La posta del cuore: lui, l’altra e un bimbo in arrivo

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Ragazze, pare che la posta del cuore di Trashic sia piaciuta.

Mi sono arrivate un paio di mail e ho pensato di pubblicare questa perché mi sembra una situazione piuttosto intricata: vogliamo dare una mano a Giuliana?

Ciao Caia, sono Giuliana e ho 33 anni.

Scrivo per chiederti un consiglio perché mi trovo in una situazione davvero difficile.

Circa un anno fa ho conosciuto un uomo della mia età, in una notte stellata d’estate. Ci accomunano molte passioni: la musica, la curiosità verso il mondo, il cinema, la letteratura… cioè riusciamo a trascorrere ore ed ore a parlare senza tregua e divertirci come bambini. Nonostante l’intesa e l’attrazione, non è mai successo nulla più di abbracci indissolubili!

Questo perché io sono fidanzata da sei anni. Lui da nove! I nostri rispettivi compagni vivono in città diverse.

Tre mesi fa abbiamo avuto una lite furiosa e siamo stati lontani due mesi. Due mesi insopportabili. Quando ci siamo rivisti, un po’ per caso un po’ perché ci cerchiamo anche senza volerlo, abbiamo parlato cercando di capire se rimanere amici o no: non vogliamo perdere questo angolo di paradiso che abbiamo trovato solo l’uno nell’altra! Eppure ci siamo riallontanati. Poco dopo ho saputo: lui aspetta un figlio dalla sua compagna!

Il malessere mi ha reso cosciente dei miei sentimenti e anche lui vive quotidianamente questo conflitto interiore. Entrambi non sappiamo cosa sia giusto fare. Sono distrutta… perché aspetto quel bacio, quell’abbraccio come se fosse facile ottenerlo?

Si può vivere con il rimpianto di un amore mai consumato?

Giuliana

Sì, si può vivere. Sopravvivere, forse, ma è giusto tirare avanti e non cedere.

Tu hai un modo speciale di raccontare le cose, un’enfasi che certamente è il risultato di un approccio alla vita molto attento ai dettagli, ma che probabilmente può diventare cieco alle cose grandi. Cieli stellati, risate da bambini, abbracci indissolubili, emozioni travolgenti, ma le persone coinvolte? I sentimenti profondi? I legami, le responsabilità?

Non parli di questo tuo compagno lontano, che bene o male ti sta accanto da sei anni. Sorvoli sulla fantomatica compagna che sta accanto al tuo ‘amore non consumato’ da nove anni, nove. Non ti soffermi molto sul bimbo, forse non hai idea di cosa rappresenti un figlio, che sebbene in arrivo è già una creatura che porta i geni di due genitori.

Avete resistito alla tentazione, anche se mi sembra di percepire una maggiore fermezza in lui sotto questo punto di vista, quando forse tutte le carte si potevano ancora mischiare.

Ora c’è un bambino che merita una famiglia. Non macchiarti della responsabilità di distruggergliela. Non hai tu il dovere di proteggerlo, certo. Lascia al padre, semmai, questo compito. Non forzare le cose.

Sparisci dalla loro vita, davvero.

Pensi si possa vivere un amore, per quanto intenso e appagante, sulle difficoltà di un bambino?

Commenti

  1. Complimenti Caia per la risposta! E mi associo: queste grandi amicizie sospette… non so, mi pare che se ci fosse stato un vero coinvolgimento da parte di entrambi sarebbe realmente potuto accadere qualcosa di concreto ben prima di questo bimbo. Penso che solo Giuliana si sia innamorata, invece l’amico ha scelto: la famiglia, la compagna, un progetto di vita. Cara Giuliana, coraggio e fatti da parte. Almeno hai scoperto che il tuo fidanzato forse non è la persona giusta, se dopo sei anni ti sei potuta lasciare trascinare in una così intima “amicizia” con un altro uomo.
    Non credo all’amicizia profonda tra uomo e donna, proprio no (a meno che l’uomo o la donna in questione non siano omosessuali, allora assolutamente si, ma se eterosessuali entrambi, mi dispiace ma la questione sesso entrerà di sicuro nel rapporto di amicizia).
    Angela

    • io su questa posizione non mi sento di essere definitiva, anche se ho anche io questo mezzo pregiudizio. mel mio caso le amicizie con gli uomini hanno sempre avuto un che di “seduttivo”, ma mi riferisco a quando ero libera come una farfalla… ora sono contornata da tanti maschi, ma escluso il marito sono sotto il metro, non fanno testo 😉

  2. mi associo
    anche io, cara Giuliana, penso che il totale trasporto fosse più da parte tua…
    e concordo con la risposta di Caia.

    quando dici “anche lui vive quotidianamente questo conflitto interiore”, scusami la confidenza, ma mi sento di dissentire. lui probabilmente si rifarà vivo, magari quando il bambino sarà nato, magari alal ricerca di “innocenti evasioni” o della conferma di essere speciale per qualcuno.

    ma adesso, quella E’ una famiglia. non hai tu il dovere di proteggerla, è vero, ma è una famiglia e ha diritto di esistere e crescere e andare avanti.
    come ne hai diritto tu, con la persona che, sia pur lontana, ti sta accanto da sei anni, o da sola, o in qualunque direzione.
    sparisci davvero dalla loro vita e vivi la tua
    per il bene di questa piccola vita, per il bene di una compagna ignara che ha investito su quell’uomo tutta la sua vita, per il bene di quest’uomo se davvero è così importante per te.
    e per il tuo.

  3. Mi sembra di rivivere una fetta della mia vita, di ormai 16 anni fa. Senza bambini di mezzo. Non è mai successo nulla, ma con lui mi sentivo “a casa”.
    La lontananza dal partner fa strani scherzi, ma su di me conoscere la compagna di lui ha avuto l’effetto di riportarmi con i piedi per terra: una persona vera, con sentimenti veri. Da rispettare, da non dimenticare.
    Ad oggi ho cambiato compagno (oramai marito da tempo e padre dei miei figli)…che sia un segno?
    Il discorso non è completo: come già detto, mancano gli altri protagonisti, le loro necessità, il rispetto che meritano.
    Io mi farei delle domande sulla relazione in corso…

    • hai posto l’accento su una dimensione che non avevo trattato ma su cui poi ho riflettuto.
      in effetti in queste storie clandestine, spesso di mitizzano gli altri personaggi. sembra che per il fatto che non si conoscano, non esistano davvero. non e’ una scusa, ma in effetti succede di chiudersi in quella bolla di emozioni forti ed evasione scordandosi totalmente della realta’ che ci circonda.
      pero’ a un certo punto bisogna svegliarsi.

  4. Cara Giuliana,
    ti invito anche a riflettere su quanto possa rivelarsi affidabile un uomo che intrattiene con questa leggerezza due relazioni apparentemente profonde: quella con te (perché lo hai vissuto, e sai che cosa hai sentito fra voi); quella con la sua compagna, con cui ha rapporti così intimi e rilassati da comportare il concepimento di un figlio. Immagino che tu, col tuo attuale compagno, “stia attenta”…insomma voglio dire che se uno non vuole un figlio quantomeno cerca di evitare che arrivi. Questo nella migliore delle ipotesi. La peggiore, invece, è che quest’uomo sia così leggero e superficiale da non rendersi conto di che cosa comporti un figlio in carne e ossa. Se è così tanto superficiale, lo è in tutto e per tutto, e lo sarà anche con te.
    Non ci farei affidamento.
    Eppure, le emozioni che ti trasmette sono fortissime.
    Se sono le emozioni forti e travolgenti, quello che cerchi, considera che le emozioni non sempre sono positive, e tu potresti (anzi, molto probabilmente ti accadrà) provarne, in futuro, di intense come quelle che lui ti dà oggi: ma saranno dolorose.
    Scusa la durezza, e la franchezza. Un abbraccio :*

  5. aspirantemamma

    Concordo. E sinceramente aggiungerei che i cieli stellati, le conversazioni di letteratura e le farfalle nello stomaco non sono la vita vera, soprattutto quando non si hanno più 20 anni ma si è adulti.
    Dico questo ma non voglio sembrare cinica, non sono di quelle che sostengono che la quotidianità è la morte dell’amore, anzi, penso proprio il contrario: quando si cresce, e una relazione cresce con noi, tutto quello che è emozione “svapora” e restano le cose vere, durature, solide.
    E qui mi sembra che di solido ci sia ben poco, ecco.

  6. Complimenti per questa rubrica! Non la conoscevo. Veramente una risposta che non lascia altro da dire. Quella famiglia merita un’opportunità, impegno e amore. L’amore maturo fatto di confidenza, rispetto e completezza, certo anche passione. Quello che io auguro a Giuliana di vivere davvero, un giorno.

    • gleilo auguriamo tutte.
      a volte la vta ci porta a vivere cose che ci sembrano definitive, ma il tempo ci insegna che esiste altro, basta andarselo a cercare!

  7. In un’altra vita, anch’io mi sono trovata in una situazione simile a quella di Giuliana. In quel caso, i nostri rispettivi compagni abitavano nella stessa città, offrendo anche quel pizzico di proibito in più. Galeotti saranno stati i libri, la musica, un modo simile di intendere la vita oppure ci avranno messo lo zampino le stelle. Fatto sta che la nostra amicizia lentamente si trasformò in altro. Lui era molto coinvolto e sarebbe andato volentieri al sodo, irriguardoso verso la compagna incinta, se io non avessi opposto una ferma resistenza. Tanto ferma che al sodo ci si è arrivati solo dopo qualche mese. E a quel punto io mi sono ritirata, piena di rimorsi verso la sua compagna (e verso il mio). Non è stato facile tenerlo e tenermi a distanza, ma non me ne sono pentita e a tutt’oggi conservo ancora un dolcissimo ricordo di quella breve storia.
    Non siamo fatti di un pezzo solo, Giuliana, le sbandate capitano anche quando si ha vicino il compagno giusto. Non ci rimane che capire quando è il caso di rientrare in porto o di salpare per nuovi lidi.

    Epilogo: Lui e la compagna si sono lasciati dopo qualche anno, io ed il mio siamo ancora insieme con un bel pupo a tenerci impegnati.

  8. Entrare in un vicolo cieco si va quasi sempre inconto a lacrime e dolori e rimorsi stai lontana, a te piacerebbe quello che tu stai facendo a questa futura mamma e figlio? Io mi vergognerei se fossi al tuo posto e tu?. Scusa auguri.
    Nonno

  9. Cara Giuliana,
    concordo con chi ti ha risposto prima di me.
    Non credo ci possa essere un avvenire con questa persona, se fosse arrivato davvero l’amore avreste deciso di lasciare celermente e senza remore i vostri rispettivi compagni; invece non lo avete fatto e a breve lui sarà anche papà.
    Quello che hai vissuto però potrebbe farti riportare l’attenzione verso alcuni input di cui probabilmente hai bisogno: la complicità quotidiana, le risate, gli interessi comuni, la freschezza di un affetto giovane, la seduttività, ad esempio.
    Riflettici un pochino, prova a pensare a te e al tipo di legame che desideri, chiarito questo analizza con sincerità la tua relazione attuale; lo devi a te stessa e al tuo lui.

    Chiedi se “si può vivere con il rimpianto di un amore mai consumato?”…si, no, forse.
    L’amore io lo vedo tanto concreto. Assomiglia appena a quello dei film, delle canzoni, delle risate in riva al mare. Ha anche quella componente, per carità, ma non solo quella. Credo che l’amore sia fatto maggiormente di impegno – anche quello quotidiano di sopportarsi – del volere un futuro insieme, di guardare nella stessa direzione, dell’avere i medesimi ideali. Ecco quello per me è amore. Poi c’è la passione, l’infatuazione e una miriade di sentimenti differenti, non meno importanti ma differenti.

    Trai i migliori insegnamenti che puoi ricevere da quello che hai vissuto e volta pagina con serenità.

    Ti abbraccio.

Parla alla tua mente

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