Priscilla, la regina del deserto

Priscilla è un pulmann. Lilla. Con una gigantesca scarpa col tacco sul tetto.
Attraversa il deserto australiano con il suo variopinto carico. A bordo due drag queens e una trans, in viaggio verso Alice Springs per andarsi ad esibire in un albergo.

Ma dentro quel torpedone c’è di più: c’è amicizia, allegria, ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo. C’è malinconia, omofobia, camp e kitsch, eleganza e femminilità. C’è una femminilità tenue, delicata, e una sguaiata e volgare, e non è dove ce lo si aspetta. C’è omogenitorialità, più semplicemente c’è famiglia, qualsiasi cosa questa parola voglia dire. Il tutto servito in salsa Abba, con contorno di disco ’70.

Un film molto trashic insomma. Ed ecco un costume trashicchissimo, fatto tutto di infradito, borsa e orecchini compresi. Costato solo 8 dollari, è valso a questo film, insieme agli altri costumi, un meritatissimo Oscar.

Un road movie, Priscilla, ma anche un romanzo di formazione. Ti acchiappa con la vertiginosa estetica camp, ma poi ti ammalia con la normalità, la quotidianità, l’umanità delle sue protagoniste.

Chi è la “donna”, la trans o la “brutta manza“?

 

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Cosa è femminile e cosa invece è sguaiato e volgare, quale femminilità spaventa fra le due, la drag queen o la “femmina”?

 

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Queste sono solo due delle scene cult del film. Ne volete ancora?
La bellissima scena dell’esibizione nel deserto, con gli aborigeni.

 

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Un altro numero coivolgente, “Finally“.

 

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Priscilla, la regina del deserto è un film del 1994, regia, soggetto e sceneggiatura sono di Stephen Elliot, le tre protagoniste sono interpretate da Terence Stamp (uno che nella vita ha lavorato con registucoli come Pasolini, Fellini, William Wyler, Stephen Frears, Oliver Stone, Michael Cimino), Hugo Weaving (poi diventato famoso come Agente Smith di Matrix e l’elfo Elrond del Signore degli Anelli) e Guy Pearce, qui all’inizio della carriera, ma che lavorerà negli anni seguenti in grandi produzioni (L.A. Confidential, Houdini, The Hurt Locker, Il discorso del re, Prometheus, Iron Man 3) e in film d’autore.

Dal film è stato tratto un musical che ha debuttato a Sidney nel 2006 e che è stato riadattato in varie produzioni a Londra, Toronto, Broadway, San Paolo e infine in Italia, prima a Milano, ora a Roma (fino al 21 aprile al Teatro Brancaccio), poi dal 10 maggio a Trieste. Qui le informazioni.

Avete visto questo film? Un vero e proprio cult, non potete perderlo!

 

Commenti

  1. Adorissimo!
    Proprio oggi guidando m’è apparso davanti come la madonna il cartellone pubblicitario del musical-mi sa che mi faccio un bel regalo di compleanno!

  2. Me
    ra
    vi
    glia
    Trovo questo film quasi poetico, sempre ironico e ingiustamente sottovalutato. Grazie!

    • Concordo! Soprattutto sull’ingiustamente sottovalutato. ma forse è dovuto anche la promozione che ne è stata fatta, soprattutto in Italia, che spingeva sul clichè.
      La critica invece è abbastanza concorde nel riconoscerne la poeticità, molti critici “seri” riconoscono addirittura questa come una delle interpretazioni migliori di Terence Stamp.
      Altro film, sempre australiano, sempre Abbocentrico (che brutto neologismo che ho inventato!), sempre sottovalutato e promosso come una commediola è “le nozze di Muriel”, con una giovanissima Toni Colette. L’hai visto?

Trackbacks

  1. […] davanti un po’ ti imbarazzi. O se sei come me ti viene in mente la simpatica signorina di Priscilla, La Regine del Deserto con le palline da tennis, o Showgirls, o Demi Moore in […]

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