Cartoni animati: quali e quanti?

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Io faccio parte della generazione nata negli anni ’70 e che è cresciuta con i cartoni animati degli anni ’80. Bim Bum Bam era il must dei nostri pomeriggi e sono certa che più della metà di chi sta leggendo questo post saprebbe cantare a memoria le sigle di Goldrake, Candy Candy, Mimì e GIG Robot d’Acciaio (io potrei andare avanti per ore in effetti ma vi risparmio).

Quindi onestamente non sono la persona ideale per sgridare mia figlia se guarda i cartoni animati o addirittura per impedirle di vederli.

Però ci sono comunque considerazioni da fare per evitare che i nostri figli guardino trasmissioni non adatte alla loro età.

Un buon modo per decidere cosa è bene che i nostri bambini guardino è studiare i canali televisivi.

Ormai il mondo si divide in chi ha la TV satellitare e chi si limita al digitale terrestre. Ma non possiamo non considerare YouTube come un terzo modo di approcciarsi ai cartoni animati, modo sempre più spesso scelto dalle famiglie per poter selezionare cosa i bambini devono o non devono vedere.

Io e mio marito per i primi anni di vita di nostra figlia abbiamo fatto questa scelta ad esempio, proponendole dei grandi classici che sono però tornati “di moda” come la Pimpa e i Barbapapà.

Questo è andato avanti dai due anni (prima la TV non le interessava) fino ai 3 e mezzo.

Con il passare del tempo però la televisione ha iniziato ad attirare la sua attenzione e abbiamo dovuto fare una cernita di cosa era accettabile e cosa no.

Abbiamo mantenuto i classici a cui era abituata aggiungendo però anche la mitica Peppa Pig che pur con uno stile narrativo ancora semplice e lineare, introduceva già storie più strutturate, analisi di sentimenti e una grafica semplice e rasserenante.

Un fattore infatti da non sottovalutare è proprio quello del tipo di disegno che il cartone animato propone: ci sono grafiche che pure restando schematiche e poco raffinate, risultano spigolose, “dure” e con colori molto forti, al limite dell’aggressivo. Io sconsiglio questo tipo di programmi per bambini sotto i nove o dieci anni.

Il tempo di visione dei cartoni animati è sempre stato limitato a un’ora al massimo nel pomeriggio e una mezz’oretta alla sera. Di più ci sembrava davvero eccessivo come bombardamento di immagini per una bimbetta così piccola.

Non dobbiamo infatti dimenticare che queste fanno molta presa sul bambino piccolo, condizionando comportamenti e paure più delle parole stesse.

Con l’inizio della scuola elementare non abbiamo aumentato la quantità di cartoni animati concessi, ma la tipologia è sicuramente cambiata.

Sono arrivate le prime avventure con i Cuccioli e le fate/eroine. Sì, lo confesso, abbiamo ceduto alle Winx. E devo ammettere che se non fosse per i vestiti da broncopolmonite anche ad agosto non mi dispiacerebbero affatto.

Le storie sono ben scritte, articolate senza essere troppo complesse (lo schema è molto classico di serie in serie: fate che devono sconfiggere il cattivo di turno superando prove e conquistando nuovi poteri) e i disegni sono diventati sempre più belli.

In fondo se io non ho ricevuto danni permanenti guardando Sailor Moon e Lamù (che quanto ad abbigliamento succinto non scherzava!), nemmeno lei dovrebbe subirne.

Spesso però equilibriamo con le Pretty Cure, un vero e proprio cartone-manga giapponese di vecchia scuola e nuova grafica. Mi bastano dieci minuti e sono di nuovo una bimbetta di 10 anni che mangia pane e stracchino per merenda!

La cosa importante a mio parere è non lasciare soli i bambini davanti ai cartoni animati.

Alcuni sono perfettamente adatti a loro, ma mano a mano che crescono le storie si fanno più complesse, parlano di bene e male, giusto e ingiusto e non sempre è così facile per i nostri figli capire da che parte stare.

E comunque una regola ferrea è sempre: no ai cartoni prima di aver finito i compiti. Il dovere prima del piacere, la cultura di base prima di quella “moderna” (l’ho detto? ok, l’ho detto…qualcuno chiami la casa di riposo per un posto letto grazie!) è un principio che non passerà mai di moda, proprio come i cartoni animati.

Parla alla tua mente

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