Elogio del prestito e del baratto

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Una volta i vestiti usati si scambiavano in famiglia: prestarsi i vestiti o scambiarli era una cosa da fare con discrezione, per non sembrare poco chic.

Oggi le cose sono cambiate: frugare nell’armadio della mamma alla ricerca dell’accessorio giusto, organizzare uno swap party tra amiche o scambiare abiti e accessori tramite uno dei tanti gruppi di baratto che negli ultimi anni sono nati a livello locale e online sono pratiche comuni, ben viste e anche un po’ trendy.

Baratto e prestito, infatti, portano con sé tanti vantaggi.

Shopping a costo zero

Il beneficio più immediato è quello economico: scambiare non costa niente, a parte un po’ di tempo e di disponibilità. Il baratto non ha a che vedere con il denaro, ma con il dono: cancella il valore di mercato degli oggetti e privilegia l’importanza che hanno per noi. Così, un vecchio frullatore può “valere” un cappotto di alpaca, e viceversa. La domanda da cui partire non è “quanto costa?” ma “quanto mi serve/lo desidero/lo userò?”.

Anche il prestito è parente del dono, però comporta qualche responsabilità in più: anzitutto quella di trattare con cura l’oggetto ricevuto. Il che, se parliamo di vestiti, si traduce in: l’abito da sera della nostra migliore amica va portato al lavasecco e restituito pulito e stirato.

Minimo impatto

Prestito e baratto sono amici dell’ambiente: riutilizzare un oggetto di seconda mano invece di acquistarne uno nuovo fa risparmiare materie prime, acqua e energia.

Nuove amicizie

Gli scambi di oggetti contribuiscono a tessere relazioni e a creare storie che un giorno potremmo raccontare ai nipoti. Per barattare o prestare, infatti, spesso bisogna incontrarsi fisicamente, soppesare, misurare, parlare. Quale occasione migliore per fare due chiacchiere e magari scoprire di aver incontrato, insieme a un oggetto gratis, anche una persona interessante?

Prove e ri-prove

Basta sensi di colpa da acquisto compulsivo, stop ai quintali di scarpe che ci piacevano tanto ma poi ci fanno venire i calli, niente più pantaloni che ci ingoffano. Scambiare, e rimettere ulteriormente in circolo il frutto dei nostri scambi, aiuta a non accumulare errori: quel che non ci sta bene può servire a qualcun altro e lasciare un posto libero nell’armadio.

Ma non solo: baratto e prestito sono perfetti per togliersi in modo indolore sfizi e voglie anche estremi: come ci starà quella gonna a palloncino? che effetto fa su di noi un pantalone di pelle? Procurarsi a costo zero il capo dei sogni e indossarlo per un paio di giorni per vedere che effetto ci fa può evitarci acquisti sbagliati, senso di frustrazione e… spese. E torniamo al punto 1: scambiare non costa niente, ma dà tanto.

Commenti

  1. Io facevo un sacco di swap party in ufficio quando lavoravo in teatro. Era un bel modo di rimettere in circolo vestiti che magari non senti più tuoi, ma che possono avere ancora una vita, oltre a te. Le scarpe no però, le scarpe non mi piace scambiarle. boh.

    • Ma che belli gli swap party in ufficio! Le scarpe però in effetti sono più difficili da scambiare: un po’ per motivi igienici (dopotutto, a differenza dei vestiti, non possono essere lavate), un po’ perché prendono la forma del piede o della camminata e allora è difficile che calzino altrettanto bene al piede della nuova proprietaria, secondo me.

  2. L’unico antidoto alla crisi è il baratto! Segnalo a tal proposito il sito http://www.mangrow.net dove utenti di tutto il mondo possono scambiare servizi.

  3. chiara chiaretta

    Sono felice proprietaria di una borsa “The bridge” scambiata con una centrifuga nuovissima(di un’amica diventata vegana 🙂 ),poi…vediamo…ho un paio di scarpe nuove barattate con uno spremi agrumi,fondotinta,terre e ombretti che si sono rivelati giusti per me e non per la precedente proprietaria!
    Mi piace il baratto,lo trovo etico ed ecologico,e che bello tornare a casa con tante cose senza aver aperto il portafoglio!

    • Sai che anch’io ho una borsa di The Bridge barattata con un paio di sandali messi una volta? Poi ho un frullatore barattato con una piastra per capelli, libri barattati con altri libri, e con mia madre scambio continuamente cappelli e sciarpe, così abbiamo la sensazione di averne il doppio 😀

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