Come rendere autonomi i bambini nello studio

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Da poco più di un mese sono entrata a far parte anche io del club dei “genitori con figli alla primaria”. E come ogni genitore che fa questo passo mi faccio domande in merito al livello di autonomia nello studio che mia figlia dovrebbe avere.

La mia risposta è abbastanza semplice: un livello di autonomia alto.

Vedo mamme che aiutano i figli in tutto quando si tratta di compiti: fare la cartella, riordinare i materiali, perfino colorare le schede o finire i compiti quando sono “tanti”.

Al momento la mia è certamente un’esperienza limitata, ma in prima elementare quanto può dare una maestra di compiti? Da quello che sto vedendo mai più di due pagine di libro e qualche parola da copiare con relativi disegni da colorare.

È vero che i bambini sono piccoli e devono abituarsi gradatamente, ma fare per loro a mio parere non è corretto.

Credo che i principi base per crescere figli consapevoli del valore dello studio sia:

  • educare alla cura delle proprie cose (quaderno, diario, astuccio, pastelli, ecc..)
  • educare all’organizzazione nello studio
  • educare alla precisione
  • educare alla responsabilità
  • educare alla modestia.

Educare alla cura delle proprie cose

I quaderni vanno riposti per bene in cartella o nel cassetto/armadio apposito e usando i paraorecchie delle copertine, a scuola si va con le matite ben temperate e il temperino con serbatoio vuoto, non si lancia la cartella per casa e una volta finito di fare i compiti si deve riporre tutto in modo ordinato.

Educare all’organizzazione nello studio

Un compito quando si inizia va finito. Anche se siamo arrivati alla noiosa parte del colorare (ma quanto colorano in prima elementare?!) il lavoro va finito.

Inoltre per semplificarci la vita e siccome non usano ancora il diario per segnare i compiti a casa, abbiamo deciso che ogni giorni si fanno i compiti assegnati nella mattina, così da evitare dimenticanze.

Infine l’orario: alle 14.30 si inizia tassativamente a studiare. In questo modo alle 16.00 al massimo è tutto finito e possiamo giocare, guardare i cartoni o andare a coro o a equitazione. Questo ci permette di dare un ritmo consolidato alle giornate, una cosa che i bambini amano molto soprattutto nelle nuove esperienza.

Educare alla precisione

Io sono una mamma che cancella.

Ebbene sì, lo confesso.

Sono una raddrizzatrice di quadri, una che non sopporta di scrivere storto se non ha le righe (e a volte uso il righello per risolvere il problema), quindi vedere una lettera che esce dal quadretto o un disegno mal colorato mi scompensa parecchio.

Essere precisi a scuola è importante. Senza diventare maniacali magari è meglio (io mi lascio come valvola di sfogo le pulizie di casa…su quello sono imprecisissima!), ma affidabilità e precisione sono senza dubbio doti importanti nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Educare alla responsabilità

Io non faccio i compiti per lei.

Le faccio vedere come scrivere una lettera che non le riesce, studio qualche trucchetto per aiutarla a memorizzare, leggere o colorare meglio, magari le faccio su un foglio a parte scritte o disegni più grandi da copiare visto che è astigmatica e fatica a volte a distinguere alcune lettere se scritte con colori molto chiari e tratto sottile.

Ma non coloro e non scrivo al posto suo. I voti sono suoi non miei e non voglio che si abitui ad avere la mamma (o il papà) che lavora al posto suo. Un po’ di sano impegno non la ucciderà penso.

Educare alla modestia

Andare bene a scuola è un dovere secondo me.

I bambini, a parte casi particolari ovviamente, hanno tutti la capacità per affrontare bene la scuola.

Andranno meglio in una materia piuttosto che in un’altra, ma l’impegno deve essere scontato.

Per questo sono molto felice che mia figlia quando prende i primi buoni giudizi non lo dica nemmeno a noi. Lo scopriamo di solito controllando il quaderno.

La lodiamo ovviamente perché l’impegno e il risultato vanno lodati, ma la cosa che le dimostriamo di apprezzare più di tutte le altre è il suo non vantarsi, il suo lavorare bene per la propria soddisfazione personale.

Ecco, non sono una di quelle mamme che fa l’elenco dei bei voti ricevuti dalla figlia. Non mi piace, lo trovo poco educativo da parte di un genitore.

E voi come vi comportate con i vostri figli, i compiti e i voti?

Commenti

  1. “Io sono una mamma che cancella”
    Te l’ho già detto che ti lovvo vero?
    Concordo su tutto. C’è da dire che da noi, andando a scuola anche nel pomeriggio, hanno compiti solo nel fine settimana. Due paginette, leggere AIUOE e finire di colorare. Però cedo sul fatto di temperare i pastelli. Spesso la sera lo faccio io. Anche perchè altrimenti i pastelli durerebbero ancora meno…

    • Anna mi ridici perché ho iscritto mia figlia al modulo? Davvero entra nel mio cervello e dimmi perché!
      Comunque i pastelli li tempero anche io.
      Cancello, raddrizzo quadri, scrivo col righello…secondo te quanto reggo a un pastello mal temperato? O.o

  2. Cara Barbara, non solo sei una mamma intelligente, ma sei anche molto saggia. Posso garantire che i veri passi educativi che un genitore di figli alla primaria possa fare sono proprio questi che hai citato tu. E anche se l’hai messo per ultimo, l’educazione alla modestia e al non accontentarsi, comunque, sono fondamentali.
    Dafne è una scolara molto fortunata, con una mamma come te. Inoltre sarà autonoma e si saprà prendere le sue soddisfazioni. Garantito.
    Come sempre, sei fortissima! 🙂

    • Ciao Giulia, sono Sara, autrice del post.
      Grazie per il tuo apprezzamento. Spero che anche Ida arrivi ad apprezzarlo e a non considerarmi solo una colossale rompiscatole 😀

  3. mia figlia ha i compiti tutti i giorni, le 2-3 paginette da completare e leggere sul libro, dalle vocali, siamo già passate alle sillabe con m,l,r (italiano)poi ci sono i compiti di Spazio, tempo e naturalmente, va a scuola anche al pomeriggio (lun. mart. e gio). Un bell’ impegno per una bambina che appena arriva a casa vorrebbe tanto giocare……………….

  4. Ciaoooooooooo complimenti a tutte le mamme!!!Il mio puffetto sta facendo l’ultimo anno di materna e pensando al prossimo anno…ho gia’ l’ansia…la materna è proprio un paradiso!!!Di sicuro fara’ il tempo “normale” solo la mattina essendo io a casa il pomeriggio.Se si potesse scegliere secondo il mio modesto parere( per un bimbo di 6 anni fare 5 ore è anche troppo.)farei fare SOLO TEMPO NORMALE.Ciaoo a tutte e complimenti per il sito!!!!
    CRI.

  5. Io sono una mamma che non cancella. Se si tratta di un errore di ortografia lo faccio cancellare e sistemare a lei. Se, invece, si tratta di una lettera che esce dal quadretto o simili, glielo faccio semplicemente notare invitandola a fare meglio la prossima volta, senza cancellare quanto appena fatto. Tengo molto alla cura, sono stata una secchiona io e con me stessa sono molto severa. A mia figlia, però, ho deciso di insegnare che qualche volta si può anche sbagliare, soprattutto in prima; la prossima volta si farà meglio… 🙂

  6. Se devo essere sincera l’astuccio glielo tengo in ordine io, controllo che le matite siano temperate e che non manchi nulla. Per quanto riguarda i compiti, faccio fare a Camillo in autonomia, se sbaglia non lo correggo perché credo sia compito delle maestre farlo. E una cosa che deve ricordarsi di fare è avvisarmi se ci sono avvisi sul diario non voglio essere io a controllare

  7. Umpf..la mia nana è ancora nettamente troppo piccola per parlare di compiti. Ma aiuto le mie nipoti e…ho solo e sempre paura di fare l’Asu ‘d Cavour (Gli asini di Cavour non c’é nessuno che li loda, si lodano da soli…): pensare di essere migliore di altri. Migliore di quel genitore lì, di un metodo educativo diverso dal mio, di un ordine mentale differente.
    Perchè sono anch’io come te: cartella in ordine, non si lancia in salotto, non si fanno le orecchie ai quaderni (ahia…io qui pecco un sacco!!!). Insomma, sono stata educata così e quindi spero di essere anch’io così con mia figlia.
    Ma con i figli degli altri, che educano diversamente, mi trovo a volte in seria, serissima difficoltà.

  8. io sono una mamma che non cancella nè tempera le matite. piuttosto lo faccio fare ai miei figli. insegnare l’autonomia quando i compiti li hanno solo (e pochi) nel week end, è dura (ma il tempo pieno è così) ma ci tentiamo lo stesso: i compiti si fanno da soli e si chiede aiuto solo se necessario o se non si capisce qualcosa. spesso serve che stiamo allo stesso tavolo (la proximity può fare miracoli). anche noi in 1a elementare con fratello grande in V . ciao!!!

  9. Concordo con te, First che sta frequentando la seconda ha avuto i complimenti dalla maestra perché si vede che fa i compiti da solo, a volte le maestre mettono come voto brava alla mamma che ha fatto i compiti O_0 io romai non controllo nemmeno più se ha aftto i compiti o come li ha fatti, ma solo quando arriva quello che ha fatto a scuola e quello che deve fare in casa.
    Con Second sto adottando lo stesso metodo, massima autonomia, ha fatto la sua prima prova di dettato e non ha sbagliato nemmeno una parola.
    E sono diventata una mamma che cancella, con First non ce c’era mai stato bisogno invece Second è un po pressapochista e trovo che la sua maestra su questo è poco intransigente: le basta che sia svolto correttamente per meritarsi un bravissimo.
    First invece continua a collezionare 10 meno meno perché secondo la sua maestra ha una brutta scrittura.

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