Autunno e capi transizionali: harem pants

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Inauguriamo l’autunno parlando di capi transizionali, quegli indumenti trasversali che ci accompagnano in tutte le stagioni e che diventano indispensabili se si impara a sfruttarli con nuovi abbinamenti e sovrapposizioni.A questo proposito vi annuncio che a Ottobre parleremo molto di questi capi e dei possibili utilizzi con qualche sorpresa che vi svelerò domani 😉

Oggi indosso un paio di harem pants che mi avrete già visto indosso altre volte e che mi hanno accompagnato tutta la scorsa primavera e la passata estate, meritandosi onestamente un podio tra i miei #maipiusenza.

Ho aggiunto una giacca a un bottone e l’outfit da quasi estivo si è trasformato in una buona compagnia per questa uggiosa e piovosa giornata d’inizio autunno. Ovviamente se generalmente l’ho indossato con Birkenstock o Superga, questa volta ho optato per slippers suolate dal mio calzolaio per affrontare anche le pozzanghere 😉

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Harem pants, MartinoMidali

Top, Mango

Giacca, (ethic)

Cintura a corpetto, TricotChic

Borsa, Bayswater Mulberry

Slippers, GiorgioMoresco

I-pad cover, Tucano

Commenti

  1. no, harem pants non mi avrete
    mi piace moltissimo il tuo outfit (e il tocco superchic di quella borsa poi…), ma su di me gli harem pants hanno un effetto “oddio il terromoto! usciamo di casa in pigiama!!!”
    per tacere del fatto che evidenziano i miei difetti più difettosi….
    detto questo però tutto l’insieme mi paice e cercherò di rielabolarlo con un sotto più consono alla mia peritudine (=tendenza alla forma a pera)

    • anche io sono una pera, ma se segno il punto vita mi sembra che addirittura mi assottiglino il ‘difetto’ 😛
      pero’ a me son sempre piaciuti e con questi ho trovato il giusto compromesso tra le frikkettonaggini che mettevo all’universita’ e il mio nuovo stile da persona per bene (?)

  2. p.s. sono così felice quando trovo qualcosa che NON voglio!!!!
    😀

  3. Non sono ancora riuscita ad abbinare l’unico paio di harem pants con il resto dell’armadio…ma non desisterò, prendo spunto da te, maestra negli accostamenti!! 🙂

    • secondo me per stemperare il nesso harem –> hippie bisogna abbinarlo a capi classici e ‘seri’: una giacca/blazer, un paio di mocassini, una camicia da uomo.
      poi per aggiustare il tiro e dargli una fisionomia meno sciatta niente di meglio di una cintura. se poi hai gli accessori giusti (una borsa da lavoro invece della tracolla indiana, una collana di perle invece della collanina del marocco) ecco che diventano dei pantaloni adatti anche ad un ambiente lavorativo ‘serio’ 😉

  4. Fantastico questo outfit!mi vestirei così stamani,giacchè ho gli harem pants color indaco che somigliano ai tuoi e il top perfetto e la giacca perfetta…ahimè peró temo che qst meraviglioso e lumisnoso look non sarebbe visto di buon occhio in ufficio dove impera il nero business/finance che mi mette una tristezza totale!!!non vedo l’ora che sia sabato :)))

    • una domanda da una prfana dei luoghi di lavoro con dress code: come funziona?
      cioe’ al momento dell’assunzioni vi dicono che vige un determinato dress code e quindi tocca adeguarsi o e’ piu’ una specie di consuetudine che porta ad omologarsi per non sentirsi additati?
      lo chiedo perche’ io ho frequentato vari ambienti di lavoro fino ad avere il mio ufficio personale in cui volendo potrei stare in pantofole (ma io preferisco sempre le scarpe, alte possibilmente) quindi vorrei capire il meccanismo.

      • Nei posti dove sono andata io, il dress code era sottinteso: ti guardavi intorno, e ti adeguavi. In un senso o nell’altro. Per esempio negli ambienti creativi è importante essere anche eccentrici, mentre nell’ambiente degli eventi / marketing / comunicazione, ci tengono a farti vestire in un certo modo. Al call center, manco a dirlo: svacco totale.

        • pero’, scusate, apro un dibattito: ma e’ proprio necessario adeguarsi?
          cioe’ se il dress code e’ abbastanza ‘serio’ e tutte le donne lo interpretano con tailleur scuro gonna o pantalone, deco e camicia,non posso osare uno spezzato, una gonna a tulipano invece di quella a matita, una spilla vistosa sul bavero di un blazer rigoroso, un paio di scarpe rosse allaggiate sotto il pantalone di tweed e la bottondown di ordinanza… e via di seguito?

          • Per mia esperienza i tocchi di personalità (spille, scarpe rosse…) sono stati apprezzati – nel mio caso una grande spilla arancione mi ha addirittura aperto le porte della seconda fase dei colloqui di selezione 😉
            In un altro posto dove ho lavorato per esempio mi è stato richiesto di non indossare i jeans e possibilmente di avere sempre un blazer. Io ho risolto tenendo un blazer nero d’ordinanza appeso all’attaccapanni dell’ufficio, poi in base alle riunioni e agli ospiti lo indossavo sopra alla camicia o al golfino!
            e.

            • ecco vedi? era quello che dicevo io 😉

              • Nel mio ambiente, sono un’avvocata penalista, si vede di tutto dalle mise da cubista alla sciatteria più totale anche perché il dress code non è imposto (anche se mi è capitato di assistere a richiami formali da parte del giudice ad un abbigliamento più consono) ma affidato al buon senso dei singoli. Personalmente cerco di essere sempre curata senza però essere troppo formale ed ingessata, anche perché invecchiando non riesco proprio a vedermi col tailleur. Il tocco personale lo affido alle scarpe particolari (ma non troppo eccentriche) e ai bijoux (soprattutto bracciali)
                P.s. la tua mise mi piace moltissimo come armonia di colori solo che……. senza gli harem pants sarebbe stata perfetta

              • ehheehhe
                o li ami o li odi.
                puoi sostituirli con un semplice pantalone a sigaretta o con un capri, anche se secondo me e’ carina la morbidezza del pantalone con la morbidezza del top in contrasto alla struttura della giacca.
                ma te li devi sentire addosso, non si discute 😉
                grazie della tua testimonianza sul dress code. ho una carissima amica avvocato che mi dice le stesse cose 😉

      • allora, il mio luogo di lavoro è “serio”: tutti ingegneri (tranne me) e i clienti che ho io sono istituzionali.
        in genere i dirigenti sono in giacca e cravatta (ma da ingegnere, quindi non vi aspettate armani nè eleganza alla beckham) mentre gli altri sono vestiti come se andassero all’università (jeans e felpe/camicie/polo)
        le donne sono per lo più segretarie, per fortuna ci sono sempre più ragazze ingegneri, ma anche loro si vestono abbastanza casual.
        io, per il tipo di lavoro (legale) che faccio e per i clienti che interfaccio sono piuttosto formale, quindi tendenzialmente tailleur o vestitini.
        il venerdì magari giacca e jeans, ma mai tropppo casual perchè può capitare che all’ultimo momento ti arriva il cliente in ufficio o devi andarci tu….
        quindi direi che arrivi in un luogo di lavoro nuovo possibilmente leggermente overdressed (ossia uno smart formal), perchè sempre meglio scendere che dover salire, poi ti adegui a seconda dell’ambiente.
        che ne pensate?

        • ecco tu e i tuoi daily outfit siete un esempio di quello che sostengo io.
          formale non significa noioso o tailleur nero e punto.
          poi sull’approccio al lavoro son d’accordo. smart formal all’inizio e poi dopo un accurato studio… yuppie yeeeee
          😀

  5. Con il tuo stile sei riuscita a sdoganare persino gli harem pants! I miei harem pants sono… patchwork fantasia nei toni azzurro, bianco e viola. E infatti ho il coraggio di indossarli solo al mare o in casa. Non saprei proprio come reinterpretarli in chiave cittadina. Di andarci in ufficio poi, neanche a parlarne…
    Comunque mi piace molto l’idea di una rubrica a tema sui capi transizionali!

  6. Il punto di vista di una dirigente d’azienda: No, gli harem pants sono veramente orrendi! se venissi nel mio ufficio così ti chiederei gentilmente di andare a cambiarti subito! sono dell’idea che nel lavoro (parlo di chi fa lavoro di ufficio o a contatto col pubblico) si debba trasmettere che si è delle persone serie e affidabili. Quindi NO a scollature e camicie due taglie più piccole, NO agli shorts, NO al capello selvaggio. ovviamente se di mestiere fai la cubista o lavori in discoteca va bene tutto. Ma in un ufficio non si deve sedurre né ballare, quindi SI a: colori sobri con punte di colore negli accessori, SI a camicia bianca semplice della taglia giusta. NO a ombelichi di fuori e vita bassissima, NO a jeans strappati, biancheria intima in vista. SI a giacche ben tagliate e della taglia giusta (il bottone non deve esplodere). Gonne: al ginocchio o leggermente sopra, NO alle mini.

    • sono d’accordissimo con te!
      ma comunque non trovo che gli harem per quanto possano non riscontrare il gusto di qualcuno, possano minimamente offendere il senso del pudore che ritengo anche io debba essere garantito in un ufficio dove ci si relaziona al pubblico.
      probabilmente saresti una capa abbastanza detestata se chiedessi a una tua dipendente di andarsi a cambiare se vestita come me in questa giornata.

      • capire come ci si deve vestire in ufficio è anche questione di intelligenza. Se uno non capisce che gli harem pants non vanno bene non denota un grande cervello 🙂

    • Io ho una domanda, puro frutto di curiosità: in uffici in cui vige un dress code rigidissimo, come si fa a capire qual è il dress cose consentito?
      Lo dite voi al momento dell’assunzione, lo si dà per scontato? Come funziona, nella pratica? Grazie 🙂

      • si dà per scontato, ma è evidente. se uno non è proprio del tutto scollegato si adegua … in caso contrario ti viene fatto notare (di solito con bel garbo o facendo una battuta ma lo dicono). Da noi c’è un dress code per gli uomini – tutti sempre in giacca e cravatta – mentre con le donne sono più tolleranti. Ovvio che se ti presenti con la canottiera che scopre l’ombelico te lo fanno notare subito.

    • Che modi Mirella. Per fortuna non sei il mio capo.

  7. Secondo me la selezione avviene già ai colloqui. In un ambiente come quello che descrive Mirella è evidente che una che si presenta al colloquio con gli Harem pants non viene presa in considerazione per una prova di lavoro. A parità di qualifiche e meriti chi si veste in modo più sobrio è preferito. Non è che offendono il pudore di qualcuno, ma danno un’impressione troppo vacanziera che di solito in un ufficio si cerca di evitare.

    • ma infatti probabilmente una come me non verrebbe proprio presa in considerazione 😀

      seppure io non mi presenterei mai e poi mai in harem ad un colloquio per un’azienda ‘seria’. ce l’ho un po’ di sale nella zucca.

  8. Quanto veleno Mirella!certo che se è una è così aggressive parlando di cose fatue,chissà come si comporta con un competitor sul lavoro :/ beh cmq,vorrei esprimere il mio punto di vista,visto che ho chiamato in causa il problema dress code. Posto che trovo che ci voglia buon senso quando ci si veste in ufficio,non ho mai considerato gli outfit di Caia inadeguati all’ambiente in cui lavoro,anzi, ho attinto a piene mani l’ispirazione in più occasioni 😉 in particolare apprezzo l’uso di colori chiari,tenui,o di quei bei grigini/begiolini impreziositi da accessori particolari;e sono proprio questi colori finalmente (e fortunatamente) a constituire un bel diversivo rispetto al nero/navy business che fa tanto omologata!Quindi assolutamente si a colori trashic e ben felice di distinguermi in mezzo a tanti corvacci…anche se gli harem pants li preferisco fuori dall’ufficio (non si meritano di stroppicciarsi seduta davanti al pc) 😛

    • hehehe
      che poi io vi porto sempre il mio modo di vestire e soprattutto il modo in cui io mi vesto VERAMENTE tutti i giorni. ed essendo una libera porfessionista, che lavora da uno studio in solitudine, i miei look sono spesso sì da lavoro, ma non impostati su un dress code da ufficio.
      infine le mie sono proposizioni, provocazioni, prove. da interpretare secondo il proprio gusto o da scartare 😉

  9. Che dire Caia…il look è bellissimo, ma gli harem proprio non ce la faccio; un po’ per la forma che devo ancora capire, un po’ perchè per quel poco che ho capito tendono ad accorciare la figura, e a me che sono una tappissima toccherebbe il tacco 12.
    O_O no.

    Per quello che riguarda l’ambiente di lavoro, credo che per i colloqui e/o primo giorno convenga usare un vecchio trucco: LBD con accessori particolari e una scarpa bassa ma graziosa.

    Un vestitino(non necessariamente senza maniche, magari con una mezza manichina) nero, ballerine scure con un tocco di colore (fiocco, bottone etc…) e un bracciale colorato – a colore con il dettaglio delle balelrine – o di metallo, credo possano rappresentare una buona via di mezzo.
    Poi si guardano i colleghi e l’ambiente e si aggiusta il tiro!

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