Stili alimentari: il crudismo

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Quando si parla di stili alimentari ce n’è per tutti gusti, ed io ogni volta penso alla scena di Notting Hill in cui allo scapolo Hugh Grant presentano la ragazza fruttariana che pensa che se staccati dall’albero i frutti vengano uccisi 😉

Ora noi mica vogliamo arrivare a certi livelli no?

Scoprire però i vari stili scelti da alcuni è interessante, anche perché l’uomo nasce onnivoro quindi il fatto che non lo sia è sempre una scelta etica, di salute o semplicemente di gusto.

Oggi parliamo dello stile crudista.

Agli albori della nostra civiltà tutti eravamo crudisti, non avendo ancora scoperto il fuoco, ma ora forse abbiamo dimenticato quante sono le sostanze nutritive che si trovano nei cibi crudi, specialmente quando si parla di verdura. Ovviamente non parlo di uno stile esclusivamente crudista, anche se qualcuno lo sceglie, magari per brevi periodi, ma a quella cosa che si chiama alternanza che ci permette di beneficiare di tutto quello che mettiamo in tavola, e che tanto ci può aiutare a stare in buona salute.

Nella grande gamma degli ingredienti ci sono cose che migliorano con la cottura ed altre che invece perdono molto e vediamo un po’ quali sono.

Il pesce va cotto in maniera veloce perché le alte temperature prolungate denaturano le proteine, così come la carne che mantiene il valore biologico delle sue proteine con cotture più al sangue. Le uova migliorano con la cottura, anche se l’ideale sono le temperature che cuociono l’albume ma lasciano il tuorlo poco cotto come quando si fa l’uovo alla coque o in camicia.

Gli alimenti che perdono di più sono le verdure, infatti gli enzimi cominciano a deteriorarsi già verso i 50°, a 60° comincia la vitamina C e i sali minerali si disperdono nell’acqua di cottura nella bollitura.

Legumi e cerali non possono essere consumati crudi, ma c’è un metodo sicuro che permette di mantenere alcuni principi attivi benefici che si perdono con la cottura: farli germogliare. Consumare germogli è un toccasana per l’organismo in quanto questi sono pieni di enzimi, si aumenta la bio disponibilità di sali minerali e cresce il valore delle vitamine, infatti la vitamina C aumenta considerevolmente, così come anche la vitamina B12. Esistono in commercio appositi germogliatori, e farlo in casa è facilissimo oltre che istruttivo per i bambini, insomma una specie di orto in casa in miniatura.

L’ideale è abbinare questo stile a quello che seguiamo abitualmente integrando il crudo e il cotto, e sperimentando piatti nuovi e magari insoliti, oppure iniziando il pasto con della verdura cruda, che tra l’altro aiuta la digestione e aumenta il senso di sazietà.

Un’idea sfiziosa di crudo potrebbero essere delle bruschette con una crema di polpa di zucchine, acciughe, basilico e olio, oppure sperimentare insalatone con frutta e verdure e dei formaggi abbinati. Ottimi sono i sughi crudi, come il classico pesto di basilico, o le versioni meno conosciute come il pesto di rucola e mandorle, o quello di peperoni e pomodorini secchi.

Come ogni cosa, il crudismo può essere un buon sistema per arricchire la nostra dieta e farci scoprire sempre nuovi sapori.

Commenti

  1. Sono d’accordo su tutto….il segreto è mangiare di tutto, alternando tutto e nelle giuste quantità. Al di là delle scelte etiche e tralasciando l’aspetto “vezzo da vip”, il crudismo può aiutarci a ricordare che spesso quanto più “processata” risulta una pietanza, tanto più perde in alcuni nutrienti essenziali. Quella delle bruschette poi, è una ricetta da acquolina in bocca, ma la riservo per la prossima estate. Lo scorso agosto, con 34 gradi all’ombra e senza condizionatore, i fornelli erano off-limits e ho abbracciato volentieri il crudismo ;), ora che a malapena siamo sopra lo zero dalle mie parti, è difficile apprezzarlo, ma può essere un’idea per qualche snack salutare fuori pasto.

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