Acquistare una borsa vintage

Buongiorno a tutte!

Oggi ho il piacere di ospitare una blogAmica d’eccezione, Clarissa de La stanza degli Armadi, appassionata di moda e stile, mamma di due marmocchi e meridionale come me trapiantata in una grande città… troppe cose in comune per non ritrovarci!

Lei si presenta così:

Sono una vintage girl e tutto ha inizio dalle innumerevoli riviste di moda che ritrovavo in giro per casa, dalla stanza degli armadi di mia nonna ma soprattutto da mia madre che “pochi ma eccezionali”. Non si può immaginare quanto il “pochi ma eccezionali” misto ai bauli e agli armadi di nonna a 12 anni risultasse odioso al limite della crisi isterica ma alla fine, passando da un’adolescente che faceva mix&match e vestiva anni 60 alla faccia dei paninari, una ventenne che giacca Chanel con jeans a teatro e una trentenne che vestito da sposa modernissimo con velo ‘800 (che poi, per dirla tutta, non era un velo ma un centrotavola che ho preteso di fermarmi tra i capelli… ops, non l’avevo mai confessato!), con il vintage ormai convivo pacificamente e, manco dirlo, quotidianamente!

 

Oggi ci regala un post preziosissimo, una mini guida all’acquisto di una borsa vintage.

Un giorno Caia mi chiede qualche consiglio dopo aver adocchiato una borsa vintage, iniziamo a scambiarci email su tragedie borsifere e altri drammi della vita di ogni donna e, alla fine, ci viene in mente di condividere con voi una mini guida con alcuni punti fondamentali da tener presenti quando, passeggiando, avrete adocchiato una bancarella con una borsa che non vorreste lasciarvi scappare oppure sarete entrate per caso in un negozietto pieno di tesori d’antan ma il dubbio vi assalirà.

Innazitutto, se si è fortunate, la borsa è accompagnata da un certificato di autenticità ma vi dico in partenza che è rarissimo, oppure dal suo cartellino di vendita originale (io ad esempio lo conservo spesso), raro anche questo, quindi a questo punto:

  • controllate se insieme alla borsa c’è anche il suo sacchetto antipolvere IN STOFFA. Tutte le grandi case vendono le loro borse con sacchetti antipolvere molto rifiniti e soprattutto in stoffa. Se il sacchetto è di plastica, si può star certe che si tratta di un fake oppure di un pezzo fallato comperato in un outlet. In quest’ultimo caso il prezzo deve essere ribassato di conseguenza, nel caso del fake la conseguenza è ovvia! Tranquille, però, che capita spessissimo, soprattutto se la borsa è di vari decenni fa, che il sacchetto antipolvere non ci sia e questo non vuol dire che la borsa non sia originale.
  • controllate con cura maniacale l’interno, non tanto per le condizioni (che comunque sono fondamentali per il prezzo finale) quanto per la perfezione assoluta dei particolari. Normalmente le grandi case rifiniscono a mano ogni cucitura. Le cuciture devono essere perfette, non devono rimborsare, la stoffa interna deve essere di qualità e spesso varia a seconda dei modelli e del periodo di produzione.
  • occhio alle etichette! Le etichette originali hanno il logo e il made in!
  • controllate che i bottoni/lacci/cerniere e tutte le minuterie siano in buono stato e funzionanti ma soprattutto che siano di qualità elevata. Poi, ad esempio, in base al posizionamento spesso le misure dei bottoni e di altri dettagli variano, quindi occhio!

 

Quando non si posseggono accessori dello stilista di cui si sta puntando un pezzo vintage, prima di acquistarlo converrebbe informarsi ESATTAMENTE sull’anno di produzione del pezzo. Tante tante volte però questo non è possibile, quindi è importante conoscere almeno la metà del decennio a cui appartiene perchè, a questo punto, è più semplice reperire in rete, ma soprattutto tramite amiche, zie, mamme, mamme delle amiche, zie delle amiche e…. blogger (!), tutte le informazioni possibili sui dettagli, non ultime anche le immagini del marchio sia interno che, se c’è, esterno, cosa importantissima perchè negli anni gli stilisti spesso cambiano ed è difficile altrimenti capirne l’autenticità.
In poche parole, il marchio o le etichette devono corrispondere esattamente a quelle usate in quel periodo.

Infine, sperate nella fortuna di aver pescato un vero tesoro!!

Commenti

  1. Caia e Clarissa, bellissimo post! Sapete che non sono ancora riuscita a far vedere la mia borsina?! Lei è perfetta in tutte le sue parti, non ha brand e non so se chiunque sarebbe in grado di datarla… mmmmh, forse potrei provare con il carbonio-14?!
    Baci :-***

    • clarissa e’ stata un tesoro a donarci questo meraviglioso post!
      cos’e’ il carbonio14?

      • E’ un metodo di datazione dei reperti archeologici! Non ho idea su come funzioni, è roba chimica, non alla mia portata… ma viene usato perché riesce a datare molto precisamente i reperti, appunto. Reminiscenze dalla scuola superiore 😉
        Baci e tanti auguri cara!

  2. Bellissimo questo post. Veramente utile, fatene ancora!!!!
    Grazie Caia e grazie Clarissa, siete sempre entrambe di grande ispirazione.
    Quelle due meraviglie nelle foto sono le tue Clarissa?
    Io (leggesi “mia madre”) ho un secchiello Gucci in pelle martellata, bordeaux, tipo quello nell’ultima foto qui: http://www.verycool.it/2007/07/03/il-vintage-gucci-lo-trovi-su-yoox/, anche se il mio è degli anni ’70, leggermente diverso.
    Secondo me necessita di un po’ di restauro, lo porterò dal calzolaio (va bene portarla dal calzolaio? ne conosco uno bravissimo). Il secchiello non è una borsa che si adatta molto al mio stile, ma è così carina…

    • Ciao cara!
      Sì, quelle due borsine sono mie e, in particolare, quella marrone è stata trovata da mia madre in un mercatino rionale e accaparrata per pochi euro (tipo 35 :DD) nonostante sia originalissima, in coccodrillo e in condizioni praticamente perfette!
      Umh, per il calzolaio, dipende da cosa deve fare (tipo: rinforzare qualche cucitura va benissimo ma sostituire pezzi ti direi di no, sono una purista :D, perchè si finirebbe per azzerarne il valore)

      • No no, la borsa è integra, con le cuciture tutte perfette. Mi sembra solo un po’, come dire… come se avesse la pelle stanca. Forse è un po’ da “nutrire”. Come tutte le brave vecchiette avrà bisogno di una buona crema. Il calzolaio in questione comunque è il riferimento di tutte le boutique del centro della mia città, spesso mandano le clienti da lui più che mandare le borse alla casa madre.

        • cmq prima prova a fargli una curetta homemade: latte detergente, anche in dosi massicce, tipo da lasciar agire una notte e vedi come si sveglia 😉

          • oddio no, mi viene l’ansia! che latte detergente quanto come! e se la rovino????

            • la pelle non si rovina col latte detergente.
              prova gradualmente
              prima un pezzettino del fondo poi la fai tutta
              io ogni tanto me le passo tutte col latte detergente, nutre e lucida.
              le puoi fare con l’ovatta o con un panno, ma devono assorbire il latte, poi passi un panno asciutto come carezza e via!
              serve anche per pulirle. davvero 🙂

    • clarissa e’ sempre la benvenuta 😉

  3. Ragazze questo post riapre una ferita aperta nel mio cuore: lo scorso dicembre a Firenze in un negozietto ho visto una Jige Elan di Hermès blu in ottime condizioni e sotto i 500 euro.
    La fodera era quella normalmente usata per quel modello di borse, le cuciture erano perfette… ma l’ho lasciata lì!
    Non ce l’ho fatta a fidarmi 🙁
    Ma quando ho visto le Jige Elan da Catherine B. a Parigi a 2000 euro mi sono mangiata le mani 🙁
    Baci :-***

    • ehhh
      queste ferite credo le abbiamo un po’ tutte… pure io spendacciona da morire e poi a volte mi son venute le botte di parsimonia proprio sugli affari! ‘annaggia!

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