Borderline a Ravenna: una città e una mostra.

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Comincio una piccola rubrica di segnalazione eventi giocando in casa. Vi presento la mia bellissima città e una mostra molto intrigante che sarà visitabile ancora per poco più di un mese.

La mia città è Ravenna, piccolo gioiello dell’Emilia Romagna, a pochi chilometri dal mare. Ora è una pigra cittadina annegata nella nebbia d’inverno e una frizzantina viveur d’estate, quando si riempie di turisti, interessati però soprattutto alla vita balneare e un po’ vitellona della costa romagnola. Ma Ravenna ha avuto un passato assai dorato, e non uso questo termine a caso, è stata infatti sede di un importante porto romano e per ben tre volte capitale: dell’Impero Romano d’Occidente, del  Regno degli Ostrogoti e dell’Esarcato Bizantino.
Questa storia gloriosa ha lasciato ampie tracce, dalla zona archeologica agli splendidi mosaici: Ravenna può vantare ben 8 monumenti patrimonio dell’umanità Unesco.

 

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A questo punto penserete che il titolo si riferisca a me, famosa borderline a zonzo per Ravenna. Non esattamente, Borderline è il titolo di una mostra ospitata dal Mar, più precisamente Borderline, artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art brut a Basquiat.

Il termine significa letteralmente “linea di confine” e nella classificazione psicoanalitica indica un disturbo della personalità, un’anomalia della percezione di sè e degli altri.  La mostra stessa si pone su questa linea di confine, perché non è semplicemente una collezione di arte di gente classificata come matta, ma è uno studio scientifico del limen che separa l’arte dei folli dall’arte ufficiale. Si mescolano grandi artisti molto conosciuti, grandi artisti troppo sconosciuti e artisti per nulla conosciuti, introdotti all’arte figurativa dagli atelier a scopo terapeutico istituiti all’interno dei manicomi.

 

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Mattia Moreni | Salvador Dalì | Hieronymus Bosch (attribuito) | Sgarbi e il curatore Claudio Spadoni di fronte al busto di Moreni | Sandra Tomboloni

 

Una mostra di grande impatto e frutto di una evidente ricerca scientifica, che non dà risposte, ma permette di porsi molte domande, tutte piuttosto interessanti. Consiglio di visitarla con l’aiuto di una guida. Al sabato pomeriggio c’è la possibilità di accedere a visite guidate e laboratori appositi genitori e bambini. La mostra finisce il 16 giugno, qui trovate tutte le informazioni.

Se dopo tutto questo vedere e pensare avete fame, il posto più caratteristico della città è sicuramente la Ca’ de Ven, io lo preferisco per l’aperitivo, per mangiare mi sposto ai Cherubini (anche delizioso hotel appena restaurato) o a La Gardèla.

Ravenna è servita male dalle ferrovie, ma si raggiunge bene in macchina (40 minuti da Bologna, un paio d’ore da Milano, circa 3/4 da Roma) e si gira benissimo in bicicletta, è la tipica destinazione per le gite da un giorno, ma a mio parere vale la pena soggiornarvi. Soprattutto in estate: spiagge attrezzatissime, il divertimento di Mirabilandia, il bellissimo Ravenna Festival. Abbiamo anche guide molto brave con tante proposte di itinerari.

Allora che fate? Venite?

 

Foto in apertura: Antonio Ligabue, Autoritratto – inv.177, 1954, Collezione Banca Popolare di Bergamo

Commenti

  1. Ciao Sirio! Non vengo alla mostra ma ti invito x un caffè ! Io a Ravenna ci lavoro!

    • Sono Siro, senza i, so che il fare oroscopi svia… 🙂
      Puoi comunque chiamarmi Silvia, accetto volentieri l’invito per il caffè, mi puoi scrivere a silviasirosiro[at]gmail.com
      Ma perché mai non vai alla mostra? è veramente bella, sai?
      Ma quindi c’è gente che vien da fuori per lavorare a Ravenna? Pensavo fosse solo il contrario.

  2. Bellissima città e mostra interessante, è da un po’ che volevo tornarci col maritino e mi sa che ne approfitteremo per un bel weekend!

    • Adesso è la stagione ideale per Ravenna a mio parere. D’estate il centro è torrido e deserto, ora si sta bene, si può già andare in spiaggia, o a mirabilandia, o nei parchi naturali sena dover combattere per lo spazio vitale.

  3. Bella la mostra borderline!
    Le mostre e i borderline sono il mio pane quotidiano!

  4. Rapporto tra arte e follia: un tema sempre molto affascinante. La mostra sembra molto varia e suggestiva, anche a giudicare dalle foto sul tuo blog. Peccato non riuscire ad incastrare un week end, sarebbe stata anche un occasione per rivedere gli stupendi mosaici di san Vitale e del mausoleo di Galla Placidia e per riuscire finalmente a visitare sant’Apollinare in Classe (scomodissima se non si è in macchina). Peccato che fino a luglio niente ferie… Ma un giorno o l’altro tornerò a Ravenna e magari avremo l’occasione di conoscerci di persona, chissà….

    • A Sant’Apollinare in Classe si può andare noleggiando una bicicletta, ci vogliono circa 15 minuti dal centro. Lo so bene perché abito molto vicino alla basilica.
      Fammi sapere se vieni, mi raccomando. A luglio però la mostra sarà già finita 🙁

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  1. […] correre uso c25k, ho cominciato a usare runtastic per andare a prendere Alice a scuola a piedi, o per andare a una mostra in bicicletta. Una volta che hai fatto la tua sessione di sport, trovi sulla app tutte le informazioni che ti […]

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