Supermercato green

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Facendo qualche ricerca sul web ho letto che, in Italia, si consumano 15.000 tonnellate di petrolio all’anno solo per la produzione di guantini di plastica che vengono usati per scegliere frutta e verdura al supermercato. Ora, non so se 15.000 tonnellate di petrolio corrispondano davvero a verità, né quanti guantini si riescono a produrre con un numero così elevato di quella sostanza. La cosa che mi rende basita è che noi, quel guantino, lo utilizziamo una volta sola e lo buttiamo dopo un massimo di 5 minuti dal suo utilizzo. Ciò significa che quelle 15.000 tonnellate, o meno, di petrolio finiscono direttamente nella pattumiera appena vengono utilizzate. Nessun supermercato ricicla i guanti nella differenziata, perchè, ovviamente, i clienti non buttano solo quelli nei cestini della raccolta.

La prima volta che ho letto questi dati sono rimasta scioccata e mi sono messa a pensare, poi mi sono informata bene su cosa prevede la legge per l’uso del guantino. Innanzitutto io pensavo fosse obbligatorio e invece non lo è. Dopo quattro ore di corso sulla somministrazione degli alimenti, nessuno mi ha mai accennato all’obbligo di utilizzo del guanto in tutta la filiera alimentare, dal produttore al consumatore, se non in presenza di brutti tagli o evidenti patologie infettive a carico della pelle o che potrebbero portare a conseguente infezione degli alimenti. Durante il corso ti insegnano la cosa più ovvia e banale: l’igiene personale, che tanto ovvia non è, a quanto pare, dato che sono ancora molto poche le persone che si lavano le mani dopo essere state al bagno e un possibile passaggio di agenti patogeni dalle proprie mani agli alimenti che si stanno scegliendo al reparto verdura non è proprio da escludere.

Però mi viene anche da pensare a tutti gli anni che ho vissuto prima dell’avvento del guantino e al fatto che non ho mai preso malattie legate all’assenza del suo uso. Né si sono ammalate, per lo stesso motivo, le persone più anziane di me.

Cosa dobbiamo pensare, dunque? Continuiamo a inquinare con un materiale che non viene riciclato o tentiamo la fortuna con la nostra salute?

Aspettando il tempo in cui le persone avranno abbastanza rispetto del prossimo da pensare alla propria igiene personale come favore che fanno all’umanità, la risoluzione più decente a cui ho pensato è questa: quando fate la spesa, prendete il vostro sacchetto di plastica, infilateci dentro la mano, scegliete i vostri prodotti e, alla fine, rigiratelo su ciò che avete scelto. In questo modo potete toccare tutti gli alimenti che volete in modo protetto.

Una volta scelto il prodotto, non chiudete il sacchetto con un doppio nodo, ma fatene uno semplice, in modo da poter riutilizzare quel sacchetto più volte quando farete nuovamente la spesa.

Di solito io attacco l’etichetta su uno dei prodotti all’interno del sacchetto. Alla cassa non mi hanno mai fatto storie, ma tanto dipende da chi trovate. Se l’operatore è un consumatore attento, gli basterà leggere bene l’etichetta per capire che non lo state fregando.

Seguendo queste semplici indicazioni si evita di consumare inutilmente qualche tonnellata di plastica non riciclabile.

Trovo inutile obbligare tutti gli esercizi a utilizzare borsine in plastica biodegradabile, se poi tutta la plastica alimentare durante la filiera è altamente inquinante. Consiglierei meno spreco e più attenzione per ciò che poi, volenti o nolenti, finirà mescolato al nostro cibo.

Commenti

  1. E’ un dato che fa riflettere. Anch’io a volte uso il sacchetto rigirato per prendere frutta o verdura, ma per comodità (mi era sfuggito questo lato ecologico della mia pigrizia!). Solo una volta la commessa di un supermercato eco-bio mi ha ‘obbligato’ ad usare il guanto perchè temeva l’irregolarità in caso di possibili ispezioni sanitarie

  2. hai pienamente ragione! grande spreco di plastica e successivo mucchio di rifiuti……
    in Francia per esempio nei supermercati non ci sono i guanti, ci sono solo i sacchetti, e la verdura e la frutta insacchettate te le pesano direttamente alla cassa…
    ma poi, voglio dire, non è che toccandola col guanto non si rovina, eh? non è solo una questione di igiene, c’è gente che, guantomunita, si “smanaccia” tutte le pesche…..che il giorno dopo sono orrendamente ammaccate….e finiscono nella spazzatura!
    secondo me, oltre lo spreco plastico, ci sarebbe anche da combattere lo spreco del “poco bello da vedere”, un sacco di volte si trovano prodotti che hanno la confezione un po’ rovinata (non compromessa, ma solo magari un po’ schiacciata) e vengono messi da cestinare…

  3. Al supermercato ci vado si e no una volta al mese per i prodotti “da dispensa” (pasta, riso, scatolame), mentre per i prodotti freschi già da un sacco di tempo sono tornata a comprare direttamente dai produttori (ho la fortuna di vivere in campagna ed è pieno di aziende agricole, contadini e allevatori), proprio perchè non sopportavo più i chili di imballaggi di cui dovevo sbarazzarmi ogni volta che mettevo a posto la spesa! Adesso me la cavo con buste di carta, cassette di legno (vuoti a rendere!) e giornali vecchi per incartare le uova…per andare avanti a un certo punto bisogna tornare un pò indietro!

    • Io adesso compro in un negozietto davanti casa: hanno delle bacinelle dove mettiamo noi la frutta e verdura presa a mano, senza guanti, e poi si usa una sola busta in tutto per portarla a casa. Ma almeno quella busta poi la uso per la spazzatura.

  4. Non ne sapevo le statistiche, sono inquietanti. Io se lo prendo il guanto me lo porto a casa e lo uso per quando mi tingo i capelli o faccio i lavori di casa. Buttarlo dopo averlo usato per prendere una pesca mi sembra allucinante. Mio marito fa finta di nulla se è con me. 😉
    E’ raro che lo faccia perché frutta e verdura le prendo dai produttori, ma può capitare. Al tuo metodo non avevo mai pensato però, grazie!!!

  5. Questi argomenti sono interessantissimi…e io credevo fosse obbligatorio utilizzare quel cavolo di guanti!! Vabbhe, in ogni caso i numeri mi hanno convinta ad usare i sacchetti al contrario!

  6. Bella idea quella dell’etichetta sul prodotto e dell’utilizzare il sacchetto come guanto… la metterò in pratica fin dalla prossima spesa 🙂
    Meglio sarebbe, ovviamente, che i supermercati promuovessero l’utilizzo delle borse di tela personali, come al mercato… ma siamo ancora ben lontani 🙁

  7. Mi sono permessa di linkare questo vostro articolo in un mio stato di Fb. Era troppo importante. Ogni tanto vi cito perché siete mitiche e ho amiche che come me, hanno bisogno di voi! Grazie di esistere.

  8. Vado spesso in un paese dell’UE dove nei supermercati sono messi a disposizione i guanti e, lo affermo con orgoglio, solo i clienti italiani li usano. Poi però mi irrito perchè, vedendo gli altri che, con mani che chissà dove sono state prima, toccano quelle albicocche, quelle fragole o quei chicchi d’uva che pitrebbero finire sulla mia tavola, la mia protesta al direttore del negozio cade nel vuoto.
    No, i guanti vanno utilizzati e non c’è alcuna elucubrazione sul petrolio consumato: il guanto, se non mi si rompe, lo tengo perchè in auto o in casa per verniciare o fare dell’altro, può tornare utile.

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