Lezioni di stile: capi basici per il guardaroba

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Cosa sono i capi basicQuali sono indispensabili per avere un guardaroba fornito e funzionale?

Tanto per cominciare è basic tutto ciò che riusciamo ad abbinare molto facilmente e che spesso manifesta molta versatilità anche per occasioni d’uso. Abbiamo già parlato di T-shirt, pullover e jeans, di camicie, gonne e cardigan e ora proseguiamo trattando gli altri capi basici utili a strutturare un buon guardaroba.

Capi basici: il blazer

Il blazer è un’attitudine. Spesso non è necessario lavorare in un consiglio d’amministrazione per farne la propria divisa, basta sentirselo addosso e riuscire ad adattarlo a ogni occasione. Perché al contrario di ciò che suggerisce lo stereotipo una giacca può avere mille volti e se vogliamo fare una prova con la sua versione 0 prendiamo un blazer blu, dal taglio classico e semplice.

Lo possiamo utilizzare:

  • su un pantalone a completo in versione tailleur per colloqui, riunioni in ufficio, momenti di “rappresentanza”;
  • sui jeans per tirare su anche il modello più trasandato;
  • sui jeans più pulitini tutti i giorni;
  • chiusa da una cintura per essere trendy abbinandola a tacchi vertiginosi;
  • appoggiata sulle spalle su un abito da cocktail;
  • su pantaloni bianchi e mariniere per un look da crociera;
  • su una camicia, un dolcevita, una t-shirt da adolescente, ogni volta cambia volto;
  • sulla gonna a tubino fiorata.

Consigli per gli acquisti
Il poliestere è il male. Dopo due volte che indossate un capo in questo tessuto diventerà lucido, farà pallini o puzzerà. Non mi stanco di ripetere invece che i capi basici devono essere di qualità perché possono essere utilizzati tantissimo e “consumati”, ma anche perché se acquistati con un occhio alla capacità di resistere alle mode possono accompagnarci per anni e anni senza sembrare datati, ma stimolarci a rinnovarli di stagione in stagione semplicemente con qualche dettaglio, nel caso del blazer una spilla, una cintura, un’applicazione su bavero o taschino. La giacca più duratura ha due bottoni, le spalle giuste (non a sbuffo, né destrutturate), lunghezza a metà sedere circa. Il colore navy o nero. Poi ovviamente allargate il raggio!

Capi basici: i pantaloni

Un buon paio di pantaloni serve. Anche se siete donne con le gonne come me, il pantalone ha le sue occasioni per cui diventa indispensabile: mancata ceretta e freddo polare su tutte. Badate bene: il pantalone NON è il leggings. Un pantalone ha una struttura, anche se aderente, ha cuciture che accompagnano la gamba e un taglio fatto con criterio. E non ha più del 5% di elastane.

Possiamo  utilizzarli:

  • con mocassini per look informali;
  • con i tacchi anche di sera;
  • risvoltati con le sneakers;
  • con una giacca per un’occasione formale;
  • col pullover tutti i giorni;
  • sotto una gonna come se fossimo sulle passerelle.

Consigli per gli acquisti
A mio avviso il pantalone nero è davvero il basico per eccellenza perché con le dovute accortezze fa anche da pantalone da sera per una cena formale. Ma se non è nella vostra palette, sceglietelo blu navy e lo metterete davvero con tutto. Il modello? a sigaretta non passa mai di moda, ma anche largo e dritto su stampo maschile è un “senza stagioni”. Fate l’orlo in base alle scarpe che volete utilizzare, non ingannatevi pensando che lasciandolo a casaccio lo utilizzerete con tutte le scarpe che avete: il risultato sarà che avrà sempre l’aspetto sciatto. Almeno con un paio di scarpe invece sarà quello che deve essere: perfetto.

Capi basici: il capospalla

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Il capospalla meriterebbe un post a parte perché di basici ce ne sono diversi, ma non sono necessari tutti, nel senso che devono ben integrarsi con il nostro stile. Al contrario degli altri capi che se scelti in versione sobria possono essere interpretati con abbinamenti e accessori, il capospalla è una presenza fondamentale dei mesi freddi che parla per noi in maniera preponderante.

Le mie scelte “basiche” sono:

  • un trench al ginocchio chiaro;
  • un cappottino al ginocchio, smilzo o a vestaglia, nero, grigio o blu;
  • un parka, caldo quanto un piumino, ma dall’appeal più femminile e metropolitano;
  • una pelliccia per cui vi consiglio la strada ecologica, a meno di avere qualche tesoro vintage, in entrambi i casi meglio corto, al massimo fino a metà coscia, in una tonalità neutra e dalla foggia smilza;
  • il montone rovesciato che è un capospalla molto interessante e trasversale.

Consigli per gli acquisti
Comprare un capospalla non può essere frutto solo di una folgorazione, anche perché in genere si parla di molti soldi. Oltre a investire sulla qualità dobbiamo comprendere bene il modello che calza a pennello sul nostro corpo. Leggermente avvitato giova sempre, valutate anche la possibilità di arricchirlo di una cintura. La lunghezza si deve prestare a coprire gli indumenti che generalmente utilizzate: se siete tipe da gonna al ginocchio, anche il cappotto deve arrivare più o meno lì: troppo più corto, a meno che non sia proprio un giubbetto, sta male.

Siamo giunte alla fine: quali sono le vostre considerazioni?

Commenti

  1. Dovrò rifletterci un pochino.
    Non ho un pantalone buono (solo 2 jeans che non metto mai e i pantaloni da tuta che uso per lo sport) e nemmeno un bel blazer. Quest’ultimo mi da più problemi per trovare un modello adatto visto che sono morbida in zona seno.
    Cercherò, grazie per la guida!

    • La cosa bella di esplorare il guardaroba e’ provare, provare, provare, finche’ si capisce in che direzione cercare.
      Sui pantaloni io uso diversi jeans e soprattutto gonne, ma uno fatto bene ci vuole.
      PEro’ piano piano, e’ cosi bello cercare! Pensa che se hai gia’ tutto o li trovi in fretta poi perdi il divertimento 😉

      • Assolutamente!
        Anche io sono una donna da gonna, trovo che valorizzi meglio le forme e renda eleganti/sbarazzine con poco, ma concordo quando dici un pantalone buono serve. Stavo riflettendo però sul un bel punto di grigio, nero mi piace 5 tasche sportivo e blu è difficile da abbinare per quel che ho ora nell’armadio. Ecco un bel grigio potrebbe essere elegante e semplice al punto giusto. Ti terrò informata su quel che combino.

        Il blazer è una lunga lotta ma rpima o poi vicerò!

        Bacioni

  2. Beh… che dire… oggi devo accompagnare la nana a canto. La scuola dista 800 m -1 km dalla zona outlet (Diffusione Tessile e Lanificio di Tollegno inclusi). So quale sarà la meta della mia passeggiata del lunedì 😀

  3. Qui le cose si fanno più difficili!
    La giacca: celo, anzi ne ho tante, ma blu mi manca. Grigia va bene uguale come basic?
    La giacca sulla gonna a fiori: non ci avevo mai pensato, devo provare (così posso pure dare un nuovo senso ad un colpo di fulmine novembrino per una pencil nera a fiori…)
    Per quanto riguarda i capispalla sto meditando. Una volta assodato con me stessa che il piumino mi ha stufata e che sono decisamente una donna da cappotto, mi rimane il dilemma di come ripararmi dal freddo in quelle situazioni in cui il cappotto non è adatto.
    Ma naturalmente arrivi tu, diavolo tentatore, e mi tiri fuori dal cilindro il parka!…
    Ho tutto il tempo di meditare, visto che con la regola dei 5 pezzi per questa stagione gli acquisti invernali me li sono già giocati…

  4. Comunque, per la cronaca, oggi indosso:
    camicia maschile di piquet di cotone celeste
    jeans scuri modello bootcut
    blazer grigio stretto da cintura
    stivaletti in suede grigi con tacco alto e squadrato.
    Più basic di così… ; )

  5. Ho tutto in triplice copia, come potete immaginare.
    Ma il lbd fra i capi basici?
    O per quello ci sarà il post a parte che mi immagino?
    E la gonna?
    Una gonna nera secondo me deve fare parte del guardaroba di una signora
    🙂

  6. oddio!!!!!
    hai ragione!!!!
    a mia discolpa…sono le dieci meno dieci e sono in ufficio…
    :O

  7. Lavoro in un contesto che richiede un abbigliamento decisamente formale, eppure non amo per nulla le giacche, che trovo scomode, ingessanti, e nel caso dei blazer decisamente troppo da “uoma” per i miei gusti. Infatti nel mio armadio ce ne sono solo due per stagione: un blazer nero invernale e uno primaverile, e due pseudo-chanel, nei toni del nero-grigio-marrone per l’inverno e rosa cipria per la primavera.
    Anche sul fronte pantaloni ho il minimo indispensabile: sono decisamente una donna con la gonna, o meglio una donna col vestito! In compenso potrei aprire un negozio di capispalla: con la scusa che il clima obbliga ad avere dallo spolverino leggerissimo al piumino lungo, ho di tutto e di più! D’altra parte mi muovo praticamente solo a piedi, e non c’è niente da fare, per essere in ordine il “sopra” va curato tanto quanto il resto…

    • purtroppo sono d’accordo con te: anch’io con la giacca mi sento scomoda e irrigidita…pur piacendomi molto…sulle altre, però! Probabilmente un davanzale pronuciato non è il massimo per questo capo, infatti è il capo di battaglia di Armani e modelle più secche come le sceglieva lui….non concordo siano da uoma, (ehehe bel termine) lì sono gli accessori a far la differenza (o il trucco o i capelli)… Ho provato una giacca in felpa…ma non è lo stesso effetto…
      i parka invece mi sanno di sciatto all’ennesima potenza….
      aborro pellicce vere o false…mi fanno proprio senso, non c’è niente da fare, anche senza pensare allo scuoiamento animale mi schifa toccarle…e comunque non hanno proprio un perchè a meno di non essere inuit al polo…

      • mi permetto di farti notare che ci sono giacche e giacche, come cambiano i modelli di gonne, abiti e pantaloni.
        bisogna solo trovare quella giusta per la propria fisionomia. in alcuni casi la giacca puo’ addirittura essere l’escamotage per camuffare un seno ingombrante. ma deve essere strutturata, con un giromanica fatto quasi su misura e non certo di felpa che ingolfa e aderisce.

    • hai ragione, anzi in inverno, secondo me il capospalla e’ veramente quello che fa il look.
      sulla giacca come dicevo e’ un’attitudine, non per tutte!
      mia madre per esempio la ricordo sempre nei suoi meravigliosi tailleur e anche adesso che non lavora mette spesso la giacca e riesce a interpretarla in maniera molto informale, per niente ingessata, ma ovviamente per lei e’ una seconda pelle e si vede.

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