Sapone di Castiglia: come produrlo

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Il sapone di Castiglia è un sapone di bellezza. Si può definire un prodotto “green” in quanto è privo di detergenti aggressivi. Si può produrre in casa.

Qualche tempo fa trovai in biblioteca un piccolo libro sulla saponificazione, lo portai a casa e mi persi a guardare tutte le cose che era possibile fare, dai saponi decorati con stampini e polvere di caffè, a quelli trasparenti con dentro le rose. Lo tenni in casa un sacco, ma alla fine lo riportai senza aver fatto mai nulla, a parte sfogliarlo non so quante volte, ma con la voglia di provare un giorno a cimentarmi con prove, olii e pentolini, e magari regalare pacchetti decorati e profumati a natale.

Ultimamente ho letto del sapone di Castiglia, ed ammetto la mia ignoranza ma non lo conoscevo, ed allora mi sono letta un bel po’ di cose che mi hanno fatto tornare la voglia di provare a farlo a casa. Nella mia famiglia c’è sempre stata l’usanza di auto produrre quello che noi chiamiamo “sapone di casa”, ma la detentrice della ricetta non c’è più quindi non saprò mai se il suo sapone è il famoso sapone di cui parlo oggi. Si cerca sempre di allontanarsi dalla famiglia e dalle tradizioni, ma alla fine si torna sempre alle origini avete notato?

Il sapone di Castiglia è un sapone di bellezza, che ha origini antiche e prende il suo nome dalla omonima regione spagnola dove veniva prodotto in origine, essendo una regione grande produttrice di olio di oliva, e che ha come ingrediente base proprio l’olio di oliva che lo rende poco aggressivo per la pelle e ricca di vitamina E e acido linoleico, che tanto fa bene alla pelle perché idrata con delicatezza e combatte i radicali liberi.  Con il tempo ovviamente la sua preparazione è stata arricchita anche con altri olii come quello di jojoba e di olii essenziali, ma la sua preparazione è rimasta la stessa nel tempo.

Si può definire un prodotto “green” in quanto è privo di detergenti aggressivi, di derivati petrolchimici, senza componenti antibatteriche come il triclosan tanto in voga desso. Si può usare per la pulizia di viso e corpo ed è biodegrabile, quindi tutte ottime ragioni per provarlo 😉

Per tutti quelli che come me si sono incuriositi e vogliono provare ad auto produrlo, procuratevi:

  • 1 kg di olio di oliva
  • 300 gr di acqua distillata
  • 128 gr di soda caustica
  • 10 ml di olio essenziale di lavanda

e seguite passo, passo il procedimento che trovate spiegato qui,  e ricordate sempre di usare le protezioni giuste quando fate questo genere di auto produzioni, e di usare mestoli e pentolini dedicati a queste cose.

Attenzione alla soda caustica! Non maneggiate MAI ingredienti pericolosi se non siete esperte, e prendete tutte le precauzioni necessarie.

Commenti

  1. Quello della produzione di saponi è un mondo che mi affascina da sempre, ma non ci ho mai provato…
    Qui in Rete ci sono un sacco di blog che ne parlano, propongono ricette, ma non so se mai ci proverò…sono parecchio pigra U_U .
    Sono pienamente d’accordo, invece, riguardo al ritorno alle tradizioni, anche dopo esseresene allontanati volutamente, accade davvero molto spesso!!

    • Ciao!
      ti consiglio di provare a curiosare in questo blog per l’autoproduzione, dal sapone alla cosmesi, è molto serio e le ragazze che lo gestiscono sono sempre disponibili!
      http://ilcalderonealchemico.blogspot.it/
      e inoltre collaborano con questo altro gruppo e forum https://www.facebook.com/groups/234237996644202/?fref=ts
      in cui ci si può iscrivere e fare domande a cui si ha sempre risposta! 🙂

      • Se ti interesa, e se sei a Roma, puoi fare un salto alla saponeria popolare dell’associazione Ex Lavanderia: fanno corsi pratici della durata di un pomeriggio, e poi puoi tornare per provare a fare il tuo primo sapone con la supervisione degli “insegnanti”. Sono molto carini e non si paga (si lascia solo un’offerta per i materiali, oppure puoi donare dei materiali e in cambio impari a fare il sapone). Li trovi all’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, e su internet.

  2. Grazie per tutte queste informazioni…a questo punto non ho più scuse ^_^

  3. Io ho fatto tonnellate di saponi, di tutti i gusti e tipi…questa è la ricetta “base” per il sapone a freddo, consigliatissima come prima esperienza. Più avanti, cercando in rete, si trovano ricette favolose mescolando olii di diverse origini o sostituendo l’acqua con il latte, la birra e altro.
    Mi raccomando, come giustamente è già stato detto, estrema cautela per maneggiare la soda caustica. Molto meglio essere da soli senza bambini e animali intorno, e se possibile, tenere la finestra aperta.
    L’emozione che si prova la mattina dopo quando si apre lo stampo e si annusa l’odore del sapone ancora caldino…è impagabile! buon divertimento!

  4. Usate solo acciao e vetro pirex, no al rame, all’alluminio, alle plastiche non PEAD! Attenzione , un litro d’olio non equivale ad un chilo…e studiate, studiate, studiate, prima di cimentarvi dovete conoscere BENE quali sostanze state trattando, mica si chiama CAUSTICA per niente!

  5. ma di castiglia o di marsiglia?

    O_o

  6. (a me è la soda caustica che fa paurissima)

  7. Il procedimento illustrato si riferisce al sapone di Marsiglia. Gli anglosassoni chiamano questo sapone duro a base di olio d’oliva sapone di Castiglia, ma quest’ultimo è (o era) un sapone che prevede lisciva al posto della soda, cosa che rende il sapone meno aggressivo.

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