Ogni scarpa ben curata è una scarpa nuova

Sono stata investita di questa grande responsabilità, quindi comincio a parlarvi un po’ di come avere cura delle vostre cose, perché se ogni soldino risparmiato è un soldino guadagnato, ogni oggetto ben trattato è un oggetto nuovo.

Da dove partiamo? Ma dalle scarpe, cos’altro!

Ci siamo già chieste quante scarpe deve avere una donna – domanda tendenziosa – e abbiamo parlato più volte di che tipo di scarpe comprare: belle e costose oppure da poco in modo da poterle buttare via senza tante remore a fine stagione?
Ma perché scegliere? Qui si sta parlando di scarpe, e quindi d’amore. Ci sono storie d’amore che durano una notte, fiammate fortissime che si spengono al sorgere del sole, e storie per la vita, e per fortuna in caso di scarpe non bisogna scegliere fra le due cose! Ma come tutte le grandi storie d’amore, passata la prima stagione di amour fou, per rimanere in vita necessitano di cura. Amore e cura.

In questo caso, visto che siamo in stagione di cambio armadi, vi parlerò di cure straordinarie, non di routine: mettiamo tutto il nostro amore nelle operazioni preliminari al letargo delle nostre pupille, in modo da ritrovarle smaglianti il prossimo autunno.

Prima operazione: tirare fuori tutte le scarpe invernali e valutarne con obiettività lo stato, naturalmente commisurato al valore della scarpa. Se sono malandate, anche poco, e le abbiamo comprate al mercato, buttiamole via. Adesso magari siamo ancora un po’ accecate dalla loro comodità e vestibilità, ma una volta riprese in mano a ottobre ci sembreranno orrende. E in più abbiamo tolto spazio e ossigeno alle scarpe “buone”, quelle che vale la pena curare, e che magari si meritano anche un bel viaggetto nella beauty farm del calzolaio prima di essere riposte: facciamolo adesso, di modo che quando le tireremo fuori in autunno saranno già pronte.

Innanzitutto procediamo pulendo bene la suola, togliamo i sassolini e poi via di spazzola da bucato e acqua saponata, cercando di non bagnare la tomaia. Lasciamole asciugare.

Poi bisogna dividere le sopravvissute per materiale: di tela, di pelle, di suede (cioè scamosciate), di vernice. Ogni materiale richiede una pulizia e una cura specifica, che può essere quella della nonna. Ma anche no.

Scarpe di tela.

Partiamo dal facile. Se sono scarpe da ginnastica io semplicemente lego insieme i lacci e le metto in lavatrice a 30°, con l’unica accortezza di asciugarle aperte e lontane da fonti di calore, anche se qualche volta, lo ammetto, per fare presto le metto sul termosifone, ma non si fa! Si deformano e si irrigidiscono. Altre scarpe di tela in inverno non ne porto, non so voi…

Scarpe di vernice.

La vernice non va MAI spazzolata perché si riga. In genere questo tipo di scarpe tiene bene la pioggia ed è naturalmente impermeabile, ciò non toglie che si sporchino e si opacizzino. Si puliscono passandole prima con un panno morbido e asciutto, poi con uno straccetto inumidito, poi vanno riasciugate nuovamente con un pannetto di lana. Le screpolature e le pieghe si possono trattare rispettivamente con olio vegetale e con olio di ricino (chiedere ad un vecchio calzolaio, non ad uno di quelli nuovi che fa tutto a macchina).
Dice la nonna: le tue scarpe brilleranno se le pulisci con lo straccetto o la spugna inumidita nel latte vaccino.
Dillo a tu’ nonna: esistono anche gel specifici (ma il latte ce l’ho sempre in frigo).

Scarpe in suede.

Andrebbero sempre impermeabilizzate con l’apposito spray, a inizio e poi più volte in corso di stagione. Diamo per scontato che l’abbiamo fatto e che quindi le nostre scarpe non siano state rovinate da un acquazzone improvviso o da quella pozzanghera traditora anche se non pioveva da venti giorni.
Dice la nonna: prevenire è meglio che curare, ma se si sono macchiate possiamo provare a smacchiarle con la gomma della matita, o con una spazzolina da camoscio.
Dillo a tu’ nonna: ci sono spray appositi per rimuovere le macchie dal camoscio.

Scarpe di pelle.

Puliamo le scarpe bene, ma non troppo vigorosamente,  con una spazzola morbida, poi con uno straccetto bagnato nel latte (o latte e alcol, un cucchiaio di ciascuno), oppure con un batuffolo imbevuto di una soluzione fatta con un cucchiaio di latte e uno di alcol denaturato (soprattuto se sono opache e spente). Dopo averle pulite le scarpe vanno nutrite con una bella passata di crema idratante, proprio la nostra, quella per il corpo. La pelle delle scarpe è viva, e lo rimane, se la trattiamo con le dovute attenzioni. Poi procediamo distribuendo il lucido dello stesso colore delle calzature con un panno precedentemente imbevuto leggermente nell’alcool. Dopo averle fatte riposare un po’, andiamo a togliere l’eccesso e contemporaneamente lucidiamo con un panno di pile o di lana. Per una maggiore lucentezza l’ultima passata la possiamo dare con un panno di seta (ottima quella dei vecchi ombrelli).
NO al lucido neutro, che spegne i colori naturali della pelle e sonoramente NO alle spugnette tutto-in-uno. Vanno bene se hai veramente fretta, ma una volta ogni morte di papa (o magari ogni dimissione, che è ben più rara).
Un tocco in più per mantenere morbide le cuciture: passarle con un pennellino bagnato in olio di lino tiepido.

 

Ora possiamo metterle via. La cosa migliore sarebbe usare i tendiscarpa di legno di abete, ma se come me avere millantamila paia di scarpe e zero forme di legno di abete, vanno benissimo anche i fogli di giornale appallottolati che svolgono egregiamente la stessa funzione: mantenere la forma delle scarpe ma soprattutto assorbire l’umidità. Poi le riponiamo nella scarpiera del cambio di stagione, o nelle scatole, magari con una foto all’esterno o una scritta che ci faccia capire immediatamente il contenuto, o ancora in sacchettini di stoffa. Io le più preziose le tengo in sacchetti di stoffa all’interno della loro scatola orginale e le scatole le tengo nell’armadio (in cantina è troppo umido e a rischio allagamento).

Dice la nonna: per evitare che ammuffiscano, cospargere la soletta interna di borotalco. Per deodorarle invece si possono cospargere di polvere di timo. Se le tenete in una scarpiera potete tenere all’interno di essa due scatoline all’uopo.
Dillo a tu’ nonna: per prevenire la muffa tenete nella scarpiera o nelle scatole le bustine di silica gel.

Ecco, se qualcuno mi trattasse così, io rimarrei con lui tutta la vita, no? Magari se poi ad ogni stagione mi si affiancano nuove compagne…

Avete qualche consiglio della nonna da condividere o qualche routine di bellezza particolare?
O magari avete anche voi qualcosa da dire a mi’ nonna (pace all’anima sua)…

 

In foto: una esigua parte del mio tessssoro.

Commenti

  1. Buongiorno Siro, prendo appunti e farò tesoro dei tuoi consigli.
    1) Per le scarpe di vernice: cosa intendi per olio vegetale? Vanno bene anche l’olio d’oliva o l’olio di mandorle?
    2) Al posto della crema idratante per le scarpe di pelle si può usare il latte detergente?

    • Ciao Elinor!
      Sì, io per le scarpe di vernice ho usato l’olio d’oliva, ma si trattava di una screpolatura piccolissima. Ho visto che il calzolaio aveva una boccetta di olio vegetale misto con varie robe dentro. Cerco di prevenire le screpolature e le pieghe tenendole in forma col giornale. Le mary-jane nere di vernice e suede che vedi lì su hanno 7 anni. Sono anche tattiche, perché hanno il suede nelle zone dove in genere la vernice si rovina…
      Il latte detergente sulle scarpe io lo uso come lo usiamo per noi, cioè batuffolo e passata. Invece la crema idratante… la uso come la usiamo noi, cioè è da far assorbire, dopo la pulizia e prima del lucido.

  2. Questo articolo me lo salvo tra i preferiti, si avvicina il momento di mettere via le scarpe invernali e stavolta voglio fare le cose per bene 🙂

    • è una cosa che sinceramente io trovo di una noia mortale. Solo al pensiero mi prende male tutti gli anni, sarà forse perché ho troppe (ho detto troppe? naaaaaaa!) scarpe. Poi invece comincio e diventa quasi una pratica zen. E c’è l’indubbio vantaggio di mantenere le scarpe belle per tanto tanto tempo.
      Comprarne di nuove diventa anche meno doloroso, tanto pensi che hai speso sì 200 euro, ma se li dividi per 5 anni sono 40 euro l’anno, no? 😉

  3. Mamma mia come le tratti bene le scarpe!!! Io non ho consigli da dare, purtroppo, perchè le tratto e le ho sempre trattate malissimo.. 🙁 !! Ma da quest’anno voglio cambiare!!!
    🙂

    • Invece tratto male i vestiti, sarà perché loro trattano male me… si restringono così, senza avvisare…
      Invece le scarpe non tradiscono (quasi) mai. Ho imparato poi a prenderle sempre mezzo numero in più e poi metto dentro la mezza soletta in cuoio. Così anche l’interno è protetto, e quando ho i piedi gonfi basta sfilarla e voilà.

      • Wow!! un altro trucchetto mitico che adotterò sicuramente!! Mamma mia ma che fortuna ho avuto a conoscerti?? 🙂

        • Aspetta qual è la mezza soletta in cuoio?

          • Io l’ho trovata al supermercato, nella colonna dove hanno tutte le cose per la cura delle calzature. Insieme ai vari tipi di soletta (lattice, feltro, cotone, carbone attivo ecc.) ho trovato queste, che sono proprio solette che coprono solo la metà davanti del piede. Sono di cuio a contatto col piede, quindi sono traspiranti. In più ammortizzano il piede in caso di tacco e fanno spessore, che per me è essenziale: io ho il piede magro (solo quello) e lungo (solo quello) e pure piatto. quindi le scarpe mi vanno sempre un po’ larghe.

        • carissima, la fortuna è reciproca. Cos’è? Lo senti anche tu questo suono? Come una specie di… quartetto d’archi. Osono solo violini?

  4. bellissimo e utilissimo post, grazie!
    vai anche a domicilio? 😉
    oppure dove posso portare tutte le scarpe?
    (mancano gli scarponi da neve…….ma sono inqualificabilmente orridi! basta una giornata
    di sole in terrazza, una bella passata di spugna e un bel riempimento di carta da giornale)
    Claudia

    • Chiamami sciuscià! 😉
      Gli scarponi da neve non pervenuti, io abito al mare. Posso dirti però che se le scarpe di pelle si sono bagnate con la neve (o con la pioggia) e una volta asciutte hanno gli aloni bianchi si possono ri-pulire con un po’ di acqua, poi vanno riempite di carta di giornale e fatte asciugare lontano da fonti di calore. Quando sono asciutte vanno strofinate delicatamente con un panno morbido e un po’ di vaselina, gli aloni vengono via. Se invece si sono macchiate con il sale, si può provare con un po’ di acqua e aceto.
      La mia nonna usava il petrolio per togliere le macchie di neve, io però non lo farei…

  5. WAW! Davvero complimenti per come tratti e mantiani le tue scarpe!! Sembrano davvero appena comprate. Non posso dire altrimenti per le mie.. Sigh..

    • Mica tutte eh! Ne ho un paio di h&m che uso tantissimo e per cui faccio meno della manutenzione minima. Ma le ho pagate meno di trenta euro credo, e sono al secondo anno, quindi a breve finiranno nel rusco…

  6. Ciao !
    Io le scarpe di vernice le passo con una spugnetta inumidita di vetril.

    • Il vetril è un metodo ottimo, ma io non ce l’ho in casa perché non lo uso. Mi fa simpatia il vetril però, mi ricorda il mio grosso grasso matrimonio greco. Bisognerebbe sempre avere del vetril in casa in effetti. 😉

  7. Ottima come sempre Siro!
    🙂

  8. Ho un paio di stivali in nabuk leggermente screpolati…come posso rimediare?

    • Non ho esperienza di nabuk, so che si usa molto per gli scarponcini da montagna proprio perché non screpola, ma viene trattato con dei grassi per impermeabilizzarlo, quindi non saprei per le scarpe “normali”.
      So che comunque ci sono in commercio delle creme per “riparare” il camoscio danneggiato, forse vanno bene anche per il nabuk. Altrimenti le puoi trattare con il grasso come gli scarponcini da montagna: cambieranno di aspetto, perché sempreranno di pelle, ma saranno impermeabilizzati e resistenti. Dipende se questa finitura sta bene con il tipo di stivale che hai…

      • Grazie per la risposta…sai che non avevo la minima idea di cosa fare?
        Provo a cercare la crema per “ripararli”, adoro quegli stivali e non sono sicura del trattamento con i grassi, mi fa venire in mente quando dovevo “cerare” il Barbour…OMG rimanevo un mese stordita! 😉
        Bacini

        • Siamo delle stesse parti allora mi sa. Io il Barbour non l’ho mai avuto, mio padre si rifiutò di mettersi in casa una roba così puzzolente. Diamogli torto… A me piaceva così tanto (ma perché ce l’avevano tutti mi sa).

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  1. […] Anche per le borse valgono un po’ gli stessi accorgimenti che abbiamo adottato per le scarpe: le dividiamo per materiale e procediamo con la pulizia adatta ad ogni tipo. […]

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