Il cappotto per l’inverno

Chi mi segue da tempo lo sa, per le nuove adepte faccio un breve recap della ormai celebre Saga del Cammello.

Due anni or sono mi sono imbattuta in una folgorazione: il cappotto della mia vita. Un cappotto cammello, 800 euro circa, firmato MaxMara.

Non potendomelo (e non volendomelo) permettere avevo già previsto di fare un salto da DiffusioneTessile l’anno dopo.

Mi son messa l’anima in pace e dopo qualche mese ero pure incinta.

L’anno dopo ero appena diventata mamma per la seconda volta e non avevo intenzione di investire in un capospalla, per di più classico e costoso, non avendo il mio corpo nella sua forma “normale”. È passato un altro anno.

A Settembre mi sono armata di determinazione e sono andata nel negozio DT che come ormai sanno anche i muri vende capi del gruppo MaxMara smarchiati e scontati delle passate stagioni.

E l’ho trovato, lì ad aspettarmi morbidissimo come me lo ricordavo.

Peccato che c’era solo in grigio e un color cammello. Un color cammello che non era quello delicato che avevo provato in negozio e che in un attimo mi aveva fatto risplendere e assomigliare a una diva d’altri tempi, no. Era una tinta nettamente più scura e bruciata che in un attimo mi faceva sembrare verdognola.

L’alternativa era il grigio. Provo e riprovo e il modello mi piaceva tanto. Ma c’era qualcosa che non mi convinceva del tutto e probabilmente era il prezzo che per quanto ribassato superava i 400 euro. E considerato che per quanto bellissimo il cappotto non era più quello che volevo e che avevo sognato per due anni, cioè un cappotto chiaro, ho desistito.

L’avevo persino portato in cassa per chiedere quanti giorni avessi per cambiarlo. Alla risposta: “noi non cambiamo”, il cappotto è rimasto lì.

Ci ho rimuginato pensando che in fondo un cappotto grigio non ce l’ho e fa sempre comodo e quindi forse avevo sbagliato. Ma poi mi sono anche detta che un cappottino grigio per tutti i giorni poteva anche essere in lana e non per forza così costoso. E insomma alla fine mi son messa il cuore in pace e mi sono anche detta che non era destino.

Nel frattempo ho trovato l’outlet Midali e ho trovato anche un cappotto di cui mi sono innamorata subito. Secondo la migliore tradizione non l’ho preso subito anche perché ero con mia madre che ha storto le labbra ed evidentemente non era particolarmente appassionata all’articolo.

La seconda volta l’ho voluto riprovare e trovandomi lì con l’amica Giulia, sono stata molto più rapida e audace e il cappotto era mio.

Finalmente una tinta diversa dal solito, un modello particolare e una linea molto “mia”.

Rimaneva però il “problema” del cappottino per tutti i giorni, qualcosa di più corto e svelto…

E l’ho risolto.

L’altro giorno esaurita la ricerca della borsa, mentre Dado smontava tutti gli stand delle borse e delle sciarpe, ho dato uno sguardo distratto ai cappotti, niente.

Poi sono andata al desk delle taglie per ritirare qualcosa per mia madre e mi cade l’occhio sul mio cappotto. Sì, quello della Saga del Cammello. Stesso cappuccio, stesse tasche, cintura a vestaglia. Grigio.

Lo acchiappo, morbido sì.

Cartellino: 125 euro. Coooooooosa?

Era in 100% lana e non cashmere.

Ma il prezzo consentiva di passarci sopra anche perché non stavamo parlando più del cappottino eterno color cammello, chiaro e lucente, ma del cappottino per tutti i giorni con cui andare a prendere i pupi all’asilo, andare al supermercato e…

Azzardo anche la richiesta di quello smanicato, tipo imbottitura che dava uno strato in più al cappotto d’inverno senza ingolfare.

C’era, senza rivestimento di pelliccia nel cappuccio, ma in un grigio ghiaccio molto giusto.

Che dire?

Avrete capito che la soluzione a tutte le mie elucubrazioni si è parata dinanzi a me senza un minimo dubbio.

Direi che adesso sono a posto per qualche anno.

Il cappotto cammello me lo regalerò per i quarant’anni.

In fondo così ho tutto quello di cui ho bisogno.

Fino ai saldi, s’intende.

ps il cappottino grigio ve lo mostro presto, appena lo indosso e riesco a fotografarlo!

Commenti

  1. Sul cappotto della foto mi sono già espressa, per iscritto e a voce
    🙂
    Quello grigio? Sono curiosissima…
    Io ho un armadio di capi spalla, ogni colore, forma, ispirazione…ehm ehm…
    E sabato a Martina Franca ne ho trovato un altro…la proprietaria del negozio nonché stilista (è la Bottega Gentile, ti ci devo portare!!!) mi diceva di non toccarlo, non guardarlo, perché lo sapeva come sarebbe andata a finire…
    E così è stato e ora ne ho un altro, meraviglioso, molto da me…
    Il mio problema?
    Che io vivo in moto e i cappottini quando me li metto, che sono sempre conciata come l’omino Michelin?
    😮

    • ahhahha sei incorreggibile amica!
      si, in effetti il motorino ti smonta un po’ la gioia di indossare certi capi 🙁
      ma puoi sempre rifarti nel w-e 😉
      non vedo l’ora di essere introdotta nel meraviglioso mondo della bottega gentile, ti ho visto addosso un sacco di cose carine 🙂

      riguardo i capispalla io quest’anno ho messo via diverse cose che non mi piacciono piu’ quindi non mi e’ rimasto molto.
      ma alla fine con questi due acquisit son davvero soddisfatta.
      io comunque sono bulimica quanto a pellicce. ne accumulerei a tonnellate ed e’ l’unico motivo per cui mi dispiace vivere in una citta’ dove posso indossarle solo due mesi all’anno senza sembrare scema.

  2. claudia caprara

    io sono curiosissima del nuovo acquisto, perchè anch’io sto cercando un cappottino e ho bisogno di ispirazioni (anche se qui stamattina c’era meno uno e quindi ciao ciao cappottino….),
    quindi attendo con ansia foto e post!
    buona settimana!
    Claudia

Trackbacks

  1. […] E con l’occasione vi mostro anche il cappotto di cui vi dicevo ieri! […]

Parla alla tua mente

*