Chicche dal Festival: applausi per Albanese.

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11 minuti di applausi sono un tempo lunghissimo. Pensate a due puntate di Peppa Pig con in mezzo la pubblicità.
Del periodo in cui lavoravo in teatro ricordo benissimo l’emozione che regala un applauso così  lungo, è un’emozione così forte che colpisce di rimbalzo anche chi non sta in scena, anche gli organizzatori. Spesso l’onda rinsacca e colpisce anche il pubblico.
Ecco perché questa foto, inviataci dall’infiltrato di Trashic al festival di Venezia, mi ha colpito particolarmente. Amelio, Albanese e gli altri del cast  del film “L’intrepido”, si sono alzati dal loro posto in galleria e sono scesi a prendersi l’applauso della platea. Poi si sono girati e qui li vediamo applaudire a loro volta il pubblico della galleria.

Ma andiamo con ordine.

Qualche giorno fa al festival di Venezia è stato proiettato il film di Gianni Amelio – “L’intrepido” – molto atteso principalmente per due ragioni. Innazitutto Amelio è stato l’ultimo regista italiano a vincere un Leone d’oro (nel 1998 per “Così ridevano”) e secondamente (indizio) perché il protagonista è Antonio Albanese, in un ruolo cucito su di lui. Critici divisi alla proiezione per la stampa, qualche buuu-aggio (buu-mento? ) giustificato, a sentir loro, da un eccesso di zuccherosità e retorica.

Il film.
Protagonista assoluto del film è Antonio Pane (Albanese) nei panni di un uomo che per sbarcare il lunario sostituisce nel lavoro chi per un motivo o per un altro non puo’ fare presenza: autista di tram, cameriere, muratore, bibliotecario, venditore di fiori in un ristorante, commesso in un negozio di scarpe, ma anche ignaro accompagnatore di un ragazzino ad un appuntamento equivoco. “Antonio Pane è una sorta di Zelig del lavoro che deve il suo, forse un po’ troppo immaginifico, eclettismo al fatto che fa da ‘rimpiazzo’. Ovvero prende, anche solo per qualche ora e per pochi spiccioli, il posto di chi si assenta, per ragioni più o meno serie, dalla propria occupazione ufficiale” (Francesco Gallo, ANSA).
Un po’ Chaplin, un po’ Zelig, un po’ Buster Keaton…

Troppo buonismo secondo una parte della critica, ma pubblico in piedi per Antonio Albanese e Gianni Amelio alla proiezione serale. 11 minuti di applausi e standing ovation. Che ci sia bisogno di un po’ di ottimismo (anche se mi par di capire si tratti di una commedia amara, ma venata comunque di speranza) e di ingenuità/genuinità?

Io non vedo l’ora di vederlo, e voi?

Commenti

  1. Sììì, anch’io sono curiosa di vederlo. Mi sembra di aver incrociato un trailer (possibile, vero?). In ogni modo, ne ho sentito parlare e aspetto che arrivi dalle mie parti (che poi sarebbero Roma, ma anche il cinema lo preferisco a chilometri zero 😀 )

  2. Dovrebbe esserci a Roma, a Ravenna è uscito! Adesso devo solo trovare il tempo per andarci. 😀

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