare il buffet esotico.
E queste ragazze, in base alla casa automobilistica (chic o trash?), al target dello sponsor e alla cretinaggine dei visitatori uomini, vengono vestite più o meno con vestiti di dimensione variabile tra 3 e 15 centimetri totali, comprese le mutande, e impalcate su trampoli alti 12 centimetri, per una giornata che va circa dalle sette del mattino alle nove di sera. Vedasi reperto fotografico scattato da me nell’anno 2005, con ragazza in gabbia e uomini che la fotografano con il cellulare.

Avevate mai visto l’uomo da Motorshow? Ovvio: lì in mezzo ci sarà pure qualche persona per bene, e sicuramente cari lettori che adesso state leggendo questo post, siete voi gli uomini perbene di cui sto parlando. E’ sicuro.
Poi c’è l’assatanato, quello che si affitta il pullman gran turismo con altri venti amici, e si fa un viaggio di nove ore per venire a farsi le foto con le modelle, facendo anche battute molto simpatiche e argute (mi vuoi sposare? ma lo sai che sei alta? facciamo un giro in moto io e te? complimenti alla mamma!) e soprattutto munendosi di zaino da trekking con il quale girerà per gli stand a chiedere:  Avete gadget?

Poi ci sono le hostess vere, quelle della fiera: quelle che offrono informazioni, che accolgono la gente al banco informazioni, quelle che presidiano gli stand fieristici: quelle sono le hostess di cui parlo adesso. Amatemi per la mia assurda capacità di fare digressioni inutili, che per parlare di scarpe vi ho raccontato il Motorshow: non è un’abitudine deliziosa, la mia?

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Le hostess, le promoter, le standiste, hanno necessità di stare in piedi molte ore di seguito, e probabilmente avete la stessa esigenza se fate un lavoro che vi tiene tanto in movimento, come la commessa, o la receptionist, o anche semplicemente la team leader di un ufficio in cui occorre coordinare molte persone insieme.

In questo caso, anche se magari esteticamente voi me le condannerete, io vi propongo la soluzione a tutti i mali (ai piedi): le scarpe da hostess. Che probabilmente non si chiamano per davvero ‘scarpe da hostess’, ma semplicemente scarpe comode, ma tali sono – per me – perché le ho sempre viste ai piedi (furbi) di hostess (furbe).

La caratteristica delle scarpe da hostess: il tacco 3-5 centimetri a pianta quadrata, molto stabile e sicuro, estremamente confortevole per la schiena. Chiaramente i materiali devono essere eccellenti: cuoio, pelle, materiali traspiranti, morbidi e comodi. Esteticamente sarà un mix tra una ballerina con il tacco e una decoltè con il tacco basso. Chiamiamola scarpa da hostess e non parliamone più.

Eventualmente qualcuno osa anche con un tacco maggiore, sui 5 centimetri, con una punta più sottile, ma pur sempre con base quadrata. Non c’è niente da fare: per stare in piedi tante ore il tacco a spillo non va bene, a meno che non stiate provando le più alte vette dell’espiazione tramite il dolore fisico.

Se poi io vi abbia convinte o no, non lo so, ma se volete andare al Motorshow, sappiate che anche quest’anno si fa, a Bologna, dal 5 al 9 Dicembre.
– Avete gadget? 

Commenti

  1. Nel mio passato sono stata sullo stand della mia azienda ad alcune fiere di settore…
    L’abbigliamento era formale (non ero n’è hostess nè promoter, solo dipendente che dava informazioni e casomai raccoglievamo email se qualcuno voleva informazioni…)
    beh, una volta. Milano a furia di stare in piedi….mi facevano male i mocassini vecchi che avevo scelto di portare sotto ai pantalaoni…
    Se non ci fosse stato il santo inventore di compeed sarei tornata a casa letteralmente con le scarpe in mano!!!!

  2. claudia caprara

    ah ah ah è vero! i frequentatori del motor show sono proprio così!!!!
    i miei colleghi cominciano ad organizzarsi settimane prima……e poi passano altre settimane a guardarsi tutte le foto (e ovviamente a sfoggiare i gadget 😉 )

    venerdì verrò a vedere che scarpe avrai! 🙂
    C

    • allora sono uguali dappertutto! 😀
      io venerdì mi sa che metto le scarpe da ginnastica, perché devo trottare un bel po’. non posso vestirmi formale, sia perché fa un caldo infernale, sia perché devo proprio macinare i chilometri. ma quindi passi?

  3. Le hostess aeroportuali e di volo devono indossare ( purtroppo per loro) decoltèè con minimo 3 centimetri di tacco, normalmente blu. Sono orrende! Sono scomode, anche perché normalmente il tacco quadrato non è tra i più gettonati. Sono scomode!
    Le ho portate per 2 anni e mezzo e ogni sera di ritorno a casa mi veniva da piangere per il dolore.
    Utile questo articolo.
    V.

    • Mannaggia, e ci credo! Pazzesco che non si tenga conto dell’importanza delle scarpe, soprattutto per un lavoro di questo tipo dove rischi anche di dover salvare la vita a delle persone. E cosa fai? Corri ad aprire i portelloni con i tacchi a spillo?

  4. Io a saloni e fiere vedo sempre che la maggioranza delle donne porta i tacchi. Forse per vanità, forse per competizione. E non solo le standiste, che magari lo devono fare per contratto, ma anche le visitatrici. Sinceramente ci sono alcune hostess che mi fanno tenerezza. Chi è in visita può sedersi, riposarsi, ma quelle stanno per 8-10 ore su tacchi altissimi e sottilissimi, scarpe con punte strettissime che più strette non si può che ti accartocciano le dita. Ma dai, ragazze, mettetevi un paio di ballerine. O almeno ogni tanto fate il cambio!

  5. Per le hostess il tacco elegante è necessario.
    Non deve saper fare niente, salvo stare in piedi ed essere vagamente carina e sorridente. Lo faccia.
    Oppure si trovi un vero lavoro.

  6. Che disastro ste scarpe! Anche io lavoro in fiera e vi assicuro che mi sono azzoppata più di una volta a causa di scarpe scomode (dopo 10 ore diventano scomode tutte). Sono anni che cerco un paio di stupide decolleté che siano comode e ancora non le ho trovate…e intanto la ricerca continua.

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