Widiba, piattaforma di banking digitale

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Mi hanno chiesto di raccontare la Banca che vorrei. E io ho bene in mente la Banca che vorrei: essendo stata per anni dipendente, poi freelance con P IVA e adesso titolare di un’azienda, ho molto chiaro il mio rapporto con le Banche, le cose che hanno funzionato e ciò che mi ha spinto a cambiare Banca, quando questo è accaduto.

La verità è che ho smesso di avere fiducia nelle Banche da tanto tempo, e quindi parto prevenuta. Cosa hanno fatto le Banche per me e per la mia azienda? Ho fatto molto più io per loro: non ho soldi da investire, ma non sono mai andata in rosso. Ho sempre pagato ogni rata in tempo (mutuo, auto…), non ho mai fatto il passo più lungo della gamba, non ho mai dato problemi di alcun tipo. Sono la tipica persona che può essere considerata un ottimo pagatore (e un pessimo investitore). A volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio avere debiti. Perché non sono mai stata premiata in alcun modo, quando ho rispettato le scadenze.

Le Banche mi sono servite solo come tramite per il mutuo della casa (l’errore della mia vita) o come tramite tra me e i miei clienti. Ma posso dire mi abbiano dato qualcosa in cambio?

Io, nella costruzione di questa Banca ideale che Widiba sta progettando, mi aspetto innovazione vera: non cambierei la mia attuale Banca, se non ci fosse una convenienza reale per me. Se non cambia nulla, non vale nemmeno la pena cambiare.

Per questo ho inviato le mie idee sulla piattaforma Widiba:

Contratti semplificati: potrei superare la diffidenza verso le Banche se vedessi contratti brevi e chiari, massimo due pagine. Se riusciamo noi a fare offerte di due pagine, può riuscirci anche una Banca.

Piano di rispamio: per accantonare i miei risparmi uso da anni il Conto Arancio: è sempre stato un conto ‘facile’, con spese bassissime, che mi ha permesso di accantonare soldi anche in periodi in cui facevo fatica, per poi ritrovarli quando volevo fare acquisti importanti per il mio lavoro. La chiave sarebbe quella di poter creare un nuovo conto risparmio per chi come noi non avrà più diritto alla pensione (voi non ci pensate mai, a questo?). Non mi dispiacerebbe infatti avere un conto online (solo online, senza carte, bancomat o possibilità di prelevare fisicamente i soldi), da utilizzare come conto di risparmio in appoggio a quello sulla mia Banca, nella stessa filiale.

Bonus ‘digitale’: come azienda che lavora in ambito IT, gestisco tutti i pagamenti e le transazioni soltanto online; noi non abbiamo alcun giro di contanti. A noi servirebbe una vera diminuzione delle spese del conto corrente, con una vera diminuzione delle spese per i bonifici e quindi i costi di commissione vari. I bonifici, le spese del conto e le transazioni online, ad oggi, ci costano anche 2mila euro l’anno, ed è una cifra improponibile per chi ha un’azienda anche florida come la nostra: quei soldi ci servono per investire su personale e risorse. Sarei quindi disposta a cambiare Banca se le commissioni e i costi bancari venissero drasticamente ridotti. Per esempio potrebbe esserci un premio con interessi attivi maggiorati o con abolizione delle spese sopra una certa soglia, per chi effettua TUTTE transazioni digitali a fine anno = no lavoro nero, viene premiata la legalità, la Banca può sempre contare sui soldi depositati.

Networking: l’idea di Banca tradizionale secondo me sta morendo. Le Banche dovrebbero in qualche modo incentivare il lavoro, se vogliamo uscire – tutti – dalla crisi. Così come fanno Confartigianato e UnioneIndustriale, mi piacerebbe che le Banche potessero associarsi alle associazioni di categoria, per proporre networking aziendale e formazione, consigli per investimenti e spese, collaborazioni tra aziende. Tavole rotonde di formazione e networking tra correntisti aziende con stesso profilo o stesse esigenze: formazione finanziaria, commerciale, amministrativa o semplicemente incontri per creare opportunità di networking tra aziende.

Ma il mio sogno più grande, sarebbe una grande Banca online collegata al Ministero di qualche cosa: io emetto le fatture online attraverso il portale del Ministero di qualche cosa, e immediatamente pago il 50% in tasse. Il resto è mio, e finisce sul mio conto corrente. Basta F24, basta scadenze trimestrali, basta burocrazia, basta tutto: pago nel momento in cui fatturo e ciao. In un mondo civilizzato funzionerebbe così, non pensate?

Nel nostro mondo, boh: siamo ancora qui a discutere di commissioni bancarie. Come andrà a finire? La Banca che vorrei, è anche la vostra? Esisterà un giorno?

Se volete anche voi dare idee sulla Banca che vorreste, potete farlo qui: http://www.widiba.it/

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Questo post è offerto da Widiba, la prima piattaforma di banking digitale costruita dalle persone.
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