Cucinare un pasto macrobiotico

cucinare un pasto macrobiotico

Oggi vi voglio parlare di come si compone un piatto macrobiotico.

La regola da seguire è rispettare l’equilibrio tra i vari elementi, e quindi mangiare una zuppa per iniziare, poi un piatto composto da legumi, cereali, verdure e proteine, queste ultime nella misura dell’8/10%.

Intanto la zuppa può essere cucinata in infiniti modi, dalla classica zuppa di miso, a quelle più complesse con miglio o riso, con verdure intere o passate, tutto secondo i vostri gusti. Non esistono limiti alla zuppa, solo quelli degli ingredienti presenti nel vostro frigo 😉 Io amo quelle leggere, magari solo con porri, o estiva con dell’erba cipollina.

Passiamo invece alla composizione del piatto principale. Per quanto riguarda i primi  si scelgono due cereali, e si cucinano in modo diverso per rendere il piatto quanto più vario possibile. Io mangio spesso il riso , che è un cereale molto versatile, in quanto può essere preparato in moltissimi modi: in insalata, saltato con verdure tagliate piccole, condito con mandorle carote e prezzemolo crudo, con una crema di cima di rape, e potete continuare seguendo la vostra fantasia, e i vostri gusti. Spesso ci si abbina la pasta, buona da mangiare e molto vicina alle nostre abitudini, si può saltare con olio e olive nere, cotta con cavolo nero e calamari, condita con un pesto di rucola o con una crema di cavolfiore, e se la domenica avete voglia di cimentarvi in qualcosa di più particolare, farina e matterello vi aspettano per la preparazione di  buonissimi ravioli con il seitan.

Le proteine meritano un capitolo a parte. Non è vero, come spesso sento dire, che in macrobiotica si mangiano solo ceci e fagioli, questa è una dieta che ti permette di variare, ma sempre con equilibrio, e l’equilibrio è dato dalla quantità e dalla qualità di ciò che mettiamo nel piatto. Le proteine per eccellenza in macrobiotica sono i legumi, che dovrete cucinare molto bene e per molto tempo, utilizzando sempre un pezzetto di alga kombu, e vanno calcolate nella quantità di 8/10 % nel piatto.

Se volete arricchire ogni tanto il vostro piatto misto macrobiotico potete inserire al posto dei legumi, un fonte di proteine alternative, e cucinare le cotolette di seitan o le nuvolette di porri e alici. Io amo le proteine vegetali, e cucino spesso il seitan, che è molto versatile e facile da cucinare, ed è perfetto da alternare al pesce che dovrà essere azzurro o a carne bianca. Ricordate però sempre con equilibrio, il cibo è vita, e quindi quando mangiamo qualcosa non lo facciamo solo per nutrirci ma anche, e soprattutto per vivere meglio. Si tende, io per prima, a mangiare troppo, spesso senza neanche pensare, invece bisognerebbe accostarsi al cibo quasi venerandolo.

Le verdure sono quasi la metà del piatto, e l’ideale è prepararne una cruda e una cotta, ad esempio un’insalata e della bieta scottata o con del cavolfiore arricchito con delle mandorle.

E la fine del pranzo direte voi? Al bando il caffè, vietato in macrobiotica, ma un buona bevanda d’orzo sarà perfetta, magari accompagnata da un dolcetto che vi regalerà un sorriso come i biscotti con la pasta frolla macrobiotica, cucinati senza uova, latte, e burro, ma vi assicuro molto buoni.

Non mi resta che dirvi buon appetito 😉 

Commenti

  1. laura, come sai, mi sto accostando, almeno alla teoria, al mondo della macrobiotica., quindi questo post e’ veramente pane per i miei denti 😀

    mi fai capire bene?
    quindi in un pasto ci sono 5 portate + il dolce?
    cioe’: zuppa, un cereale x, un cereale y, una verdura w, una verdura z e la proteina in uno di questi piatti?
    la difficolta’ che sto riscontrando all’inizio di questo percorso esplorativo e’ riuscire a integrare la macrobiotica nelle abitudini famigliari, ma soprattutto in una routine sostenibile quotidiana.
    cioe’ io sono una che cucina tanto, nel senso che non metto mai in tavola affettati e bon. ho sempre piatti caldi, verdure o legumi cotti, quindi non mi spaventa il cucinare, ma avendo poco tempo e la vita frenetica ho bisogno di avere delle “tabelle” in testa per cucinare con criterio, organizzarmi e non trovarmi, appunto, alle sette di sera costretta a mettere in tavola gli affettati.
    ecco, quindi vorrei capire bene un menu tipo.

    grazie,
    tua rompi

    • mi hai tolto le parole di bocca. Io amo questo tipo di cucina, quando mangio così mi sento meglio. Ma siccome ci dò un p o’ a caso anche io ho bisogno di capire, cosa fare e come integrarlo nella routine. Anche perché io invece sono una che la sera sbatte gli affettati sul tavolo 🙂
      Ma l’antecedente è: guarda amore che belle polpette (zucchine/ricotta/parmigiano, veloci, ma sono pur sempre mezz’ora di lavoro) ti ho fatto stasera. Nuoooooooo voglio i bustel!!!!

      • ahhahah
        lo sai che momo (e ovviamente neanche dado) sanno dell’esistenza dei wurstel?
        le mie amiche a volte dicono che sto creando dei danni irreparabili sui miei figli che quando scopriranno il mondo fuori fuggiranno

        :/

        • pollo e tacchino però. e quando posso li prendo dal macellaio di fiducia. lascia stare che dai nonni le danno le peggio cose… non mi ci far pensare.

          • no, mia suocera e’ piu’ talebana di me, solo fatto in casa.
            da mia madre magari ha scoperto le caramelle e la cioccolata, ma se scopro merendine sanno che i nipoti non li vedono fino alla maggiore eta’ 😀

        • senza wurstel??
          che brava!
          Ma come fai con la pizza?
          Io li uso solo quando faccio la pizza 🙂 anche se a volte li sostituisco con dei pezzettini di salciccia 😛

          ciao
          Marta

  2. Di questo tipo di alimentazione mi piace l’idea di sostituire le proteine animali con quelle vegetali, cosa che vorrei riuscire a fare poco a poco ma completamente.

    • io per esempio lo sto facendo, anche con i bambini.
      a aprte il pesce che mangiamo spesso, perche’ io non ne posso fare a meno.
      pero’ invece per dire di fare le schiacciatine di macinato le faccio di ceci o fagioli, faccio polpettine di lenticchie.
      non ho dimestichezza con tofu e seitan e a dire il vero non credo che li integrero’ mai nella mia dieta, perche’ poi non fanno proprio parte della mia tradizione e quindi la trovo per me una forzatura. preferisco mangiare la carne solo una volta alla settimana in maniera consapevole.
      e poi mangiandone di meno (ripsettando la percentuale del 10% del pasto) significa magari aggiungere giusto un po’ di cubetti di prosciutto all’insalata di riso con carciofi e carote, per dire. quindi lo trovo un buon compromesso per la salute, per l’ambiente e per la mia coscienza.

  3. Molto interessante Laura la ricetta dei biscotti “senza niente” 🙂

    per caso la farina di frumento può essere sostituita con un’altra farina senza glutine??

    Ciao e Grazie

    Marta

  4. la cucina macrobiotica mi ha sempre intrigato tantissimo. Ho un libro da tantissimi anni (ero una bambina, era di mia mamma), “Il cucchiaio di legno”, che credo sia stato uno dei primi. Mi piacerebbe, ma non so se le mie figlie, piene di idiosincrasie, apprezzerebbero.
    giulia

Parla alla tua mente

*