Philomena

locandina

Ricordate che vi dicevo di avere un insider alla Mostra del Cinema di Venezia? Ricordo benissimo il suo messaggio a caldo, la mattina del 31 agosto:

“Cara Silvia, dovrai assolutamente andare a vedere Philomena di Frears. Mi permetto di dirti che è un’ordine, una cosa da fare tassativamente. Il film è stato proiettato alle 9 di mattina per la stampa. Dall’istante in cui è finito, al Lido non si è parlato d’altro. Il passaparola dei giornalisti è arrivato in ogni dove. Quando è arrivata l’ora della poiezione per il pubblico la sala era gremita. Io un film così non lo vedevo da anni, un’emozione che mi ha davvero colpito il cuore. Se hai tempo domani leggi le recensioni, secondo me saranno tutte positive, essere in sala oggi è stato veramente qualcosa di speciale: ho pianto e riso e con me tutte le 1200 persone in sala”.

Visto l’entusiasmo di Insider, non mi sono stupita quando il film ha vinto il premio Osella per la miglior sceneggiatura (Jeff Pope e Steve Coogan). Sono passati più di 4 mesi e di questo film ancora si parla. Ha avuto 4 nominations ai BAFTA, 3 ai Golden Globes, a cui si aggiungono le recenti 4 nominations agli Oscar.
Nel frattempo io sono andata a vederlo, e credo proprio che dovreste vederlo anche voi. Adesso ve ne parlo un po’.

La trama

trama-philomena

Guarda qui le foto della timeline della storia di Philomena

 

1951, Irlanda. A una fiera la diciannovenne Philomena incontra un ragazzo affascinante e scopre l’amore. Quando il padre intuisce la gravidanza, la chiude in un convento. Il patto con le suore prevede che le “peccatrici lussuriose” lavorino nel convento per i quattro anni successivi al parto, senza contatti con il mondo esterno, per ripagarle per l’accoglienza. A Philomena tocca la lavanderia, il lavoro più duro. Insieme a lei la madre di Mary; anche i due bambini sono inseparabili. Le ragazze possono vedere i bimbi per una sola ora al giorno. Allo scadere dei quattro anni i bimbi verranno dati in adozione, ma quel giorno per Philomena arriva inaspettato: una ricca coppia in visita per Mary, decide di adottarla insieme ad Anthony. Philomena non può nemmeno salutarlo, da quel momento non lo vedrà mai più. Proverà a cercarlo, ma le suore negheranno sempre di avere un qualsivoglia contatto.

Inghilterra, 2005. Philomena è ora una signora anziana, molto cattolica. Dopo oltre cinquant’anni è ancora schiacciata dal senso di colpa, dalla vergogna per il peccato, e per l’aver goduto di quel peccato. Non passa giorno in cui non pensi a quel figlio strappatole via. Racconta il suo passato alla figlia, che a sua volta contatta il giornalista Martin Sixmith perché racconti questa storia e la aiuti a ritrovare Anthony. Il giornalista è scettico, pensa che sia materiale da “Vita in diretta”, ma fiuta l’affare. I due cominciano un viaggio che sarà foriero di sorprese e scoperte, per entrambi.

Il film

Avete letto la trama e vi sono rimaste le palle attaccate alla sedia?
Vi sbagliate di grosso perché questo è un film dove si ride, e anche molto: per l’irresistibile humour inglese, in mezzo alle lacrime a volte, oppure si sorride di tenerezza per questa signora che all’inizio del film ti sembra un po’ naif, e che ti ci vuole tutto il film – come al coprotagonista del resto – per capire che cuore grande ha. Che forza, che tempra. Ma certo si piange, e ci si arrabbia pure, nel mio caso moltissimo. Il segreto sta nel ritmo: tra colpi di scena, e alternanza di registri comico e drammatico, il film si beve in pochi sorsi.

Un po’ commedia e un po’ dramma, il film solleva questioni morali, religiose e politiche. Ma è anche, e soprattutto, a mio avviso, un romanzo di formazione. Philomena compie un lungo viaggio, fisico e interiore, alla ricerca del figlio che ha perduto, e arriverà a conoscerlo e ad amarlo per quello che è diventato, non solo per il ricordo che ha di lui. Martin farà un viaggio alla scoperta di Philomena, scoprendone la complessità e, attraverso di lei, verso il rispetto degli altri. Sarà per lui anche un viaggio intorno alla fede, e dentro di sè.

La grandezza nel film sta sicuramente nell’interpretazione convincente dei due protagonisti (e di Philomena da giovane) e nella storia coinvolgente, ma la grandezza della storia spesso risiede proprio nel “come” viene narrata: in questo caso con delicatezza, rispetto, equidistanza, senza giudizio. Con trasporto, ma misurato. Poteva essere un romanzetto come quelli che Philomena tanto ama, o un soggetto da “cronaca vera”. Invece è un capolavoro impressionista.

Mi sono portata a casa la voglia insoddisfatta di abbracciare Philomena (e di abbracciare Insider). Nella retina mi è rimasta impressa la scena in cui la giovane Philomena gioca col figlio, ridono, si baciano sulla bocca, con naturalezza, in un gesto che per tutte le madri è quotidiano e pieno di tenerezza. Questa quotidianità, questa intimità, ti  straziano. Sono tornata a casa e ho abbracciato forte le mie bambine addormentate, ringraziando per avere la fortuna di poterle crescere.

Spero che le immagini arrivino lì dove le mie parole non sono ancora arrivate e vi convincano a vestirvi e truccarvi per bene o sbarbarvi (o entrambe le cose, vedete voi), a uscire di casa, a sorbirvi 25 minuti di pubblicità prima dell’inizio (se abitate come me in una città di provincia con un unico multisala in pieno abuso di posizione dominante) per poter conoscere questa bellissima donna e la sua storia straordinaria.

[Il film è tratto dal romanzo – basato su una storia vera – di Martin Sixsmith intitolato The Lost Child of Philomena Lee, pubblicato in Italia da Edizioni Piemme con il titolo Philomena ]

Philomena un film di Stephen Frears. Con Judie Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark (Philomena da giovane). Drammatico/Commedia, durata 94′ – Regno Unito, Francia, USA 2013.

Photo credits: philomenamovie.com

Che fate? Ci andate? Già visto?

Commenti

  1. devo vederlo! grazie 🙂

  2. Tanto entusiasmo da parte tua è sicuramente convincente… affare fatto. Lo vedrò. Mi piace lasciarmi trasportare in alto e in basso dall’emozione e poi ri-atterrare sul pianeta terra. E rivalutare ciò che ho.

    • Io sono rimasta sul pianeta Philomena per un paio di giorni. Non smettevo più di baciare e abbracciare le mie figlie. Ma tanto lo sanno già di avere una mamma un po’ matta.

  3. Lo consiglio, è un film un po’ serio”ma assolutamente piacevole da vedere e non noioso!

  4. Film meraviglioso, commovente e veramente fatto molto bene.
    E lei è fenomenale come sempre.
    Grande attrice e grandi rughe!

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