Dicevamo: il collo di pelliccia

Dicevamo: perché non usare un collo di pelliccia per vivacizzare un look consolidato, basico e che a un certo punto ci può stufare?

Il mio è delle mia nonnetta, quella del ticchéte, ma come vi dicevo ne vedo tantissimi nei mercatini: scovateli, dategli una ripulita e indossateli.

Chi l’avrebbe detto che poteva star bene anche su una giacca così casual e dall’impronta maschile?

A me piace, che ne pensate?

Sarà anche che questa giacca mi sembra stia bene su qualsiasi cosa e non vedo l’ora che arrivi la primavera per non doverla coprire con un cappotto!

E poi ovviamente c’è lui, il mio gioiello colorato, il carré — quanto vorrei dargli un fratellino!!! — che secondo me sta benissimo con queste scarpe…

Trucchetto: i colli hanno generalmente una fodera alla quale potete cucire delle piccole asole per legarci dei nastri, più o meno appariscenti con i quali legare a voi il collo se volete sche stia fermo in una determinata posizione, come per esempio ho fatto io altrove.

Per questo set:

Collo di pelliccia, vintage, già visto

Carrè, Ex libris en Kimonos, Hermès, già visto

Field jacket, Zara, già vista

Marinière, Petit Bateau, già vista

Pantaloni, MartinoMidali

Allacciate, GiorgioMoresco, già viste

Tracollina, TheBridge, già vista

Commenti

  1. Ma dai, il collo con la field jacket non l’avrei mai pensato, invece guarda come sta bene. Io la field ce l’ho in versione invernale, me ne manca una estiva, ne avevo giusto vista una carina su la redoute.
    Carine le scarpe, qui farebbero gran comodo d’inverno certe mattine in cui c’è talemente tanta nebbia che non ti vedi i piedi…

  2. Visto che tu lo riproponi…mi ripeto anch’io…
    collo pelliccia=puà!
    non si può proprio vedere…
    Susanita72

  3. Bello! Anche io ho recuperato quelli di mamma e nonna. Ho anche una stola di pelliccia ecologiga bianca e gialla di Prada che faceva parte della collezione p.e. 2011, favolosa la sera o per le cerimonie sui vestitini, ma di grandissimo effetto anche sul cappottone maschile di tweed (o con il parka): Baci!

    • begli spunti cecilia!
      io sogno una stola bellissima di mia nonna in volpe bianca, ma la mette ancora a natale e a capodanno e mi dispiace chiedergliela ^.^

      e poi ho un po’ di rimasugli di mia madre con i quali voglio riuscire a farmi fare una cappetta… solo che temo mi costera’ piu’ la pellicciaia che a ricomprarla nuova ecologica.
      mmm
      ci pensero’ a fine estate 😉

  4. Scusate, ma da quando ho visto il servizio di Striscia sugli allevamenti dei visoni sono ancora più contraria… andate a vedere il sito visoni liberi, please, e mettetevi una mano sulla coscienza. Si potrebbe obiettare che il collo vintage è defunto da tempo, che nulla si aggiungerebbe al sacrificio di questi animali, che tanto se rinunciamo noi non si fermerà il commercio, tutto quello che volete, però… però…
    saluti,
    Paola

    • paola io sono certa che ci siano immagini raccapriccianti al riguardo, ed e’ giusto che ognuno scelga le proprie battaglie.
      rispetto la tua opinione, ma io non mi sento un carnefice se indosso un collo di pelliccia appartenuto a mia nonna.
      le pelliccie mi piacciono cosi come mi piace il salame.
      cerco di fare le mie scelte in maniera critica, cercando un equilibrio personale tra cio’ che mi piace e cio’ che ritengo giusto.
      le mie pellicce sono per lo piu’ sintetiche, ma se ho la possibilita’ di indossarne una vintage non sento il disagio, mi dispiace.

    • Anche io sono obiettrice delle pellicce, anche se vintage, perché negli anni sto cercando di cambiare abitudini di vita e alimentari e, se posso, evito. Caia secondo me sta molto bene con questo collo, e se in fondo è riciclato, penso che ormai sia sciocco sacrificare l’animale due volte. Facciamoci promettere che non indosserà mai una pelliccia nuova. 😉

  5. allora pellicce:
    io sono contraria a comprarmene una ORA, non lo farei mai, povere bestiole carine (perchè gli animali da pelliccia sonoc arini)
    però nell’armadio ho due pellicce di mia madre che non credo darò mai via…una è un visone per me importabile, l’altra un cappottino di castoro nero che, con qualche modifica, potrei anche pensare di adattare a me…ma non ce la faccio…
    per non parlare di un collo di volpe vera, con anche coda, muso e zampine…
    erano altri tempi e su quei capi ho dei bei ricordi, ma non ce la faccio.
    porto solo un cappottino di suede con collo di animale (da me soprannominato “il gatto morto”)
    🙁

    • io penso infatti che ognuno trovi il proprio compromesso.
      io per dire ho assistito una volta all’uccisione di un coniglio.
      non sono diventata vegetariana, perche’ rappresenta una sceta troppo radicale per me, ma anche sull’alimentazione ho i miei limiti e compromessi.
      ti dico pero’ una cosa: se mia madre mi facesse mettere mani sul suo visone altro che se me lo metterei…
      (spero vivamente che mia sorella diventi un’animalista convinta e battagliera)

      • oh mamma, il visone quello non mi appartiene, nel senso di look intendo…
        un po’ da sciura (era della mamma…..) e lungo…ora ch ci penso l’ho usato quando andai a mosca a febbraio…
        ok, lì aveva senso (con quel freddo…) ma devo dire che pesa un accidente (avrà 30 anni quel cappotto lì)..
        il cappottino di castoro….mmmh, quello è diverso, è nero…lungo a mezza coscia…
        dovrei andarmelo a provare

      • quando ero piccola giocavo con i conigli di mia nonna che poi finivano nel piatto
        🙁
        non sono vegetariana perchè amo troppo i salumi.
        il coniglio non lo mangio perchè carino e da vivo lo prenderei in braccio, ma idem l’agnello perchè è un cucciolo e mangiare un cucciolo proprio mi viene male…
        e anche il maialino da latte, per quanto delizioso, lo evito, perchè sebbene appartenente alla categoria “maiale” è pur sempre un piccolino…
        insomma, so di essere un sepolcro imbiancato e di essere contraddittoria (borse e scarpe di pelle le porto eccome!), ma ognuno – come dici tu – viene a patti con la propria coscienza come meglio crede….

      • nel caso caia, piu’ tardi possibile, ti regalo il visone della mia, che nn metterei mai

  6. Così è troppo facile, provate a vedere i filmati (in rete ce ne sono diversi) o meglio visitate un allevamento e poi abbiate il coraggio di dire: sono favorevole e contenta che questi animali vengano allevati e uccisi perchè io possa sentirmi più elegate e bella. Fare finta di sapere ciò che in realtà non si sa e trovare la scusa che sono “vintage” significa banalizzare il problema sentito da milioni di persone sensibili e da miliardi di animali sofferenti

    • no, manu, non e’ facile perche’ in effetti e’ una questione di coscienza.
      quando vedo video sui bambini che muoiono di fame, dovrei tagliare le mani ai miei che buttano per terra un biscotto o rifiutano la cena.
      io trovo il mio equilibrio e non banalizzo nessun problema.
      chi sente QUESTO problema come prioritario fara’ le sue scelte radiacali, io no.

      • Mi viene in mente un paragone forse un po’ azzardato ma che forse rende l’idea.
        Moltissime chiese barocche di Roma sono stracariche dell’oro proveniente dalle colonie spagnole. Per ricavare quell’oro intere popolazioni di nativi americani sono state sterminate.
        Oggi però non è che per questo spogliamo le chiese delle loro preziosissime decorazioni e buttiamo l’oro a mare perchè è costato tanto sangue innocente.
        Forse con le vecchie pellicce il discorso è analogo: sono begli oggetti e buttarli non servirebbe certo a far rivivere gli animali.
        Tutto questo per dire che sono d’accordo con Caia…
        Ma forse il discorso sta andando troppo oltre. Non vorrei mai che in questo blog così piacevole il dibattito degenerasse in polemica per cui mi fermo qui.
        Caia, se trovi il mio commento inopportuno cancellalo!

        • ma figurati!
          io non mi sento attaccata, perche’ se non mi critica la mia coscienza mi tocca relativamente il giudizio altrui.
          poi credo che viviamo davvero in tante contraddizioni, quindi e’ giusto che ognuno cerchi i propri equilibri.
          e ora andiamo avanti che grazie al cielo arrivera’ la primavera e mettero’ in cantina le pellicce 😛

      • Certo che non tagli le mani ai tuoi bimbi, ma questo non significa che al momento opportuno non cercherai di sensibilizzarli riguardo allo spreco di cibo anche se la fame nel mondo non è tra le tue “battaglie”. Io non compro nulla di nessunissima marca che abbia anche solo il sospetto di utilizzare il lavoro minorile, neppure fosse la cosa piu bella e utile del mondo, non posso essere certissima che ciò che compro sia eticamente sostenibile al 100% ma almeno mi pongo il problema e cerco di agire di conseguenza. È questo non per fare crociate o perché sono pazza, ma perché la cosa che temo di più è l’indifferenza.

        • siamo sulla stessa lunghezza d’onda, manu.
          anche io cerco di agire sempre in maniera critica e non mi abbandono all’indifferenza.
          sono assolutamente consapevole di cio’ che accade agli “animali da pelliccia” motivo per cui non incentivo il mercato comprandone di nuove.

    • io personalmente non lo banalizzo, anzi sono una rompi coglioni in merito e i miei amici di fb mi bannano quasi,pero’ penso che bruciare il visone serva a poco o nulla come condannare le persone a prescindere

  7. Anche per me l’argomento pellicce è dei più spinosi…
    Sono da sempre contraria per principio all’uccisione (oltretutto in modo assai crudele) di povere creature viventi solo per soddisfare la vanità femminile e non mi comprerei mai una pelliccia vera, anche se le trovo esteticamente stupende. Ricorso accese discussioni con mia madre al riguardo.
    Poi però la sorte ha voluto che mi ritrovassi ad ereditare una pelliccia di visone molto anni ’50, un impermeabile foderato di pelliccia (animale sconosciuto) con collo di volpe vera applicato, un collo di pelliccia nera ed uno di pelliccia bianca… Tutti capi vecchi di almeno venti o trent’anni. Non ho il coraggio di mettermeli ma non potrei separarmene mai e poi mai. Se devo essere proprio sincera li trovo stupendi, anche se immorali. Che si fa in questi casi? Qual è il giusto compromesso? Caia mi sta tentando…
    P.S. Ieri sera che la peste si è addormentata presto non riuscivo a dormire (grrrr!) e, neanche a farlo apposta, mi sono rivista su Iris “Venere in visone” con Liz Taylor.Il film è piuttosto datato come sceneggiatura, ma che abiti meravigliosi! Gli anni ’50 rappresentano proprio il mio stile…

    • P.P.S. Anche mia madre in fondo aveva le sue crisi di coscienza, visto che tutte le sue pellicce non erano nuove quando le ha acquistate, ma vintage…

    • io non vorrei passare per quella che sobilla le coscienze, perche’ io come sapete voi che mi leggete tutti i giorni dico le cose come le vivo e come le penso con molta spontaneita’.
      io espongo il mio comportamento beccandomi anche le contrarieta’ come e’ emerso oggi, ma non sia mai che venga interpretata come una che incita all’uccisione degli animali.
      l’argomento, come dici tu, e’ spinoso. io mi regolo in questa maniera: vintage, eredita’ e affini io li indosso molto volentieri, perche’ sono capi che mi piacciono.
      una pelliccia nuova non me la comprerei (del resto se avessi i soldi per un visone credo che sceglierei qualcos’altro ehehhee)
      questo il mio onesto compromesso.
      poi guarda sul coraggio di mettere le pellicce, si, bisogna sentircisi. del resto puoi anche rischiare che qualche malato ti lanci addosso qualcosa.
      a ny mi e’ successo con una pellicciaccia sintetica (forse era molto piu’ bella di quanto la considerassi, pero’) che mi lanciassero addosso una busta di spazzatura.
      in italia atti di violenza simili non si sentono ancora, ma alla malattia mentale non c’e’ limite, quindi, si, ci vuole coraggio.

      • A me l’anno scorso è stato regalato un collo di visone che avrà quarant’anni. Era della madre di un’amica di famiglia, una bravissima sarta d’alta moda (pugliese, tra l’altro: quando leggo del tuo amore per l’artigianato mi vengono in mente questa signora e sua figlia, che per tutta la vita hanno indossato solo vestiti, borse e scarpe fatte a mano, non per il gusto del lusso ma perché l’artigianato era la loro vita e sapevano riconoscere il lavoro e la bravura di chi lo creava). E’ fatto a mano, è vintage, è un regalo, è il ricordo di una signora che non c’è più, è uscito dalle mani di artigiani d’altri tempi ed è un oggetto che per chi me l’ha regalato aveva un valore affettivo. Io ho deciso di accettarlo e anche di portarlo, qualche volta. Non comprerei una pelliccia nuova (e non mangio polli né uova di batteria, consumo poca carne… insomma, ho un’attenzione per certi temi), ma non vedevo neanche il senso di rifiutare un regalo del genere. Anche perché non indossarlo non sarebbe servito a riportare in vita i visoni che lo compongono. Certo l’argomento è spinoso e quando metto il collo di visone c’è chi mi guarda storto. Io ne approfitto per raccontare la storia della premiata sarta Rosina da cui l’ho “ereditato” anche perché – oggi che si parla tanto di recupero degli antichi mestieri – è molto attuale.

        • io sono proprio su questa linea.
          e anche sull’alimentazione sono molto critica e attenta.
          mangiamo pochissima carne e la compriamo solo se sappiamo da dove viene e come e’ stata allevata.
          per il resto sono attentissima alle tematiche di ecologia, risparmio energetico, anti sfruttamento intensivo del territorio, sviluppo sostenibile e via di seguito.
          ho persino usato i pannolini lavabili.
          le pellicce vintage che ho sono un vezzo che non toglie niente a nessuno. e non metterle non placa la sofferenza di nessun animale.
          del resto disfarmi di questi e comprarne altri finti (consumare altre risorse) resta una contraddizione.
          poi sulla questione dei mestieri antichi sfondi un portone, e questo gia’ lo sai!

    • riguardo gli anni 50 mi trovi perfettamente d’accordo, sono gli anni delle donne formose alla ribalta, gli anni del lusso e della femminilita’ languida e sensuale.
      vitini strettissimi e gonne a ruota, capri e foulard tra i capelli…
      <3 <3 <3

  8. Mi piace assai l’idea della giacca tipo parca con il collo di pelliccia. Ne ho un paio di mia madre ma praticamente non li uso e dovrei, invece.

    Sai la novità? Primo giorno di MFW, primo giorno di antibiotico bomba chiusa a casa e tutti i programmi (sfilate comprese) saltati.
    In questo momento sono una fashion blogger bionda isterica 🙁

    :-***

  9. **parka**

  10. Belle le scarpe; prima che finiscano i saldi dovrei comprarmi un paio di “stringate”.

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