Come aggiornare il guardaroba estivo

Pare che io sia riuscita finalmente nell’ardua impresa: completare il cambio di stagione.

E del resto non potevo più tergiversare. Ieri pomeriggio c’erano 28 gradi. Roba da restarci secchi io e i miei jeans bianchi, che fanno tanto estate moda mare Positano, ma sempre jeans sono.

E allora ho potuto avere una bella panoramica sui miei averi e rendermi conto che negli ultimi anni, nonostante le gravidanze e le mie lamentele, mi sono comportata bene: ho fatto acquisti intelligenti e ho una base abbastanza solida e dei capi più stravaganti che non vedo l’ora di reindossare. Quindi in teoria sarei a posto. Certo, un paio di t-shirt da sostituire e magari un paio di pantaloni per tutti i giorni e una gonna passepartout mi farebbero comodo, ma comunque riuscirei a sopravvivere senza.

Il fatto è invece che sento un friccicore tra dita e occhi che mi porta ai siti online e alle vetrine.

Ma come affrontare questo ‘friccicore’ in maniera saggia e senza fare danni a questa base solida che ho scoperto di avere?

Studiare, innanzitutto.

La strada è sempre una fonte privilegiata per acchiappare suggestioni, nuove idee da reinterpretare. Ovviamente è necessario guardarsi intorno e all’occorrenza prendere nota nella maniera che ci è più congeniale. Io per esempio appunto tra liste della spesa e divagazioni più o meno poetiche sui miei taccuini da borsetta. A volte vado a rileggere, altre me ne dimentico, ma spesso figure particolarmente interessanti mi tornano in mente e quindi vado a ricercare le note che ne avevo scritto.

Un’altra risorsa sono le riviste di moda. Io sono una lettrice ormai decennale di Elle. Ogni tanto compro Vogue e quando devo fare un viaggio e quindi mi munisco di riviste mi capita di comprare anche dei settimanali. Inoltre da quando stavo a NewYork sono rimasta abbonata a un giornale che compravo lì: Lucky.

Neanche a dirlo, però, il mio contenitore ormai più nutrito di stimoli è internet: i blog, i siti di moda, ma anche tutte le immagini che mi passano davanti navigando per altre kw. E da quando ho scoperto Pinterest ho anche trovato il modo di archiviare con semplicità tutto ciò che vedo, secondo mie categorie da riconsultare alla bisogna. A proposito di guardaroba estivo (e prima primaverile) potete consultare le mie bacheche Spring Notes e Summer Notes.

Non menziono le vetrine perché personalmente non riesco quasi mai a fare passeggiate come un tempo soltanto per guardare e la sorpresa di fronte a una vetrina ben allestita arriva in genere quando sono già nella fase tre. In ogni caso chi invece è una irriducibile del sabato pomeriggio fra le vie del centro, potrà certo trovare soddisfazione in questa prassi. Attenzione però, in genere le vetrine, se ben fatte, hanno proprio l’intento di indurci al cedimento e io consiglio invece spassionatamente di prendersi una pausa di riflessione prima di colpire, ovviamente se vogliamo tenere “pulito” il nostro guardaroba e soprattutto abbiamo budget limitato.

Grazie a queste suggestioni su vari fronti è sempre utile il passaggio del nero su bianco. No, non si tratta di un nuovo trend, ma proprio di una pratica essenziale: mettere per iscritto. Annotarci quello che ci piace, che vorremmo.

Razionalizzare, a un certo punto.

Perché il nostro guardaroba funzioni — lo ripetiamo spesso — deve avere una solida base razionale, altrimenti i legittimi colpi di testa e gli amori improvvisi e travolgenti resteranno chiusi in un cassetto per l’impossibilità di integrarsi con tutto quello che possediamo. Quindi è fondamentale fare un check di ciò che abbiamo, focalizzare i punti di forza o gli eventuali buchi neri, avendo presente una capsule wardrobe di pezzi basici indispensabili ed eventualmente stilare una lista di ‘necessità’. Ci potrebbe venire in soccorso anche la lista di fine stagione, se l’abbiamo fatta, perché da sola potrebbe darci qualche idea sulle sezioni su cui intervenire per coprire lacune o risolvere ‘problemi’.

Ed eccoci pronti per un altro elenco. Io credo che un buon metodo per rinnovare il nostro look a inizio stagione, senza spendere un capitale, sia partire da un capo per: una giacca (o cardigan), un top (camicia o blusa o maglietta), un bottom (un pantalone o gonna… in questo caso anche tutt’e due), un abito, un paio di scarpe e una borsa. Volendo aggiungiamoci anche un accessorio ‘forte’. E poi dobbiamo scegliere tutto in una chiave nuova, in maniera che ogni singolo capo — da solo — ci parli delle suggestioni che abbiamo fatto nostre e racconti un po’ la nuova donna che vogliamo vestire.

Solo a questo punto possiamo passare allo step successivo.

Colpire, senza rimorso.

A questo punto il lavoro diventa davvero divertente perché pur avendo qualche limite, possiamo assaporare l’ebbrezza di scegliere con più trasporto. Le risorse sono tante e avendo le idee chiare possiamo davvero spaziare e scegliere il meglio, nel miglior rapporto qualità/prezzo.

Inoltre ponderando l’acquisto, senza ingolfarci con inutili cianfrusaglie, potremo giocare immediatamente a fare le stylist del nostro guardaroba cercando i migliori abbinamenti per la new entry nel nostro armadio.

Che ne dite?

La strategia funziona?

Voi ne avevate già una?

Commenti

  1. io non compro niente ques’anno. niente. capito? niente. per favore caia fermami se sto per fare qualcosa. ho ancora i dieci chili in più attaccati al groppone e anche a tutto il resto. non se ne vogliono andare, peggio dei parenti a natale.
    devo fare una seria pulizia nel mio armadio, ma come faccio che ho abiti di 3 taglie diverse?
    disperazione.

    • allora, siro, non farti prendere dall’ansia e respira.
      i periodi transitori ci sono e vanno presi per quello che sono.
      io ti consiglio di arrangiarti e in effetti non comprare nulla soprattutto investendo budget.
      pensa che in questa maniera avrai un gruzzoletto da spendere per festeggiare i risultati raggiunti.
      allo stesso tempo ti direi di togliere da dentro l’armadio anche tutta la confusione e lasciarci dentro solo quello che realmente ti va in questa (transitoria) forma fisica. e quando avrai voglia di coccolarti e rinnovare il look un accessorio è sempre la scelta più saggia.
      io e’ proprio tra le gravidanze e i protratti postpartum che ho trovato questo mio equilibrio tra basici e capi più frizzanti. e ho anche compreso meglio su cosa e’ bene investire e su cosa no.
      non disperarti, la tua forma fisica tornera’ e oltre a riaccedere al tuo guardaroba avrai sviluppato nuove consapevolezze e risparmiato qualcosina da reinvestire immediatamente 😉

  2. Il tuo pinterest è stupendo! ma dove trovi il tempo? Praticamente è un secondo lavoro!
    Bellissimo complimenti.
    Mi sa che continuerò a vestirmi e a comprare a caso….

    • devo dire invece che pinterest rende molto con pochissimo impegno. pinnare una foto e’ una pratica rapidissima, ti permette di archiviare foto mentre navighi e poi un giorno trovi le tue nutrite bacheche piene di stimoli 🙂

  3. anche io sono una lettrice di giornali di moda, soprattutto l’estate e nei viaggi, altrimenti internet a go go.
    dai giornali ritaglio le foto degli abiti che mi piacciono e li raccolgo in apposita moleskine.
    pinterest avrebbe quello scopo, ma non riesco ad appassionarmici.
    di roba ne ho
    tanta
    troppa, potrei dire.
    però sono anche una che elimina con poca pietà.
    a ogni stagione due sono i luoghi nei quali vado e faccio di me polpette: la bottega gentile e carla g
    la bottega gentile perchè ha quei capi originali, diversi, divertenti, che cambiano il twist a qualunque guardaroba.
    carla g perchè è un investimento ha linee semplici, minimal, molto nel mio stile.
    e poi i suoi capi sono sovrapponibili e mescolabili da stagione a stagione: giachce, abitini, canotte, pantaloni perfetti…
    e ho già dato in entrambi i posti (oggi per l’appunto puoi vedere una prima tornata di carla g sul mio blog)

  4. davvero, grazie per le bacheche meravigliose di pinterest, fonte di ispirazione!
    adoro le espadrilles marinière, mi sa che andranno dirette nella wishlist estiva!
    per il resto sono già abbastanza soddisfatta di quello che ho, devo giusto eliminare un paio di t-shirt un po’ troppo sfruttate e quindi…..si liberano un paio di spazi 🙂
    ma io faccio sempre più danni con gli accessori (borse, bigiotteria e scarpe) che con l’abbigliamento! ho trovato anche un utile suggerimento: “CARPE DIEM. ESPECIALLY IF “DIEM” IS SHOES” 😀

    • Scusami Giulia, ma di nuovo da alcuni giorni non riesco più a visualizzare il tuo blog . (
      Ci sono ancora problemi?

      • oh mamma, no!
        🙁
        adesso non dovrebbero più esserci problemi…
        glom

        • Non saprei dirti: io sono abbastanza negata con la tecnologia ma non credo sia un problema del mio PC perchè mi succede sia da casa che dal lavoro. Il tuo blog si apre una volta sì e tre no. Poi magari mentre sto leggendo la pagina si chiude e mi appare la scritta “pagina non trovata”. Non sono riuscita ancora a vedere per bene la tua wish list di primavera, di cui sono molto curiosa!

    • hahahah
      meraviglioso, lo faccio mio 😀

  5. Come al solito sei una preziosa fonte di consigli e ispirazioni.
    Dal canto mio, facendo il cambio di stagione mi sono resa conto di essere molto carente sul fronte ufficio. Le ultime tre estati le ho passate al mare o in campagna con la bimba, potendo usufruire di congedi parentali (sono fortunata, lo so), ma quest’anno giugno e luglio saranno lavorativi. Mi sono resa conto che il guardaroba estivo da lavoro era fermo a prima della gravidanza e c’era rimasto ben poco da salvare: il mio fisico si è modificato nelle proporzioni e soprattutto ho caambiato gusti! Sono corsa ai ripari acquistando tre giacche colorate da abbinare a rotazione a capi meno formali che avevo già, così da renderli più adatti all’ufficio. Siccome adesso rifuggo l’effetto serioso da manager, ho acquistato, con spesa tutto sommato non eccessiva: giacca a righe panna e blu (Love Moschino, presa su Yoox); giacca di Mango modello peplum color rosa corallo (un tempo non avrei mai osato!) e giacca senza revers di cotone bouclè blu elettrico sempre di Mango. Devo dire che mi hanno risolto la vita, perchè si abbinano bene a tutti gli abitini, gonne e pantaloni in mio possesso e l’effetto finale cambia moltissimo! Sto mettendo a frutto le tue lezioni, dai!

    • ma che brava elinor!
      e’ proprio questo il concetto: fai entrare cose che cambino il volto, rinnovino e soprattutto ti permettano di indossare quello che gia’ hai e che diversamente penderebbe nell’armadio!
      l’ho detto tante volte, ma meriti proprio la lode 😉

  6. Io ho il problema contrario di Elinor: guardaroba molto sbilanciato sul fronte ufficio, per il tempo libero poche cose e sempre quelle. E’ vero che i miei fine settimana raramente richiedono più che un paio di jeans e una maglia, però un po’ di novità non ci starebbe male. Così per cominciare in pausa pranzo mi sono regalata una borsa azzurra in pelle e un paio di zeppe basse bianche: entrambi capi passepartout e a un ottimo prezzo, quindi l’investimento è giustificato, no 😉 ?

  7. Io sono alla seconda gravidanza, per cui quest’anno passo. Ho preso qualche capo premaman (il meno possibile) e ho tirato fuori quelli della prima gravidanza (avuta nello stesso periodo). Poi ho ritirato nella parte alta dell’armadio tutto il mio guardaroba, che è comunque molto essenziale, e ho lasciato in vista solo quello che riesco ad indossare ora (pochi pezzi ma spero sufficienti). Mi tocca fare attenzione con le lavatrici, ma almeno appena apro l’armadio mi rendo subito conto se devo procedere ad un lavaggio immediato. Per fortuna non ho cerimonie in vista!
    Potrei però regalarmi qualche accessorio … che si sa non hanno taglie ;-).

    • infatti!
      devo ammettere che i periodi di gravidanza mi hanno fatto testare quanto sia rilassante l’essenzialita’ di un guardaroba… peccato che poi mi lasci trasportare da tutte le mie voglie ed elucubrazioni O.o

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  1. […] Come ogni anno di questi tempi e a fine estate per la stagione invernale, inizio a guardarmi intorno per capire cosa acquistare, se acquistare e soprattutto se c’è qualcosa di imperdibile che potrebbe fare al caso mio e della mia atavica ansia di cambiamento. […]

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