Mix di stampe e tuffo nel passato

Come tutte anche io ho i miei scheletri nell’armadio, e mai espressione fu più felicemente coerente di questa.

Chi non ha avuto il periodo grunge, dark, punk, paninaro o semplicemente zecca?

Non so se il termine richiama la stessa cosa per tutti, ma quando andavo al liceo le zecche erano le tipe che frequentavano i centri sociali, quelle che mettevano i pantaloni a zampa d’elefante un po’ figli dei fiori, le giacche con la zip delle tute dell’Adidas, le gazelle dell’Adidas ai piedi o comunque delle sneakers e varie ed eventuali.

Questo mio periodo si è espresso nei primi anni di università.

L’ho detto.

Ora potete anche ridere, ma non insultatemi. I giri della morte sono necessari per comprendere appieno il proprio stile.

Resta il fatto che non ho preso totalmente le distanze da quelle esplorazioni se ogni tanto cado in dei rigurgiti che vengono da chissà dove.

Eppure lo so.

È stato un misto tra:

  • un’ispirazione (una foto che ho visto su Vogue dove una marinière era stata sovrapposta a una camicia con una stampa)
  • la necessità (l’aggiunta di un foulard per difendermi dalla brezza)
  • il mio abituale ritmo vitale (ero di corsa e alla fine non avevo tempo di cambiarmi)

Detto questo ho voluto comunque lasciare traccia perché è giusto anche rendervi partecipi di questi esperimenti che per lavorare da casa e un pomeriggio in biblioteca coi bambini va più che bene.

Per amor di cronaca vi dico che ho aggiunto le mie allacciate bicolore marrone e blu e il parka.

Ero proprio in versione zecca.

E ora tocca a voi: raccontatemi i vostri scheletri nell’armadio!

Ma prima andate a dare un’occhiata sul blog di Sandra, dove oggi è ospitata la #rubriga, la rubrica della mariniere in condivisione con BaiLing, Clarissa, Giulia, Meggie e Sandra.

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Per questo outfit:

Mariniere, Muji, già vista

Jeans, (ethic)

Camicia, H&M

Pull, PetitBateau, già visto

Foulard, DiffusioneTessile

Collana di legno, CreazioniRenna, già vista

Commenti

  1. Questo è un grande mega OT (super idea:perché non istituite una una sorta di rubrica di aiuto online?)
    Ho comprato un paio di sandali rossi scamosciati con plateau di legno, vorrei tanto già metter meli, soprattutto nelle belle giornate di sole, magari con una calza nera un po’ pesante. Ma non so come abbinarli… Idee?

    • total black per non sbagliare
      oppure total grey, calze pesanti comprese. se sono alti, con plateau, direi poi di abbinarli aun look decisamente sobrio: un maxi cardigan (grigio o nero) e pantaloni a sigaretta (grigi o neri), per esempio. il tutto molto semplice, per dare risalto al sandalo

      🙂

    • ciao cinzia!
      trashic subira’ alcuni cambiamenti proprio perche’ stiamo cercando di offrire quanti piu’ servizi possibile alle nostre affezionate lettrici.
      in realta’ e’ gia’ attivo il servizio di personal shopper, ma vogliamo trovare una formula piu’ agile per darvi risposte piu’ immediate.
      idee? 😀

  2. “pantaloni a zampa d’elefante..le giacche con la zip delle tute dell’Adidas…le gazelle dell’Adidas” ero io al liceo 😉
    da noi si chiamavano “alternativi / robbosi” …mia mamma mi faceva togliere i pantaloni nell’ingresso perchè erano troppo lunghi e diceva che raccoglievo tutte le schifezze della strada!!!
    Li ho riprovati qualche tempo fa e mi spiace buttarli troppi ricordi, e ogni tanto (tipo oggi che non avevo voglia di vestirmi) sono uscita più o meno come te 🙂

  3. Io ho avuto il periodo dark in seconda e terza media. Presto eh?
    Passata al liceo sono diventata cosa? un po’ sciura, giacca, tacchi, foulard, a 14 anni, vi rendete conto?
    Poi per fortuna è arrivato il grunge, e vai di camicione e jeans sdruciti, vestiti a fiori, cardiganoni, anfibi (ho camiato le scarpe ma quelli li metto ancora…).

    • io alle medie ero proprio caruccia, un po’ paninara, ma carina.
      alle superiori dopo una vacanza a londra sono arrivata con cappello alla jamiroquai ma anche con parecchi chili addosso.
      poi ho attraversato il periodo di follia estrema durante il quale rubavo la roba a mia madre e sembravo effettivamente mia madre.
      poi mi sono un po’ aggiustata e imborghesita.
      e poi… all’universita’ mi son data alla pazza gioia con questo stile finto proletario, perche’ a differenza di chi prendeva alla lettera los tile io continuavo a lavarmi pur frequentando centri sociali e gruppi alternativi.
      e poi grazie a qualcuno che mi ha mezzo una mano sulla testa sono rinsavita.

  4. Io è meglio che non parlo, da una vita mi vesto in modo convenzionale e perfettino: sempre vestita da brava bambina/adolescente timida/ studentessa seria! Mai contestatrice, neanche nel look, mai una stravaganza…. che noia! Meno male che finalmente sono invecchiata e ho abbastanza sicurezza per osare un po’ di più. Adesso al parco mi metto i leggings camouflage e gli stivaletti da biker. Sarò ridicola ma chi se ne importa!

    • perche’ ridicola?
      bella questa parabola e bello anche arrivare a un punto in cui ci si riconosce nei propri panni: brava!

  5. anche io brava bimba quasi sempre, niente dark, jeans strappati e nemmeno paninara (ebbene si, confesso, ho l’età per aver avuto l’età giusta giusta per aver visto i paninari dal vivo e avevo l’età giusta per fare la paninara a mia volta… 🙂 )…moncler & C. costavano troppo.
    avevo UNA borsa naj oleari regalo di compleanno e con della stoffa mia madre mi fece una camicina e un fiocco per i capelli (da portare rigorosamente con cerchietto cicciotto)
    ecco, forse la mia “trasgressione” per voi più giovani è l’aver vissuto gli anni ’80 da adolescente: spalline sotto al reggiseno, look alla madonna come sogno nel cassetto, felpe best company, closed, superga (viola!) e burlington, zaini invicta e canottiere di ballon con i due bottoncini da portare con fuseau (= i leggins di oggi) e maxi cardigan di cotone ton su ton o a contrasto e capelli gonfi….
    oddio che orrore a ripensarci!
    come disse una mia amica negli anni 80 non trovavamo il fidanzato NON perchè fossimo brutte, ma perchè la moda ci conciava male!!!

    • AHHAHA
      io avevo una borsa najoleari rosa a fiorellini, la adoravo, me l’aveva portata mio padre da firenze e poi avevo anche una stesso modello a cartella della blumarine blu tipo trapunta. ero alle elementari…
      poi mi ricordo che avevo una bellissima tuta blu elettrico in maglia, che portavo con una cinturina di piume marroni…
      cmq alle medie (primi anni 90, considerato che ero al sud dove tutto arrivava con qualche anno di ritardo e se ne andava con la stessa differita) portavo le spalline anche io sotto la felpa di snoopy 😀
      pero’ avevo dei jeans skinny e degli stivali stupendi neri col pellicciotto dentro.
      e poi gia’ allora mettevo le collane.
      anche se ora che ci penso ero piu’ orientata sugli orecchini: ne avevo un sacco della najoleari, poi cerchioni di plastica fosforescente e altre amenita’ simili e soprattutto ingombranti.
      il mio problema son sempre stati i capelli. e le frangette.
      oddio quello si che mi fa rabbrividire.

      • uh!
        le giacche trapuntate!!!!
        e le felpe di snoopy (mai avuta una “costa troppo!”)…c’erno interi negozi di snoopy nei quali sognavo a occhi aperti!
        e gli orecchini stoffosi??? ve li ricordate quelli? stoffosi e a fiorellini!
        e gli orecchini a cerchio enormi (non si usavano i braccialetti invece…)
        e gli swatch che il massimo era averne più di uno da portare insieme sullo stesso braccio?
        e i paraorecchie?
        e i levi’s 501? e i closed (a roma si usavano da morire tra le femmine, non so se anche nel resto d’italia), pantaloni a zompafosso (erano tutti alla caviglia) possibilmente blu scuro
        e le timberlando con il carroarmato?
        e i calzini con il ponpon dietro?
        e le cinture con i pupazzini appiccicati?

    • i capelli gonfi… io li avevo liscissimi e quindi mi facevo la permanente, la traccia è rimasta sulla foto della mia patente, che non esibisco MAI come documento d’identità, neanche sotto tortura! L’altro giorno è finita però sotto gli occhi di mio figlio di 6 anni, che non ha potuto non commentare “mamma, ma che capelli c’avevi?” 🙂

  6. Grunge l’ultimo anno del liceo, fino a fregare le camicie a scacchi in flanella del babbo!
    Poi all’università un misto fra zecca e Irene Pivetti!
    Per fortuna poi mi sono…ripresa!
    …Credo… @.@

    • ahhha
      chissa’ che penseranno i nostri figli di noi adesso
      che magari noi ci sentiamo uscite dal tunnel e invece tra venti anni ci diranno: ma come andavi conciata? con i pantaloni arrotolati alla caviglia? con le camicie di seta (poveri bachi)? con le borse a mano?

    • Oddioooo! anch’io ho avuto il periodo grunge con camicie e giacche del babbo, risvoltate 2-3 volte alle maniche…

  7. Che gran post! Innanzitutto il look è carino. Quando una ha stile … poi ho sbirciato le sfilate parigine e Junya Watanabe (uno dei miei preferiti) ha fatto dei jeans boyfriend con le toppe, quindi puoi a buona ragione dire di essere MOOOLTO avanti! Io ho un saco di scheletri, prima o poi li metto insieme e vedo di scriverci un post. Meglio piu’di uno!

  8. Ahahah, anche io anche io… avevo Gazelle, Puma, jeans strappati e maglioni alla Kurt Cobain. Ascoltavo Nirvana e Marlene Kunz. Mentre non ho mai sopportato il metal, ma sono stata a tutti i concerti italiani degli Ska-p!!
    Delirio!!

    • tu?
      tu?
      tu?
      jeans strappati e gazelle?
      non ci posso credere 😀

    • No…Meggie…no…
      Cioè…non ci posso credere, tu…, ma davvero? 😉
      No, dai…non ci credooooooooooooo…

      ahahaha gli Ska-p, credevo di conoscerli quasi solo io!
      Sei mitica!

      • Ebbene si, amiche mie, tutto questo! Ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio :)… poi crescendo si cambia, ma non rinnego quello che ero! In sostanza, poi, sono sempre io, ma con delle forme più… consone alla vita adulta 😉
        Quanto agli Ska-p, ho ancora tutti i cd (masterizzati, ovviamente :D)

  9. io alle magistrali ero cosi’ ma mi sa che vesto ancora cosi’!

Parla alla tua mente

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