Il Nuovo Grunge

singles l'amore è un gioco locandina poster matt dillon bridget fonda

 

Ovvero come partirò da un film che ho molto amato per finire a parlare di vecchio grunge vs nuovo grunge.

Il film: Singles, l’Amore è un gioco

Singles è in film a episodi. Apparentemente. Tre coppie si incontrano, si lasciano, si ritrovano, oppure non si formano affatto: una ragazza disillusa complica una storia per la paura di lasciarsi andare; una giovane cameriera è innamorata di un musicista sconclusionato, o forse no, forse è l’idea che ne ha di lui; una pubblicitaria affida il compito di trovarle un uomo ad un video promozionale.

E poi c’è la quarta coppia: Seattle e la musica. Siamo nel 1992, ragazzi, a Seattle. Il fuoco della passione è al suo acme, il risultato è il grunge. Nel film, musiche e apparizioni di Pearl Jam, Soundgarden, Alice In Chains (e anche un cameo di Tim Burton).

Il regista del film è Cameron Crowe, ex giornalista di Rolling Stone: la musica è sempre una protagonista importante nei suoi film, un esempio eclatante è Almost Famous, gustoso affresco sul rock anni ’70 e sulle groupie. Serve dire che ha una colonna sonora bellissima? Rolling Stone l’ha inserita nella “25 greatest soundtracks of all the times“.

Singles, un film di Cameron Crowe. Con Kyra Sedgwick, Bridget Fonda, Campbell Scott, Matt Dillon. Commedia, durata 100 min. USA 1992.

Locandina di apertura: Warner Bros.

 

Vecchio grunge vs Nuovo grunge

Come as you are… Una canzone dei Nirvana e uno stile di vita. Uno stile e punto. Il vecchio grunge era uno stile veramente casuale, fatto di sovrapposizioni, di camicie a scacchi aperte su magliette lise, jeans stracciati e anfibi consunti. La versione più femminile prevedeva vestitini fiorati, cardiganoni pesanti, calze ottomila denari e gli immancabili anfibi consunti. Lo stile grunge è nato nelle strade, Vogue l’ha colto e l’ha portato in copertina, Marc Jacobs l’ha rielaborato e portato in passerella e la moda non fu mai più la stessa…

new-grunge-A-I-13-14

Dalle sfilate A-I 13/14, via Vanity Fair: Saint LaurentWatanabeGivenchyLouis VuittonPaul & JoeFausto Puglisi.

Il Nuovo Grunge è più chic, più ripulito, meno barbone: “il nuovo grunge è patinato, non abrasivo come l’originale” (Angelo Ficcavento). Anche se la moda dall’avvento del grunge è profondamente cambiata. Da lì è nato il mix&match, il mescolare la griffe con la camicia a scacchi del mercato, l’effetto studiatissimo del “mi sono messa la prima cosa che ho trovato nell’armadio”.

Nel nuovo grunge l’anfibio è diventato un biker, il vestito a fiorellini può essere anche in seta e pizzo, la calza a rete è sottile e senza buchi (Courtney Love vade retro). Il capello non ha più la crescita esasperata ma un sapiente effetto sfumato dal nome tecnico di “ombre hair”.

Vi piace il grunge come stile? Vi vestite mai così?

Commenti

  1. No, decisamente il grunge non è nelle mie corde. Non ho amato nemmeno il grunge originale anni ’90, quando avevo l’età giusta. Questo ritorno mi sembra un po’ un ammiccare agli adolescenti di allora e non mi convince. Senza contare che “grunge patinato” a me pare una contraddizione in termini…

  2. Beh, è stato un po’ patinato fin da subito, perché è diventato così famoso perché Vogue l’ha portato in copertina. Ricordo una cover con una modella che indossava jeans stracciati e una canotta di paillette, un servizio con Stella Tennant in maglione norvegese e kilt scozzesi…
    La contraddizione in termini è voluta, è quello il gioco tentato per riportarlo in voga.
    Io invece sono proprio grunge inside e a dire il vero non ho mai smesso di vestirmi nella mia versione di grunge fin da quando ero ragazzina. I capelli me li sono sempre lavati e le calze rotte no, ma il mio stile è da sempre (almeno nelle intenzioni) un mix di rock, grunge con una punta gentile.
    La mia amica Rascal mi diceva che ero “barbon-chic” 😀
    Sono trashic insomma!

  3. Dunque, ricapitolando.
    Anfibi: ce l’ho. Vesitini a fiori: cinque o sei. Cardiganoni? Di ogni color.
    Bikers? Ai miei piedi oggi. Camicia a scacchi? Addosso in questo momento. Con sopra un vestitino di lana! E sotto? Leggings, in maglina. Capello? Corto, castano scuro con pezzettino di frangia cortissima rossa…..
    Ho appena scoperto che ho un stile, e che sto stile tiene pure un nome: MOLTO new grunge 😀

  4. abiti a fiori e cardigan si, anfibi giammai, bikers mi piacerebbero ma i miei piedi protestano con vesciche enormi, ricrescita solo per mancanza di tempo per andare dalla parrucchiera. Diciamo che sposerei volentieri il new grunge di Saint Laurent della prima foto della terza riga. hihihihih Elisabetta

    • Forse dipende dai bikers. Io ne ho appena comprati un paio artigianali, sono morbidissimi e comodi da matti, forse le scarpe più comode che io abbia mai avuto.

  5. Tesoro, non vedo l’ora di conoscerti!

  6. Adoro il grunge!
    Ma più del grunge adoro “singles l’amore é un gioco” e i pearl jam !
    E.

  7. Uno dei miei film preferiti di quel periodo (insieme a The Commitments), per quanto riguarda l’abbigliamento non so, sarà che sono cresciuta ma non piace più (anche se i miei anfibi neri con fiori rossi comprati a Londra li uso ancora), a parte… a parte i cappotti, quelli delle foto che hai postato sono favolosi

  8. Ehm… il grunge involontario (detto anche “stamattina non c’ho voglia” o “specchio, vade retro”) vale? No perché allora potrei essere grunge in quei disastrosi w-e a base di freddo, pioggia, figli malati, mariti malmostosi, niente in tv e frigo vuoto. Volontariamente, però, mai. Ogni tanto guardo con concupiescienza le Dr. Martens delle amiche di mia figlia, ma visto come mi vesto di solito temo farebbe troppo crisi di mezza età, quindi lascio stare 😉

  9. Ho appena ritirato dal calzolaio i miei amati anfibi che stanno per vedere il loro secondo decennio di vita, fosse per me non metterei altro….. Per fortuna mi salva il lavoro che richiede un abbigliamento leggermente più formale e che, una volta indossato, mi piace anche a dire il vero….

  10. assssssssssssssssssssssssolutamente grunge forever.Fin dai tempi dell’università a torino.fin da quando ero incinta dei gemelli.fino a oggi che ho40anni.grunge è la mia bandiera.io sono grunge.

  11. Si! Adoro il grunge ma non è che mi stia tanto bene. Se sovrappongo troppo divento l’omino michelin e quindi mi tocca poi fare una specie di incrocio tra grunge e anni ’50, che detta così è orribile, praticamente Audrey Hepburn in Sabrina ma con gli anfibi e il capello sparato.
    Anche adesso ho sempre un paio di anfibi e anfibietti nell’armadio, i jeans li compro interi ma quando si stracciano ci cucio sotto del tessuto a fiorellini e continuo a portarli, non parliamo dei capelli raccolti come viene viene e dei fuseaux con i calzettoni a coste scesi sulle scarpe. L’unica che non ho mai avuto è la camiciona scozzese in flanella. Il periodo più grunge della mia vita è stato in gravidanza e post gravidanza, devo dire, che la voglia di comodità superava ogni rimorso estetico. Sto ancora aspettando di diventare grande e smetterla di fare la ggggiovane, anche perché, come ho detto, non è che mi doni tanto, ma poi per i weekend mica posso stare in giacca e tacchi?

  12. niente grunge, per me, nè nuovo nè ‘antico’. Ero dark a 16 anni e mi è rimasto addosso il gusto del nero e delle ben più di 50 sfumature di grigio.

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