Come Jean Seberg


Je ne suis pas
una fashion-bloggér.

Mi piace la moda ma non riconosco un Dior del ’57 al primo sguardo (e nemmeno al secondo).
Però ho una grande passione per il cinema, quindi quando vedo una cosa che mi piace nelle sfilate o sulle riviste non ricordo di sicuro quale stilista ha lanciato per primo quel trend, ma ricordo molto spesso quale attrice ne ha dato una interpretazione charmant, e in quale film.
Quindi è dai film che prendo ispirazione per interpretare le tendenze di stagione perché, ricordiamocelo sempre, la moda passa lo stile resta, come diceva la nostra amica Gabrielle detta Coco.

Quindi se mi dite marinière (ricordatevi di andare a mettere un bel mi piace sulla rubRiga) a me viene subito in mente il cinema francese (ma va!), la Nouvelle Vague, e in particolare un film: Godard, Belmondo e Jean Seberg, Fino all’ultimo respiro.

Magnifico film del 1960, è il resoconto degli ultimi giorni di vita di un piccolo criminale che, forse per leggerezza, ha ucciso un uomo, e della sua complicata storia d’amore con la sfuggente americana Patricia. Tra i primi film della Nouvelle Vague e uno dei più riusciti, ebbe un notevole successo commerciale e dettò stilemi che divennero identificativi di un certo tipo di cinema francese (e “intellettuale”) da lì in poi: camera a mano, montaggio brusco e frammentario, ma anche dialoghi fatti non solo di parole ma di dettagli, di mani, di occhi, nonché un gusto per certe atmosfere da cinema noir americano, ambienti fumosi, femme fatale.

Ma al di là di questo: è un film bello. Serve altro?
Chi non ha mai sognato un amore francese, un po’ canaglia, con “quella faccia un po’ così”?
Stiamo parlando di Belmondo, ragazze. Questo è il film che l’ha lanciato nell’empireo delle star. Qui fa la famosa mossa col dito sulle labbra che verrà poi citata nello spot Martini di qualche anno fa (spot che diventò famoso non tanto per il gesto quanto per aver mostrato le toniche terga di una giovanissima Charlize Theron).

Per tornare al look, curioso che a interpretare un mood tipicamente francese mi sia venuta in mente un’americana, ma trovo che la sua interpretazione della maglia a righe sia deliziosa, e sì, molto parigina.

Vediamo allora i particolari di questo vero e proprio outfit, e cosa ci vuole per ricreare questo insieme e la sua indiscussa allure (bien sur e con questo ho finito il mio francese).

 


1. marinière
2. gonna a pieghe
3. trench
4. handbag
5. calzino (ohibò)
6. loafers
7. cappello modello Borsalino
8. occhiali da gatta
9. sorriso luminoso
10. una magnifica faccia da schiaffi
11. orsacchiotto.

 

Lo stile Jean Seberg nel 2013

 

 

Per quel che riguarda la faccia da schiaffi… dovrete pensarci voi!

Un insieme facile da ricreare, ma di sicuro successo.
Per uno di quei casi, che io chiamerei più comunione di intenti e di ispirazioni, senza saperlo l’amica Giulia ha già dato una magnifica interpretazione di questo look à la Seberg, con tacchi e giacca ma assolutamente in sintonia.

Ma guardate bene questo collage, cosa manca?
Manca il calzino, non era fotogenico. In generale io aborro il calzino bianco, per di più corto e con le gambe nude, ma dobbiamo ammettere che nell’insieme di Jean, o per lo meno addosso a lei, sta veramente bene.

Che dubbio amletico: calzino sì o calzino no?

 

Foto credits: screenshots da Fino all’ultimo respiro (A bout de souffle), regia di Jean-Luc Godard (1960)

Per questo set: Trench coat, €43 / Orla Kiely , €290 / Joie pointy toe shoes, €135 / Tamaris shoes, €70 / Friis & Company / Urban Outfitters twist jewelry, €22 / Leather watch, €135 / Borsalino logo hat, €210 / Mango cat eye sunglasses, €23 / Cuddle Bear the Sitting Stuffed Teddy Bear by Aurora at Stuffed Safari, €13 / Topshop sweater / Colorful oxford shoes

Commenti

  1. Très chic….calzino bianco a parte, quello mai e poi mai, anche se fosse mademoiselle Coco in persona a propormelo! E poi alle loafers preferisco le ballerine. Pr il resto è da copiare!
    Adoro quel taglio di capelli cortissimo. Così pratico e chic allo stesso tempo. Io sono una fanatica dei tagli corti e mi ci sento proprio bene, ma dopo due anni di libertà devo farmi ricrescere i capelli, causa ultimatum maritale (questi uomini all’antica, che vogliono lunghe chiome da accarezzare, uffa!)
    Mi hai fatto venire voglia di trench, di balllerine e maglie a righe, ma quando arriva la primavera? Non se ne può più di pioggia!

    • Anche a me le loafers non fanno impazzire, ma in realtà anche le ballerine mi sono scomode, ho il piede lungo e stretto e le ballerine mi scappano. Posso portare solo ballerine col cinturino. Per quello avevo inserito nel set la stringatina scollata blu, mi sembrava un buon compromesso tra una ballerina e una stringata. Poi ho visto quella rosa e non ho resistito, non è deliziosa? piace solo a me?

  2. Bello, bello, bello questo post! Calzino si (magari non proprio col mocassino se non si hannno le ambe di Natalia Vodianova)!

    • Grazie Cecilia. Io non amo il calzino, almeno su di me, poi lo vedo indosso ad altre e magari mi piace.
      Sicuramente non metterei mai (ora) il calzino corto con le scarpe basse, al massimo con un mocassino col tacco.
      Il calzino sotto al ginocchio pure, su di me sta malissimo, non avendo ginocchia esattamente leggiadre. Ma ho visto varie blogger portarlo divinamente.

      • il calzino no.
        superati i tre anni direi che non va bene
        i calzettone sotto al ginocchio lo vedo portato divinamente da certe ragazze, ma su di me fa un effetto scappata di casa che non va bene, a metà fra la paziente del cottolengo e la casalinga di voghera…
        pensa che pure le parigine me le sono comprate e le ho indossate dopo anni…nere su collant neri….
        😉

  3. nooo il calzino nooooooo!!!!! e magari nemmeno il mocassino…meglio un paio di ballerine no? Silvia mi hai fatto venire voglia di primavera, ma qui non si vede nemmeno col binocolo!

    • qui oggi è una bella giornata di sole. Dopo un sabato pieno di neve e una domenica con mezza alluvione. Ma manca poco, dai, vedo la luce in fondo al tunnel.
      Per portarmi avanti ho comprato 4 – e dico 4 – mariniere. Di cui due come questa del set, con le righe che cominciano da sopra al seno, veramente chic. *.*

  4. aaaaah, adesso capisco perchè ghignavate tu e quell’altra qualche giorno fa!
    😀
    molto bello tutto
    a me mancano i punto 9. e 10. e poi posso riprodurre il look (capelli corti a parte)
    🙂
    ora che ci penso però potrei fare una variazione meno primaverile di qull’outfit che dici tu (grazie, grazie!), perchè nel buco nero che è il mio armadio ricordo anche una gonna nera a pieghe…credo…

    inutile però, lo stile à la français è imbattibile!

    • vedi???? che sghignazzate che ci siamo fatte! avevo appena fatto vedere il post a Caia, proprio il giorno prima di questo tuo meraviglioso daily outfit.
      E con gli stessi colori. Che te ne fai della gonna blu, con la gonna rosa a pieghe è perfetto!!!

  5. il calzino mi lascia interdetta, ovviamente.
    ma potrei ricredermi, ormai non sono piu’ sicura di niente.
    poi il mocassino e’ la mia scapra, quindi io il tentativo lo faro’.
    tie’ alla faccia delle francesi americane e delle amercane francesizzate.
    io faccio l’italiana franca 😀

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