Il nostro primo Natale

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Ho 38 anni, sono nata a Gennaio, quindi questo è il 39° Natale, per me.
Il 46° per il mio compagno, il 65° e il 63° per i miei genitori. Il 4° e il 2° per le mie bambine.

Eppure è il primo di nuovo, per tutti noi.

Il primo per Dalia, che l’anno scorso era troppo piccola per goderselo, e si limitava a guardare le luci, accucciata nell’ovetto che spesso veniva piazzato strategicamente davanti all’albero acceso per ipnotizzarla per un pochino.
Il primo per Alice che per la prima volta aspetta l’arrivo di Babbo Natale, con i doni che lei ha chiesto, nella sua prima letterina. Il primo anche a litigarsi i pacchi con la sorella, che non è più solo un soprammobile carino, ma una personcina dotata di gambe semoventi, manine roteanti e soprattutto denti acuminati.
Il primo per me e Lui con la nostra famiglia al completo, quella che volevamo, ancora meglio di come l’avevamo pensata.

Il primo di mia madre dopo la malattia; l’anno scorso era reduce da una operazione invasiva, e la sua testa era ancora là. Non era nello spirito natalizio.
Il primo per me con mia madre: ritrovarla in salute e vederla giocare con le mie figlie mi fa tornare ai natali dell’infanzia, all’odore del brodo di cappone, il sapore dei cappelletti crudi lasciati incustoditi in cucina per essere rubati da piccole manine di piccoli mariuoli golosi nascosti sotto al tavolo.

Voglio godermelo tutto questo Natale, voglio mettere il vestito bello che ho comprato l’anno scorso e non ho indossato, perché mi sembrava non avesse senso, e non mi ci sentivo nemmeno bella. Quest’anno invece sarò bellissima, voglio le luci negli occhi, voglio vedere le loro piccole manine che spacchettano impazienti, voglio riempirmi le orecchie di urla e gridolini, la pancia di cappelletti, il cuore di amore. Le guance di baci e le braccia di calore.

Perché il bello di avere i bimbi è di poter rivivere le cose attraverso i loro occhi, farsi contagiare dal loro genuino entusiasmo e dal friccicore che ti prende alla vigilia di un giorno importante. Ogni anno, ogni Natale, è di nuovo il primo.

Perché possiamo fare gli Scrooge quanto ci pare, ma da qualche parte lì, sotto la scorza cinica, c’è ancora quel bambino che aspetta di sentire i passi di Babbo Natale nella notte, e cerca indizi del suo passaggio la mattina dopo.

Scrooge dice “quanta retorica e quanto consumismo nel Natale”, ma il bimbo vede la magia, vede la verità oltre la retorica e sa, lo sa, che la bellezza è nelle cose semplici, ma vissute con amore, nel calore della famiglia.

Il Natale è per antonomasia la festa in famiglia, e io finalmente ne ho una. Intera, compatta, serena.

Buon Natale.

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Commenti

  1. Un abbraccio carico di affetto e dolcezza, di profumi e cose buone, di gioia e serenità.
    Per te, Siro, per la tua famiglia bellissima.

  2. Goditelo questo Natale, Siro, fa’ una bella provvista di ricordi felici!
    Tantissimi auguri a te, al tuo compagno e alle tue splendide figlie, ma soprattutto alla tua mamma! Il Natale è proprio la celebrazione della vita, che rinasce dopo il buio della notte invernale…

  3. Meraviglia che siete, Siro!
    Una bellissima famiglia…ma perché mi stupisco?
    Una persona come te non poteva avere che una splendida famiglia di origine e di certo si sarebbe scelta un degno compagno…
    E 1+1=2 meravigliose bambine!
    Sono in capo al mondo come sai (te l’avevo detto?) e il mio natale quest’anno sarà piuttosto surreale, ma domani chiuderò gli occhi e sentirò il profumo del brodo, dei tortellini, le luci, la confusione del natale, dei natali sereni, quelli in famiglia, quelli felici.
    Perché il natale è quello e sicuramente avere bambini aiuta a ricordarselo.
    Ma anche noi “rami secchi”, adulti senza figli, dovremmo sempre tener presente che il natale non è solo la corsa ai regali e le grandi abbuffate e se lo viviamo così è solo colpa nostra.
    Natale è la festa più bella dell’anno e dovremmo viverla sempre così come l’hai descritta tu.
    Vi abbraccio tutti e vi auguro che i prossimi natali siano ancora più belli di questo e che questo sia il primo dei vostri Natali meravigliosi
    Auguri, Siro!
    Un bacio

  4. Tesoro tu sei tutto fuorché un ramo secco. Sei un meraviglioso virgulto fiorito, nonostante la gelata improvvisa. E io non vedo l’ora di rivederti. Ma là è estate adesso vero?

  5. Mi hai commosso.
    E non e’ poco.
    E abbiamo due figli a testa, una dei due per poco con lo stesso nome. Dalia, ma con una e. Che e’ poi come la chiamiano gli amici dell’Australia.
    Buon Natale.

  6. Ma dai! Perché si chiama Delia o perché si chiama Dalia e la chiamano Delia?
    Buon Natale anche a te, Grazia (altro nome bellissimo).

  7. Cara cara Silvia, mi è piaciuto troppo arrivare a te anche attraverso questi altri canali!
    Trashic mi pare un insieme interessante e in Sirologie ti ho ritrovata con una scrittura e prospettiva nuova, in cui ho letto di te e soprattutto della tua professione, su cui in effetti avevo capito (e chiesto) solo in parte, pur essendone molto incuriosita.
    Ti auguro un buonissimo nuovo anno, pieno di ispirazione, tante cose belle, anche quelle piccole e semplici, progetti ma anche pigrizia e lentezza. E che sia un anno pieno di parole, anche. Vero

    • Grazie Veronica, pensavo che sapessi che scrivevo anche qui, ho messo il bannerino lateralmente anche sul Lupo. Diciamo che il web è una costola della mia professione. Una costola che, come altre costole, sta diventando una cosa a parte…
      Grazie per il pensiero e l’augurio. Un anno pieno di parole. Mi piace un sacco. Un abbraccio!

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