Nevralgia della batracomiomachia #angoliocurve

nevralgia

Inutile negarlo, perché ci ripenso e mi sento persino in colpa: quando si esce al primo appuntamento si prova un sincero interesse per qualsiasi sciocchezza che esce dalla bocca del nostro moroso. Potremmo (tutti, sia donne che uomini), diventare esperti di letteratura, tarocchi, calcio, cucina, poesia.

Non ho mai ascoltato tanta bella musica come in quei giorni in cui ci innamorammo, né letto tanti libri di poesia. Restavamo svegli fino alle tre del mattino a bere vino e parlare di letteratura. Adesso chiedetemi qualcosa di Anna Karenina e vi saprei solo dire che è una donna noiosa e viziata che tradisce il marito e poi fa un favore all’umanità a gettarsi sotto un treno. Cinismo.

Poi ho passato un periodo in cui mi sono sentita come Homer Simpson: ogni volta che lui parlava, a me si apriva una bolla di vuoto in testa. Vedevo le sue labbra muoversi, ma non sentivo cosa mi diceva: lui capace di citarmi i paralipomeni della batracomiomachia, io capace di pensare alla lista della spesa facendo finta di annuire interessata di fronte ai suoi discorsi. E viceversa, eh.

Io credo che la colpa sia dei figli (come al solito). Che ti tolgono ogni energia vitale, se non fai attenzione a riprenderti i tuoi spazi. E ti tolgono le parole. Perché passano il tempo a rimpinzarti la testa con ‘mamma, mamma, mamma!’, anestetizzandoti il cervello. E a quel punto, dopo aver soddisfatto tutte le loro richieste quotidiane, la sera il silenzio diventa un bisogno scrosciante, necessario. Certe volte mi piacerebbe essere come Hom-Bot Square di LG: l’aspirapolvere robot che fa il suo lavoro, e poi quando si sente scarico si va a mettere in posizione di ricarica, e bon, deve ricaricarsi e basta.

Servirebbe una postazione di ricarica anche per i genitori. Un servizio che obblighi una coppia ad uscire almeno una volta settimana lasciando i bambini a casa. Una super tata che permetta alla coppia di andare il sabato sera fuori a cena senza preoccuparsi di cosa accade alla prole, con obbligo di consumare almeno una bottiglia di vino e parlare di tutto tranne che di scuola, o capricci, o educazione.

Forse una rete familiare, chi lo sa. Forse dovremmo davvero lavorarci, in futuro.
Perché adesso che nostra figlia è grande, a me la batracomiomachia non fa più venire il mal di testa. Adesso ho proprio voglia di stare di nuovo a sentire mio marito, di leggere un libro insieme per parlarne, di ricordarmi che prima di amare lei, io ho amato lui.

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LGEHA_HOM-BOT

Questo post è offerto da LG Hom-bot Square

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Commenti

  1. Mai dimenticarlo. Se lo dimentichiamo siamo fregati.

  2. E’ uno dei miei propositi per l’anno nuovo…ricordarmi com’eravamo prima dell’arrivo di lei.

  3. Cercare di insegnare da subito ai figli che tutte le persone (compresi mamma e papà) hanno bisogno dei loro tempi e dei loro spazi che vanno sempre rispettati, e abituare da subito i figli a passare del tempo da soli per conto loro a giocare, leggere, ascoltare musica con le cuffiette…ci sono poi i momenti da passare tutti insieme in famiglia, o situazioni particolari in cui non si può avere nè pretendere privacy, ma in linea di massima io sono riuscita così a mantenere un minimo di rapporto di coppia sempre e per tanti anni…non mi sono mai fatta scrupolo di dire a nessuno “In questo momento fatti da parte perchè ho più da fare con me stessa/papà/tuo fratello/tua sorella che con te: vai un pò per conto tuo, che appena mi libero facciamo qualcosa di bello insieme”

  4. In effetti non dimenticarsi che prima di tutto si è coppia, e poi famiglia non è sempre così facile… A me mancano tantissimo le sere a cena fuori dove eri veramente in balia solo di Lui, Te ed i sapori della tavola ed il gusto di ascoltarsi… Alcune volte ho veramente l’impressione che ci siamo persi, presi da mille impegni…
    Per fortuna, ancora, qualche sera i nonni sono dei santi salvatori e si sacrificano, perchè questa coppia possa salvarsi.

    p.s. Mi piace molto come scrivi

  5. a volte basta un’ora per ricaricarsi un po’, per bere un bicchiere e per ritrovarsi… sempre nonni o baby sitter permettendo. Purtroppo dalle mie parti i nonni escono la sera più di noi genitori 😉

  6. ogni tanto Luca mi invita a cena fuori…
    ora è piu’ dura ,perchè Ale vuol rimanere “con i suoi genitori” però è proprio vero che ne abbiamo bisogno!!!!

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